tradimenti
Ho tradito mio marito - La sua rabbia
09.06.2026 |
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Non è ancora tradimento
È solo verità
Tu entri in camera mentre leggo il messaggio
Mi chiedi con chi parlo
Dico: "Una amica"
Tu non mi credi del tutto
Ma non insisti
LA..."
Siamo nella nostra cucinaÈ lunedì mattina
Tu stai leggendo le email sul telefono mentre bevi il caffè
Io preparo i tuoi documenti per la riunione
Da quanto tempo non ci tocchiamo?
Non lo so esattamente
Forse tre settimane
Forse un mese
È successo gradualmente
Come tutto in un matrimonio di nove anni
Mi chiedi se la cena aziendale di giovedì è obbligatoria
Dico che preferirei non andarci
Tu dici che sarebbe strano se non venissi
Che le mogli vanno sempre
Che è un'occasione importante per te
Non discutiamo
Sono stanca di discutere
Annuisco e continuo a preparare il caffè
LA CENA
Indosso il vestito nero
Quello che non ami
Ma che ti piace quando lo indosso per altre persone
Ti vedo guardarlo quando usciamo
Non dici niente
In macchina rimaniamo in silenzio
Tu pensi alla presentazione
Io penso a quanto mi sento invisibile
L'hotel è elegante
Troppo elegante per essere comodo
Mi siedo accanto a te al tavolo
Dall'altro lato c'è Andrea
Lo conosco da quando lavori lì
O meglio: l'ho visto nelle foto delle cene aziendali
Quarantun anni
Divorziato da tre anni
Sempre negli angoli delle foto
Quella sera mi sorride
Non in modo particolare
Solo mi sorride
Tu parli di numeri e strategie
Io mangio e ascolto
Andrea ascolta te ma guarda me
Non è evidente
Ma lo vedo
Durante il vino bianco mi chiede se ti piace il tuo lavoro
È una domanda banale
Ma è la prima volta che mi parla direttamente
Dico che sì, che sei bravo
Che ami quello che fai
Lui annuisce
E dice: "Sei fortunato"
Non capisco se intende che sei fortunato nel lavoro o in altro
Probabilmente intendo quello che voglio intendere
DOPO LA CENA
Quella notte a casa
Tu sei stanco
Mi dici che andresti a letto
Io dico che mi piacerebbe guardare un film
Tu sali
Io rimango con un bicchiere di vino
E il pensiero di Andrea che mi diceva che eri fortunato
Mi addormento sul divano
Quando mi sveglio sei già in ufficio
LA SETTIMANA SUCCESSIVA
Ricevo un messaggio WhatsApp
È Andrea
Dice: "Ho dimenticato di dirvi grazie per la serata piacevole"
È un messaggio neutro
Rispondo educatamente
"Grazie a te, è stato bello"
Non risponde subito
Risponde tre ore dopo
"Mi piacerebbe se ci vedessimo per un caffè qualche volta. Mi sentirei meno solo in questa città."
Non è una proposta inequivocabile
È un'apertura
Rimango a guardare il messaggio per cinque minuti
Poi rispondo: "Mi piacerebbe"
Tu non chiedi con chi parlo
Sei distratto dal lavoro
Quella settimana hai avuto una brutta presentazione
Non vuoi parlarne
IL CAFFÈ
Ci vediamo mercoledì pomeriggio
In una caffetteria lontana da dove abitate
Non è una pianificazione consapevole
È solo cautela istintiva
Mi racconta di sé
Del divorzio che è stato complicato
Della figlia che vede nei weekend
Di come si sente intrappolato in un lavoro dove non ha amici
Di come tu sia sempre stato distaccato con lui
Io ascolto
E per la prima volta in mesi
Qualcuno mi sta davvero ascoltando
Mi chiede di me
Delle mie giornate
Del mio lavoro che ho lasciato quando vi siete sposati
Mi chiede se me ne pento
Dico la verità
"Non so"
Lui paga il caffè
Mi dice che è stato bello
IL MESSAGGIO
Quella notte
Andrea mi manda un messaggio
"Grazie per questo pomeriggio. Mi sento meno solo."
Rispondo
"Anch'io mi sento meno sola."
Non è ancora tradimento
È solo verità
Tu entri in camera mentre leggo il messaggio
Mi chiedi con chi parlo
Dico: "Una amica"
Tu non mi credi del tutto
Ma non insisti
LA CENA CON TE
Venerdì sera andiamo a cena
Tu sei di buon umore
Mi parli della riunione che è andata bene
Mi tocchi il braccio quando ridiamo
Mi sorride come se ricordasse che esisto
Mi sento in colpa per il caffè
Mi sento in colpa per il messaggio
Ma non basta a farmi smettere di pensare ad Andrea
LA SECONDA VOLTA
La settimana dopo ci rivediamo
Questa volta per cena
Lui suggerisce l'hotel dove c'è un buon ristorante
Sappiamo entrambi che non è una scusa
Ma fingiamo che lo sia
Mangiamo al ristorante
Lui mi prende la mano sotto il tavolo
Io non la ritiro
Quando finisce dice: "Potremmo andare in camera per un momento? Ho una buona bottiglia che vorrei aprire"
Salgo
Sapendo perfettamente cosa significhi
Consapevole che sto attraversando una linea
E che voglio attraversarla
La camera è anonima
Troppo pulita
Troppo impersonale
Mi bacia
Non è appassionato come nei film
È timido
Come se non fosse sicuro se volessi davvero
Mi accorgo e lo guido io
Gli dico di baciarmi
Gli dico dove toccarmi
Il sesso è veloce
Forse quattro minuti
Lui si scusa subito
Dice che non ci stava pensando
Mi resto seduta sul letto nuda
Lui fa la doccia
Quando torna mi chiede se sto bene
Dico di sì
Lui dice che non dovrebbe accadere di nuovo
Che sei una brava persona
Che ci sente in colpa
Io annuisco
Ma sappiamo entrambi che accadrà di nuovo
GIORNI SUCCESSIVI
I giorni successivi sono strani
Tu continui la tua vita normalmente
Io ho paura costante di essere scoperta
Controllo il telefono centinaia di volte
Cancello i messaggi di Andrea
Uso Telegram quando posso
Lui mi scrive: "Non riesco a smettere di pensare a te"
Io non rispondo subito
Perché non voglio sentirmi coinvolta
Ma poi rispondo comunque
Accade di nuovo
Martedì sera in una camera diversa
Lui questa volta dura di più
Mi chiede se mi piace
Voglio dirgli che mi sento colpevole
Ma invece dico: "Sì"
L'ANSIA
La settimana seguente
Durante il pranzo con te
Entra Andrea nella stessa sala mensa
Mi vede
Tu non vedi che mi vede
Ma io vedo che lui mi vede
Mi sorride
È il sorriso più pericoloso del mondo
Perché è il sorriso di un uomo che conosce il mio corpo
Che sa come mi viene
Tu non noti niente
Ma io sento il peso di quello sguardo
Mi fa paura
Mi eccita
Mi disgusta
Quella notte chiedo al mio corpo di desiderare te
Tu sei stanco
Dormi presto
Rimango sveglia
Pensando a quando è iniziato tutto a crollare
LA CONFESSIONE
Siamo nella nostra cucina
È mercoledì sera
Ho deciso che non posso più vivere così
Tu finisci di lavare i piatti
Appoggi il piatto
E io comincio
Non so nemmeno come dirlo
Comincio piano: "C'è qualcosa che devo dirti"
Non dico il nome subito
Parlo di come ci siamo visti
Come ci siamo scritti
Come una volta è diventato più volte
Tu mi interrompi
Mi chiedi il nome
Resto in silenzio per un momento
E poi lo dico
Andrea
Vedo che il tuo viso cambia
Non di rabbia inizialmente
Di riconoscimento
Dici il suo cognome
Io annuisco
Rimani molto fermo
Poi mi chiedi: "Quante volte?"
Dico "Tre"
Penso che sia una bugia accettabile
Sono state quattro
Mi chiedi se sapeva che siamo sposati
Dico che sì
Mi chiedi se gli importava
Non rispondo
Quella non-risposta è la risposta che cerchi
Mi chiedi se lui fosse meglio
Non riesco a guardarti
Dico: "Era diverso"
Mi chiedi cosa intendo
Non riesco a dirgli che tu eri assente
Che lui almeno mi ascoltava
Che lui mi guardava veramente
Non solo come moglie
Non come la donna che un giorno ha detto "sì" all'altare
Mi chiedi se lo amo
Dico la verità: "No"
Quella parola è pesante
Perché se non lo amo allora cosa sto facendo?
Cosa sto rovinando per cosa?
Mi chiedi se continuerò a vederlo
Resto in silenzio
Dico: "Non lo so"
Ti alzi lentamente
Non dici niente
Vai di sopra
Rimango sola in cucina
E per la prima volta
Mi chiedo se dovevo dirgli
QUELLA NOTTE - IL SILENZIO
Non dormi in camera degli ospiti
Dormi nella nostra camera
Ma mi giri le spalle
Non parli
Non mi guardi
È peggio di qualsiasi grido
La mattina dopo
Sei già via quando mi sveglio
Lasci una nota sulla scrivania della cucina
"Torno stasera. Abbiamo bisogno di parlare"
Quella parola
"Bisogno"
Mi terrifica
Passo la giornata in ansia totale
Controllo il telefono ogni due minuti
Andrea non ha scritto
Non so se è meglio o peggio
Quando torni
Entri in casa senza guardarmi
Mi chiedi se i bambini sono già a letto
Dico di sì
Mi dici di sedermi
IL GIORNO DOPO - I DETTAGLI
Siamo in camera
È giovedì sera
Tu mi guardi per la prima volta da quando ho confessato
Mi chiedi di raccontare
Ma questa volta vuoi tutto
Ogni dettaglio
Ogni sensazione
Mi siedo sul letto
Tu rimani in piedi
Come se non potessi stare vicino a me
Comincio a parlare
Ti racconto della prima volta
Di come eravamo al ristorante
Di come mi ha preso la mano sotto il tavolo
Ti racconto della camera dell'hotel
Di come mi ha baciata
Di come aveva paura
Mentre parlo
Vedo che le tue mani si stringono
Vedo che respiri diversamente
Mi chiedi di essere più specifica
"Cosa indossavi?"
Dico: "Il vestito blu. Quello che a te non piace"
Ti vedo stringere i denti
Continuo
Ti racconto di come mi ha toccata
Di come mi ha spogliata lentamente
Ti racconto che non mi guardava negli occhi
Che guardava il mio corpo come se fosse la cosa più bella che avesse mai visto
Che nessuno mi guarda così da anni
Mi chiedi: "Ti è piaciuto?"
La domanda è diretta
È quello che veramente vuoi sapere
Resto in silenzio
Tu ripeti: "Ti è piaciuto?"
Dico: "Sì"
La parola esce come un sussurro
Ma suona come un grido
Mi chiedi come
Ti racconto del modo in cui mi ha afferrata
Come mi ha spogliata lentamente
Come la prima volta è stato veloce
Come la seconda volta ho avuto tempo di sentire davvero
Ti alzi dal letto
Vedo qualcosa cambiare nel tuo viso
Una rabbia che non avevo mai visto prima
Una rabbia che ti deforma i lineamenti
Che ti fa stringere le mascelle
Non dici niente
Mi afferra per i capelli
Molto violentemente
Non come un gioco
Come possesso puro
Sobbalzo
Non per dolore
Per sorpresa
Non avevi mai fatto così
In nove anni di matrimonio non avevi mai afferrato i miei capelli
Mi tira verso di te
Verso la tua erezione
Mi spinge giù
Capisco quello che vuoi
E non ho il tempo di protestare
Mi infili il cazzo in bocca
Profondamente
Senza darmi tempo di adattarmi
Senza delicatezza
Le lacrime scappano dai miei occhi
Non so se di paura o eccitazione
Mi tieni per i capelli
Mi muovi la testa come se fossi un oggetto
Come se fossi qualcosa da usare
Non qualcuno da amare
E la cosa terribile
È che mi eccita
Mi eccita vederti così arrabbiato
Mi eccita sentire questa versione di te
Questa versione primitiva e furiosa
Tiri più forte
Mi occupo
Provo a respirare dal naso
Le tue dita mi stringono il cuoio capelluto
Dopo un po' mi togli dalla bocca
Mi guardi negli occhi
Vedo la rabbia che brucia in te
Vedo il disprezzo
Vedo il desiderio
Mi tiri su
Mi sposti sul letto
Mi metti a quattro zampe
Non è una richiesta
Mi posizioni così con la forza
Mi abbasso la biancheria intima
Mi tocchi la figa con due dita
Mi allargo
Provo a prepararmi
Ma non ti importa nemmeno
Mi entri dentro brutalmente
Senza lubrificante
Senza preliminari
Senza pietà
Urlo
Il dolore si mescola con il piacere
Non riesco a distinguere dove finisce uno e inizia l'altro
Mi prendi per i capelli di nuovo
Mi tiri indietro
Mi forzi a stare con la schiena arcuata
Mentre mi scoppi
I colpi sono forti
Troppo forti
Come se stessi cercando di cancellarmi
Di eliminarmi
Di punirmi
Mi metti di nuovo faccia giù
Contro il letto
Contro il cuscino
Mi schiacchi giù con la tua mano sulla nuca
Non mi lasci respirare completamente
Mi soffocchi mentre mi penetri
E io
Miserabilmente
Vengo
Vengo mentre mi tratti così violentemente
Mentre ti sento così arrabbiato
Mentre sento il tuo disprezzo
Le mie unghie stracciano le lenzuola
Apro la bocca per gridare
Ma il tuo peso mi schiaccia
Continui
Non ti fermi
Come se avessi bisogno di fare del male
Come se avessi bisogno di ricordarmi di chi sono
Di cosa hai perso
Di cosa potrebbe perderti
Mi senti venire
Mi senti contrarti intorno a te
E forse questo ti soddisfa
Forse questo è quello che volevi
Sapere che nonostante tutto
Il mio corpo è ancora tuo
Alla fine vieni
Con un grido che non è tenerezza
È rabbia pura
Rimani dentro di me
Pesante
Arrabbiato
Respiri affannosi contro la mia nuca
Mi mordi
Non leggermente
Mi mordi come se volessi lasciare un segno
Come se volessi marchiami
Rimaniamo così
Entrambi ansimanti
Entrambi scossi
Quando ti togli
Mi lascio cadere sul letto
Non posso guardare
Non posso parlare
Tu rimani seduto
Mi guardi
E vedo qualcosa di nuovo nel tuo sguardo
Una domanda
Una consapevolezza
Mi chiedi: "Ti è piaciuto?"
Resto in silenzio
Sai la risposta
Vedi come il mio corpo trema ancora
Vedi come respiro ancora pesantemente
Dici soltanto: "Non posso fare niente di più per te"
Esci dalla camera
Scendi le scale
E io rimango qui
Sulla biancheria spiegazzata
Con i segni dei tuoi denti sulla mia spalla
Con i lividi che cominciano a formarsi sulla mia pelle
Con la consapevolezza che ti ho perso
Che il nostro matrimonio è finito stasera
Ma che nonostante tutto
Mi sento più viva di quanto mi sia sentita negli ultimi anni
DOPO
Non torni a letto
Dormi sul divano
O forse non dormi affatto
La mattina dopo
Non mi tocchi
Non mi parli
Ma vedo i tuoi occhi sul mio corpo
Sui lividi che ho
Vedo il rimorso
Vedo la rabbia ancora lì
Mescolata con altre cose che non riesco a nominare
LA SETTIMANA DOPO
Tu guardi Andrea in ufficio
Mi dici di cosa hai parlato
Che gli hai fatto capire che dovrebbe cercarsi un altro lavoro
Che se lo rivedi ancora
Allora finirai il nostro matrimonio
Andrea sparisce
Dalla mia vita
Dai tuoi radar
Dalle mie giornate
Ma non dai miei pensieri
FINE
Rimaniamo insieme
Tecnicamente
Ma il nostro matrimonio è diventato qualcosa di diverso
È diventato un accordo non detto
Tu mi possiedi brutalmente per dimenticare
Io permetto che accada per sentirmi viva
Dormi di fianco a me adesso
Ma è un sonno irrequieto
Pieno di incubi che non mi racconti
E io rimango sveglia
Toccandomi i lividi
Ricordandomi di quella notte
Di quando finalmente mi hai vista
Anche se era troppo tardi
Non so se questo è amore
O se è solo il modo in cui due persone ferite cercano di farsi del male
Senza partire
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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