Gay & Bisex
a casa di Simone
17.06.2026 |
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"Io avevo finito, tornai di la dove Matteo stava tracannando la restante metà della bottiglia alla goccia, su sfida di Simone, ma non ce la fece e la diede a Fabio il quale la finì..."
Al tempo frequentavo l'ultimo anno di superiori, un anno pesante fatto di mille pensieri, attese, progetti e tanta paura di non sapere come sarebbe proseguita la vita finito il liceo.Lo studio mi impegnava tutta la settimana, tutti i pomeriggi bisognava far qualcosa e di certo l'unica gioia vera era il santo week-end, non che il fine settimana non studiassi ma di certo si aveva quel tempo libero da poter utilizzare per rilassarsi in compagnia o da soli!
Un fine settimana di febbraio, Simone, un ragazzo di cui ero profondamente attratto, dopo un pomeriggio passato in giro con altri amici decidemmo di saltare il sabato scolastico e di andarcene a casa sua fuori città per il week-end, si aggiunsero a noi solo Matteo e Fabio, ci organizammo per incontrarci l'indomani verso le 8 al bar dove solitamente facevamo colazione quando saltavamo scuola.
Il mattino seguente fatta una buona colazione montammo sulla mia macchina e partimmo.
La villa della famiglia di Simone era ad un'ora e mezza circa dalla città, immersa in una campagna magnifica, insomma ci aspettavano due giorni di assoluto relax! Il viaggio fù sereno e sbrigativo. Arrivati!
Si aprì il cancello e dopo aver percorso il vialetto parchegiammo la macchina accanto alla legnaia e ci dirigemmo verso l'entrata della villetta.
La villa era davvero bella ed in lontananza si vedeva il grande bosco che faceva da cornice a tutta la zona.
Si sviluppava su tre piani dei quali uno interrato adibito a sala hobby, piano terra con cucina e camera da pranzo, sala con caminetto e divani e un'altra bella sala studio, secondo piano con 4 camere da letto di cui una matrimoniale ed un'altra sempre matrimoniale ma che veniva utilizzata per vedere comodamente la tv sdraiati accanto ad un altro incantevole caminetto, ovviamente è quella che scelsi...mica male!
La giornata passò benissimo, girammo tutta la proprietà, camminammo veramente un sacco, pranzammo nella piccola veranda riscaldata appena fuori la cucina, ci abbuffammo e bevemmo senza ritegno.
Risalimmo in camera, ci piazzammo davanti il caminetto in completo relax tracannando un buon vino.
Sicuramente il troppo vino, l'abbuffata e il calore del caminetto mi misero un sonno atroce che di li a poco mi fece crollare...
Mi risvegliai dopo circa un'oretta e mezza, mi alzai dal divano per guardarmi intorno ma ero solo, scesi giu in sala hobby e trovai solo Simone che giocava a biliardo e gli chiesi dove fossero Fabio e Matteo, mi rispose che erano andati in paese a prendere qualche film da vedere, fare un pò di spesa ed eventualmente organizzarci per la serata in paese.
Dissi a Simone che sarei salito in stanza a cambiarmi, volevo mettermi in tuta che con i jeans non ero comodo, concordò con me e salimmo, entrai nella stanza dove il caminetto acceso aveva creato un incredibile tepore, mi sbottonai i jeans e li feci cadere a terra, chinandomi li raccolsi ma nel prenderli mi arrivò distintamente uno schiaffo su una chiappa, fortuna portavo i boxer, mi incazzai promettendo a Simone che gli avrei messo un dito in culo se non la piantava, invece lui di tutta risposta mi spinse sul letto e mi si fiondò addosso!
Era completamente disteso sopra di me con la patta all'altezza delle natiche, li per li non capì e non ci feci caso ma poi quando mi disse ironicamente "se ci provi ti inculo!", beh, li focalizzai la mia mente all'altezza del culo e avvertìì che aveva il cazzo duro, me lo scrollai di dosso e gli risposi: "ma finiscila stupido ce l'avrai pure piccolo!" la prese come una sfida e in un secondo se lo tirò fuori, non era un superdotato, ma aveva proprio un bel cazzo, completamente scappellato dal quale scendevano due palle gonfie e sode, mi disse:"mica tanto piccolo o no?" gli risposi che era normale tanto per farlo rosicare, mi guardò, si gettò sdraiato affianco a me mettendosi all'altezza della mia faccia e mi disse: "guardalo da più vicino, non sai quanto mi diventa duro quando me lo succhiano", mentre parlava ero come se non volessi altro che quel cazzo, giocarci e farci quello che volevo, ma non capivo se era serio o no, di colpo però si girò e me lo appoggiò su una guancia dicendomi "succhiamelo, dai, lo so che lo vuoi" ebbene non resistetti era quello che volevo, scostai la faccia apriì le labbra e me lo feci entrare in bocca, allungò una braccio mi mise la mano sulla nuca e da quel momento non mi fermai più, gli feci allargare le gambe e mi dedicai a leccargli ogni centimetro del suo cazzo per poi riprenderlo in bocca facendomela scopare, mi piaceva da morire il suo sapore fatto di umori, sapone e secrezioni, lui mi guardò e senza dirmi nulla fece scivolare la sua mano sul mio cazzo, mi tolse i boxer, me lo prese in mano e cominciò a segarmi, mi stava scoppiando tanto ero eccitato, la sua mano ogni tanto si allungava fin sotto al mio buchetto, provò ad entrarci, ma io li per li mi ritirai e lui riprese a segarmi, mi stava facendo godere e più godevo e più gli ciucciavo il cazzo con foga, di li a poco venni senza dirgli nulla e mi riempi la maglietta di sborra.
Non mi fermai nemmeno godendo, e quasi per volerlo ringraziare cominciai a segarlo con vigore mentre con la bocca leccavo e succhiavo le sue palle, volevo sentirlo godere e farlo fremere così cominciai a succhiargli forte solo la cappella per poi riscendere e riprenderlo tutto in bocca, andai avanti penso per altri 5 minuti fino a quando all'improvviso si bloccò prendendoselo in mano e con un pacatissimo "vengo!" mise una mano sulla mia testa e mi sborrò sulla faccia bagnandomela quasi totalmente, ebbi una sensazione splendida tanto che avrei continuato a succhiarglielo ancora e ancora e ancora e ancora, quasi mi fossi innamorato di quel cazzo, ma dovevo andarmi a pulire perchè gli altri potevano arrivare da un momento all'altro....
Ero in bagno, mi guardavo allo specchio quasi per ammirare in che condizione fosse il mio viso dopo la sborrata che Simone mi aveva riversato sul volto, sembravo una di quelle puttane dei film porno, non so probabilmente mi sembrava impossibile che fosse successo, che mi fossi lasciato andare senza angosce, ma era tutto vero, avevo fatto un pompino a Simone ed ero raggiante! Mi lavai togliendomi la maglietta sporca del mio seme,
Più mi guardavo e più ripensavo a quello che avevo appena fatto e allo stesso tempo non potevo che rimembrare tutti i desideri e fantasie che la mia mente partoriva durante le mie masturbazioni, la voglia di farmi chiavare da Simone, di esser suo, di soddisfare le sue voglie, di poter godere del suo cazzo, questo era quello che avevo sempre sognato, ambito, voluto!
“E ora? Cosa faccio?”, domandai tra me e me con un po’ d’ansia, quell’ansia dovuta al fatto che non sapevo cos’era stato per Simone il nostro “incontro ravvicinato” e il timore che magari potesse rivelare bruscamente la cosa, ma mi rassicurai subito, ero quasi certo che la cosa potesse rimanere tra noi e magari non rimanere un episodio isolato, anche perché io non avevo minimamente saziato la mia voglia, lo volevo in culo da lui.
Mi rimisi i boxer e nell’uscire volli fare una stupidaggine tanto per osservarmi sul quel grande specchio, montai in piedi sul bidet mi voltai di schiena e mi abbassai i boxer fino alle ginocchia, mi guardavo il culetto, non sono glabro ma ho la fortuna di non averlo ne piatto ne grosso, insomma ho sempre creduto che meritasse molto!
Mi rimisi i boxer ed usciì dal bagno andai in stanza, Simone non c’era probabilmente era sceso, mi misi i pantaloni della tuta, la maglietta e una bella felpetta e scesi anch’io.
Erano circa le 19, arrivai di sotto e trovai Simone intento ad alimentare il fuoco con altri ciocchi, parlammo come se niente fosse, ragionammo su cosa volessimo mangiare per cena, pensammo che la cose migliori da cucinare quando si ha a disposizione un caminetto fossero bistecche e salsicce, così scendemmo giù al piano della sala hobby dove, tramite una porta, si accedeva alla cantina. Vi erano 2 frezer leggermente più grossi dei classici frezer dei gelati da bar, colmi di carne e pollame, ne aprimmo uno e Simone cominciò a prendere quello che ci sarebbe servito, mi chiese cortesemente di prendergli una busta nell’angolo a destra, mi allungai piegandomi in avanti e Simone ebbe l’istinto, ancora una volta, di schiaffeggiare il mio povero culetto, solo che stavolta rimasi fermo, solo un flebile “mmh” mi usci' dalla bocca.
Nel sentirlo mi infilò la mano nelle mutande, solcando con il medio lo spacco delle mie natiche arrivando al mio buchetto, ero attraversato da una scarica di sensazioni, ero eccitato, avevo di nuovo l’uccello in tiro, sentivo che mi accarezzava il buchetto e poi con la mano scivolava fin sotto le palle lambendole, poi riprese quel docile accarezzarmi, lasciai la busta che avevo afferrato nel frezer e appoggiai la mano al bordo per sorreggermi, mentre l’altra mano ando' in cerca del suo pacco, lo palpai, era moscio ma consistente, infilai la mia mano per sentirlo a contatto, presi le sue palle sode in mano massagiandole come meglio non potevo fare, quando però, improvvisamente, Simone penetrò il mio ano con due dita!
Anche qui accennai un verso appena, non avevo sentito dolore nella maniera più assoluta nonostante non fossi minimante bagnato, sentivo le sue dita spingere ed uscire, spingere ed uscire, non aspettavo altro che il momento, quel momento, oramai ero pronto, lo desideravo, lo volevo sentirlo dentro speravo avvenisse e basta!
E invece non accadde, anzi, ci toccò interrompere quel momento propiziatorio poiché sentimmo che Matteo e Fabio erano tornati, prendemmo le buste con il mangiare e risalimmo, feci le scale con un misto di rabbia e delusione.
Posarono la spesa sul tavolino, e ci dissero che in paese non c’era nulla di interessante, che avevano provato a chiedere a 2-3 ragazze cosa c’era da fare, provando anche a rimorchiarle, ma non avevano ricevuto ne un’intesa ne qualche dritta su dove andare.
Presero due film, una bottiglia di Vodka e qualche snack da mangiare davanti la Tv.
Preparammo la brace, cucinammo e mangiammo allegramente grazie alla bontà del cibo e alla comicità di uno dei due film presi, non di certo un filmone, ma ci facemmo due risate, si era tra noi e bastava poco per divertirsi.
I miei occhi spesso nelle risate incorciavano quelli di Simone, ma senza esagerazioni, erano segnali d’intesa, almeno mi piaceva credere che fosse così, ero però affranto poiché ora difficilmente saremmo potuti stare soli.
Finimmo di mangiare, io mi misi a lavare quei pochi piatti che avevamo usato mentre gli altri finivano di vedere il film, stavo insaponando i piatti, Simone venne in cucina, aprì il frigo e prese la Vodka e venne verso di me per prendere i bicchierini che stavano nella credenza sopra il lavandino, nel prenderli mi appoggia il pacco sul culo sussurrandomi pianissimo all’orecchio “ho voglia di incularti”." Anche io ti voglio" gli risposi afferrandogli il cazzo.
Era tornato di la, sentivo che parlavano, il film era finito, si fecero un bicchierino di Vodka che Simone non tardò a portare anche a me facendomelo bere dalla sua mano, poi un altro e un altro ancora. Io avevo finito, tornai di la dove Matteo stava tracannando la restante metà della bottiglia alla goccia, su sfida di Simone, ma non ce la fece e la diede a Fabio il quale la finì.
Simone aprì un armadietto, c’erano i liquori del padre, ci fece il bicchiere a tutti con un liquore che nemmeno aveva etichetta, casareccio, alzata di braccio simbolica e via giù alla goccia!
Vi devo dire in che condizioni si era, uno più allegro dell’altro, forse io un po’ di meno non avendo partecipato a tutti i brindisi, ma comunque alticcio al punto da mettere una mano sul pacco di Simone in un momento di distrazione degli altri.
Chiudemmo a chiave casa, e salimmo al piano di sopra, era quasi mezzanotte e noi eravamo svegli dalle 7, era arrivato il momento di sdraiarci un po’, entrammo nella stanza che avevo scelto per dormire, quella con il caminetto e la Tv di norma usata la sera a mò di salotto, mettemmo l’altro film e ci sdraiammo sul letto.
Iniziammo la visione con la migliore delle intenzioni, prima Matteo poi Fabio e lo stesso Simone cominciarono a sbadigliare, difatti poco dopo lasciammo perdere la visione e andammo tutti a dormire o meglio io lasciai il film, visto che non avevo sonno(chissà perché!), mentre gli altri andarono nelle loro stanze.
Mi feci chiudere la porta, così da non dissipare il calore del caminetto, dopo circa 20 minuti sentiì la porta che si aprì piano piano, era Simone! Stava cercando di fare il meno rumore possibile camminando in punta di piedi e chiudendosi la porta alle spalle a chiave!!!
Avevo il cuore che mi batteva, stavo realizzando il mio sogno, Simone salì sul letto e mi disse: “Mi sta scoppiando, ho una voglia assurda, stavo aspettando un po’ che gli altri crollassero, spero che non si sveglino!!”, difatti notai subito che ce l’aveva in tiro e che premeva forte sulla tuta.
Mi alzai e mi misi sotto le coperte, si infilò sotto anche Simone, mi avvicinai a lui e allungai una mano sul suo pacco, era durissimo, scesi con la testa sotto le coperte, gli abbassai tutto, lo presi in mano, avvicinai la bocca, lo appoggiai alle labbra e piano piano me lo feci scivolare giù più che potevo, risaliì fin sulla punta e con andamento lento cominciai ad andare su e giù massaggiandogli le palle.
Potevo sentire l’odore del suo cazzo, i peli che mi sfioravano il naso, il sapore che gustavo e il calore di quel pezzo di carne duro e caldo tutto nella mia bocca.
Dopo poco però Simone alzò la coperta, lo guardai continuando a succhiarlo, allungò la mano sul mio culo e lo tirò a se, ero nella classica posizione del 69, mi fa scivolare boxer e pantaloni, me li sfila e mi fa mettere le gambe ai suo fianchi, ero a gambe divaricate con il culetto davanti il suo viso completamente alla sua mercè!
Non tardò ad appoggiarci le mani, sentiì di nuovo le due dita appoggiarsi al mia buchetto ma stavolta erano umide, mi entrò dentro girandole in un movimento circolare, riuscì fuori e nel rientrare aggiunse un terzo dito.
Cominciò a muovere ritmicamente quelle tre dita dentro di me, mi stava piacendo un sacco, si fermò e mi disse di fermarmi e cercare nella tasca della sua tuta, come un cretino non capiì subito, chissà che pensavo, ma appena infilai la mano e sentiì il preservativo mi raccapezzai, lo presi, lo apriì e glielo misi.
Mi tolse le mani da dietro e mi sposto' da sopra di se, mi disse di sdraiarmi, si inginocchiò allargandomi le gambe, me le alzò guardandomi con una voglia che gli si leggeva in faccia.
Ero li, sdraiato a gambe larghe, potevo vedere le mie palle e poco più avanti la sua cappella coperta dal preservativo, la appoggiò al mio ano facendo pressione, mi entrò dentro poco più della metà, gemetti andandomi a toccare il cazzo!
Spinse con forza, strinsi le coperte con la mano libera, il dolore fu solo una scarica, me la feci passare, potevo sentire la sua peluria sulle mie palle, era tutto dentro!
Abbassai la testa sul cuscino e aspettai che cominciasse a muoversi, iniziò un lento ma progressivo movimento, ero al settimo celo, sentivo quel cazzo caldissimo che mi riempiva e mi allargava ad ogni colpo.
Simone allargandomi ancor di più le gambe appoggiò le mani sul letto, iniziando così a fottermi con più veemenza, mi stava facendo godere, mugolavo ed ansimavo, in un gemito gli dissi a chiare lettere: “Scopami,cazzo! Scopami Simone!” lo sentiì respirare con più foga, aumentò il ritmo, ora era un ossesso, cercò di avvicinarsi il più possibile al mio viso dicendomi: “Hai il culo bollente, lo sento come spingi per prenderlo tutto, ma quanto ti piace il mio cazzo eh?” gli dissi che mi faceva impazzire e di scoparmi ancora!
“Ancora Simon, così! Così!” e con quel bel cazzo che mi apriva il culo, mi sfiorai a malapena il cazzo che venni schizzando copiosamente sul mio petto centrandomi anche il mento! :-P
Appena smisi di contorcermi, Simone mi uscì dal culo, mi prese per un braccio e mi tirò su seduto, si sfilò il preservativo, mi spinse la testa sul suo cazzo invitandomi a ciucciarglielo.
Appena smisi di contorcermi, Simon mi uscì dal culo, mi prese per un braccio e mi tirò su seduto, si sfilò il preservativo, mi spinse la testa sul suo cazzo invitandomi a ciucciarglielo, aveva la cappella rossa e gonfia, stava godendo lo sentivo, cominciai a segarlo mentre muovevo la mia bocca su quel cazzo che adoravo tanto, la sua mano si appoggiò sulla mia testa, strinse un po’ i capelli e bisbigliò: “Oh si cazzo, sborro!!!”, misi fuori la lingua aprendo la mia bocca, la volevo, mi schizzo tutto in bocca, ciucciai per un attimo la sua cappella, lo sentiì irrigidirsi altre due tre volte, mossi la lingua per assaporare la sua sborra e poi, guardandolo, con suo stupore mandai giù!. Crollammo in un sonno ristoratore, ma circa un oretta dopo sentii di nuovo la sua erezione aprirsi un varco tra le mie chiappe." Non ho piu preservativi,posso incularti a pelle? ne ho tanta voglia".non risposi, ma mi accostai a lui con il culo, quello fu il mio tacito consenso, non perse tempo, con un solo colpo di reni mi penetro' il culo fino alle palle cominciando a martellare come un dannato e dopo una decina di minuti mi sborro' nel profondo dello sfintere. Mi sentivo pieno e appagato. Mi girai e lo baciai sulle labbra, poi mi abbassai e gli pulii il cazzo ancora bagnato di sborra.
Non mi importava che non fosse in realtà eccezionale quel sapore, per me lo era, tutto quello che avevo fatto lo era, quante volte l’avevo sognato, quante volte avevo fantasticato su questo momento eccitandomi all’inverosimile e quante volte da quel momento in poi avrei goduto dei piaceri di quegli incontri.
Uscimmo pianissimo dalla mia stanza, io andai in bagno a darmi una sistemata e Simone riandò nella sua augurandomi con un occhiolino una semplice: “Buonanotte”.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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