11 Lcdf - L'incoronazione
L’incoronazione
La grande casa di Perla si sviluppa su tre piani e normalmente agli ospiti non viene mai chiesto di fare le scale.
Il piano terra si compone di un ampio ingresso che dà accesso alla lavanderia e ad un ampio salone diviso in due settori: da un lato l’area ristoro con grande tavolo a dodici coperti e cucina minimalista e dall’altro lato l’area living con ampio divano e maxischermo, il tutto affiancato dalla portafinestra scorrevole per accedere ad un giardino perfettamente curato, dove è anche presente la piscina.
Vi è inoltre il reparto notte con studio, bagno e due camere (ufficialmente) per gli ospiti.
Nella pratica, le stanze erano nel tempo state arredate per realizzare set fotografici e riprese video. Una divertente attività che Dylan e Perla facevano da un pò di tempo, dando sfogo alle loro fantasie erotiche.
La camera designata al proseguimento delle attività delle due coppie è arredata in stile moderno, minimalista e con un sofisticato impianto luci in grado di conferire la giusta atmosfera per ogni occasione e per ogni possibile utilizzo del letto posto al centro della stanza.
Tra gli arredi spicca inoltre una poltrona con struttura in legno verniciato di nero, rivestita con tessuto animalier leopardato.
Le ragazze, con il corpo ancora avvolto dal telo bianco e mano nella mano, iniziarono a dirigersi verso il corridoio che porta al reparto notte, guidate da Amanda.
I ragazzi attesero in silenzio fino a non sentire più il rumore dei passi dei piedini scalzi che percorrevano il fresco pavimento di marmo bianco del corridoio.
Arrivò il momento giusto ed iniziarono a percorrere lo stesso tragitto. Passi lenti, passi decisi.
Ad attenderli, Amanda sedeva sul letto a gambe incrociate come fosse in prima fila pronta a godersi lo spettacolo e, di fronte a lei Perla seduta sul proprio trono, ancora bendata, ancora con il telo addosso e in attesa di qualcosa il cui pensiero le provocava brividi in tutto il corpo.
Nonostante non potesse contare sul proprio senso della vista percepì che ora, in quella stanza, vi erano due presenze in più. Nonostante l’assoluto silenzio, si rese nitidamente conto che due figure imponenti si trovavano ora ai suoi lati. Il respiro si fece profondo, il battito cardiaco iniziò ad accelerare al punto di essere quasi fastidioso.
Qualche istante di attesa e Perla senti di essere pronta.
Pronta a concedersi totalmente.
Pronta a mettere il proprio corpo a disposizione di due maschi arrapati.
Pronta a godere.
Pronta a ricevere due cazzi.
Pronta ad esprimere al massimo il suo potenziale perverso.
Pronta a diventare la troia che viveva nelle sue fantasie più nascoste.
Pronta ad essere usata come una schifosa puttana dal suo ragazzo insieme ad un altro.
Pronta a dimostrare a Dylan di avere tutte le caratteristiche per essere la sua degna, zoccola, fidanzata.
Pronta a tutto.
Alzò prima un braccio e poi l’altro alla scoperta dell’ambiente circostante iniziando a percorrere con le dita i pettorali facenti parte del premio, scendendo poi lungo il ventre, fino all’elastico dei pantaloncini.
Da un lato: il maggiore esperto dei suoi desideri, delle sue perversioni, dei suoi orgasmi. Dall’altro: l’emblema delle sue fantasie di quella serata.
I ragazzi procedettero, perfettamente coordinati, abbassando i pantaloncini, l’unico indumento che stavano indossando.
Il lieve rumore del tessuto che scorreva sulla gambe fece fare un sussulto a Perla. Il suo sesto senso le suggeriva che due membri erano pronti per essere usati contro di lei.
Entrambe le mani di Perla continuarono a scendere fino ad accarezzare da un lato il cazzo di Dylan e dall’altro il cazzo di Aaron.
Le dita percorrevano il disegno delle aste e delle cappelle. Il respiro di Perla iniziò a farsi ancora più intenso e ancora di più quando afferrò, con avidità, i due cazzi iniziando a segarli, facendoli diventare di marmo mentre desiderava ardentemente di poterli prendere brutalmente ovunque.
L’eccitazione era talmente alta da essere solo questa sufficiente a fare gemere la protagonista, che iniziò a dirigere la bocca in direzione di quello che credeva essere il cazzo di Dylan; aveva estremo bisogno di prenderglielo in bocca.
Riconobbe la mano di Dylan sulla testa che confermò il suo intuito e che allo stesso tempo le impediva di arrivare a gustarsi il suo bel cazzo. Venne invece accompagnata da due mani diverse ad alzarsi e restare in piedi percependo che i due stalloni si stavano allontanando. Si avvicinò Amanda e le tolse delicatamente la benda.
La scena che si trovò davanti Perla fu un letto coperto da lenzuola rosse di raso su cui le soffuse luci colorate dell’ambiente andavano a realizzare diverse sfumature cromatiche. Ai bordi del letto, in piedi, il suo premio, il suo desiderio: Dylan da un lato, Aaron dall’altro. Completamente nudi e con il cazzo eretto.
La stavano aspettando.
Perla guardò maliziosamente Amanda e fece un passo in avanti facendo, nel contempo, cadere il telo che la copriva.
Non era più necessario.
Rimase un attimo ferma così, facendo ammirare a Dylan un corpo che conosceva molto bene e ad Aaron il corpo che avrebbe conosciuto molto presto.
Perla continuò ad avvicinarsi lentamente, sinuosa. Il suo sguardo cercò gli occhi di Dylan poi si spostò sul lato opposto, su quelli di Aaron. Lo sguardo cambiò nuovamente direzione finendo però sul cazzo di Dylan e, infine, sul cazzo di Aaron.
Arrivata al bordo del letto iniziò a salirci sopra come una felina, a quattro zampe, fino a portarsi al centro di quel palco per poi girarsi, posizionandosi seduta. Le braccia andavano ad appoggiarsi all’indietro in modo da inclinare la leggermente la schiena esponendo maggiormente le sue tette. Un ultimo sguardo a destra poi a sinistra sui due grossi cazzi e: “sono vostra.”
Dylan e Aaron, muovendosi simultaneamente salirono in piedi sul letto posizionandosi alla destra e alla sinistra di Perla, che osservava vogliosa due grossi cazzi avvicinarsi finché non furono a pochi centimetri sopra la sua faccia rivolta ora totalmente verso l’alto.
Dylan e Aaron si avvicinarono talmente tanto da incrociare le spade e ora, Perla, poteva ammirare quattro palle a distanza molto ravvicinata. Talmente ravvicinata da sentirne l’odore. Odore che rappresentò la goccia che fece traboccare il vaso: Perla si sollevò colmando la breve distanza che occorreva per affondare la faccia in mezzo a quelle quattro palle gonfie, sentendone tutto il peso e il calore sul viso.
Perla ha una certa perversione verso le palle e averne quattro in faccia la mandò totalmente in estasi. Iniziò prima a sfregarsele su tutto il viso tirando poi fuori la lingua per leccarle voracemente, disegnando simboli dell’infinito, passando da una sacca scortale all’altra fino a perdere la cognizione ma era esattamente ciò che voleva: leccare quelle palle senza rendersi più conto se fossero quelle che conosceva molto bene o quelle del nuovo amico. Iniziò anche a prenderne in bocca una alla volta, fino a succhiarle tutte. Si sentiva estremamente troia e il bisogno di cazzo la stava davvero mettendo in difficoltà.
Venne immediatamente rassicurata quando i ragazzi sopra di lei iniziarono ad allontanarsi facendo scorrere sul suo viso i due grossi e pulsanti membri. Perla non potè contenersi; afferrò il grosso cazzo di Aaron e si fiondò con la bocca sul cazzo di Dylan, che questa volta non la fermò. Anzi, glielo spinse profondamente in gola una, due, tre volte, finché un rivolo di saliva iniziò a colarle dalla bocca.
Pensò ancora una volta a quanto fosse troia realizzando che era arrivato il momento che aspettava da tutta la sera: si girò dal lato opposto trovandosi di fronte al maestoso cazzo di Aaron. Cercò di coglierne i dettagli ma la sua voglia era letteralmente fuori controllo e prese in bocca la grossa cappella, sentendone finalmente il sapore, continuando con un pompino passionale che all’istante iniziò a fare gemere Aaron.
Da brava troia golosa continuò a gustarsi prima un cazzo e poi l’altro in un loop che avrebbe voluto mantenere per ore. Perla adora succhiare il cazzo e, in quell’occasione, scoprì che succhiarne due è ancora meglio. Prima che potesse rendersene conto si ritrovò Amanda insinuata tra le gambe, che iniziò a degustare la sua figa gocciolante, in una leccata molto sapiente.
Perla andò completamente in tilt: aveva sei mani addosso, una lingua esperta che le leccava la figa mentre sempre più a fatica continuava a spostare la bocca da un cazzo all’altro.
L’esplosione del piacere fu inevitabile e il suo corpo venne travolto da violenti spasmi dati da un orgasmo.
Neanche il tempo per potersi riprendere che Dylan l’afferrò per le gambe iniziando, non gentilmente, a penetrarle la figa con il proprio grosso cazzo, scopandola selvaggiamente.
Amanda avvicinò la faccia a quella di Perla e Aaron iniziò a scopare la bocca di entrambe. Prima spingendo il suo grosso cazzo giù per la gola di Amanda e, subito dopo, penetrando la bocca di Perla, sempre più in profondità.
Non soddisfatto, Aaron, spostò la testa di Perla sul bordo del letto ma senza interrompere la scopata in atto di Dylan. Scese dal letto e iniziò a scopare profondamente la gola di Perla che in questo momento veniva quindi penetrata da due grosse minchie: quella di Dylan che le riempiva la figa fradicia e quella di Aaron giù per la gola, facendole ricoprire la faccia sempre più di bava.
Perla adorò la sensazione di essere farcita di cazzi e questo alimentava enormemente la troiaggine che è in lei, facendole desiderare qualcosa di ben preciso. Consapevole che Dylan aveva premeditato anche ciò a cui stava pensando.
Aaron si sdraiò sul letto con la schiena rialzata dalla testata, Dylan estrasse il suo bel cazzo dalla figa goduriosa di Perla e le tese una mano per invitarla a salire a cavalcioni sugli addominali di Aaron, rivolgendogli le spalle.
Il cazzo di Aaron, appoggiato alla figa di Perla, venne risucchiato dalla bocca di Amanda e Perla si trovò il cazzo di Dylan a scoparle la gola mentre Aaron la afferrava per i fianchi, sollevandola.
Amanda diede ancora una leccata alla figa di Perla portando, subito dopo, la grossa cappella di Aaron sul buco del culo della regina incoronata.
Perla iniziò a spingere verso il basso fino a sentire quella grossa cappella penetrargli il culo, facendola sentire molto zoccola e vogliosa di cazzi grossi.
Il grosso membro entrò lentamente, fino in fondo, trasmettendo una immensa sensazione di pienezza.
Aaron iniziò a scopare con forza il culo di Perla che gemeva ad ogni colpo. Dylan continuava a spingerle il cazzo dentro e fuori dalla bocca e la lingua di Amanda iniziò a giocare con i turgidi capezzoli della protagonista di quest’orgia.
A tutto questo si aggiunsero le dita di Dylan sulla figa di Perla, la quale non potè resistere esplodendo in un ulteriore violento orgasmo.
Ma Perla non ne aveva ancora abbastanza. La troia che è in lei è estremamente affamata e, sfilatosi il cazzo dal culo ci si fiondò con la bocca sbocchinandolo energicamente.
Nello stesso momento Amanda ne approfittò per togliersi finalmente lo sfizio di gustarsi il cazzo di Dylan, che slinguazzò con molta soddisfazione, facendolo scorrere in mezzo alle tette sode e giocando con la grossa cappella sui capezzoli estremamente turgidi. Dylan si trattenne a fatica dall’inondare Amanda con la propria sborra, dettaglio che non sfuggì ad Amanda, che volle mettere ancora più in difficoltà Dylan guardandolo negli occhi mentre si spingeva il suo cazzo tutto in gola e restando così per un tempo indefinito, muovendo la testa a destra e a sinistra, fissando negli occhi Dylan a comunicargli la sua enorme sete.
Amanda si staccò dal cazzo di Dylan facendo un profondo e rumoroso respiro. Cosa che fece impazzire Dylan che voleva a questo punto solo ribaltarla sul letto e scoparla a pecora. Ma questo non rientrava nei piani.
Ormai Perla, mossa dall’istinto animale, salì nuovamente a cavalcioni su Aaron, questa volta guardandolo dritto in faccia. Aveva bisogno di sentire quel grosso cazzo dentro alla figa e, dopo essercisi strusciata sopra per lubrificarlo a dovere, se lo spinse tutto dentro senza chiedere permesso, godendo come una troia.
Dylan si diresse dietro Perla e, anche lui senza chiedere permesso, afferrando le trecce e tirandole la testa all’indietro, le spinse il cazzo tutto su per il culo. Amanda, che per un attimo aveva sperato di poter ricevere quel cazzo, guardò Dylan con aria di sfida, che la afferrò per il collo schiacciandola sul fondo schiena di Perla in modo che potesse osservare da vicino quel tanto desiderato cazzo penetrare il culo della vincitrice.
La troia riusciva a percepire ogni dettaglio dei due cazzi che le penetravano nello stesso momento la figa e il culo, muovendosi avanti e indietro; Perla non si era mai sentita così schifosamente puttana e dopo qualche colpo sempre più violento arrivò il terzo orgasmo. Il più potente, che quasi la tramortì facendole tremare tutto il corpo.
I ripetuti spasmi muscolari dell’ano e della vagina misero molto in difficoltà la resistenza dei due tori che stavano montando quel corpo messo a loro completa disposizione.
Dylan sfilò il proprio cazzo e Aaron, in preda dei suoi istinti animali, ribaltò di forza Perla buttandola sul letto a pancia in su, riprendendo a scoparle selvaggiamente la figa mentre Dylan, afferrando Perla per il collo, riprese a scoparle la gola.
Perla era stremata e in balia di due cazzi che non smettevano di scoparle ogni buco a ripetizione, facendola sentire sempre di più una schifosa puttana usata e assetata di sborra.
Il cazzo di Dylan iniziò a pulsare fino ad inondare di liquido denso la bocca di Perla con una abbondante eiaculazione che finì per ricoprirle anche la faccia ai lati della bocca e, mentre ancora il suo corpo sobbalzava dai colpi inflitti dal grosso cazzo di Aaron, ingoiò avidamente la sborra ricevuta.
Aaron cercò lo sguardo di consenso di Dylan e, afferrando in mano la propria belva, si diresse anche lui verso la faccia di Perla che, da brava puttana, spalancò la bocca con tanto di lingua fuori.
I densi fiotti di sperma del secondo cazzo iniziarono a colpire tutto il viso di Perla ricoprendo anche la lingua che, ricevuto l’abbondante carico, venne riportata all’interno della bocca per gustasi altra calda sborra, ingoiando ancora.
Durante questa scena ad alto carico pornografico, Amanda, ormai in grave crisi di astinenza, iniziò a toccarsi senza ritegno gemendo forte, finendo per squirtare con getti che bagnarono il cazzo di Dylan e le tette di Perla. La ragazza in astinenza si avvicinò carponi a Perla e, senza permesso, iniziò a leccarle la faccia ingoiando a sua volta quel cocktail di sborra.
Raccolte le ultime gocce, sempre senza preoccuparsi di chiedere permesso, Amanda infilò la lingua in bocca a Perla che non oppose la minima resistenza a questo bacio al gusto di sborra.
Amanda era in forte fermento, bisognosa di godere e Perla, con lucidità ancora offuscata dagli orgasmi provati, rigirò Amanda sul letto, sotto di sé e, strusciandosi, iniziò a scendere lungo il suo corpo.
Perla, che era sempre stata decisamente convinta della propria eterosessualità, si trovava ora ad osservare a distanza ravvicinata una figa perfettamente liscia, oggettivamente bella, verso la quale iniziò a sentire un’incontrollabile attrazione.
Si prese qualche attimo per osservarne ogni dettaglio. La pelle liscia e rigonfia dall’eccitazione, le sottili labbra sporgenti che chiamavano il suo nome e il clitoride decorato con gioiello argentato.
Ne percepì il dolce odore e questo fece perdere ogni inibizione a Perla che iniziò a muovere delicatamente la lingua sul contorno di quella stupenda vagina. Ne poteva quindi, adesso, sentire anche il sapore che risultò coerente con il profumo che pochi istanti prima le aveva fatto perdere la testa.
Si prese tutto il tempo per esplorare, lentamente, ogni dettaglio di quella figa vogliosa concentrando poi i propri giochi di lingua sul clitoride, girando attorno al gioiello che lo ornava.
Amanda stava godendo. Inarcò la schiena gemendo, spingendo la figa sempre più forte verso quella lingua così delicata e sapiente.
A Perla venne naturale avvicinare la mano, infilando subito due dita dentro a stimolare il punto G.
Il respiro di Amanda si fece sempre più intenso e, tra le grinfie di Perla, esplose in uno spasmodico orgasmo estremamente potente che diede sfogo a tutto il piacere represso fino a quel momento.
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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