3 Ltdf - Condanna in primo grado
Condanna in primo grado
“È davvero una bella e calda giornata, vero Perla? Una passeggiata nel parco qui vicino ci farà proprio bene!”
Perla seguiva Amanda mentre la curiosità iniziava a tediarla pesantemente. Cercava di fare ipotesi, ma non riusciva ad interpretare minimamente lo sguardo, all’apparenza dolce, di Amanda. Troppo dolce e spensierato al punto da poter essere definito “sadico”. Interpretazione che non dispiaceva a Perla. L’idea di essere nelle grinfie di Amanda iniziava ad eccitarla non poco.
“Mi stai facendo sudare, Amanda!”
“Hai colto perfettamente nel segno, Perla” disse Amanda, accelerando il passo. “Fra poco ci stendiamo all’ombra per fare due chiacchiere.”
Perla, sempre estremamente attenta alla propria igiene personale, nel sentirsi fradicia di sudore iniziò a pensare che, forse, la punizione che aveva escogitato Amanda era proprio questa. Farla sentire sporca! Sorrise fra sé e sé, ad un’idea tanto assurda.
Che, però, assurda non era. Anche se ancora non poteva immaginarlo.
“Fermiamoci qui. Ho bisogno di riposare i piedi.” Ordinò velatamente Amanda.
Perla si sedette all’ombra di un grande albero e Amanda si distese vicino, sfilando le scarpe da ginnastica e, subito dopo, i calzini.
“Ti piace il colore delle mie unghie?” Chiese maliziosa, Amanda.“Sembra vada così tanto di moda il 36 smalto bianco.”
Perla non fece in tempo a mostrare il proprio apprezzamento per la tonalità dello smalto, che si ritrovò addosso i piedi di Amanda, appoggiati sulla propria coscia.
“Massaggiali.” Fu l’ordine perentorio. “Devono essere in forma per questa sera; ho intenzione di usarli per giocare con il bel cazzo del tuo fidanzato.”
Perla si sentì decisamente infastidita dalla provocazione. Ma, allo stesso modo, eccitata al punto da pensare: “Oh si, Amanda. Trattami male e non potrò fare a meno di esaudire tutti i tuoi desideri.”
“Sei proprio brava con quelle mani.” Disse Amanda. “Ma, mi risulta che sei brava anche con la bocca. Quindi: leccali.”
L’ordine destabilizzò Perla. Come poteva fare una cosa del genere in un parco pubblico? E poi, che schifo! Pensò.
“Voglio che mi lecchi i piedi. Adesso, Perla. Voglio sentire la lingua che ha tanto gustato le palle del mio ragazzo infilarsi tra le mie dita.”
Perla si guardò intorno, con la speranza di scorgere passanti e rimandare quanto impartito, ma il parco era deserto.
Non c’erano scuse.
Iniziò ad avvicinare la bocca al primo di quei viscidi piedi sudati. Vicino al punto da sentirne l’odore, che però non percepì fastidioso.
“Lecca, puttana.”
Non potevano uscire dalla bocca di Amanda parole più giuste per avere definitivamente Perla ai propri piedi, letteralmente. Che, entrando totalmente nella modalità richiesta e ormai incurante di eventuali passanti, iniziò ad usare la lingua assaporando prima il mignolo, percorrendo, poi, lentamente, il contorno di tutte le dita, fino ad arrivare all’alluce, su cui si dedicò maggiormente, succhiandolo come fosse un piccolo cazzo. Succhiandolo con molto più gusto di quanto avrebbe mai potuto immaginare.
Senza che Amanda dovesse specificare altro, Perla afferrò il secondo piede. Lo baciò prima sul dorso, poi nella pianta, proseguendo infilando la lingua nell’incavo di ogni dito e, osando ancora di più, succhiando i due alluci contemporaneamente.
“Wow, Perla. Mi stai facendo bagnare! Non credevo potesse essere così eccitante!”
Perla, asciugatosi il contorno della bocca: “Devo scontare diligentemente la mia pena, no? E, sappi che… anche io in questo momento ho le mutandine bagnate.”
“Molto bene bambola. A questo punto possiamo andare.” Disse Amanda, rientrando nel proprio ruolo autoritario.
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