3 La challenge delle figurine - L’incontro
L’incontro
I ragazzi, ben vestiti, trasmettevano un’eleganza non ostentata al pari delle ragazze, che avevano entrambe optato per un abito elegante ma non formale, estivo e leggero. Il tutto senza mettersi d’accordo prima.
La cena proseguì splendidamente confermando la bella chimica tra i quattro e allentando sempre più l’inevitabile tensione iniziale dove fu chiaro a tutti, senza che nessuno dovesse precisarlo, che la sintonia creatasi virtualmente era molto reale e con forte potenziale.
Il cibo fu molto apprezzato e nei vari discorsi leggeri affrontati al tavolo non mancarono frecciatine piccanti, che sfociarono in ammiccamenti incrociati a più vie, sempre indubbiamente apprezzati, andando a consolidare la bella sintonia che si stava definendo.
“Davvero un buon ristorante, ottima scelta” disse Amanda usciti dal locale. Proseguendo con un timido “se vi va, a noi farebbe piacere continuare la serata, magari bevendo qualcosa(?)”
L’imbarazzo di questa domanda esprimeva ancora una volta la preoccupazione del potenziale rifiuto. Imbarazzo che venne all’istante annullato dalla proposta di Dylan: “vi portiamo dove preparano i migliori cocktail della zona.”
Perla osserva perplessa.
“A casa di Perla!” conclude Dylan.
Perla, giusto un pò spiazzata, colse la palla al balzo confermando che avrebbero avuto piacere a proseguire la serata nel giardino di casa sua.
“Molto volentieri! Che ne dici, Amanda? Così Perla potrà mostrarti la sua collezione di dildi realistici.” Confermò Aaron, prima rivolto a Perla e Dylan, poi voltandosi verso Amanda.
Si, Perla ha un’ampia collezione di falli di gomma realistici, tutti regalati da Dylan e si, ne avevano tranquillamente parlato.
La serata si spostò quindi nell’abitazione di Perla, una bella casa in un contesto molto tranquillo. Giusto il tempo di rinfrescarsi un attimo e Dylan aveva già preparato quattro, anzi, cinque cocktail diversi: un mojito, una caipirinha, un cuba libre, un gin tonic e uno spritz come jolly (ma, spoiler, no non subentrerà un quinto personaggio all’improvviso. Il cocktail numero cinque non è un indizio, non siamo mica in un giallo qui. Era davvero un bonus extra, Dylan è molto ben organizzato e previdente in tutto ciò che fa).
“Scusate ma mentre preparavo i cocktail mi sono reso conto che, al contrario di altro, non conosco minimamente i vostri gusti da questo punto di vista e, per non sbagliare, ho preparato varie cose.”
Fortunatamente i cocktail vennero spartiti senza problemi e, a dir la verità, dopo i primi sorsi, lo scenario fu che i cinque bicchieri erano in condivisione tra i quattro, cosa ritenuta decisamente erotica dalle quattro menti, ma non apertamente dichiarato.
Avevano spesso pensieri condivisi inconfessati, cosa che alimentava costantemente e inconsapevolmente la forte sintonia creatasi.
Dopo qualche altro sorso, Amanda, guardando la piscina del giardino che con i riflessi dava atmosfera alla serata oltre alla musica leggera di sottofondo, sbuffò per non aver pensato di portare con sé il costume da bagno. Lei, che ogni volta che si spostava a più di cinquecento metri da casa portava con sé il mini trolley con tutto ciò che potesse servire, ad esclusione solamente di un attacco nucleare.
Aaron fece notare alla propria compagna che l’intimo che aveva scelto prima di uscire non era tanto diverso dai mini costumi che indossava al mare.
Amo uno lanciato, amo due lanciato.
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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