8 Ltdf - L'esecuzione
L’esecuzione
Le ragazze scesero dall’auto e si incamminarono su per la collinetta dietro il locale dove si erano incontrati, dove i ragazzi, nel frattempo, erano andati a distendersi per godere del calore del sole di quel pomeriggio.
Alla vista di Dylan, a petto nudo, ad Amanda salì una voglia quasi incontrollabile; avrebbe voluto saltargli addosso, lì.
Non era ancora il momento, ma soprattutto non era il luogo giusto per ciò che aveva in mente.
“Amanda appare molto soddisfatta e Perla molto provata.” Commentò Dylan, mentre le ragazze si avvicinavano, sorridenti, per sedersi accanto a loro.
“Non puoi neanche minimamente immaginare quanto sia perversa Amanda!” Rispose divertita Perla, ripercorrendo nella propria mente quanto fosse accaduto quel pomeriggio.
“Non sono così sicuro di volerlo scoprire.” Continuò Dylan, con sorriso forzato.
“Oh, si che lo vuoi sapere! Ma non è il momento, ci sono ancora importanti cose da fare prima di andare a cena.” Rispose Perla.
Le coppie, riunite, raggiunte le rispettive auto, iniziarono la marcia in direzione di casa di Perla.
All’arrivo, la proprietaria fece gli onori offrendo qualcosa di fresco da bere e i ragazzi si accomodarono in giardino.
Quell’estate, Perla e Dylan, avevano deciso di arredare l’area esterna con comodissimi divanetti gonfiabili e un materassino per passare le nottate sotto le stelle e godersi la piacevole brezza estiva.
Dylan e Aaron non avevano idea dei piani per quel tardo pomeriggio e, questa volta, ci pensò Perla a dirigere i giochi.
“Purtroppo per te, Aaron, oggi la tua pena da scontare sarà accontentarti. Non ti aspettare nulla di ché.” Disse Perla, facendo cadere il vestito leggero che indossava, restando completamente nuda.
“Questo sarebbe accontentarsi?” Chiese Aaron, ammirando dalla testa ai piedi quel corpo stupendo.
“Si, purtroppo oggi non ti sarà concesso avere questo corpo. Ma, se la smetti di fare il timido e ti spogli, mi è stata data l’autorizzazione ad appoggiarti la mano sul tuo bel cazzone.”
Aaron non se lo fece ripetere due volte iniziando all’istante a spogliarsi fino a restare anch’esso nudo, di fronte a lei. La vista del membro, già in parziale erezione, provocò a Perla l’azione involontaria di passare la propria lingua sulle labbra poi, meno involontariamente, mordendo quello inferiore.
Il membro di Aaron continuava a crescere, ad assumere la forma eretta a vista d’occhio. Il corpo sinuoso, fottutamente arrapante della ragazza che appariva totalmente a proprio agio anche senza abiti, faceva letteralmente impazzire Aaron.
Perla si avvicinò ad Aaron fissandolo negli occhi. La mano della ragazza percorse il contorno dei pettorali definiti, scendendo poi lungo il ventre, fino alla coscia.
La mano si spostò verso il centro, poi sollevata delicatamente per adagiarci sopra le sode e rotondeggianti palle di Aaron.
La mano si chiuse avvolgendo con delicatezza, ma con decisione i caldi coglioni trascinando, come fosse un cagnolino al guinzaglio, il ragazzo sul divanetto, seduto affianco a lei.
Perla non dava il minimo segno di voler rinunciare a quelle succose palle, che continuò infatti ad accarezzare e massaggiare, al di sotto del cazzo che ormai era diventato di marmo e spasmodico.
“Il vostro posto invece è sul materassino.” Disse assertiva, Perla rivolgendosi a Dylan e Amanda.
Dylan iniziò a capire che la cosa sarebbe stata estremamente intrigante e si tolse la maglietta fissando negli occhi Perla, che restituiva uno sguardo molto provocante mentre, nel contempo, afferrava il grosso cazzo di Aaron, iniziando a muovere lentamente la mano su e giù.
Amanda si tolse le scarpe, slacciò gli shorts e sfilò la canottiera bianca richiamando a sé le attenzioni di Dylan.
Quando ebbe gli occhi della propria preda a divorarla, abbassò anche i pantaloncini. Sfilò poi i calzini strappando un sorrisetto a Perla, che continuava a manovrare il grosso arnese.
Anche Aaron era molto preso dalla scena ma ne approfittò comunque per ricambiare la cortesia ricevuta da Perla, mettendogli una mano fra le gambe, trovando una figa già abbondantemente lubrificata.
Le abilità di mano non sono di certo il punto forte di Aaron. Ma a Perla ricevere quelle attenzioni piaceva comunque e, per sopperire, andò ad appoggiare la mano libera su quella di Aaron, facendo così da guida.
Amanda era estremamente sexy nonostante l’intimo molto semplice: un reggiseno nero e mutandine brasiliane di stesso colore. Leggere, di quelle senza cuciture, che comunque non celavano a sufficienza la sagoma del piercing sottostante.
Amanda si posizionò alle spalle di Dylan avvolgendolo con le braccia per accarezzargli il petto, aderire alla sua schiena e poi addentare la pelle tra spalla e collo, cercando, nel contempo, lo sguardo di Aaron e Perla. Gesto in segno di sfida e a voler dire: “siete pronti a godervi lo spettacolo?”
Le mani di Amanda scesero sul ventre di Dylan e gli slacciarono i jeans.
“Sdraiati.” Impose Amanda, con sguardo famelico.
Dylan eseguì, trepidante di scoprire cosa lo attendesse, finalizzando la propria posizione appoggiandosi all’indietro, sui gomiti.
Amanda si spostò davanti a lui e, dando le spalle al pubblico, si chinò per avanzare sul corpo che le spettava, gattonando fino a ritrovarsi faccia a faccia con Dylan, a distanza molto ravvicinata.
La lingua, resa fottutamente arrapante dal piercing che la trafiggeva, fu estratta.
Il sorriso malizioso di Amanda, dopo avere ritratto l’organo del gusto, sembrava voler dire: “Quanto mi desideri?” Ma senza richiedere risposta.
La ragazza sollevò il busto, sedendosi su Dylan. Le natiche, coperte dal sottile velo di cotone, contornavano perfettamente il membro ormai decisamente duro di Dylan e, ottenuto l’incastro erotico, iniziò ad ondeggiare lentamente il bacino mentre, tenendo sempre fisso lo sguardo negli occhi di Dylan, portò le mani dietro la schiena per slacciare il ferretto del reggiseno.
Il braccio destro venne riportato davanti a sorreggere l’indumento indebolito mentre la mano sinistra abbassava una spallina. Poi, invertendo il ruolo degli arti, venne abbassata anche la seconda spallina.
“Adesso vediamo se riesci a mantenere il contatto visivo…” Sfidò Amanda, gettando il reggiseno sul prato.
Dylan adora questo genere di sfide. Non fece il minimo cenno di cedere, neanche per un istante.
Sguardo fisso negli occhi.
Ma anche Amanda adora questo genere di sfide.
Rincarò la dose incrementando l’intensità del petting e palpandosi le tette, giocando anche con i capezzoli.
“Sei bravo, Dylan… hai un grande autocontrollo.” Disse Amanda, con voce rotta dall’eccitazione.
“Adesso però, scopriamo il tuo di autocontrollo.” Rispose Dylan afferrando per i fianchi Amanda, tirandola a sé.”
Amanda cadde sulle braccia mettendo in mostra, verso gli spettatori, l’unico triangolo di tessuto che la vestiva, impregnato di abbondante liquido cristallino.
Dall’altro lato, invece, in mostra vennero messe le tette ondeggianti che si ritrovarono in corrispondenza della faccia di Dylan.
Entrò in gioco la lingua, quella senza piercing, con una lenta passata al turgido capezzolo destro. E poi un’altra lenta, e ampia, leccata sul capezzolo sinistro, anch’esso turgido.
Il respiro di Amanda aumentò facendosi profondo. Dylan aveva intenzione di prendersela con molta calma.
Le mani coordinate di Dylan iniziarono ad accarezzare delicatamente il culetto sodo di Amanda mentre le labbra continuavano a giocare alternativamente con i due capezzoli. Le carezze a sfioro diventarono palpeggi, le labbra che succhiavano vennero sostituite da denti e morsi.
Amanda gemeva. Perla, come fosse in simbiosi con lei, provava forte eccitazione consapevole delle sensazioni che stesse provando la ragazza nelle grinfie del suo uomo.
L’eccitazione di Amanda aveva raggiunto il primo culmine. Quel trattamento non le bastava, adesso aveva bisogno di altro. Bloccò l’azione di Dylan con una sensuale carezza sulle sue labbra. Poi scese lungo il suo corpo sfilandogli pantaloni e boxer contemporaneamente.
Il duro membro di Dylan scattò appena liberato dagli indumenti e questa scena fece pentire Perla di avere concesso l’uso del suo maschio, senza esserne coinvolta. Sopperì indirizzando le dita di Aaron, due per l’esattezza, sull’apertura della propria figa viscosa, facendole penetrare con un movimento del bacino.
Amanda si alzò in piedi e si girò per dare le spalle a Dylan. L’attenzione, inutile dire, non era sulle spalle. La ragazza abbassò le mutandine innalzando così la voglia di chi stava osservando, da sotto, la scena. Si girò nuovamente verso Dylan. Iniziò ad accarezzargli la gamba con il piedino, arrivando fino al bacino mentre lui non perse occasione per divorare con gli occhi il corpo nudo, autoritario, che lo sormontava.
Amanda fece un passo laterale. Dylan si ritrovò, così, sdraiato sotto di lei. Il peso della ragazza deformava il materassino all’altezza delle spalle, ora affianco alle sue caviglie.
Lo sguardo di Amanda tornò sugli spettatori, mostrando il proprio ghigno.
Si abbassò carponi.
Dylan poteva, in questo momento, godere di una vista a lui molto gradita. La figa di Amanda a distanza molto ravvicinata dalla propria faccia.
Una densa, filamentosa, goccia di liquido cristallino gli colò sulle labbra. La raccolse immediatamente con la lingua, ma assaporandone con calma il gusto prima di ingoiare.
Quest’ultima scena rimase nascosta alla vista di Perla, ma vedere le labbra carnose di Amanda (fottutamente sexy, pensò) a distanza pericolosamente ravvicinata alla grossa cappella del proprio fidanzato fu ben più che sufficiente per farla fremere di gelosia. Gelosia che cercò di tenere a bada iniziando a scoparsi le dita che aveva dentro, con movimenti ampi del bacino. Sempre stringendo in mano il grosso cazzo, mantenendolo pronto per entrare in azione non appena avesse deciso di concedergli il permesso.
Amanda, però, non fece quello che era più prevedibile. Il suo intento era logorare Perla, lentamente. Poterla guardare davanti a lei morire dalla voglia, la eccitava da impazzire.
Iniziò a muoversi a carponi percorrendo il corpo di Dylan e, nel movimento, un altro filamento cristallino colò, finendo sul petto del ragazzo che, purtroppo per lui, questa volta non potè assaporare. Amanda si sedette di lato. Fissava Perla, in evidente difficoltà e iniziò a toccare il cazzo di Dylan con i piedi, in un sinuoso footjob reso perfetto alla vista da quel 36 smalto bianco.
La scena mise in difficoltà anche Aaron, il quale optò per rallentare bruscamente l’azione della mano di Perla, per evitare di avvicinarsi pericolante al punto di non ritorno.
“Ti piace, Dylan? Sono abbastanza brava?” Chiese, con pesante dose di malizia, Amanda. “Scommetto che la tua fidanzatina non sa neanche cosa sia il footjob.”
Perla lanciò un’occhiataccia nei confronti della provocatrice, iniziando a pensare ad ogni possibile modo in cui avrebbe potuto fare godere Aaron.
Non occorreva che Dylan desse risposta, le contorsioni del suo corpo comunicavano già a sufficienza per lui, dichiarando quanto Amanda ci sapesse fare con quei piedini.
“Non ti lasciare troppo andare, Dylan. In questo momento sei solo il mezzo per fare impazzire Perla.” Disse sadicamente Amanda, mentre si posizionava nuovamente carponi. Percorse lateralmente il corpo di Dylan partendo dai piedi, mettendosi poi a busto sollevato, dopo avere posizionato le cosce ai lati della sua testa, imprigionandola al proprio servizio.
“Hai voglia di farmi provare piacere, Dylan?” Chiese Amanda nella versione più da gatta morta che potesse interpretare. “Io avrei davvero tanta voglia di scoprire quanto è abile la tua lingua.” Aggiunse, fissando negli occhi Perla, con sorriso perfido.
“Goditi quella lingua. Ma sappi che quando non l’avrai a disposizione, te la vivrai come una maledizione.” Rispose con cattiveria Perla, mentre si alzava dal divanetto.
Amanda, nello stesso tempo, allargava le cosce abbassando così il bacino, fino a spalmare la viscosa figa in faccia a Dylan, che iniziò a leccare con gusto e molto sapientemente.
Al contatto della lingua di Dylan, Amanda ebbe un attimo di smarrimento. Ma, ripreso l’equilibrio, iniziò a giocare, ansimando, con i propri capezzoli mentre osservava Perla che andava a sedersi su Aaron.
“Cosa stai facendo, bambola? Per oggi tu ne hai già avuto abbastanza. Ritorna al tuo posto.” Disse Amanda, con voce tremolante dal piacere.
“Vuoi fare a gara a chi è più troia, Amanda?” Chiese Perla posizionando la grossa cappella di Aaron sull’apertura della figa gocciolante.
“Non ti azzardare, schifosa puttana.”
“Di fare cosa? Questo?” Chiede Perla con finta aria ingenua, spostando tutto il proprio peso sopra il cazzo di Aaron, che le farcì la figa fino a sentire la cappella contro la cervice.
“Ti vieto di scopare il mio ragazzo. Troia!!” Disse Amanda, con voce spezzata dagli spasmi provocati dalla lingua immersa tra le sue gambe. Lingua inarrestabile che continuava a leccare tremendamente bene, incitata oltretutto dalla discussione delle due, che rivelava un pomeriggio estremamente conflittuale.
“Quindi non posso fare così?” Continuò sadicamente Perla, iniziando a muoversi su e giù con il grosso cazzo dentro di lei, mostrando a tratti l’asta lucida perché abbondantemente lubrificata dai propri fluidi.
Amanda stava recitando la sua parte. La verità era che guardare Perla mentre concedeva il proprio corpo la arrapava da impazzire. Istigarla, come aveva fatto per tutto il pomeriggio, la eccitava in maniera spropositata.
Amanda, mantenendo saldamente la figa in bocca a Dylan, gli si buttò sopra afferrando il cazzo e iniziando a leccarlo, assaporandone ogni porzione. In particolare giocando con la lingua sulla scanalatura della cappella dove andava ad unirsi all’asta.
“Dovrai impegnarti assai se vuoi fare godere il cazzo di mia proprietà. Dylan è estremamente esigente da questo punto di vista.” Sfidò Perla.
“Non ti preoccupare! Il cazzo di tua proprietà è in buone mani…e non solo! Piuttosto, preoccupati di scoparti bene il cazzo di MIA proprietà perché Aaron si sta annoiando.” Rispose a tono, Amanda.
Le ragazze si stavano istigando a vicenda a fare le peggio troie e la cosa piaceva ad entrambe, come non avrebbero mai potuto immaginare.
Perla, per avere maggiore controllo del proprio corpo, appoggiò un piede sulla seduta del divanetto continuando a volteggiare sul grosso cazzo di Aaron, aggiungendo un sinuoso movimento del bacino.
Il ragazzo non si stava affatto annoiando.
“Voglio che mi palpi il culo.” Disse assertiva Perla al suo sottomesso, il quale eseguì stringendo entrambe le natiche con le possenti mani.
Dylan, in tutto questo, aveva deciso di allentare l’intensità di lingua per dedicarsi a massaggiare con le dita l’ano di Amanda e capirne la reazione. Movimento delle dita reso confortevole spalmando, con la lingua, un velo di saliva sull’apertura proibita.
Amanda non era mai stata troppo propensa all’anale. Non che il suo culo fosse intonso, ma l’imponente minchia di Aaron era stata, negli ultimi anni, decisamente un deterrente nella ricerca di sensazioni date dal lato B.
Seppure un pò restia e leggermente a disagio, non volle interrompere l’esplorazione di Dylan. Anche perché stava effettuando un semplice massaggio, senza mostrare intenzioni penetrative, continuando minuziosamente a mantenere la corretta lubrificazione con opportune passate di lingua.
In realtà ad Amanda eccitava molto questa pratica. Ad accentuare il tabù degli ultimi anni vi era anche scarsa, anzi, quasi nessuna attenzione da parte di Aaron relativamente ai preliminari. Aaron è un toro da monta, per lui il sesso è martellare con vigore e poco altro. E Amanda adora stare a gambe aperte mentre il suo uomo si sfoga penetrandole la figa. Ma è questo il motivo per cui solo un culo esperto e che tollera bene scopate violente, può essere concesso ad Aaron.
Pratica piacevole, ma lontana da un possibile orgasmo che consentì quindi ad Amanda di fare ciò che adorava: prendere il cazzo in gola. E il cazzo a sua disposizione non era uno qualunque, era il cazzo di Dylan. La sua ossessione delle ultime settimane.
Ripensò alle parole di Perla: “Sei un suo prodotto.” La cosa la arrapò e la motivò a spompinare tanto per il suo gusto quanto per provocare piacere estremo.
Avvolse la gonfia cappella con le labbra spingendola in bocca, leccando il frenulo sfruttando anche l’arma segreta a sua disposizione: la piccola sfera metallica sulla lingua.
Dylan non poté rimanere indifferente alla nuova sensazione ed ebbe un sussulto. Amanda stava mostrando tutte le sue doti di lingua.
L’esperta pompinara, particolarmente concentrata sulle reazioni di Dylan, pensò soddisfatta: “Amanda 1 - Perla 0.”
Con movimenti oscillatori della testa iniziò a scendere e salire, spingendo il membro pulsante sempre più in profondità e mantenendo sempre in azione la lingua che andava a creare pressioni lungo il rafe.
Dylan, sopraffatto dall’estremo piacere provocato dall’intensa pratica, tornò con la lingua sul clitoride alternando delicatezza e voracità come solo lui sa fare. E ne era consapevole.
Amanda, colta alla sprovvista, si sentì impossibilitata a continuare il raffinato pompino e fu in grado solamente di spingere giù la testa, a fondo. Voleva godersi il minuzioso lavoro di lingua che stava ricevendo e voleva farlo soffocandosi con il cazzo dell’artefice dei propri piaceri.
L’allenata gola di Amanda è molto profonda e tutto il cazzo di Dylan ne fu risucchiato. Il tutto supportato anche dalla mano ferma che manteneva in posizione la troietta affamata.
Amanda si dimenava dal piacere e spingeva, con forza, la figa sulla faccia dell’esperto leccatore.
La mano di Dylan continuava a trattenere inesorabilmente la testa di Amanda, in apnea già da un pò e le dita dell’altra iniziarono a fare più pressione sull’areola inviolabile.
Forse, inviolabile. Amanda iniziò a provare un desidero ben preciso.
Contro ogni suo consolidato punto fermo, ora desiderava ardentemente essere penetrata dietro.
Amanda sollevò di prepotenza la testa. Doveva riprendere fiato e lo fece con respiri violenti, rumorosi, mentre goccioloni di lacrime le percorrevano le guance, che andavano ad unirsi ai fiotti densi di bava che le colavano dalla bocca.
Dylan, senza sbagliare, intuì che poteva andare oltre.
Spinse, senza concedere il tempo per riprendersi, la ragazza sul proprio cazzo che lo accolse nuovamente in gola, fino in fondo.
Questa volta, oltre a forzare la posizione della testa della troietta, iniziò a scoparle la bocca con secchi movimenti del bacino.
Perla, fottutamente eccitata da quanto fosse porco il suo uomo e sentendosi sempre più zoccola per questo, continuava a scoparsi Aaron succhiandogli anche le dita al gusto della sua fregna.
Amanda, nonostante l’estasi per il violento deepthroat, non ignorò la maggiore pressione sul proprio buco del culo.
Dylan aveva deciso che fosse arrivato il momento.
Il pollice iniziò a farsi strada, fermandosi dopo la prima falange, a massaggiare il bordo interno dell’areola che la ragazza distintamente percepiva dilatarsi.
“Non sono sicura di volerlo…” Pensò Amanda continuando a sbavare e ad emettere suoni gotturali ad ogni profonda penetrazione in gola.
Dylan immobilizzò il proprio bacino dopo l’ultima spinta in profondità, facendo forte pressione sulla testa di Amanda e, allo stesso tempo, penetrandole il culo con tutto il dito.
“Voglio fottutamente questo!” Pensò adesso Amanda, chiedendosi come facesse Dylan a leggere i suoi pensieri più nascosti. Il tutto in preda a spasmi che le attraversavano il corpo, dalla testa ai piedi.
Dopo avere delicatamente sfilato il dito e mollato la presa sulla testa, Amanda fu liberata dalle grinfie del proprio carnefice. La ragazza era estremamente provata, estremamente eccitata, estremamente bisognosa di godere.
“Scopami, per favore. Ho bisogno di questo adesso…” Fu la supplica di Amanda, rivolta a Dylan.
Perla osservava con soddisfazione la scena, consapevole che lo sguardo serio e impassibile di Dylan aveva un significato ben preciso: non avrebbe accontentato Amanda. Aveva ottenuto il pieno controllo del suo piacere e avrebbe continuato a tenerla in bilico tra questo, estremo, e necessità fisica di godere, finché la propria vena sadica non sarebbe stata completamente soddisfatta.
La sensazione gustosa di Perla era data dal fatto che conosceva bene lo stato d’animo che stava provando Amanda. Il ruolo di osservatrice dall’esterno risvegliava anche la propria vena sadica, mentre continuava a beneficiare del grosso cazzo che le allargava la figa, senza smettere di muoversi ma, adesso, più lentamente.
Dylan si sollevò restando sulle ginocchia. Amanda, di fronte a lui, venne avvolta dalle braccia del ragazzo che adesso la sosteneva, trasmettendole protezione. I due si guardavano negli occhi. Nessuna parola. Lo sguardo di Amanda richiedeva nitidamente di potersi lasciare andare ad un orgasmo.
Lo sguardo di Dylan trasmetteva sicurezza, premura.
Niente di più sbagliato.
Perla, in estasi nel vedere all’opera il sadismo celato del proprio ragazzo non rivolto nei propri confronti, era pronta a godersi l’ultimo atto dello spettacolo.
Dylan adagiò delicatamente il corpo di Amanda, che nel frattempo si era rifugiata tra le sue braccia facendosi coccolare, sdraiandola a pancia in su comodamente sul materassino. La testa in direzione degli spettatori i quali ammiravano, nel verso contrario, il corpo nudo, percorso da brividi e privo di forze, della ragazza inerme.
Perla voleva vedere da molto vicino la sofferenza di Amanda; ancora di più, voleva infierire. Ma decise di attendere che la rivale si rendesse conto da sola che l’agonia non era ancora finita.
Dylan iniziò ad accarezzare dolcemente le gambe elettrizzate di Amanda. Si portò fra di esse. Con il proprio membro massaggiò delicatamente le grandi labbra della vagina di Amanda, iniziando poi la penetrazione. Lenta, profonda.
Dylan si muoveva sinuosamente dentro Amanda, la quale non desiderava altro che dolce sesso fino ad essere portata al culmine per sfogare in un orgasmo tutto il piacere represso fino a quel momento.
“Come riesci a leggermi nel pensiero e darmi esattamente ciò che desidero?” Chiese Amanda con voce soffocata, senza rendersi conto se lo stesse dicendo davvero o lo stesse solo pensando. Due lacrime di emozione percorsero i lati del suo viso mentre continuava ad accogliere la premurosa penetrazione, che stimolava così bene le terminazioni nervose del tunnel vaginale.
Le mani di Dylan accarezzavano il corpo di Amanda innescando spasmi elettrizzanti.
Carezze sul viso, sulle labbra, sul collo, sui seni. Capezzoli sfiorati. Amanda non aveva più la percezione della realtà, era in estasi completa.
Una mano di Dylan venne appoggiata sul fianco di Amanda trasmettendole presenza. Le dita dell’altra percorsero delicatamente il ventre fino a raggiungere il clitoride.
Amanda era pronta a godere con tutta se stessa e stava accogliendo il meraviglioso momento ad occhi chiusi.
Dylan continuava a muoversi sinuosamente a ritmo costante dentro di lei, cullando il suo piacere, ora accentuato dalle dita che stimolavano con delicata cura il clitoride.
I respiri di Amanda si fecero intensi, sempre più intensi, alternati da gemiti soffocati crescenti in base all’intensità della stimolazione del clitoride e dal senso di pienezza che le trasmetteva il membro, ad ogni penetrazione.
Amanda stava per provare un orgasmo intenso. Era ad un passo dal punto di non ritorno. Il suo intero corpo venne pervaso dalla sensazione di calore che precede l’esplosione del piacere.
Dylan spostò la mano sul ventre di Amanda.
Il membro restò dentro di lei, ma fermo.
Amanda aprì gli occhi spaesata.
Trovò un impassibile Dylan che fissava il suo corpo in defibrillazione.
Perla decise fosse arrivato il momento tanto atteso per infierire.
Si staccò da Aaron e, mettendosi a quattro zampe, si posizionò con il viso sopra quello di Amanda, accarezzandole la guancia.
“Questo si chiama orgasm denied, privazione dell’orgasmo. Dylan si diverte molto in questo modo.”
Perla diede un dolce bacio sulle labbra di Amanda. “Devi solo sperare che si stanchi il prima possibile… O forse no. Ma non ti preoccupare. Io resterò qui, vicino a te.”
“Maschione…” Perla, rivolgendosi ad Aaron. “Scopami.”
Dylan, con accennato sorriso sadico, riprese la lenta penetrazione, stimolando ancora, con estrema delicatezza, il clitoride.
Aaron, eseguendo gli ordini. Scopava con vigore Perla a pecora, la quale gemeva forte ad ogni colpo, trasmettendo il calore del proprio respiro sul viso di Amanda.
Amanda in poco tempo sentì nuovamente l’intenso calore che preannunciava un ancora più potente orgasmo e, un attimo prima del culmine, di nuovo, Dylan arrestò il processo.
Amanda trasmetteva intensi spasmi vaginali al membro dentro di lei; respirava con affanno.
Perla inclinò delicatamente il viso della rivale: “Tranquilla, tra poco sarà tutto finito.” Infilandole poi la lingua in bocca. Limone che Amanda ricambiò, sperando potesse essere sufficiente per liberarsi del peso devastante dell’orgasmo disinnescato.
Aaron, che nel frattempo si era fermato per consentire il gioco sadico di Perla, che divertiva estremamente anche lui, venne riportato all’ordine: “Maschio.” Perla appoggiò una mano sulla natica. “Adesso mi fai godere. E devi farlo scopandomi molto forte il culo.”
Aaron non poteva credere alle proprie orecchie. Sfogare i propri istinti sessuali facendo sesso anale non era un privilegio che gli era concesso. Puntò la cappella sul buco del culo e iniziò a penetrare ciò che Perla gli aveva concesso, tenendola saldamente per i fianchi.
Dylan riprese a penetrare Amanda, questa volta senza intervenire sul clitoride.
Il ritmo aumentava e, di conseguenza, anche i gemiti di Amanda intervallati da incitazioni spudorate verso Dylan: “Oh, si” “scopami forte” “così” “non ti fermare”.
L’eccitazione di Perla salì sentendo il proprio buco del culo dilatato come non mai. Ma il grosso cazzo la stava penetrando troppo delicatamente per i suoi gusti. Non era abbastanza soddisfacente.
Perla gode quando si sente una schifosa puttana usata.
Perla si sente una schifosa puttana usata quando viene scopata violentemente.
“Maschione, voglio che mi scopi con tutta l’irruenza che hai. Voglio che mi sfondi il culo.”
Aaron prese quindi coraggio e si lasciò andare ai suoi istinti più selvaggi spingendo con brutalità il cazzo tutto nel culo di Perla, a ripetizione, la quale lo accoglieva gemendo sempre più forte.
Amanda, in preda all’eccitazione estremamente intensa, iniziò a squirtare con getti a ritmo della penetrazione rendendo, da quel momento, insensibile la propria vagina.
Dylan non aspettava altro. E forse anche Amanda.
Il membro gocciolante sguillò fuori dalla figa, provocando un ultimo getto di squirt.
La cappella pulsante andò a posizionarsi sul diffidente ano di Amanda.
“È - arrivato - il - momento, cucciola. - Lasciati - andare - al - piacere.” Perla rassicurò l’amica, a fatica, con frase scandita dai violenti colpi di Aaron, che continuava ad aprirle il culo come un forsennato.
Il cazzo di Dylan iniziò a penetrare il culo di Amanda, lentamente, fino ad arrivare in profondità. Le delicate dita erano nuovamente sul clitoride dando il giusto supporto alla dilatazione anale, che restituiva alla ragazza intense sensazioni.
Perla iniziò a godere pesantemente, appoggiando la guancia sulla spalla di Amanda.
Amanda sentì ancora una volta il calore che le si espandeva dentro, ma questa volta Dylan non dava alcun segno di volersi fermare.
Amanda iniziò a spingere con forza il bacino contro Dylan intensificando la penetrazione anale, adorando letteralmente sentire quel cazzo dentro al culo.
Amanda iniziò a gemere. A respirare rumorosamente. Iniziò ad urlare di piacere, a godere intensamente quanto un orgasmo devastante le attraversò tutto il corpo, facendola prima tremare violentemente e poi contorcere al punto di abbracciare Perla per contenere i potenti spasmi incontrollabili.
Perla, sentendosi braccata sia dietro che davanti fu travolta da un potente orgasmo che le fece cedere le gambe, cadendo con il busto sul materasso, affianco ad Amanda. Aaron, stimolato dagli intensi spasmi muscolari dell’ano di Perla e ritrovandosi, non per sua volontà, con il cazzo espulso in seguito alla caduta di Perla, non potè più resistere e riversò lunghi fiotti di sborra sulla schiena di Perla. Cosa che venne considerata dalla ragazza la giusta coccola a coronare l’atto appena compiuto.
Amanda, ripresasi dall’orgasmo più devastante che avesse mai provato invitò, con sguardo di profonda ammirazione, Dylan a posizionarsi a cavalcioni sopra di lei. Era arrivato il suo turno. Ma soprattutto, Amanda voleva sentirsi marcata.
La ragazza portò una mano sul membro di Dylan iniziando a masturbarlo delicatamente, l’altra la usò per massaggiarsi un seno.
Dylan iniziò a provare piacere sotto gli occhi fissi di Amanda, che lo osservavano come se non esistesse altro al mondo.
Amanda continuò con ritmo crescente. Dylan era pronto per venire.
“Non ti preoccupare, non sono sadica quanto te. Lasciati andare, voglio tutto il tuo piacere addosso.”
Amanda palpò il proprio seno con ancora più intensità. Allo stesso tempo segava il membro di Dylan con estrema premura.
Dylan sentì salire il proprio piacere, Amanda continuava a manovrare quel membro come se lo conoscesse da sempre.
Dylan accolse il proprio orgasmo. Il suo cazzo eiaculava abbondanti fiotti di sborra calda, indirizzata sapientemente dalla mano di Amanda sul proprio viso e sulle tette.
La mano diede un ultima carezza al membro, raccogliendo egoisticamente le ultime gocce andando poi ad unirsi all’altra per spalmare sul proprio corpo il bianco nettare ricevuto, come fosse una preziosa lozione.
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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