Gay & Bisex
Il siciliano inesperto ma tanto focoso Pt.1
Bassolazio35
13.04.2026 |
6.283 |
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"La foga con cui mi divora il buco del culo me la ricorderò per tutta la vita, mentre cerco di stare al passo succhiando quel gran cazzone..."
Lorenzo ha 27 anni. Entro in contatto con lui una sera tramite un annuncio che ho pubblicato qualche mese prima su un sito apposito, rivolto a giovani etero curiosi di provare nuove esperienze. Lui utilizza solo l’email come canale di comunicazione: ha paura di essere scoperto perché ha una compagna. Di solito, quando le cose si complicano così tanto, l’incontro finisce nel nulla. Stavolta però mi sembra diverso e decido di proseguire la conversazione.«Ho avuto solo due esperienze con ragazzi, anzi con uomini» mi scrive. «Quando sono dalle mie parti non rischio. Ho letto il tuo annuncio per noia, perché sono nella tua zona per lavoro, ma ahimè… non sono solo».
Anche questo dettaglio non depone a favore di un incontro, ma non so perché mi sento “buono” e continuo a chiacchierare. Il sesto senso mi dà buone sensazioni. Gli chiedo cosa gli interessa e se scambia foto, ma mi risponde che non si fida e che non usa app di messaggistica per non essere scoperto.
«Ho un altro telefono segreto per queste cose» mi confida, «ma non era previsto alcun incontro in questa trasferta, quindi l’ho lasciato in Sicilia».
Gli specifico che non incontro mai al buio, ma che se vuole continuare a parlare, io ci sto. Restiamo un’oretta abbondante a chattare, anche se in realtà è di pochissime parole e fa parlare quasi solo me. Mi chiede quali siano le pratiche di cui mi vanto tanto nel mio annuncio e io lo accontento.
«Quando incontro etero curiosi o bisex alle prime armi» gli dico, «mi metto a completa disposizione dell’altro e faccio ciò che lo eccita, senza metterlo mai in imbarazzo. È una mia fissa. Quindi, da sesso soft a massaggi erotici, passando per edging, cum control, milking, fetish e bondage… puoi chiedermi di tutto».
Lui, anziché mostrarsi stupito come succede spesso con i meno esperti, non dimostra grande entusiasmo e mi risponde con poche parole, ma molto dirette:
«Ok, ma il culo me lo dai?». Ammetto che vorrei tirarmela e lamentarmi della sua volgarità, ma il brivido di eccitazione che mi attraversa nel leggere quella frase semplice e brutale annienta tutte le mie difese. Rispondo senza esitazioni: «Ovvio che sì. È tuo».
A quel punto si sbottona un po’. Mi dice che ha una passione per i ragazzi più grandi (cosa che mi fa molto piacere), ma sulle cose che gli piace fare rimane misterioso: «Lo vedrai dal vivo». Gli rispondo che, non essendo previsto un incontro, è difficile che io possa provare di persona le sue fantasie. La sua risposta mi spiazza: «Senti, questi due che stanno in casa con me sono solo colleghi, non amici. Posso uscire senza dovermi giustificare. Uno sta al cellulare a giocare ai videogiochi e l’altro dorme già. Ti va di vederci?».
Improvvisamente il cuore mi comincia a battere all’impazzata. Non so nemmeno che faccia abbia, eppure provo a chiederglielo. «Sono un bel ragazzo, nessuna si è mai lamentata e sono molto dotato». Come San Tommaso, voglio le prove. Lui mi accontenta e, sempre via mail, mi manda una foto in primo piano e una di lato del suo membro. Come promesso, è davvero notevole. Si intravede anche un fisico asciutto, che mi motiva ancora di più.
Resta solo il nodo del viso, che per me è fondamentale: dovrei fare mezz’ora di macchina e non ho voglia di viaggiare a vuoto. Decido quindi di tentarlo con alcune mie foto esplicite. Come per magia, si convince e mi dà il suo numero di telefono principale, sottolineando che si sta fidando molto e che lo useremo solo per stasera, poi mi bloccherà. Ci scambiamo le foto e rimango stupito: non solo è figo, ma assomiglia tantissimo al mio ultimo compagno. La cosa dovrebbe smontarmi, invece me ne frego. La voglia di incontrarlo è troppa. Anche lui, pur senza farmi complimenti, mi fa capire che vado bene. Decidiamo di vederci dopo poco.
Arrivo nel paesino dove pernotta e lo vedo avvicinarsi alla mia macchina. O almeno lo spero, perché è proprio il mio tipo: circa 1,70, jeans e giacchetto di pelle, magro, viso meraviglioso dai tratti mediterranei, barba e capelli scuri foltissimi. In macchina c’è un po’ di imbarazzo. Cerco di romperlo con la mia solita parlantina, ma lo vedo molto bloccato e restio a conversare. Così mi dirigo nell’unico posto che mi viene in mente per appartarci e smetto di parlare. In quel momento Lorenzo diventa audace: mi prende la mano destra dal volante e la poggia sul suo pacco. Noto con piacere che è già bello duro sotto i jeans e la cosa mi eccita da impazzire. Arrivati sul posto, parcheggio, scendiamo e saliamo sui sedili posteriori. Cominciamo a toglierci qualche indumento. Quando mi giro verso di lui, mi accorgo che si è spogliato completamente e mi mette i piedi in faccia.
«Hai detto che ti piacciono. Anche se mi imbarazza… eccoli, come promesso». A quel punto sono già cotto a puntino. I suoi piedi sono piccoli (credo un 38/39), lisci e con un odore molto lieve. Comincio a leccarglieli avidamente. Lui, con mio stupore, gradisce tantissimo e me lo fa capire gemendo. Poco dopo, però, si stanca di questi preliminari e mi abbassa la testa sul suo cazzo. «Succhia».
Non oppongo resistenza e lo prendo in gola come se non ci fosse un domani. Mi scopa la bocca con una tale foga che mi vengono i conati e mi escono le lacrime. Il suo cazzo è ancora più bello e grande di quanto apparisse in foto. Poi inizio a leccarlo ovunque, per fargli provare sensazioni nuove, visto che mi aveva raccontato di aver scopato in maniera molto “asettica” con i due uomini precedenti. Arrivato alla zona del collo, arriva la sorpresa più bella: mi prende il viso con una mano e mi infila la lingua in bocca, baciandomi con avidità. Non smettiamo di limonare per almeno cinque minuti, con la saliva di entrambi che cola sui nostri corpi nudi. Dopo questo lungo bacio appassionato mi dice di girarmi. Lo sento rovistare nel giubbotto, tira fuori un preservativo e capisco che è arrivato il momento clou.
Mi metto di spalle a lui, con la faccia rivolta verso il portabagagli. Mi bagno un po’ il culo con la saliva, ma non mi dà tempo di prepararmi: mi spinge il cazzo dentro tutto d’un colpo, facendomi un male cane. Lo respingo di scatto e trattengo gli insulti per non rovinare l’atmosfera. Il dolore è lancinante. Ha una cappella enorme e il mio ano non è più così abituato. Passato il momento peggiore, ci riproviamo. Stavolta lo guido io con la mano e riesce a entrare quasi senza dolore. Lui però non resiste alla foga e comincia a scoparmi con violenza fino a venire dentro il profilattico. Penso sia finita (e mi basterebbe), invece per lui quello è solo l’aperitivo. Resta seduto sul sedile di fronte a me, ancora con il cazzo duro.
Dopo poco mi fa segno di avvicinarmi e mi spinge giù per farmelo succhiare di nuovo. «Voglio provare il 69», dice con fermezza. Si stende sui sedili mentre io mi metto sopra di lui, capovolto. La foga con cui mi divora il buco del culo me la ricorderò per tutta la vita, mentre cerco di stare al passo succhiando quel gran cazzone. Dopo una ventina di minuti si rialza, prende un altro preservativo e mi monta di nuovo a pecora, con la stessa energia. Questa volta, quando sta per venire, esce, si toglie il condom e mi sborra in bocca. Ne fa tanta, come se non avesse già avuto un orgasmo pochi minuti prima.
Stremati, ci diciamo che è stato bello e ci rivestiamo. Anche al ritorno c’è un po’ di imbarazzo. Lui non si apre più di tanto, ma mi butta lì che presto potrebbe tornare in zona. Lo prendo come un complimento indiretto: significa che si è trovato bene. «Cancella il mio numero, poi ti ricontatto io», mi dice. Capisco che probabilmente è una cazzata. Scoprirò solo in seguito che invece è di parola…ma questo lo scoprirete nella prossima puntata.
To be continued…
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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