IN NOME DI DAYANA
BLACKRELAX
Andrea era il classico ragazzo nato con la camicia. Ricco di famiglia, dall’alto dei suoi trentadue anni poteva già permettersi di indossare ai piedi dei mocassini da diverse migliaia di euro, un orologio d’oro al polso e una sottilissima catenina al collo a motivi ovali e dal valore imbarazzante. Portava su di sé come se nulla fosse l’equivalente di circa centoquarantaquattro mesi di duro lavoro per una persona normale.
Eppure, nel sesso così come nella vita di tutti i giorni, Andrea nonostante la ricchezza posseduta si dimostrava fin troppo tenero. Dolce e delicato di temperamento, sotto le lenzuola si rivelava un completo inetto nei confronti della sua ragazza, Dayana.
Quella sera, come consuetudine da mesi, Andrea davanti al suo naso fiutava l’ennesimo fallimento. Maldestramente tentava di dar piacere a quella fica scaltra della sua ragazza con risultati piuttosto discutibili e Dayana per disperazione fece un ultimo tentativo con lui chiedendogli di lasciare perdere i preliminari e di provare a scoparla direttamente. Niente da fare il suo cazzettino ristretto non riusciva a introdursi neanche tra le prime labbra di quella succulenta vagina. Era uno spettacolino a dir poco grottesco oltre che deprimente.
‘’Dai, su, spostati!’’ gli intimò annoiata Dayana, allontanandolo con un braccio e contemporaneamente schernendolo con un’espressione beffarda che ne evidenziava tutta la sua incapacità. Da diverso tempo infatti per motivi sconosciuti doveva cercare di tollerare queste continue prestazioni sessuali scadenti del fidanzato e per trovare conforto come prassi ormai consolidata, puntualmente ogni sera, lei – che di tale situazione ne aveva proprio le palle piene – dopo qualche minuto di ennesimi tentativi a vuoto con quell’uccellino impotente, sollevava Andrea dall’incarico di fotterla per poi farsi riempire e sfondare di piacere la vulva dal suo amico Brutus. Un uomo brutto e rozzo sui quarantasei anni, completamente privo di mezze misure o di qualsivoglia buona maniera. A lui interessava solo affondare l’arnese dentro il buco, fino a mandarle la fica in fiamme e cazzo se ci sapeva fare quel grezzone!
Dayana mentre quel solido maschio le si avvicinava prese una decisione irrevocabile.
Era innegabile come il suo ragazzo, Andrea, mancasse proprio di virilità: quando tentavano la scopata, la puttanella sembrava lui, troppo docile, troppo effemminato. Da quel momento, quindi, lei avrebbe indossato metaforicamente i pantaloni e il suo fidanzato avrebbe ricevuto il trattamento che più gli si addiceva.
Era troppo tenero in tutto, non avrebbe mai potuto reggere il confronto sessuale con Brutus perciò come premio-punizione per la sua remissività l’avrebbero sottomesso completamente sia nello spirito che nel fisico.
‘’ Adesso lo vedi frocetto come mi scopa un vero uomo!’’ infierì sadicamente lei al suo Andrea mentre, stesa sul letto iniziava a divaricare compiacentemente le gambe per Brutus.
Il tizio dalle braccia possenti le afferrò le gambe e le finì di allargare completamente, con un unico gesto deciso dell’uomo lei si ritrovò costretta a gambe aperte. Non poteva di certo disobbedire agli istinti immorali di quel mastino. Il cazzo di quell’essere le entrò senza cortesia nella passera facendola gridare una prima volta e poi ci fu un’altra penetrazione e un’altra ancora finché non iniziò a grondare di umori sul materasso e gemere di piacere.
Andrea guardava sommesso nell’angolino della stanza, come se fosse in castigo, osservava quel colosso di ignoranza appagare carnalmente le voglie di lei, se la stava proprio scopando con foga. Brutus dopo un poco con la sua forza fisica le immobilizzo anche le braccia e fu allora che Dayana si trovo completamente alla mercé di quello. Un animale che ansimava, sudava, sbavava sopra tenendola ferma e pompandole selvaggiamente dentro quell’affare enorme fino a che non arrivò alla sborrata.
Andrea era pietrificato.
‘’hai capito come si fa frocetto?’’ Gli chiese lei ad alta voce soddisfatta dalla monta con quel tipo e quando poté tornare a muoversi liberamente, piena di umori e ancora a gambe aperte, si mise a ridacchiare insieme al toro umano che l’aveva appena posseduta, il quale grondante di sudore per le elevate prestazioni appena erogate si asciugava con una pezza.
‘’Ora vieni qua e puliscimi la fica, incapace!’’
Dayana scese dal letto con la fica ancora sgocciolante facendo questa richiesta al suo fidanzato ma quando Andrea si avvicinò titubante per obbedire all’ordine, poco prima che si chinasse lei cambiò idea afferrandolo forte per le palle. Strinse con la mano e gli impose di chiamarla padrona. Andrea diventò rosso in viso e annui servilmente con la testa restituendo con un filo di voce la parola tanto attesa. Da quel momento lei avrebbe assunto il controllo sessuale assoluto sulla loro coppia.
Andrea era genuflesso al perverso volere della sua fidanzata, probabilmente non era mai stato umiliato in quel modo in vita sua. Dayana continuava imperterrita, non voleva saperne di fare sconti.
‘’Amore, che c’è sei sconvolto cucciolino? Sei anche un poco geloso? Vuoi vedere come mi incula questo vero uomo a differenza tua? Eh frocetto!?’’
Detto fatto, Brutus a sentire quelle parole non perse tempo. La afferrò di forza come al suo solito, le diede qualche leggero schiaffetto sul viso per farle abbassare un poco la cresta poi la girò e la spinse selvaggiamente sul letto, avendo cura che quelle chiappette strette fossero ben esposte alla sua vista. L’inculata che ne seguì fu paurosa, adesso quella castigata sembrava Dayana, con quel cazzone immenso nel culo ad ogni inchiappettata di quel porco lei strillava lasciando un poco di orgoglio e dignità sul materasso, contorcendosi dal piacere e abbandonandosi in gemiti primitivi scomposti mentre quell’energumeno continuava a tenerla ferma e con foga a spingere dentro il suo retto per arrivarle più in fondo possibile. Quel buchetto invitante tra quelle chiappe si era dilatato oltremodo per permettere alla notevole circonferenza di farsi strada. Brutus continuò con piacere a sodomizzarla davanti ad un Andrea impotente facendola gridare, gemere di piacere e rumoreggiare di tanto in tanto fino a che non finirono entrambi le riserve di energia.
Dayana si alzò traballante col culo rotto ma felice, in qualche passo riuscì a ricomporsi e andò altezzosa verso Andrea.
‘’hai visto frocetto? Ora tocca a te farti prendere dato che non ce la fai a scoparmi!’’
Andrea ormai si era piacevolmente arreso all’evidenza dei fatti, aveva capito il suo ruolo era quello di perenne sottomesso e nella sua mente finalmente gli era ben chiaro che non avrebbe mai potuto eguagliare il tipo maschio, a lui competeva di più l’effeminatezza.
Il primo compito di Andrea per conto di Dayana dato che non era bravo a leccare la fica come appurato, fu quello di succhiare il cazzo al tipo ancora intriso di sperma.
Quando si abbasso per fargli il servizio e lo prese per la prima volta in bocca, Dayana e Brutus si misero a ridere sfacciatamente.
‘’lo vedi? Te l’avevo detto che il mio fidanzato fosse diventato un frocio!’’ disse divertita lei
‘’Che ne dici, gli sborro in bocca a sta troietta? ‘’ Le domandò Brutus affermando di avere ancora un poco di sperma conservato nelle palle, nel frattempo ad Andrea la testa ben ferma inserendogli il cazzo in bocca come se non ci fosse un domani, il tutto davanti a lei.
‘’Aspetta, fammi divertire ancora un poco, me lo devo inculare!’’ Dayana accompagnando con uno sguardo malizioso tirò fuori dal cassetto uno strap-on gigante. La resa dei conti finalmente era arrivata. Con una calma insolita dopo essersi sistemata la cintura fallica, si posizionò dietro al suo fidanzato, mise il minimo necessario di lubrificante sul glande di gomma e iniziò a fargli comprendere l’esatto significato della parola scopare.
Andrea dopo una prima resistenza iniziale dovuta all’imbarazzo si sentì sopraffatto da Dayana, aiutata anche da un Brutus che collaborava nel tenerlo fermo. Domato dalla donna si sentì felice, aveva finalmente trovato il suo ruolo nella vita.
‘’Si padrona, si padrona, si padrona!’’ Dayana con colpi di maestria se lo scopò a livelli di rozzezza indicibili. Mentre lui era carponi a terra, lo afferrò per il ciuffo di capelli e da dietro gli spinse forte il coso dentro con movimenti rotatori per prenderlo con ancora più veemenza. Lo fotteva a suo piacimento.
Andrea, quando Dayana gli concesse di rialzarsi sprofondava dalla vergogna, la sua fidanzata l’aveva preso come una puttana mentre Brutus l’aveva tenuto fermo. Il suo cazzetto era umido di piacere ed era chiaro a tutti e tre che lei si sarebbe divertita in quel modo ancora e ancora.
Brutus e Dayana si baciarono calorosamente in bocca, lei ordinò al suo fidanzato di prostrarsi a terra con la bocca aperta e mentre i due continuavano a pomiciare indisturbati come piccioncini, quell’uomo per fare felice quella donna, marchiò col suo seme caldo il viso di Andrea così come richiesto.
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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