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IL MIO COMPAGNO NINFOMANE PT.2


di Membro VIP di Annunci69.it Bassolazio35
13.11.2025    |    3.428    |    1 8.8
"Dopo un minuto circa, quando il mio compagno comincia a montare la troia come fossero due cani in calore, scoppio in un lago di sborra che finisce ovunque: sul telefono, sulle mani, sul pavimento..."
Continuo la serie di racconti brevi sui cinque anni più assurdi, a livello erotico e sessuale, trascorsi con il mio ex compagno.


Una sera, io e il mio compagno, usciamo al paese, cosa rara per noi. Tra le centinaia di persone che saluto passeggiando, c’è anche un amico di vecchia data, Mattia. E’ più giovane di me ed ha sempre avuto una certa attrazione verso il sottoscritto. Vedendomi con il mio giovane compagno, Mattia si intrattiene di più del solito a parlare con me, cercando di coinvolgere anche il mio partner con battute e velate ironie, che paiono quasi dei flirt. Da qualche tempo, infatti, lui sa che la nostra coppia si è aperta ad altre esperienze, ma gli ho detto più volte che non potrei mai fare cose con un amico. Ad un certo punto, tuttavia, anche il mio compagno comincia a stare al gioco e cominciano a stuzzicarmi entrambi, facendo battute sul fatto che quando si tratta di sesso, l’amicizia non conta e altre cose simili.

Una mattina, qualche tempo dopo quella serata in paese, io e il mio compagno ci svegliamo a casa mia, dopo una notte di passione, tipica di quanto lui torna dall’estero e stiamo tanto tempo senza vederci. Io, però, devo prepararmi per andare a lavoro, mentre lui può continuare a riposare e alzarsi con calma. Verso l’ora di pranzo, mi scrive un messaggio ambiguo: “Ma se mi trovassi a casa tua a scopare con un tuo amico, sarebbe così grave?”.

Mai immaginando che si riferisca a qualcosa di concreto, rispondo con frasi generiche, stuzzicandolo, sfidandolo, senza darci troppo peso. Credo di aver anche detto cose troppo rassicuranti sulla mia ipotetica reazione ad un tradimento così meschino, perché quello che è successo dopo, mi ha lasciato senza parole.
Mentre sto mangiando con le colleghe nella sala pranzo dell’ufficio, infatti, mi arriva un altro messaggio da parte sua: ”Verso le 14, se puoi, vai in bagno e fammi una videochiamata, però aspetta il mio ok”. Capendo che non stiamo più scherzando, comincio da un lato ad allarmarmi, dall’altro ad eccitarmi. Sono tanto su di giri, che non finisco neanche il panino e, due minuti prima delle 14, vado in bagno e mi chiudo dentro.

Giusto il tempo di sistemarmi in bagno, seduto sul wc e col telefonino poggiato davanti a me, che arriva il via libera a chiamare. Avvio la videocall e, dopo due soli squilli, si connette la chiamata e compaiono le due finestre: da un lato, piccolino, c’è il riquadro con me in primo piano e, nel resto dello schermo del mio cellulare, quindi molto evidente, c’è l’inquadratura del mio salone di casa. Il problema, però, è che sul divano ci sono due ragazzi nudi che fanno un 69 e riconosco solo il mio compagno, perché sta sotto e lecca il culo dell’altro (la sua passione). Non capisco, invece, chi ci sia sopra di lui, perché è di schiena rispetto al telefonino. In quel momento, mi faccio completamente rosso in viso, mi batte forte il cuore, provo una forte gelosia ma, come sempre, il mio cazzo si indurisce. Sto circa due minuti ad osservare quella scena, cercando di capire se conosco il bastardo che sta facendo sesso con il mio compagno, fino a che, improvvisamente, decidono di alzarsi e cambiare posizione.

E’ in quel momento che capisco di chi si tratta: è il mio amico d’infanzia, quello incontrato a passeggio nel paese la fatidica sera e questa cosa mi manda totalmente fuori di testa. Non posso credere che abbiano osato tanto, per di più a casa mia, ma ormai sono uno sull’altro, questa volta uno a pecora l’altro dietro. Decido di rimandare i brutti pensieri a dopo e di godermi il momento, così mi abbasso i jeans al volo, idem gli slip e rimango col cazzo in mano pronto a segarmi. Non ho molto tempo, perché in ufficio mi stanno aspettando, quindi decido di cominciare a masturbarmi, consapevole che dovrò venire prima di loro e chiudere la videochiamata, mentre stanno ancora scopando.
Così avviene. Dopo un minuto circa, quando il mio compagno comincia a montare la troia come fossero due cani in calore, scoppio in un lago di sborra che finisce ovunque: sul telefono, sulle mani, sul pavimento del bagno e, persino, sui pantaloni calati. Mentre pulisco tutto e mi risistemo, lascio la cam accesa e vedo che loro non si accontentano di una sveltina ma stanno facendo sesso in ogni posizione. La cosa mi va un po’ di traverso, probabilmente perché ho le palle vuote, ormai.
Chiudo la call, me ne torno in stanza e, con molta fatica, cerco di concentrarmi sul mio lavoro, anche se è difficile staccare il pensiero da casa mia, da loro due che scopano e dal fatto che me l’abbiano fatta così sporca.

Quando stacco da lavoro, mi dirigo verso casa con ansia, convinto di fargliela pagare, mettendo il muso o facendo l’offeso. Quando arrivo, però, aprendo la porta lo trovo nudo, a cazzo duro, che mi aspetta e mi dice: “Spogliati e zitto”. Io obbedisco, butto a terra la bosa del lavoro, mi tolgo gli abiti e rimango solo con la canotta nera. Mi avvicino, lui mi bacia e poi mi spinge la testa in basso, infilandomi il cazzo in bocca.
“E’ ancora sporco di sborra della scopata col tuo amico, la senti?”, dice lui con un fare da vero bastardo.
Io non posso rispondere perché intento a succhiare ma cerco di fargli capire che concordo, mugugnando e annuendo. Poco dopo, mi alzo e mi metto a pecora sul divano, mi bagno il buco con la saliva e aspetto che mi scopi. Lui non ci pensa due volte, infila il preservativo e mi penetra con energia, come se non avesse già sborrato un’ora prima. Non si ferma fino a che sborra, poi si lascia cadere su di me a peso morto e restiamo così, accovacciati uno sull’altro, per una ventina di minuti.

Passato il momento di puro erotismo, mi torna il rodimento di palle per quanto hanno combinato lui e il mio amico, così gli chiedo se possiamo parlarne. Lui annuisce e dice un semplice: ”Dimmi, che vuoi sapere?”. Al che io provo a spiegarli che vanno bene le complicità ma che abbiamo delle regole e quella di oggi non è stata in linea con quanto ci siamo sempre detti. Soprattutto, ha violato la regola di non scopare amici e persone che conosciamo. Lui, da gran paraculo, mi risponde: ”Beh ci avevi sfidati tu quella sera al paese, non ricordi? Chiudesti la discussione con una sfida sia a me che a lui, pensavi non l’avremmo raccolta?”.
Capisco in quel momento che, quando si tratta di sesso, il mio compagno sacrificherebbe anche sua madre, quindi non sto lì a discutere, dico solo che ha esagerato e me ne salgo in camera da letto. In realtà, è stata una delle esperienze più potenti perché, questa volta, non ero complice, non guidavo la cosa e mi ha colto del tutto impreparato. Sono ufficialmente un cuckold.
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