Annunci69.it è una Community rivolta ad un pubblico adulto e maggiorenne.
Puoi accedere solo se hai più di 18 anni.

SONO MAGGIORENNE ESCI
Racconti Erotici > bdsm > UN FALLO SINTETICO PER UN CAPETTO IMPACCIATO
bdsm

UN FALLO SINTETICO PER UN CAPETTO IMPACCIATO


di Membro VIP di Annunci69.it BLACKRELAX
21.08.2026    |    52    |    0 6.0
"‘’Non sei mai stato capace di dare un ordine, sei diventato lo zimbello di tutti, adesso ti educo io sul come si faccia!’’ Un’altra frustata ancora, Stefania faceva roteare..."
Mario l’uomo tutto d’un pezzo.

Lunghi baffetti grigi, sguardo severo e penetrante, forte di oltre quarant’anni d’esperienza alle spalle.

Egli è alla guida di una delle più celebri industrie del settore di arredamento.

Sotto di lui centinaia di dipendenti che ogni giorno si affidano alle sue sagge disposizioni.

‘’Andrea! Vieni qua, urge ripensare alla linea di questo mobiletto’’.

Mario l’uomo dalle mille idee impartisce ordini a destra e a sinistra come se non ci fosse un domani e poi, beato, rimane a contemplare il suo grandioso operato. Egli ha il comando anzi lui è il comando, il cervello, il cuore pulsante dell’azienda da lui stesso fondata.

Vi piace Mario? Bene ora potete scordarlo e concentrarvi su suo figlio Luca di anni ventisei.

Luca come da copione anche quel giorno arrossì mentre tentò ancora una volta di guardare Stefania negli occhi. Il futuro mentore dell’azienda farfugliava di fronte a una delle sue future dipendenti, cercava di rispondere alle sue domande esprimendosi in un linguaggio ai più sconosciuto e per evitarsi ulteriori disagi decise di allontanarsi in fretta e furia dalla scena. Quel ragazzo era veramente troppo impacciato.

La situazione era disastrosa. Colui che un giorno avrebbe preso il posto del grande capo mancava di polso, tentennava, non riusciva a spiegare un concetto o impartire un ordine neanche per sbaglio.

Luca uscì dal bagno con gli occhi lucidi, era già da tempo ormai diventato lo zimbello di tutti, schernito gli era stato affibbiato il soprannome di capetto dolcetto.

Stefania invece, una delle dipendenti, era una bellissima ragazza bionda di trentacinque anni. Donna dal carattere forte, fisico perfetto, portamento sicuro e possedeva uno sguardo che non ammetteva repliche.

Mossa da compassione per il suo futuro nuovo capetto imbranato decise di aiutarlo, solamente lei aveva i mezzi necessari per poterlo sbloccare nel profondo.

Quando Luca riprese abbastanza coraggio da ripassarle casualmente vicino, lei, per la prima volta da quando era stata assunta in quell’azienda, gli sorrise maliziosamente. A fatica riuscì a farlo avvicinare ancora e strizzandogli poi l’occhiolino gli sussurrò che aveva appena deciso di intervenire in suo favore.

Luca finalmente iniziò a comprendere, quella ragazza gli stava proponendo di sperimentare un rimedio per la sua goffaggine nel lavoro come nella vita. Sudato e affannato il capetto senza chiedere ulteriori spiegazioni le rispose che acconsentiva, si sarebbero visti a casa di lei il giorno dopo alle cinque in punto, esattamente tre ore prima dell’inizio turno di lavoro.

Il campanello suonò, la porta si aprì.

Stefania si presentò con indossati lunghissimi stivali neri in similpelle, tacchi a spillo e chiusure laterali a zip. Salendo con lo sguardo si poteva ammirare su di lei un magnifico body super aderente in lattice nero, maniche con finale a guanto nere e frusta saldamente impugnata nella sua mano destra.

A contrastare tutto quel nero, c’era la sua carnagione chiarissima, i suoi occhi azzurri e la sua bionda treccia di capelli perfettamente sistemata a coda di cavallo. Una dominatrice in piena regola ecco chi era veramente la dipendente Stefania.
Prima ancora che Luca potesse tentare dire mezza parola lei lo congelò con lo sguardo.

‘’Entra capetto da adesso ci penso io a te!’’.

La porta si richiuse.

Il primo ordine della mistress fu di farsi leccare gli stivali.

Luca si abbasso disorientato ma docile iniziò ad assecondarla.

‘’Gli uomini come te io me li fotto a colazione, hai capito palle mosce!’’. Tuonò Stefania.
‘’D’ora in poi io sarò la tua padrona, dimmi che hai capito ’’.
‘’Si...’’ Stefania a sentire quella risposta gli assestò una frustata micidiale.
‘’Si Padrona!’’ Precisò quindi lei.

Luca con la natica dolorante continuava a leccare.

Un’altra eccelsa frustata sul sedere.

‘’Non sei mai stato capace di dare un ordine, sei diventato lo zimbello di tutti, adesso ti educo io sul come si faccia!’’
Un’altra frustata ancora, Stefania faceva roteare meticolosamente la frusta in aria per poi andarla ad impattare poi con precisione millimetrica sul culetto indifeso dell’impotente capetto.

‘’Leccami il culo uomo senza palle!’’

Si abbassò la zip che apriva alla sua intimità posteriore e la avvicinò alle labbra di Luca ancora incredulo.

Docile il capetto iniziò a leccarla mentre lei continuava a inveirgli contro, voleva sentire bene la lingua di quell’uomo dentro al buco e quell’inetto non la stava soddisfando bene. Stefania gli afferrò il ciuffo di capelli e con un gesto deciso tirò più verso di sé in modo che il viso del suo nuovo sottomesso aderisse sulle sue natiche sudaticce.

‘’Ti va se ti scopo?’’ Chiese gentilmente Stefania a Luca abbandonando per un attimo le vesti della mistress, anche lei ora aveva un’aria timida e curiosa, non sapeva se la cosa gli potesse piacere o meno.

Luca annuì con la testa, voleva abbandonarsi completamente a quella donna.

Stefania tornata nel suo ruolo di potere si mise immediatamente l’imbragatura e palesando un cazzo di gomma dalle dimensioni generose, si andò a posizionare dietro l’arrendevole Luca, lo doveva fottere per bene a quello smidollato. Lo sistemò sul nudo pavimento a quattro zampe come un cagnolino e si iniziò a divertire.

Quando Stefania gli entrò dentro, psicologicamente lo annientò. Quel cazzone finto si faceva strada dentro di lui e ne annullava la sua ultima virilità da maschio. Lei bellissima in quei momenti si sentiva di essere un po’ come al rodeo, si divertiva a cavalcarlo, lo dominava nella mente e nel fisico.

Gli impartiva ordini ad alta voce, godeva nell’assestargli un colpo di cazzo e poi un altro e un altro ancora, era esperta in fatto di scopare uomini, lo si poteva capire da come riuscisse a muovere il bacino alla perfezione.

Penetrazioni profonde in quel culo peloso bianco per piegarlo al suo volere.

Le sue delicate unghie smaltate di bianco si trasformarono in arpioni che si conficcarono sui fianchi di Luca e con un’energia quasi soprannaturale ella lo fece capitolare castigandolo con gli ultimi tre colpi fenomenali. Il capetto si arrese, era stato preso da quella ragazza.

Al lavoro Luca quel giorno si presentò sereno e spensierato, i suoi discorsi inaspettatamente comprensibili a tutti, i suoi ordini finalmente chiari e decisi.

Guardò Stefania con un’espressione quasi a volerla ringraziare di qualcosa. Intenta a lavorare lei se ne accorse e ricambiò lo sguardo col suo futuro capetto per qualche istante, gli strizzò maliziosamente l’occhiolino per poi, come se nulla fosse tornare a proseguire nello svolgimento delle sue incombenze.
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore. Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Voto dei Lettori:
6.0
Ti è piaciuto??? SI NO

Commenti per UN FALLO SINTETICO PER UN CAPETTO IMPACCIATO:

Altri Racconti Erotici in bdsm:




® Annunci69.it è un marchio registrato. Tutti i diritti sono riservati e vietate le riproduzioni senza esplicito consenso.

Condizioni del Servizio. | Privacy. | Regolamento della Community | Segnalazioni