7 Ltdf - La confessione
La confessione
“Sei stata molto brava Perla, hai ripagato i tuoi crimini.” Sentenziò Amanda, tornata alla guida della propria auto.
“Mi fa piacere Amanda. Quindi adesso siamo di nuovo amiche?”
“Assolutamente si, noi siamo proprio due amiche del cazzo!” Rispose ridendo, Amanda.
“Che intenzioni hai adesso? Io sono stremata, ho bisogno di rilassarmi un pò.” Disse Perla.
“Ho detto che tu hai ripagato i tuoi crimini. Ma i colpevoli di quella serata sono alcuni. Ho intenzione di fare qualcosa io adesso, se non ti dispiace.” Rispose Amanda.
“Perché dovrebbe dispiacermi? Anzi, adesso avrei davvero voglia di guardare scopare te e godermi lo spettacolo con uno spritz. Hai già in mente qualcosa? Farai una threesome con Dylan e Aaron?” Chiese Perla incuriosita trattenendo, non seppe neanche lei come, la gelosia nei confronti del proprio fidanzato.
“Assolutamente no. Non ho intenzione di fare un regalo a quel bastardo di Aaron dopo che quella sera non mi ha tutelato, divertendosi spudoratamente. Ma Dylan… Dylan mi eccita molto.” Accennò timidamente Amanda, preoccupata di un possibile rifiuto.
“Mica scema, ragazza. Lo so molto bene quanto è eccitante Dylan. Mi stai chiedendo il permesso?” Continuò Perla.
“In un certo senso…si. Forse, per il tipo di rapporto che abbiamo noi quattro, non dovrei sentirmi a disagio. Ma non mi è mai capitato di confessare una cosa del genere ad un’amica.”
“Cara Amanda, ti assicuro che Dylan sarà molto ben disposto a farti godere. E io sarò felice di questo. Non ho mai visto Dylan alle prese con un’altra donna e il solo pensiero mi uccide. Ma stiamo parlando di te e, in un certo modo, il tuo piacere è diventato anche il mio piacere. Come il piacere di Dylan è il mio piacere.
Io, per oggi, il mio l’ho fatto e desidero ardentemente osservarvi fare qualsiasi cosa.”
Amanda si sentì sollevata e allo stesso tempo eccitata. Aveva silenziosamente e insistentemente desiderato questo da quando si erano salutate dopo la prima volta.
“Spero solo che i ragazzi, prima, non ti abbiano preso alla lettera.” Disse Perla, ridendo.
“Oh porca troia! È vero. Ma io scherzavo e, soprattutto, avevo detto quella cosa perché ero arrabbiata. Non penserei mai che… Perla, mi stai facendo venire il dubbio. Quel coglione di Aaron è certo come la morte che si farebbe coinvolgere in qualsiasi situazione da quel manipolatore di Dylan. Ma… Dylan fa quelle cose?” Chiese preoccupata Amanda.
“Che sappia io, mai successo.” Rispose Perla. “Ma ho anche imparato, nel tempo, che Dylan è in grado di tirare fuori assi dalla manica quando meno te lo aspetti.”
“Ne parli come se non ti dispiacesse come cosa.” Disse perplessa, Amanda.
“Dovrebbe dispiacermi se Dylan volesse fare un pompino? L’unica cosa che mi dispiacerebbe sarebbe se non mi chiedesse di succhiarlo insieme o, come minimo, se non mi chiedesse di insegnargli come si fa! Sono troppo perversa?” Rispose Perla, sorridendo.
Amanda restò un attimo in silenzio a riflettete. “Ma mi spieghi come fai? Riesci sempre a demolire le mie certezze, a rendere ridicoli i miei tabù. In questo momento sto immaginando i nostri ragazzi a sessantanove e mi sto eccitando. Io ti adoro per questo.”
Continuò Amanda, con tono preoccupato e divertito: “E se poi gli piace troppo? Chi ci scopa a noi?!”
Perla rispose con tono serio: “Dylan è una persona dal carattere particolare e quando gli girano i coglioni è, a livello mentale, totalmente distruttivo. Spietato. Ma su una cosa sono certa: adora incondizionatamente fare sesso con me e non è una cosa a cui può rinunciare perché è lì che trova il suo massimo equilibrio. Io, forse indirettamente, lo tengo incatenato così, facendo la sua troia e la cosa non mio dispiace affatto, anzi. A dirla tutta ciò che ho appena detto di Dylan vale anche per me. Forse ti sembrerà strano ma, io, prima di conoscerlo, ero una brava ragazza casa e chiesa con tutti i pregiudizi del caso e le classiche chiusure mentali. Che poi… tutto questo ha il nome di insicurezze. Dylan, con tutti i suoi difetti… o meglio: la mia relazione con Dylan, nonostante tutte le difficoltà, mi ha messo nelle condizioni di poter vivere la mia sessualità appieno, donandomi un luogo dove potermi esprimere senza limiti ed ogni volta che parliamo di questo argomento emergono praticamente sempre nuove idee fottutamente intriganti.
Vuoi sapere una cosa che sembra un paradosso? Quando tra noi le cose non stanno funzionando troppo bene, e mi riferisco alla relazione, non al sesso. L’unica cosa che desidero è fare l’amore con lui, ma nella maniera più dolce possibile. Sai invece cosa mi succede quando siamo nel nostro equilibrio? Ho i peggio desideri da puttana vogliosa di cazzi. Una, tra le varie fantasie spinte che non abbiamo mai messo in pratica, è quella dove mi ritrovo in mezzo a tre maschi neri, muscolosi e dal cazzo davvero grosso che mi scopano contemporaneamente tutti e tre i buchi fino a ricoprirmi completamente di sborra con Dylan lì, che guarda, che dirige tutto con le parole. Ma è una cosa che desidero solo quando le cose vanno perfettamente bene. Sembra un controsenso e forse lo è, ma credo si spieghi per il fatto che se sento che siamo solidi, nulla può scalfire il nostro rapporto. Mentre se le cose vanno un pò così così, non tollero neanche se esce per i fatti suoi. Entro proprio in crisi da psicopatica!
È Dylan che mi rende troia e io voglio essere esattamente questo, ma solo se alla base c’è lui. Altrimenti non funziona, non può essere divertente. Brutto da dire, spero tu non ci rimanga male, ma oggi ha funzionato anche se Dylan non c’era. C’eri tu. E tu, ai miei occhi, sei un prodotto di Dylan. Non prenderla come un’offesa. Semplicemente credo che il mio ragazzo sia talmente metodico che è possibile, anzi, probabile che abbia volutamente fare andare le cose, quella sera, come sono andate con l’idea che tu, a mente fredda, avresti potuto accorgerti del torto subito, incazzandoti come hai fatto e mettendo in atto la vendetta. Non ti sto dicendo che sia andata così, ma che non mi stupirebbe minimamente scoprire che Dylan possa avere architettato tutto questo.”
Amanda, con queste parole, capì che probabilmente aveva visto solo la punta dell’iceberg e che aveva di fronte una coppia che viveva il sesso in maniera profonda, intensa, prima di ogni cosa a livello mentale. I corpi erano solo il mezzo con cui appagare le proprie perversioni e fantasie.
Rimase molto colpita da questa conversazione e iniziò ad entrare in un’ottica diversa. Un punto di vista laterale che le stava facendo pensare che da quel momento, forse, il cazzo non sarebbe più stato ciò che l’avrebbe fatta eccitare, ma ciò che esso rappresentava.
Dopo una lunga riflessione Amanda diede la sua risposta: “No, non mi sento offesa dalle tue parole. A dire la verità, riflettendoci, mi sentirei estremamente onorata se davvero fossi un prodotto di Dylan. E mi sento onorata anche già dal fatto che tu possa pensarlo. In altri contesti si, mi sarei incazzata a sentire parole del genere. Ma, da come hai spiegato, tu stessa sei un prodotto di Dylan e io ho molta stima di te. Quindi seguire il tuo esempio so che potrebbe solo farmi sentire bene.”
Riprese la parola Perla: “Recuperiamo i ragazzi, andiamo a casa mia così potrai usare e concederti completamente a Dylan. Io e Aaron guarderemo, magari mentre gli faccio una sega. Così potrà divertirsi un pò anche lui, poverino. E poi… mi piace molto il cazzo del tuo ragazzo, glielo tengo in mano volentieri, se non ti dispiace.”
“Puoi fare ad Aaron tutto quello che ritieni opportuno!” Disse Amanda, divertita. “Anche perché, da quando ha fatto quella cosa con voi due, mi ha scopato come mai avesse fatto prima. Mi sono posta tanto da vittima, ma i miei benefici li ho comunque avuti.” Rispose Amanda, divertita e maliziosa.
“Ti do solo un consiglio estremamente importante.” Riprese Perla. “Dylan ha un grandissimo difetto in ambito sessuale: si preoccupa. Quindi se vuoi che ti scopi senza remore, dovrai istigarlo pesantemente. Solo così si sentirà libero di esprimere il suo potenziale. E tu, troietta, non desideri altro che scoprire il suo potenziale…”
Amanda fremeva dalla voglia. Le aspettative si erano alzate paurosamente e iniziò a pensare di non essere all’altezza.
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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