tradimenti
TRASFORMAZIONE DI MIA MOGLIE ROBERTA CAP. 3
16.07.2025 |
9.146 |
6
"“Ti amo Roberta, sei la mia vita”
“ti amo anche io Ivano e grazie”
Andiamo a dormire e ci addormentiamo profondamente su quelle stesse lenzuola che fino a poco fa hanno ospitato vari..."
Torno a casa verso le 18 e un’oretta dopo torna anche mia moglie. Stavo in cucina a preparare qualcosa per cena, quando si avvicina e mi bacia.“amore come è andata oggi in palestra?” esordisco
“bene, ho fatto un buon allenamento grazie anche ai consigli di Jose” mi dice sorridendo
“e mo’ chi è sto Jose? Lorenzo non c’era?”
“sì Lorenzo c’era ma era impegnato con altre ragazze e poi l’ho visto sparire in magazzino con Veronica”
“che figlio di buona donna che è quel Lorenzo. Basta che respiri e che sia di sesso femminile, ci si butta a pesce.” Rispondo mentre sto cucinando. “E dimmi di questo Jose”
“Jose è un ragazzo cubano. Ha 26 anni e si è trasferito in Italia quando aveva 18 anni perché aveva conosciuto una quarantenne italiana in vacanza che gli aveva promesso che lo avrebbe sposato e mantenuto. Invece quando l’ha raggiunta qui, ha trovato la sorpresa: lei era già sposata e mantenuta da un signore più grande di lei. Così si è arrangiato ed ha iniziato a fare un po’ di tutto. Ha trovato posto come pulizie in palestra, ma visto il successo ed il fisico, hanno deciso di promuoverlo in sala ad aiutare gli altri istruttori.” Mi dice mentre le brillano gli occhi
“e chissà che ti avrà fatto mai di speciale questo Jose. Ad occhio e croce penso sia stato sempre vicino a te, visto che ti ha raccontato tutto”
“eh sì amore, è stato vicino a me ad aiutarmi, anche perché Vanessa ha reclamato Lorenzo e lui mi ha mandato Jose”
“questi si dividono le prede e nemmeno ve ne accorgete” rispondo piccato
“amore dai, falla finita. Non è successo niente. E comunque l’ho capito bene il loro gioco. Ma ti ho detto che non devi preoccuparti”
“hai ragione amore, scusa. Andiamo a mangiare dai.”
Dopo cena ci mettiamo sul divano a guardare la tv, ma sono distratto dai pensieri.
“ti piacerebbe portarti a letto Jose?” dico di getto.
Roberta rimane senza parole, mi guarda e dice che è un ragazzo molto affascinante e che ha un qualcosa che la attrae. Ha parlato di lui con Veronica senza farle capire niente e lei le ha detto che a letto è uno stallone e che ha un cazzo di tutto rispetto.
“da quando hai incontrato di nuovo Veronica, sei cambiata ahahahahah. Fai tu, mi fido di te, ma sai bene qual è la regola principale” le dico.
“certo, amore, lo so” mi risponde mia moglie con una luce negli occhi che raramente le avevo visto.
Dopo qualche giorno di riposo Roberta torna in palestra sempre insieme a Veronica. Come al solito torno prima io a casa e mi metto a preparare qualcosa per la cena. Cucinare mi rilassa e mi tiene impegnato. Squilla il telefono, era mia moglie.
“amore stai preparando la cena?” mi dice.
“si amore” rispondo
“senti, o prepari per tre oppure ci fermiamo a prendere qualcosa dal cinese e veniamo a casa”
“prendi dal cinese” riesco solo a dire questo che riattacca immediatamente senza che io faccia in tempo a chiedere con chi viene a casa a cena.
Rimetto tutto a posto, cerco di dare una sistemata a casa ed apparecchio la tavola per tre. Mi metto qualcosa di più comodo ma consono per un o una ospite e poco dopo sento aprire la porta di casa. Roberta aveva portato a casa Jose. Ci siamo, ormai siamo in ballo e bisogna ballare penso. Jose è un ragazzone nero ebano, sarà alto 1 metro e ottantacinque. Dalle maniche corte escono due braccia piene di muscoli ben definiti e la maglietta non riusciva a contenere i pettorali. Insomma un bel pezzo di ragazzone.
“ciao piacere Jose, io sono Ivano, il marito di Roberta, come poi immaginare”
“ciao Ivano, piacere. Si avevo capito che fossi tu il marito. Il piacere, ti assicuro che è tutto mio” rimarcando sul piacere è tutto mio
“Roberta fai gli onori di casa, io intanto metto a tavola quello che avete comprato”
“bravo cornutone, fai la cameriera intanto che assaporo la tua mogliettina” mi dice Jose subito passando al sodo
Cazzo, quelle parole mi hanno gelato ma provocato un’erezione incredibile. Rimango immobile, non so che dire o che cosa fare
“cornutone. Hai capito bene! Vai in cucina prepara tutto ed intanto mi gusto la tua bella mogliettina. Hai capito o devo farti un disegnino?” dice Jose in maniera autoritaria
Vado in cucina ma riesco comunque a vederli. Jose sta baciando dappertutto Roberta e soprattutto ha le mani dappertutto. Cazzo è, un polipo? Roberta riesce a sganciarsi e viene un attimo in cucina
“amore ti dispiace?” mi dice con gli occhi da cerbiatta “stasera sarebbe stato da solo, il suo coinquilino aveva un appuntamento e non me la sono sentita di lasciarlo mangiare da solo. E poi amore oggi in palestra mi ha stuzzicato tutto il tempo. Avresti dovuto vedere cosa voleva farmi mentre aspettavamo al ristorante cinese e cosa mi ha detto mentre stavo pagando”
“ah, quindi hai pagato tu?” dico io
“sì amore, l’ho invitato e mica vorrai che lo faccia pagare. Ci siamo fermati anche a prendere un prosecco che ha volto regalarci, ma ho pagato io”
“ecco. Appunto!” rispondo con un po’ di rabbia
“ehi, avete finito di là?” strilla Jose. “puttanella vieni qui dal tuo bel bull, lascia stare il cornutone da solo in cucina. Noi abbiamo da fare e non disturbare la servitù”
La prima reazione è stata di rabbia, probabilmente avrei dovuto cacciarlo di casa. Invece mi ha provocato un’altra erezione e sinceramente inizio anche a sentire il cazzo bagnato come se stessi per sborrare. Roberta ubbidiente, mi lascia in cucina e torna da lui che si era accomodato sul divano a gambe larghe. Indossava un pantalone di tessuto leggero di colore bianco e si notava tanto l’armamentario che aveva. Si era tolto le scarpe all’ingresso di casa, quindi era scalzo. Non lo sentii arrivare, si mise dietro di me mentre stavo preparando appoggiando il suo cazzo sul mio culo.
“lo senti cornutone?” mi sussurra Jose “oggi sfondo quella puttanella di tua moglie. Ha detto che vuoi essere presente. Stavolta va bene, le prossime volte decideremo di volta in volta. Sei un cornutone, non hai diritto di decidere cosa dobbiamo fare. Tu fai quello che dico io e basta.” Mi dice Jose spingendo bene il suo cazzo sul mio culo. “sicuramente scoperemo qui a casa tua, così non avremo bisogno di andare a farlo in giro e potremo avere una cameriera a disposizione. Grazie per la cena e grazie per la bottiglia di prosecco che gentilmente la tua mogliettina ha offerto pagando con la tua carta.”
Rimasi immobile. Mi spaventava quello che stava per succedere e mi spaventava il cazzo che avevo sentito. Mi giro un attimo perché avevo il cazzo dolorante. Era duro ma Jose spingendo il suo me lo aveva costretto contro la penisola della cucina. Insomma mi giro e vedo Roberta in ginocchio, completamente nuda, che stava massaggiando i piedi di Jose. Li stava massaggiando e li leccava per pulirli. L’ho vista mentre gli succhiava ogni dito del piede come quando mi succhia il cazzo, con tanta passione. Da dietro ha una silhouette fantastica. Ha una schiena bellissima che finisce nel suo culo perfetto, tondo. È seduta sulle sue ginocchia in posizione di schiava.
“allora cornutone, è pronta questa cena. Io ho fame!!!” Urla Jose dal salone.
Mi sbrigo e metto tutto in tavola in tre posti.
“chi ti ha detto che avresti mangiato con noi eh? La servitù mangia in cucina gli avanzi! E tu, puttanella vieni vicino a me mentre mangio e rimani in ginocchio. Cornutone, porta una ciotola per la tua mogliettina. Questa cagna non merita di mangiare in terra, per il momento.”
Obbedii immediatamente portando una scodella capiente nella quale Jose buttò alla rinfusa quello che trovava sulla tavola. Io stavo in cucina a guardare tutto. Ero in trance per quanto ero eccitato. Questo Jose in mezza giornata è riuscito a fare quello che io non sono riuscito in una vita.
“mangia puttanella, metti le mani dietro alla schiena e mangia come fanno le cagne. Non sporcare oppure qualcuno dovrà pulire” disse guardandomi “e sicuramente quel qualcuno non sarò io”
Vedo mia moglie che obbedisce, si china ed inizia a mangiare solo usando la bocca. Un piatto pieno di qualsiasi cosa che era sul tavolo, messo dentro senza alcun criterio. Per fortuna mangia piano piano, forse perché impaurita o eccitata, e non sporca nulla, nonostante Jose ogni tanto le spingesse la testa nella ciotola.
“ehi come ti chiami? Va bene se ti chiamo cornutone o ti offendi? Ahahahah. Vieni qui, sparecchia e vai in cucina a mangiare quello che ti ho lasciato.
Mentre inizio a sparecchiare, Jose porta mia moglie di fianco a sé facendola camminare a quattro zampe e ritornano nei pressi del divano. Jose fa un cenno a mia moglie che si rimette in posizione ed inizia a guardare nel nostro mobile. Guarda le foto, si sofferma su quelle del matrimonio. Guarda le foto in costume di Roberta. Vede il mobile dei liquori e di fianco la mia scatola di sigari a cui tengo tantissimo.
“scusa cornutone, mi porti un rum? Vedo anche dei bei sigari e voglio fumarmene uno prima di farlo gustare a questa troietta. Ahahahaha” mi dice mentre va a sedersi sul divano.
Non so come sia potuto succedere, ma era successo. Mia moglie schiava di quel ragazzo ed io al suo servizio.
Mi sbrigo a fare quello che mi aveva chiesto perché volevo vedere mia moglie da vicino e guardarla in viso. Sarebbe bastato un segnale, un piccolo segnale che avrei detto basta e avremmo fatto uscire quel tipo. Ed invece niente. La vidi invece dedita a prendersi cura ancora dei piedi del nostro ospite.
“mentre mi bevo questo buon rum, la mia puttanella mi spoglia. Poi mi fumo uno dei tuoi sigari. La scatola è intatta. Oggi ci penso io a sverginarla. E non mi riferisco solo alla scatola”
Torno in cucina e metto a posto tutto facendo finta di niente, ma ogni tanto sbirciavo dietro per vedere cosa stesse succedendo di là. Non avevo fame, mi si era chiuso lo stomaco. Ero tornato casa sereno e mai avrei pensato di stare a vivere questa situazione. Volevo solo sapere come fosse successo, tutto qui. Finisco di sistemare e chiedo cosa devo fare. Jose mi dice di andare a prendere del nastro per imballaggio, di spogliarmi e rimanere in cucina. Non mi ricordo in quale ordine eseguii quanto richiesto, ma quando tornai Jose stava beatamente nudo sul nostro divano a fumare uno dei miei sigari. Mia moglie era in ginocchio, tra le sue gambe e si stava dedicando ad un pompino incredibile. Incredibile non per le sue abilità, incredibile per le dimensioni del suo cazzo. Non so come facesse a metterlo in bocca. Di certo non riusciva a portarlo fino in gola come faceva con il mio. Posso dire che era affascinante anche così. Ogni tanto Jose le metteva la mano sulla testa e le spingeva il cazzo in gola. Roberta aveva dei conati e la sua saliva colava lungo l’asta nera del cazzo del nostro ospite.
“senti” esordisce Jose “non mi ricordo come ti chiami e non mi interessa. Vai in camera da letto, accendi il climatizzatore che ho caldo. Poi quando torni qui, porta con te una corda abbastanza lunga. Ce l’hai una corda, vero? Perché altrimenti vai a chiederla al vicino o vai a comprarla.”
Oddio, che intenzioni aveva? Avrei dovuto preoccuparmi? La corda ce l’avevo fortunatamente nell’armadio degli attrezzi che era fuori in giardino. Gli dico che mi rivesto per uscire in giardino per andare a prenderla.
“no, tu rimani qui. Facciamo uscire lei, nuda” mi dice sorridendo “tu intanto accendi il climatizzatore e prepara la camera da letto. Hai una sedia lì?”
“Sì, è una sedia da scrittoio, di legno con i braccioli” rispondo io
“Perfetto, vai a preparare tutto come ti ho detto” mi dice mentre afferra i capelli di mia moglie togliendole la bocca dal cazzo “e tu puttanella, vai fuori in giardino a prendere la corda”
Mia moglie si alza, imbarazzata e fa per andare in giardino. Guardo Jose con uno dei miei sigari in mano e non posso non notare il grosso cazzo che ha: nero, pieno di venature e lucido della saliva di mia moglie
“puttanella, devi uscire a 4 zampe, come una cagna. Non ti ho detto che devi uscire in piedi. La prossima volta ti do uno schiaffo sul culo. E tu cornutone, che guardi, il sigaro? O il mio cazzo? Cornutone e anche frocetto” dice buttando fuori una nuvola di fumo verso di me.
La casa ormai era piena di fumo. Quei sigari non li avrei mai toccati, ma quando mi capitava di fumarne uno, uscivo in giardino per non impregnare la casa.
Mia moglie va verso il giardino camminando a quattro zampe. Cerco di incrociare il suo sguardo per captare qualche segnale, ma niente. Io vado in camera da letto, accendo il climatizzatore e giro la sedia dello scrittoio verso il nostro letto matrimoniale. Ritorno e vedo mia moglie tornare tenendo la corda tra i denti. Per fortuna l’aveva trovata, non avevo avuto modo di dirle dove si trovasse. Camminando a 4 zampe, torna davanti a Jose e si mette in posizione sempre tenendo la corda tra i denti. Il nostro ospite sorseggia l’ultimo goccio di rum, mi fa i complimenti per la qualità e tira una bella boccata al sigaro. Lo lascia nel posacenere e si alza. Prende la corda dalla bocca di Roberta e la carezza sulla testa come si fa con i cani. Fa un cappio e lo passa intorno al collo di mia moglie. Srotola la corda e si dirige verso la camera da letto portandola come una cagna. A me questa cosa mi stava facendo arrapare in maniera tremenda. Mia moglie riesce ad essere sensuale anche così. Ha un culo fantastico. La sua fighetta è gonfia e bagnata, si nota. La cosa le sta piacendo. E quando cammina a quattro zampe, il suo seno penzola verso il basso ondeggiando in maniera assolutamente erotica. È una bravissima donna, una brava moglie ma sto scoprendo questo suo lato perverso che mi fa bollire il sangue.
“Bravo frocetto, la temperatura è perfetta e complimenti per la camera da letto. Davvero una bella camera, mi piace. Ora prendi la sedia e mettila ai piedi del letto, prendi il nastro da imballaggio e siediti.”
Faccio come mi ha detto. Provo ad immaginare cosa stia per succedere. Jose porta mia moglie di fianco a me e la fa mettere in posizione. Mi porge la corda e prende il suo cellulare. Scatta prima una foto e poi fa un video girandoci attorno descrivendo tutto nei minimi particolari. Fa delle inquadrature particolareggiate a mia moglie e poi si gira verso il mio cazzo paragonandolo con il suo. Prende il nastro e mi lega ai braccioli della sedia. Lega anche le mie gambe alle zampe della sedia. Non potevo muovermi, non avrei potuto toccarmi. Avrei solo potuto guardare.
“ecco, ora puoi solo guardare, ti piacerà quello che vedrai. E scoprirai cose su tua moglie che nemmeno immagini. Questo è solo l’inizio. Se parli o urli, ti imbavaglio. La tortura sarà dover guardare senza potersi toccare. Un po’ come quando guardi un film porno senza mani. Ahahahahahaha.”
Prende la corda dalla mia mano, la tira e vedo che si stringe un po’ attorno al collo di Roberta. Le ordina di salire sul letto e di aspettarlo mettendosi in posizione guardandomi.
Torna dopo 5 minuti, chissà cosa avrà fatto in quel tempo. Forse ce lo ha lasciato soli per essere sicuro che può proseguire. Voglio pensare che sia così. Torna ed ha con sé il mio cellulare che chiede di sbloccare e gira un video insieme al suo:
“eccomi. Vi ho lasciato del tempo per guardarvi e capire. La tua bella moglie” dice carezzandole la testa “liberamente e senza costrizione o ricatto ha voluto che venissi qui a giocare. Ha detto che è il suo regalo e vuole vedere fin dove riesce a spingersi e fin dove puoi arrivare tu. Anche tu amico mio mi pare stai partecipando senza problemi. Le foto ed il video che vi ho fatto sono solo per me. Niente verrà divulgato e niente verrà condiviso. Quando me lo chiederete, lo cancellerò davanti a voi. Lorenzo, l’altro istruttore, e mio amico e complice, mi ha fatto questa concessione, avevo visto tua moglie non appena entrata in palestra con Veronica e gli ho chiesto di lasciarmela. Bellissima, non è vero? Diciamo che Veronica era anche gelosa di Lorenzo e la cosa ha aiutato. Non ci ho messo molto per convincerla, basta sfiorarla e si accende. E quando le ho strusciato il mio cazzo addosso qualche volta, ha perso la testa. Si vedeva attraverso i leggings che era bagnata. Ed i capezzoli talmente duri che nemmeno l’intimo contenitivo riusciva a tenerli. Così ho continuato a provocarla parlandoci e con la scusa di correggerla, mettevo le mani dappertutto e facendole sentire bene il mio cazzo duro. Stasera mi sono fatto invitare a cena e l’ho stuzzicata per tutto il viaggio in macchina. Non poteva reagire perché con la scusa della bella macchina, l’ho fatta guidare.
Al ristorante, dopo aver ordinato la cena a portar via le ho detto di andare in bagno a togliersi l’intimo e di consegnarmelo in maniera esplicita davanti alla cassa, mentre stava pagando. Ah a proposito, grazie per la cena. Quando ci siamo fermati in enoteca, aveva una chiazza umida sui pantaloni bianchi e le ho detto di scendere e camminarmi davanti. Ci abbiamo messo un po’ a scegliere la bottiglia perché c’era gente e volevo che la vedessero. Le facevo sempre scegliere la bottiglia più in basso. Quando abbiamo pagato la bottiglia, le ho consegnato il suo intimo davanti alla cassiera che l’ha guardata imbarazzata. A proposito, grazie anche per la bottiglia, stasera me la berrò alla vostra salute insieme al mio coinquilino. In macchina poi mi ha detto le regola principale. Se per voi va bene, proseguiamo. Altrimenti finisce qui, vi saluto e me ne vado”
Guardo Roberta. Mi fa cenno di sì ed io allora dico a Jose che possiamo andare avanti. Ma a patto che quando diremo basta, sarà basta. Il video registrato sui nostri cellulari lo sugella come patto.
Spenge tutti i cellulari per non essere disturbato, toglie la corda dal collo di mia moglie ed inizia a baciarla dappertutto. Vedo Roberta che inizia ad accendersi, la fica si gonfia ed i capezzoli diventano duri. La bacia con passione infilandole la lingua in bocca stringendole forte i capezzoli. Mia moglie ansima tra dolore e piacere. Con una spinta, la fa sdraiare, e tette rimbalzano a destra e sinistra in maniera provocante. Jose si mette a cavallo sopra di lei e le presenta il suo bel cazzo che Roberta prontamente afferra e lo porta alla bocca. È talmente grosso e lungo che non riesce ad entrare tutto. Jose spinge, sento Roberta avere i conati, ma lui non demorde. Vuole sfondarle la bocca. Io intanto mi guardo la scena. Mia moglie posseduta da un’altra persona e per di più di colore. Poi piano piano Jose scende, si mette in mezzo alle gambe di lei inizia leccarla. A Roberta piace, lo so, ma credo che lui abbia un tocco magico perché poco dopo viene.
-“ti prego fermati un attimo Jose” Ansima mia moglie.
Ma Jose fa finta di non sentire e continua con la lingua a lavorare la fica e il clitoride. Le infila dentro un dito che la le fa lanciare un gridolino di piacere, lo inumidisce bene bene e poi glielo mette nel culo.
“oddio nel culo no ti prego. Ahhhh dio che bello, non smettere ti prego” dice mia moglie godendo
Jose muove abilmente il dito indice nel culo, si bagna anche il medio e scambia le posizioni. Infila quindi un dito nel culo ed uno nella fica di mia moglie mentre lecca e morde il clitoride. Mia moglie si contorce, stringe le lenzuola, urla di piace. Nonostante il clima vedo che sta sudando, È bellissima. Io provo a muovermi per non subire passivamente la mia erezione. Magari muovendomi faccio qualcosa, penso stupidamente. Roberta esplode nell’ennesimo orgasmo. Lo fa urlando come non era mai successo.
“vedi cornutone come si fanno godere le troie? Cerca di imparare. Ahahahaha. E questo è l’inizio.”
Si alza, si infila tra le gambe di mia moglie, sputa sul cazzo, lubrifica la cappella e con un gesto rapido glielo infila nella fica. Mia moglie urla di dolore, ma non dice basta, anzi, subito dopo inizia a godere ed a chiederne ancora. Quello che non riusciva con la gola, riesce alla sua fica: il cazzone di Jose sparisce dentro la fica di mia moglie. Colpi secchi e profondi che provocano un altro orgasmo. Dio mio ma come fa?
Jose esce un attimo, la fica rimane aperta, sembra una galleria. L’ha sfondata. Subito dopo entra in maniera rapida ed arriva fino in fondo, fino alle palle. Dopo averla trapanata per un altro po’, si porta di fianco a lei
“pulisci bene il cazzo troia che ancora non abbiamo finito. Siamo solo all’inizio. Fai vedere questo cornutone quanto sei troia. Non era questo che voleva?
La gira, la mette a pecora di fronte a me. Le dice di guardarmi mentre viene scopata
“frocetto se fai il bravo c’è qualcosa anche per te. Intanto guarda come ti sfondo questa troia”
Il viso di mia moglie era un mix di sofferenza e godimento, ma finché non dice basta lei, il gioco va avanti. Jose si piazza dietro di lei, le allarga leggermente le gambe e infila il suo cazzo in fica. Le palle sbattono contro mia moglie. La vedo godere, ha gli occhi spalancati per quanto sta godendo. Credo stia avendo un altro orgasmo, stavolta senza strillare, ma molto intenso. Sta tremando ma sta godendo
“si si si si si non ti fermare tesoro, scopami, fammi sentire puttana, più di quanto possa aver immaginato. Dammi quel bel cazzo, mettilo tutto!!!” dice Roberta mentre gode
“Non sono il tuo tesoro, sono il tuo padrone, brutta puttana!” risponde Jose dandole uno schiaffone sul culo che fa venire ancora Roberta.
Jose esce da mia moglie, il suo cazzo lungo, duro è reso brillante dagli umori della fica di Roberta.
“chi sono io eh troia?” dice dandole un altro schiaffo sulla chiappa che stavolta lascia il segno della mano “dimmi chi sono io, dimmi chi sei tu e dimmi chi è questo qua davanti. Lo devi dire mentre lo guardi negli occhi”
“tu sei il mio padrone, il mio signore. Io sono la tua cagna troia e questo frocetto qui davanti è quel cornutone di mio marito. Voleva che scopassi con altri, ora spero sia contento” dice mia moglie guardandomi negli occhi, sorridendo.
Jose gira mia moglie in modo che possa vederle il culo. La fica è ancora spalancata e sta gocciolando per quanti orgasmi ha avuto. Mentre continuo a guardare, lui si mette davanti alla sua bocca e si fa fare l’ennesimo bocchino. Stavolta non vedo se entra o no, ma Jose si mette un dito in bocca, si piega sulla schiena di Roberta e lubrifica il culo. Roberta continua a leccare, non so se abbia capito cosa sta succedendo. Jose mi guarda e mi sorride.
“adesso le sfondo il culo e glielo preparo bene bene, lo scoprirai. Tua moglie è davvero una gran puttana, meglio di quanto mi aspettassi.”
Sfila il cazzo dalla bocca di Roberta, le si mette dietro e lo appoggia sul culo di mia moglie. Roberta non dice nulla, vedo solo che lo vuole. Jose entra piano, non riesco a vedere il viso di Roberta, sento che soffre e gode. Alla fine, facendo avanti e indietro e lubrificando il cazzo infilandolo in fica, riesce ad entrare tutto. MI guarda soddisfatto, rimane un attimo fermo. Ruota insieme a lei e mi fa vedere fin dove è arrivato. Praticamente è tutto dentro! Inizia a muoversi prima lentamente e poi in maniera veloce. Roberta è stremata ma lui non smette. Ma quanta resistenza ha?
Le assesta un’altra decina di colpi, la fa mettere in ginocchio e dirigendo il cazzo verso la bocca le ordina di aprirla e tirare fuori la lingua.
“apri bene la bocca puttana e tira fuori la lingua. Ti faccio bere il succo di un uomo vero!” dice Jose
A mia moglie non piace, ora che fa?
“in bocca no, non mi piace” implora mia moglie
Allora Jose non contento di questa risposta, viene verso di me masturbandosi e puntandomi il cazzo mi di dice di aprire la bocca. Io senza poter fare niente, la apro, mi infila il suo cazzo e scarica un fiume di sborra che non riesco a contenere. Qualcosa involontariamente riesco ad ingoiare, ma altro mi cola lungo la bocca e sul petto.
“e bravo frocetto, hai visto? Abbiamo scoperto anche la tua natura. Visto che quella puttana di tua moglie non lo vuole fare, puliscimi bene il cazzo che mica vuoi che rimanga sporco. Dai sbrigati cornutone” mi dice Jose
Apro la bocca, tiro fuori la lingua e inizio a pulirlo tutto. Il sapore di mia moglie insieme a quello della sua sborra mi provocano un’altra erezione (anche se non si era mai placata) e senza toccare il mio cazzo, inizio a sborrare a fontanella. Alcuni schizzi finiscono addosso a Jose che mi guarda arrabbiato
“brutto coglione, guarda che hai fatto. Hai sporcato di sborra il padrone di tua moglie. Questa la pagherete entrambi. Intanto lecca e pulisci, visto che ti piace.”
Dopo averlo pulito, si avvicina a mia moglie, le sussurra qualcosa e le porge un foglio. Poi va verso il divano, si versa un goccio di rum e riaccende il mio sigaro. Rimane sul divano a giocherellare con il suo cellulare finché non ha finito di fumare. Sento che si veste, prende la bottiglia di prosecco dal frigo e torna da noi. Io ero ancora legato alla sedia. Roberta era sdraiata su un fianco, stremata. Davanti a lei aveva quel foglietto. Si china fino a baciarla e va via.
Io non dico niente, aspetto che Roberta si riprenda in modo che possa slegarmi. Dopo una decina di minuti mia moglie si alza, prende il foglietto, va in salone e dopo un po’ torna per slegarmi. La prendo a me, le do un abbraccio forte e la bacio.
Dopo una bella doccia e dopo esserci riposati, cerco di prendere il discorso.
“amore è andata come ha detto lui o devo sapere altro? Ti prego, non nascondermi nulla anche se so che non c’è bisogno di chiederlo” dico io
“esattamente come ha detto lui. Mi ha acceso, mi ha fatto perdere il lume della ragione, ma in un attimo di lucidità, ho pensato a quanto ti potesse piacere vedermi così. Sai, ho visto la cronologia sul tuo computer, ho visto che vedi i video e leggi i racconti del genere ed ho voluto provare per te e per me. Ma non cambierà mai niente tra te e me, io ti amo e ti amerò perché sai essere un uomo dolce come piace a me. Ti prego, non cambiare opinione su di me” mi risponde Roberta guardandomi con i suoi occhi dolci.
“amore ma che scherzi. Oggi è stato qualcosa di meraviglioso e Jose, accidenti, è davvero stupendo” e mentre lo dico lì sotto il mio amichetto si sveglia
Roberta lo vede e si mette a ridere
“porcello, Jose è mio, mica devo preoccuparmi e dividerlo con te ahahahaah”
E ci uniamo in un bacio appassionato e lungo.
“Ti amo Roberta, sei la mia vita”
“ti amo anche io Ivano e grazie”
Andiamo a dormire e ci addormentiamo profondamente su quelle stesse lenzuola che fino a poco fa hanno ospitato vari amplessi di mia moglie e di Jose. Penso di non aver mai dormito così bene.
La mattina dopo chiamo al lavoro e con una scusa chiedo di poter rimanere a casa. In verità volevo stare vicino a Roberta e capire cosa ci fosse scritto su quel foglietto.
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