6 Lcdf - La scatola
La scatola
Questo gesto significava una cosa ben precisa e il messaggio arrivò molto chiaro a Dylan, il quale non aveva bisogno di parole per capire le richieste, le esigenze della propria porcellina.
Dylan guardò Perla con sorriso accennato da un solo lato della bocca e Perla capì da questo che il suo ragazzo perverso aveva colto perfettamente le sue intenzioni: voleva mettere in mostra il suo lato provocatorio, voleva essere osservata, desiderata, mangiata con gli occhi dai presenti, ma soprattutto da quel ragazzo con i piercing ai capezzoli e la sagoma di un membro che aveva lasciato tanto spazio all’immaginazione, ma che sicuramente prometteva bene.
Tutto questo comportò bagnare ulteriormente le mutandine di Perla, che già non erano troppo asciutte, oltre a farle pensare “quanto mi piace fare la troietta, quanto mi eccita essere la troietta guidata dalle perversioni di Dylan”.
“Amanda… apri la scatola che Perla tiene tra le gambe” indicò Dylan.
Amanda si sporse verso Perla, guardando negli occhi Dylan, mostrando volutamente o meno il suo seno provocante sostenuto del balconcino. Si ritrasse lentamente e con sorriso malizioso, ormai consapevole che Dylan era fortemente attratto da quelle tette.
“Ora prendete entrambe un dildo” disse Dylan.
Amanda scelse il cazzo di gomma scuro, realistico e decisamente grosso. A Perla restò l’altro, un cazzo color carne fornito di dettagli ultra realistici, leggermente meno grosso, ma più lungo di quello scelto da Amanda.
Senza bisogno di ulteriori indicazioni, Amanda fece scorrere la cappella del dildo sulla coscia, poi sul ventre fino ad arrivare fra le tette. Solo in questo momento il suo sguardo si spostò dalla cappella del dildo agli occhi di Dylan, per rimarcare la perversione che da un pò di tempo le rigirava in testa.
Il passaggio successivo di Amanda fu portare il dildo davanti alla faccia e, dopo pochi attimi di osservazione, passò la lingua a contornare la cappella scura, che spinse subito dopo delicatamente dentro la bocca.
“Perla, ora tocca a te. E togli quella scatola che non serve più”.
Perla, da brava troietta, ubbidì senza alcuna esitazione, sempre più eccitata da ciò che stava facendo. Da ciò che Dylan le stava facendo fare.
Iniziò ad usare la lingua su quella cappella iper realistica e su tutta l’asta. Contemporaneamente a questo spostò la scatola che fino a quel momento aveva avuto il ruolo di nascondere la sua figa coperta appena da un piccolo lembo di tessuto, sempre più bagnato, sentendo finalmente il peso dello sguardo famelico di Aaron fra le sue gambe aperte che mettevano in mostra mutandine talmente bagnate da brillare al riflesso delle luci notturne del giardino.
Perla notò con soddisfazione il grosso rigonfiamento nei pantaloni di Aaron, che desiderava, che stava attendendo da un pò e che avrebbe voluto ardentemente verificare di persona, se solo Dylan le avesse dato l’ordine, verifica che invece fece direttamente Aaron, passando la mano sul membro che, sempre più, diventava complicato tenere all’interno dei pantaloni.
Le perversioni di Perla si facevano sempre più nitide nella propria mente e, inconsciamente, aggiustò la propria posizione sul divanetto esponendo maggiormente la figa in direzione di Aaron, che non aveva ancora staccato gli occhi, cercando di cogliere sempre più dettagli di quella specifica parte del corpo di Perla, ancora nascosta da un ormai molto fastidioso pizzo vedo non vedo.
Dylan si godeva la scena, anche lui sempre più eccitato dalle provocazioni ricevute da Amanda e dalle provocazioni della sua troietta nei confronti del loro nuovo amico dal cazzo pulsante.
“Mostrate cosa sapete fare, spingete quei cazzi giù per la gola” fu l’ordine perentorio di Dylan.
Parole che non lasciavano spazio alle interpretazioni, parole che penetravano in tutte le menti perverse all’ascolto allo stesso modo. Parole colte da attrici e spettatori e che avevano ottenuto, in ogni soggetto, l’effetto di aumentare ancora una volta l’eccitazione che li accomunava, in cui tutti erano coinvolti in un ruolo diverso, via via sempre più definito.
Quello di Perla in cui avrebbe dovuto mostrarsi in ciò che sapeva essere brava: una troietta esibizionista. Quello di Amanda, allieva di Perla con ottime doti e voglia di applicare il detto “l’allievo che supera il maestro”. Quello di Aaron, toro da monta da istigare sempre di più, in attesa di farlo scatenare contro le prede e quello di Dylan, abile regista in grado di addentrarsi nelle menti perverse di chi minuziosamente ascoltava le sue parole, oppure facendo entrare gli altri nella sua di mente perversa, dalla quale, forse, non avrebbero potuto più fare ritorno e questo Perla lo sapeva bene perché lo viveva costantemente sulla propria pelle.
Il primo, timido, tentativo di eseguire l'ordine impartito fu di Amanda. Il grosso dildo che simulava il grosso cazzo di un negro penetrò fra le sue labbra carnose per metà della lunghezza richiamando all'istante le attenzioni di tutti i restanti partecipanti al gioco perverso.
Fu quindi il turno di Perla, che dopo un’ultima lenta passata di lingua, aprì la bocca e con fare esperto iniziò a spingere dentro il cazzo di gomma, lentamente, senza che le labbra entrassero in contatto con la superficie venosa del dildo utilizzato. Anche lei fino a metà della lunghezza dell’asta. Continuò sfilando lentamente il dildo dalla bocca, questa volta facendo scorrere le labbra e, probabilmente, anche la lingua, fino a farlo uscire completamente.
Un’occhiata in direzione del cazzo di Dylan, un’occhiata in direzione del cazzo di Aaron e Perla, dopo avere sollevato leggermente il mento spinse nuovamente il dildo in bocca, questa volta meno lentamente, fino ad arrivare ancora più in profondità mentre Dylan intervenne categorico: “sòffocati” e Perla continuò a spingere ancora più in profondità, fino ad avere un conato.
Lo sguardo di entrambi i ragazzi si spostò simultaneamente verso Amanda, la quale sapeva già cosa avrebbe dovuto fare.
Guardò il cazzo di gomma davanti alla sua faccia, aprì la bocca e lo spinse con fatica tutto dentro, fino in fondo, rivelando a Dylan e Perla un’interessante qualità, che Aaron conosceva molto bene.
Anche Amanda concluse la propria esibizione di deepthroat con un conato, ancora più forte di quello di Perla a cui seguì un filo di densa bava che colando dalla bocca andava a spalmarsi, inutile dirlo, fra le tette.
L’eccitazione delle due esibizioniste salì a tal punto da sentire l’esigenza fisica di essere prese all’istante e scopate selvaggiamente. E Dylan questo lo sapeva, ma non ne aveva ancora abbastanza.
Era perfettamente consapevole dell’estremo bisogno di cazzo che Perla aveva in quel momento, glielo leggeva negli occhi, lo percepiva dal respiro. E lo sguardo di Amanda non faceva intendere nulla di diverso.
Solo che Amanda, a differenza di Perla, non era consapevole di quanto Dylan potesse essere sadico da questo punto di vista.
Perla invece realizzò con rassegnazione che avrebbe dovuto attendere prima di poter colmare il proprio bisogno, quando sul volto di Dylan si disegnò il ghigno malefico che conosceva bene. Ma, per quanto perversa la mente di Perla, non poteva immaginare cosa la mente perversa del suo ragazzo avesse progettato per il futuro che sarebbe diventato presente da lì a poco.
“Perla…” disse Dylan “c’è qualcosa che non va? Posso fare qualcosa per te?”
“Dylan… lo sai molto bene di cosa ho bisogno in questo momento” disse Perla con tono di chi sa che non verrà volutamente accontentata.
“Dillo ad alta voce, Perla” insistette Dylan.
“Ho bisogno di cazzo” confermò Perla. Frase che fece bagnare ancora di più Amanda.
Dylan si rivolse poi ad Amanda: “tu come stai?”
“Caro Dylan, hai davanti due tipe quasi nude, bagnate, che necessitano di essere scopate. E te sei uno stronzo bastardo.” Quest’ultima frase confermava che il sadismo celato in Dylan fosse venuto allo scoperto e, adesso, finalmente limpido anche agli occhi di Amanda.
“Questa sera…” iniziò a spiegare Dylan, “una di voi verrà scopata brutalmente. Mentre eravate impegnate a fare le trecce io e Aaron ci siamo confrontati e abbiamo deciso di mettervi alla prova. Il premio in palio nella sfida che inizierà a breve saranno entrambi i nostri cazzi. Ma la vincitrice sarà una soltanto.”
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Commenti per 6 Lcdf - La scatola:

Discussioni sul pianeta Swinger e non solo...
