Annunci69.it è una Community rivolta ad un pubblico adulto e maggiorenne.
Puoi accedere solo se hai più di 18 anni.

SONO MAGGIORENNE ESCI
Racconti Erotici > tradimenti > L'Epilogo in Attesa
tradimenti

L'Epilogo in Attesa


di Max_7719
20.10.2025    |    1.639    |    0 9.0
"La stanchezza della monogamia si era risolta non nel tradimento o in una nuova passione, ma nel coraggio di affrontare l'assenza, e di lasciare che la vita, finalmente onesta, si scrivesse da sé..."

L'incontro casuale al negozio di bricolage aveva agito come un ritardante chimico, un elemento che, invece di accelerare la distruzione, ne aveva rallentato il processo, rendendolo più doloroso. Andrea era tornato a casa con un’amara certezza: Laura aveva trovato la sua via d’uscita, la sua “Sienna,” mentre lui era rimasto con la fredda luce alogena del suo matrimonio.
L'anno successivo fu segnato da una distanza emotiva definitiva tra Andrea e Chiara. Non litigavano, non si accusavano, si limitavano a coesistere con una cortesia che rasentava l'indifferenza. Il loro amore era mutato in una partnership efficiente. Erano ottimi genitori e perfetti gestori di un bilancio familiare, ma come coppia, erano annegati nella logistica.
Andrea aveva provato a cambiare, a “onorare” la sosta imposta da Laura, ma aveva fallito. Aveva cercato di rianimare il desiderio per Chiara, ma la sua mente era troppo affollata dai ricordi e dalle possibilità mancate.
La sua routine divenne un campo minato di ricordi fantasma. Ogni volta che passava davanti a un caffè letterario, vedeva Laura. Ogni volta che sentiva il profumo di un determinato dopobarba, pensava all'uomo con la giacca di pelle. Questi lampi non erano più pieni di desiderio, ma di rammarico: il rammarico per la sua inerzia, per il suo coraggio mancato.
Dopo due anni dall’incontro al negozio di bricolage, il matrimonio di Andrea raggiunse il suo punto zero. Non fu un evento drammatico, ma una serie di piccole realizzazioni.
Una sera, Andrea e Chiara erano seduti sul divano. I bambini dormivano. Chiara stava leggendo, lui guardava distrattamente un telegiornale. Il silenzio non era riposante, era assenza.
“Marco,” disse Chiara, senza staccare gli occhi dal libro. La sua voce era pacata, quasi rassegnata.
“Dimmi.”
“Stavo pensando. È da quanto che non facciamo l’amore?”
Andrea esitò. Non se lo ricordava con esattezza. “Un mese? Forse più.”
“Due mesi e otto giorni,” precisò lei, con la stessa precisione con cui avrebbe citato un saldo bancario. Poi chiuse il libro, posandolo sulle gambe. “E quando lo facciamo, è… un favore. Un dovere.”
Marco non si difese. Non poteva. “Hai ragione.”
Chiara si voltò verso di lui. I suoi occhi non erano accusatori, ma profondamente tristi. “Non ho più paura che tu abbia un’altra persona, Marco. Ho paura che tu non abbia più voglia di me.”
Marco le prese la mano. La sua pelle era calda, ma estranea.
“Non si tratta solo di te, Chiara. Non si tratta di nessun altro, in realtà. È che sono stanco di recitare. Sono stanco di non sapere chi sono quando sono qui.” Si fece coraggio e confessò la verità, non la parte sul tradimento, ma la parte sul fallimento. “Non riesco a colmare la distanza che si è creata tra noi. Non c’è più scintilla, non c’è più sfida. C’è solo… quiete.”
Chiara annuì lentamente. “Lo so. E io ho provato a essere diversa, più leggera, meno ossessiva, ma non serve a nulla. Perché la verità è che siamo diventati due persone che vanno bene insieme sulla carta, ma che non si desiderano più nella vita reale.”
Il momento non fu una crisi, ma una mutua constatazione. I dodici anni di matrimonio si erano ridotti a questa dolorosa, condivisa onestà.
“Cosa facciamo?” chiese Andrea. Era la stessa domanda che Laura gli aveva posto nel parco un anno e mezzo prima. Ma questa volta, la risposta non era vincolata da un amante nell'ombra. Era una decisione presa da due adulti stanchi ma maturi.
“Ci separiamo,” disse Chiara, la voce incrinata ma decisa. “Non con rabbia. Con intelligenza. Mettiamo i bambini al primo posto, e poi pensiamo a come costruire due vite singole, ma civili. Non dobbiamo litigare per la casa. Non dobbiamo odiarci per il fallimento. Dobbiamo accettare che la nostra storia è finita, e che non è colpa di nessuno dei due.”
Le parole di Chiara, così razionali, così pratiche, portarono a Marco un senso di liberazione quasi fisico. Il peso che portava da anni, il segreto, l’ipocrisia, la stanchezza, si dissolse.
“Accetto,” disse Andrea. “E mi dispiace per il dolore.”
Chiara sorrise tristemente. “A me dispiace per il tempo sprecato. Ma almeno, l’abbiamo fatto per davvero, Marco. Abbiamo provato a salvare la nostra famiglia. E ora possiamo fare l’unica cosa che non abbiamo mai fatto bene: essere onesti con noi stessi.”
Il giorno dopo, iniziarono i preparativi. La separazione fu gestita con la stessa scrupolosa organizzazione con cui avevano gestito la ristrutturazione della loro casa anni prima.
Sei mesi dopo, Andrea si ritrovò in un nuovo appartamento, in una zona diversa della città. Era piccolo, essenziale, ma tutto suo. Era la prima volta da vent'anni che viveva da solo.
La solitudine era assordante, ma era anche un vuoto necessario. Non era più il Marco stanco e insoddisfatto, ma un uomo in attesa, un uomo che doveva ancora scoprire chi era senza l’etichetta di "marito di Chiara" o "amante di Laura".
Un venerdì sera, seduto su una sedia da ufficio, Andrea prese il telefono e digitò una mail al vecchio indirizzo cifrato. Non sapeva se Laura l’avrebbe mai letto, ma sentiva il bisogno di chiudere il cerchio.
L’oggetto era "Progetto Completato".
Il messaggio era brevissimo: “Ho ristrutturato il solaio. Caduta controllata. Ora ho solo l'aria fresca.”
Non c'era richiesta, né aspettativa. Solo la chiusura di un capitolo.
La risposta arrivò dopo due giorni, domenica sera, un’ora insolita.
“Lo so, Andrea. Ho visto un annuncio. Felice per la tua nuova 'Sienna'. Ti auguro di riempire bene i tuoi spazi vuoti.”
Non un invito, non una riapertura. Solo un augurio, un riconoscimento. Laura aveva chiuso la porta per la sua pace, e ora, gentilmente, la teneva socchiusa, non per lui, ma per la sua nuova vita.
Andrea sorrise. La stanchezza era svanita. Al suo posto, c'era l'incertezza, il vero motore della vita. Si alzò, guardò il suo appartamento spoglio e si sentì, per la prima volta da anni, libero.
L'epilogo non era una nuova donna, ma l'inizio di un uomo che poteva scegliere. La stanchezza della monogamia si era risolta non nel tradimento o in una nuova passione, ma nel coraggio di affrontare l'assenza, e di lasciare che la vita, finalmente onesta, si scrivesse da sé. L'aria fresca era fredda, ma era vera, e Andrea era pronto a respirarla.
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore. Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Voto dei Lettori:
9.0
Ti è piaciuto??? SI NO

Commenti per L'Epilogo in Attesa:

Altri Racconti Erotici in tradimenti:




® Annunci69.it è un marchio registrato. Tutti i diritti sono riservati e vietate le riproduzioni senza esplicito consenso.

Condizioni del Servizio. | Privacy. | Regolamento della Community | Segnalazioni