tradimenti
Il cazzo del giovane stagista 1
10.09.2025 |
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"Non gli do nemmeno il tempo di capire dove sta che ho subito il cazzo di mio marito in bocca..."
Il cazzo del giovane stagista 1 - l'inizioMi chiamo Martina e sono direttrice in una grande azienda da parecchi anni ormai. Sono sposata con Carlo, anche lui manager di successo. Abbiamo tutti e due 45 anni, non abbiamo figli e godiamo di un ottimo stipendio che ci permette di toglierci parecchi sfizi. Abbiamo anche investito nel mattone acquistando alcuni immobili che affittiamo a persone di fiducia.
Ci dedichiamo molto al lavoro, ma non ci facciamo mancare momenti per noi. Facciamo belle vacanze e spesso facciamo uscite in moto da soli o con altri amici. Con mio marito ci siamo conosciuti sui banchi dell’università. C’è stata una scintilla che è scoccata fin dall’inizio, infatti ci siamo fatti le migliori scopate nei bagni dell’ateneo o in altri posti dove c’era il rischio di venire scoperti. Questo fuoco non si è mai spento, il sesso è stupendo, sia tra le mura domestiche che fuori. Abbiamo fatte numerose esperienze, tutte fuori dalla nostra città comunque. Frequentiamo saune, club privée, ville per scambisti. Facciamo carsex, andiamo nei parcheggi pe camionisti e partecipiamo a festini privati. Non mancano esperienze lesbo o con trans talmente belle da sembrare donne. Tutto sempre insieme, mai separatamente. Non avevamo e non abbiamo bisogno di cercare altrove, perché quello che volevamo, era in casa. Bastava solo parlarne, almeno fino ad oggi.
Tra le mie mansioni c’è anche quella di selezionare i candidati che mi vengono segnalati dall’ufficio del personale che ha vagliato i vari curricula. L’azienda per cui lavoro offre parecchie opportunità a giovani brillanti offrendo stage ben retribuiti. Ai migliori viene offerto un contratto a tempo determinato che con il tempo potrebbe trasformarsi in tempo indeterminato.
Cerco di fare i colloqui a questi ragazzi concentrandoli tutti in un giorno solo, specialmente la mattina quando siamo tutti più freschi. Oggi è uno di quei giorni e me ne ero dimenticata, nonostante avessi visto ieri l’agenda del giorno successivo.
Infatti nei giorni di colloquio mi vesto in maniera più professionale: giacca, pantalone e camicetta che non fa immaginare né vedere niente. Negli altri giorni mi piace vestirmi più da donna, mi piace sentirmi guardata e desiderata. Niente di particolarmente spinto, per carità, ma mi piace indossare gonne e camicette che fanno viaggiare molto con la fantasia i colleghi e le colleghe. Insomma, quando cammino per i corridoi, mi faccio notare. Ho un bel corpo che curo in maniera ossessiva, sono alta ed ho una terza di seno che mi starebbe ancora su da sola, se non dovessi mettere questi scomodi reggiseni almeno in ufficio.
Insomma stamattina, dopo la consueta oretta di jogging giornaliero e dopo una bella doccia rilassante, mi vesto in maniera femminile. Forse ho esagerato un po’ tant’è che anche Carlo lo nota e mi fa i complimenti.
Quando sono in macchina inizio a pensare a ciò che mi aspetta durante la giornata ed improvvisamente mi ricordo che oggi ho la selezione degli stagisti.
Va bene, poco male, affronterò la cosa in maniera professionale come sempre e basta.
Non appena entro in ufficio, Sara la mia segretaria sgrana gli occhi.
“Buongiorno Martina” mi dice “oggi ci sono i colloqui alle 9, te ne sei dimenticata?”
“Si Sara, buongiorno” le rispondo “mi è proprio passato di mente, ma non fa niente. Sono professionale anche così, anzi oggi ancora di più. Mi dispiace per loro”
“Va bene” mi dice sorridendo Sara “ti porto il solito caffè ed i documenti da visionare e firmare. Intanto dico alla portineria di far salire i candidati”
“Grazie Sara” le dico “sei sempre preziosa. Quanti ne abbiamo oggi?”
“Oggi ne abbiamo quattro, tre ragazze ed un ragazzo” mi risponde Sara “troverai i loro curricula tra i vari documenti che ti porto dopo”.
“Grazie Sara” le dico mentre entro in ufficio. Apro un po’ le finestre, accendo l’aria condizionata e metto un po’ d’acqua alle mie piante.
Alle 9 in punto chiamo Sara e le dico di iniziare a far entrare i candidati. Loro sono stati puntuali ed anche io è giusto che lo sia. L’ordine di ingresso lo decide Sara, lei ha carta bianca su questo.
Fa entrare una alla volta le tre ragazze. Come al solito leggo prima i loro curricula in modo da non farmi trovare impreparata. Poi mentre parlano, osservo i loro gesti per capire chi ho davanti. Mentre parlano, io prendo appunti che poi mi rileggerò prima di prendere una decisione.
Ora è il turno dell’ultimo candidato, il ragazzo. Sara mi dice tramite interfono che sta entrando.
“Buongiorno signora, posso?” mi dice
“Prego, entri pure” gli dico mentre finisco di scrivere le ultime cose. Non sono solita comportarmi così, ma non mi sono resa conto di essermi dilungata nello scrivere appunti per la candidata precedente.
Non appena alzo gli occhi mi trovo un pezzo di ragazzo incredibile davanti. Sarà alto almeno un metro e ottantacinque, un fisico statuario, capelli corti, niente barba e due occhi magnetici dietro ad occhiali che gli stanno benissimo.
Senza volerlo mi alzo per accoglierlo e lui non fa niente per non notare il mio corpo. Anche se non dice niente, i suoi occhi dicono tutto. La cosa mi provoca un certo brivido.
“Prego, accomodati pure” gli dico “piacere, io mi chiamo Martina e stamattina affronteremo insieme questo colloquio”
“Piacere Signora Martina” mi dice mentre risponde alla mia stretta di mano “mi chiamo Leonardo”.
Non appena mi stringe la mano, sento come una scossa, qualcosa che non avvertivo da tempo.
“Leonardo, ti prego” gli dico “chiamami solo Martina. Qui da noi non ci sono formalità. Questa azienda è come una famiglia. Dimmi qualcosa di te”
“Va bene Martina” mi dice guardandomi negli occhi, ma non solo “ho 25 anni, mi sono laureato lo scorso anno con pieni voti. Dopo l’università ho mandato diversi curricula ma nel frattempo non sono stato con le mani in mano. Ho fatto parecchi lavoretti, per cercare di non gravare sui miei genitori. La sera lavoro in un pub qui in città, il giorno faccio anche consegne per una ditta di spedizioni.”
Non so cosa mi sia preso, ma mentre parla io mi alzo e inizio a girargli intorno. Non lo faccio mai, ma volevo che mi guardasse tutta. Lo stavo provocando? Sì, lo ammetto.
“Bene Leonardo” dico cercando di essere professionale “ho letto il tuo curriculum e non ho potuto non notare che non sei mai stato fermo. Questa cosa mi fa piacere”.
Mi sento i suoi occhi addosso, sono come mani che mi toccano dappertutto. Io rimango in piedi cercando di farmi vedere tutta, come se volessi farmi toccare ovunque.
Il colloquio prosegue comunque in maniera seria.
“Grazie Leonardo” gli dico alla fine “ti faremo sapere presto. Grazie per aver partecipato”.
“Grazie Martina” mi dice guardandomi intensamente “spero di rivederti presto”.
Sul rivederti presto ammetto di aver avuto un brivido nel basso ventre, per fortuna che ero seduta sulla mia poltrona. Quindi si alza, saluta ed esce dall’ufficio. È tremendamente sexy anche quando cammina, accidenti a lui!
“Martina, ma hai visto che gran figo?” mi dice Sara entrando subito dopo “scusa se te l’ho mandato alla fine, ma dopo quelle tre gatte morte, immaginavo avessi bisogno di vedere qualcosa di bello e non ti nego che averlo per tutto il tempo davanti a me, mi ha fatto viaggiare con la mente”.
“Sara, ma che dici” le dico ridendo “sei veramente una forza. Andiamo a prenderci un caffè poi iniziamo con le altre cose”.
Durante la giornata non riesco a non pensarlo, oltretutto devo prendere anche una decisione. Oggi ne devo scegliere due. Fino ad ora il capo è sempre stato soddisfatto delle mie scelte.
Prima che finisca la giornata comunico a Sara che ho scelto Leonardo ed una delle tre ragazze per questo stage. Il compito di Sara è quello di comunicare ai vincitori di presentarsi la mattina successiva ed ai non vincitori di dare la disponibilità ad essere richiamati se fosse stato necessario.
La sera a casa non resisto più, non appena Carlo rientra a casa, lo prendo, lo sbatto sul divano, lo spoglio e lo scopo! Avevo una voglia matta di cazzo. Non gli do nemmeno il tempo di capire dove sta che ho subito il cazzo di mio marito in bocca. Me lo succhio avidamente, con foga. E poi gli monto sopra infilandomelo in fica. Mentre lo cavalco, mi tolgo la maglietta. Sotto sono completamente nuda, lo stavo aspettando.
“Fammi sentire questo bel cazzo” gli dico mentre sto avendo l’ennesimo orgasmo “lo voglio tutto dentro”
Carlo non sa cosa mi sia successo, ma si sta godendo una delle migliori scopate che ci siamo fatti.
Mi tolgo e mi metto a pecora sul divano. Carlo capisce al volo e me lo mette nel culo. Sa come fare per non farmi male e farmi godere come una troia. Mentre pompa mi schiaffeggia il culo.
“Lo volevi?” dice mentre mi incula “eccoti accontentata. Te lo sfondo questo bel culo, domani ti faccio stare in piedi al lavoro perché ti farà male”
Io godo non so quante volte. Mentre mi incula, con una mano mi masturbo. Sono così bagnata che la fica goccia e ne fa le spese il divano.
Prima che Carlo sborri, riesco a togliermi e mi inginocchio davanti a lui.
“Dammela, la voglio tutta questa sborra” gli dico mentre apro la bocca e tiro fuori la lingua
Carlo si masturba e mi schizza un’enorme quantità di sborra tra lingua e faccia. Quella sulla lingua la ingoio subito. Quella che mi cola dal mento, la prendo con le dita e me le lecco. Quella sul resto della faccia, me la spalmo sul viso. Non so se faccia bene o no, ma la mia pelle ed il mio umore la gradiscono.
“Ma che ti è preso?” mi chiede Carlo sconvolto
“Niente amore” gli rispondo “avevo una voglia matta di te, di scoparti. Volevo farti questa sorpresa”
“Wow” dice Carlo “fammene di più di sorprese simili, direi fantastico”
E mentre parliamo, monto ancora sul suo cazzo e me lo infilo dentro. Mi piace tenerlo così, mi piace la sensazione di averlo dentro. Lo sento mio, mi sento sua.
Ma stavolta è diverso: avevo scopato con Carlo pensando a quel ragazzo. Mi ha sconvolta.
“Vai a fare una doccia e preparati” dico a mio marito “andiamo a cena fuori, offro io”
“Non so cosa dobbiamo festeggiare” dice Carlo “ma un invito così da una gran fica come te non me lo lascio sfuggire”.
Carlo va in doccia, io metto le sue cose in ordine e vado in doccia con lui. Quando abbiamo ristrutturato casa, abbiamo fatto una doccia comoda per starci in due. Ed abbiamo scopato di nuovo, intensamente!
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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