2 La challenge delle figurine -Aaron e Amanda
Aaron e Amanda
Quasi inconsapevolmente, i quattro si trovano spesso a chattare tra loro nel gruppo Telegram che hanno creato, diventando un piccolo rifugio per raccontare le varie vicende della giornata, senza mai sfociare in maniera esplicita su temi erotici. Ovvio, qualche frecciatina ogni tanto manteneva più viva l’attenzione ma la cosa più piacevole restava la percezione di un bel rapporto di confidenza reciproco. E, in poco tempo infatti, non di rado, nelle serate le coppie si salutavano con fasi del tipo “noi vi salutiamo perché dobbiamo andare a (dis)fare il letto”, a cui poteva seguire una classica risposta come “in un letto fatto si dorme bene ma in un letto disfatto ancora meglio, ci avete dato un’ottima idea!”
Nel tempo le ragazze iniziarono, una volta disfatto il letto, a mandare semplicemente una emoticon nel gruppo a voler dire “noi siamo pronti per dormire, buonanotte”.
Questa piccola cosa, apparentemente innocente, fece si che le due coppie si dedicassero alle proprie attività sessuali nello stesso tempo; vi era il segnale di inizio e quello della fine. Aspetto che creò una ancora maggiore connessione tra i quattro. Un legame profondo, intimo, dato dal sapere quando gli altri stessero facendo le proprie attività private.
Inutile dire che, le frecciatine a tema sesso, diventarono in poco tempo sempre più frequenti, con anche interessanti conversazioni a tema, senza mai sfociare nel volgare.
Entrambe le coppie avevano inizialmente concordato il mantenimento di una certa riservatezza, cosa apprezzata reciprocamente. Ma, parallelamente alla confidenza, cresceva l’enorme curiosità da parte di tutti di poter dare una figura alle persone misteriose dietro tutte quelle parole digitate su di uno schermo. Con un leggero brividino di preoccupazione verso possibili delusioni, i ragazzi si convinsero che fosse arrivato il momento di scambiare qualche foto per mostrarsi a vicenda, dare un volto e una fisicità a quelle entità virtuali.
Dylan e Perla optarono per un paio di foto in cui erano insieme, ritenendo corretto inserire fra queste una al mare, cioè in costume, ovvero mostrando, oltre ai loro bei visini, anche i propri corpi coperti da un pantaloncino e un elegante costume da bagno a due pezzi nero.
Non tardarono i complimenti sulla bellezza di entrambi da parte di Aaron e Amanda, che ricambiarono quasi all’istante con una foto insieme all’aria aperta che trasmetteva coerenza con l’impressione di coppia sincera data fino a quel momento, seguita da altre due più provocanti, scelte senza dubbio per restare allineati e al passo.
Amanda, una ragazza dal viso fine quanto il costume da bagno che definiva un corpo minuto e ben proporzionato in ogni sua parte, ma non costruito ossessivamente, e un seno indubbiamente sodo e Aaron non da meno, in una foto a parte rivelava un ragazzo dal corpo ben curato e definito.
Chi osò di più in questo scambio fu proprio Aaron che, a differenza degli altri, decise di mostrarsi non in costume, ma in intimo. Azzardo decisamente andato a buon fine, soprattutto agli occhi di Perla che non poté fare a meno di rimanere piacevolmente colpita da alcuni dettagli per lei particolarmente interessanti. In ordine casuale, o forse di importanza: pettorali ben definiti senza dubbio da un allenamento rigoroso e costante, corpo liscio, probabilmente accuratamente depilato e due piercing ad asticella, uno nel capezzolo destro e uno nel capezzolo sinistro. Ultimo dettaglio: un membro indubbiamente importante, sagomato senza volgarità da boxer bianchi attillati.
Seguirono cortesi ricambiati complimenti dove Perla non potè trattenersi dal mostrare il proprio apprezzamento verso i piercing di Aaron, fortemente tentata dal rivelare il proprio nipple piercing, fermata però da un pò di timidezza.
Sciolse la leggera tensione creatasi Amanda esclamando: “anche io ne ho!”, inviando subito dopo la foto del suo viso mentre faceva una simpatica linguaccia a mostrare il proprio gioiello.
Seguirono giornate di conversazioni tranquille, divertenti, spensierate, piacevolmente piccantine a volte, in un clima sempre più leggero, dato anche dall’abbattimento del muro dell’incognita sull’aspetto fisico, quell’ignoto che presto tutti e quattro si resero conto quanto fosse diventato pesante, ma non parlarono mai di ciò, proseguirono semplicemente la propria conoscenza nel loro rifugio sicuro.
Con il passare delle settimane arrivò la bella stagione e un pensiero comune iniziò a pervadere le menti dei quattro ragazzi: vediamoci e passiamo una serata insieme. Pensiero comune ma che nessuno aveva il coraggio di esprimere per paura del potenziale rifiuto.
La proposta vera e propria arrivò da Dylan, il più silenzioso del gruppo, ma anche il più attento ad ogni dettaglio, per quanto sfuggente, che ipotizzo appunto che probabilmente qualcuno, o forse tutti, stavano soffrendo un pò all’idea di lanciare un invito, continuando con un tagliente “che si fa sabato prossimo?”
Domanda tanto banale quanto essenziale per sbloccare finalmente quella forte tensione celata.
Domanda banale quanto la risposta che segui poco dopo: “di certo ci vediamo! (finalmente). Poi si vedrà!”
Tutto banale, si. Ma adesso son cazzi! E più i giorni passavano più l’ansia saliva.
“Restiamo sulla linea del banale e andiamo a cena da qualche parte?” Disse Dylan con nonchalance e ansia bel celata dietro lo schermo.
“Benissimo! Se poi ci va proseguiamo la serata andando a bere qualcosa” rispose Aaron con entusiasmo e disagio, che tutti gli altri sapevano esserci.
“Ma si dai, passiamo una serata tranquilla. Se proprio va male ognuno si metterà in un angolino e stiamo tutto il tempo a messaggiare” rassicurò scherzosamente Perla.
“Sento l’ansia di tutti, ragazzi! Ma non vi preoccupate, non lo dirò a nessuno, sarà il nostro piccolo segreto. Sono certa che potrà andare solo bene una serata tra noi, abbiamo una connessione non scontata” confortò tutti Amanda.
Il sabato seguente le coppie si presentano all’appuntamento tanto atteso, in un elegante ristorante dalle parti di Perla.
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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