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Sono tua


di Coppia_AnVa
28.11.2024    |    535    |    3 9.3
"Mi chiede se non stata bene, accende la luce e il mio corpo ormai era come una tenda bianca tinta di viola..."
Questa che sto per raccontare è una storia vera.
Io sono Vanessa, lui è Mio.
Ma questa volta qualcosa cambia, qualcosa si trasforma e da due passiamo a tre.
Ma andiamo per ordine.
Mio è un ragazzo poco più grande di me, bellissimo. Ha gli occhi azzurri più belli che io abbia mai visto. Ha la pelle chiara, è un sorriso che mi penetra l’anima ogni volta che lo indirizza a me.
Come sempre, da anni a questa parte, mi invita a casa sua.
Mi offre il caffè dicendo “questa volta niente latte”, sa che io lo prendo così. È una coccola che mi ha fa ogni volta, prima di iniziare, prima che le anime iniziano a danzare.
Questa volta però non è come altre per vari motivi, il primo è che ha bisogno di parlare, di sfogarsi. Sa che qualunque cosa uscirà dalla sua bocca sarà custodita dentro di me, sa che io sono lì per lui, sa che io sono sua.
Il nostro rapporto va ogni qualsiasi forma, non è amore, non è sesso, non è amicizia.
È uno stare bene reciproco, un rapporto fatto di passione sicuramente, fiducia… ecco fiducia, quella fiducia cieca che non dai quasi a nessuno. Io so tutto di te, tu sai tutto di me.
Ma d’altronde io metto il mio corpo nelle sue mani, io metto letteralmente il mio respiro nelle sue mani. Se non è questa fiducia, allora non so cosa possa esserlo.
Dopo varie chiacchiere, o meglio dopo che lui parlava e io ero lì ad ascoltarlo ecco che le danze si aprono. Ecco il passo che stavo aspettando.
Ridendo e scherzando mi da una pacca sul sedere, mi porta a lui con uno scatto deciso. Mi banca come non ha mai fatto in questi anni. Sento che mi desidera, sento che mi vuole. Non c’è bisogno di altro, so dove andare.
So cosa fare.
Mi avvicino al divano, mi siedo.
Sorrido.
Mi spoglio, lentamente, guardandolo fisso negli occhi, vedendo quel sorriso che si fa sempre più marcato sul suo viso.
Mi porge la mano, sono lì in piedi davanti a lui.
Si siede e dice “fai tu”
Non me lo faccio ripetere due volte.
Mi inginocchio e inizio a lavorare di bocca. Ma la mia voglia di lui è talmente esagerata che passo direttamente all’azione ed ecco che sono lì sopra di lui.
Detta lui il ritmo, io non capisco più nulla.
Finché i morsi non mi riportano alla realtà.
Un bruciore secco sulla coscia.
Uno schiaffo così forte da farmi sobbalzare.
Morsi e schiaffi si susseguono.
Collo, spalle, seno, cosce.
Non so dire più cosa mi faccia più male.
Avverto un colore intenso ogni volta che la sua mano schiocca sul mio corpo.
Urlo, ma non me lo permette.
Mi porta la mano sulla bocca, si avvicina a me e dice “chiamo You”
Non so dire cosa scatta in me, ma inizio a bagnarmi tantissimo.
Io che sono sempre stata sua, io che ho sempre vissuto quei momenti con lui ora sono fracida al pensiero che ci sarà il suo miglior amico.
Mi chino verso il suo cellulare e glielo passo.
Non c’è bisogno di dire altro.
È chiaro che sono interessata, è chiaro che per me il gioco può iniziare.
Ed è così che in meno di 20 minuti il campanello suona.
Ed eccolo, anche lui un bellissimo uomo, anche lui biondo dagli occhi chiari.
Non c’è bisogno di presentazioni.
Io sono sua e questo basta.
Mi dice di iniziare con You.
Mio sta lì fermo a guardare.
È talmente fiero di me, glielo leggo negli occhi.
Ma qui è lui che comanda.
E non perde di certo occasione per farlo capire.
Sposta You, lo guarda e gli dice “guarda come gode”
È stato bello, non aveva mai voluto condividermi, e in effetti non l’ha fatto nemmeno in questa occasione.
Era il suo gioco, e You un’altra pedina pronta a soddisfare questa sua fantasia.
Il gioco termina.
Mi chiede se non stata bene, accende la luce e il mio corpo ormai era come una tenda bianca tinta di viola.
La mia pelle portava i segni di quella situazione.
La mia pelle candida come la neve, era macchiata dal piacere carnale.
Io, Mio e You.
Non so se sarà solo un occasione, non so se accadrà di nuovo.
So solo che con lui mai nulla è scontato.
So solo che con lui io sono libera.
Io sono sua.
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