Prime Esperienze
Lo studente universitario etero
Bassolazio35
02.11.2025 |
5.117 |
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"A quel punto, le nostre bocche si spalancano ed è un groviglio di lingue e uno scambio di saliva totale..."
Io e Valerio (nome di fantasia), studente universitario 24enne di una regione limitrofa alla mia, ci siamo conosciuti qui su annunci poche settimane fa. Mi ha contattato lui, facendomi i complimenti per alcuni video che ho caricato sul mio profilo. All'inizio parla poco e non sembra molto interessato ad approfondire, anche se mi dice che, da diverso tempo, ha la fantasia di provare certe pratiche erotiche. Ora che è single, ha deciso di scrivermi. Ho capito subito di trovarmi davanti ad una persona che sa quello che vuole e che, probabilmente, non sarà il solito chiacchierone che poi non conclude. LE SUE FANTASIE: CUM CONTROL E MILKING
Fatto sta che ci scambiamo subito l’account Telegram e cominciamo a parlare di noi, di cosa gli piacerebbe fare, delle pratiche erotiche di cui sono esperto e il suo interesse cresce molto (così come il mio). All'inizio cerco di andarci piano con lui, come faccio solitamente con i ragazzi etero curiosi, per non spaventarli e per farli sentire a loro agio. Tuttavia Valerio mi rassicura subito: “Guarda non mi faccio grossi problemi, sono molto concreto, se una cosa mi piace e mi interessa la faccio e basta”. Mi confida che le due fantasie che lo attirano di più, tra quelle viste sul mio profilo, sono il cum control e il milking ma aggiunge anche di essere aperto a sperimentare altro. Questa frase mi sorprende perché, solitamente, con i ragazzi etero curiosi e alle prime armi, ci si deve accontentare di poca roba, ma non è questo il caso, come ho scoperto in seguito.
Passano alcuni giorni senza che ci sentiamo e comincio a pensare che, come capita molto spesso, la fantasia di una sera rimarrà tale, anche se qualcosa dentro mi fa sperare il contrario. E infatti, circa dieci giorni dopo, lo ricontatto con un semplice: "Ciao come stai? Ci hai ripensato?", tra il serio e il faceto. La sua risposta è sempre nel solco della schiettezza iniziale: "No, in realtà stavo proprio pensando a quando potremmo vederci". Al che io, stupito, comincio a sondare la possibilità concreta di questo incontro e gli chiedo se gli va di scambiare una foto. Tempo dieci secondi e mi arriva il suo mezzobusto, una foto scattata in palestra davanti allo specchio con tanto di muscoli in bella vista, lo sguardo di lato e il berretto sceso un po’ sugli occhi. E’ un bel ragazzo, sulla ventina o poco più, acqua e sapone. Dopo avergli fatto un complimento abbastanza esplicito sul suo aspetto, ricambio con una una mia foto, anzi con diverse foto, per essere sicuro che sappia se sono il suo tipo, ma anche per avere più chance di piacergli. Lui si esprime con un complimento/non complimento, tipico del ragazzo etero che non sa come giudicare la bellezza di un altro maschio: “Guarda, mi sembri un tipo ok ma a me interessano soprattutto la tua esperienza e le pratiche che fai”. Aggiunge che non ha alcun problema a spostarsi e venire a casa mia, nonostante oltre un'ora e mezza di viaggio in macchina, andata e ritorno e questo sancisce definitivamente l’accordo per l’incontro.
L' APPUNTAMENTO
Una domenica mattina mi scrive abbastanza presto: “Ti andrebbe di vederci oggi? Io finito in palestra potrei partire ed essere da te attorno alle 17”. Io, anche se preso alla sprovvista, accetto senza esitare e ci diamo appuntamento a casa mia per tardo pomeriggio. Il traffico domenicale lo fa tardare un po' ma alle 17.30 è sotto casa mia, come promesso. Dal vivo è un ragazzo normale, uno della porta accanto, un po' nerd ma fisicato per via della sua passione per la palestra. E’ vestito sportivo, anche se non è stato in palestra prima di venire, il che mi delude un po’ perché sono un tipo molto olfattivo e adoro i ragazzi che non sanno di profumo. Saliamo a casa e, dopo un minuto di convenevoli, lo invito ad accomodarsi sul divano-letto che avevo già aperto e a spogliarsi. Lo vedo incuriosito quando, togliendo le sneakers e i calzini, vede che li annuso profondamente e si ricorda della mia passione per gli odori, scusandosi di non aver potuto fare allentamento come promesso. “Nessun problema- gli dico- gli ormoni di ventenne sanno lo stesso di buono” e lui accenna un sorriso complice.
IL DIVANO E LA FIRMA D’AUTORE
Tempo di girarmi per poggiare il cellulare sul tavolo e lo trovo già disteso di spalle sul divano con addosso soltanto i boxer. Il suo fisico è molto possente, ha quadricipiti grandi quanto la mia testa, un culo massiccio e prominente e ha dei peli sulla schiena che lo rendono stranamente eccitante. È un nerd culturista studente universitario, che volere di più? A quel punto comincio dai piedi, che annuso profondamente e, seppur lavati, sento un buon odore tra le dita. Li lecco per bene e vedo che ha reazioni corporee appena accennate, quel tanto che mi basta per capire che sta provando piacere. Finito con i piedi, dalle piante stupende e morbide taglia 43, passo a massaggiare le cosce e i polpacci che sono consistenti e massicci. Sposto i boxer per liberare i glutei e con un po' di olio massaggio anche il culetto, anche per sondare le sue reazioni. Non vedo ritrosie, quindi mi permetto di sfilare i boxer e mi ritrovo davanti pochi peli e un buchino rosa, probabilmente inviolato. Non resisto e affosso il naso tra le chiappe annusando e leccando avidamente. Capisco che gli piace, sia per qualche timido gemito che emette, sia perché il suo ano improvvisamente da stretto si fa più morbido, così decido di tentare il colpaccio. Prendo il gel e comincio a giocare con un dito, finché, piano piano, riesco ad entrare e, con dolcezza, mi faccio strada fino alla prostata.
Quello è il mio feticcio con i maschietti etero alle prime armi: una sorta di firma d'autore.
In quel momento, il suo piacere diventa più evidente perché lo sento godere, così proseguo nell' esplorazione utilizzando un massaggiatore prostatico vibrante che entra abbastanza facilmente. Imposto la massima potenza e lo lascio dentro mentre io, da sotto, comincio a stimolare la cappella già bagnata. Il telo sul divano, infatti, ha già una chiazza consistente, segno che il massaggio prostatico ha avuto il suo effetto.
Dopo un po', decido di fermarmi per non esagerare e gli dico di voltarsi. Prendo una benda di seta e gliela metto sugli occhi, così da aumentare le sue percezioni sensoriali. Contrariamente a quanto si penserebbe, non comincio dal cazzo che è lì in bella vista. Mi dedico, invece, alla parte superiore del corpo, tanta è la tentazione di baciarlo e di scoprire se anche questo passo azzardato va in porto. Lecco piano i capezzoli, che scopro essere per lui punti erogeni e, facendomi coraggio, stacco le labbra dal corpo e le poggio sulla sua bocca.
LA POMICIATA INATTESA
Inizialmente non muovo le labbra, poi premo leggermente la mia bocca contro la sua e sento che allunga delicatamente la lingua. A quel punto, le nostre bocche si spalancano ed è un groviglio di lingue e uno scambio di saliva totale. Sono al settimo cielo perché è davvero rarissimo poter baciare un ragazzo etero alla sua prima esperienza omo. Ma è successo. Del resto, lui era stato molto chiaro e sereno nel dirmi che prende tutto con spirito pragmatico ed è stato di parola. Finito di pomiciare, mi ritrovo con un mix di odori e sapori sui baffi: piedi, sedere, saliva...e mi sembra di stare in paradiso.
A quel punto, vedo il cazzo di lui duro come il marmo e di colore rosso fuoco puntare in alto e mi fiondo. Comincio a succhiarlo ma senza indugiare, perché voglio stupirlo e lo faccio arrivare fino all'esofago. A quel punto, si lascia andare ad un gemito profondo, segno che ho colpito e affondato, così continuo a succhiare con avidità. Per stare più comodo, ma anche per vedere se cade in tentazione, mi metto su di lui con il sedere puntato sulla sua faccia, nudo perché indosso il jockstrap. Tempo un minuto e, mentre lo succhio, sento improvvisamente qualcosa di caldo e umido sull'ano: è la sua lingua che lecca, prima di cominciare a pomiciare con tutta la bocca il mio culetto. È estasi pura.
Dopo qualche minuto in posizione 69, prendo un preservativo, glielo metto direttamente con la bocca e mi siedo su di lui, dandogli ancora le spalle. La penetrazione è decisa ma facile perché sono già bagnato e morbido grazie al fatto che mi ha leccato per bene. Lo cavalco un po' e poi decide di condurre lui il gioco e io lo lascio fare. Poco dopo mi alzo e mi rimetto a cavallo su di lui, anche se stavolta guardandolo negli occhi: dopo due spinte molto decise mi afferra la testa e mi bacia mentre mi incula, sembra uno esperto. Poi mi mette a pecora e mi scopa forte. Temendo che venga, dopo un po' mi stacco e gli sfilo il condom, chiedendogli di distendersi di nuovo pancia in su; a quel punto comincio a segarlo con l’olio, insistendo sulla cappella, pratica che lo fa impazzire. Alzando gli occhi, mi accorgo che sta lì disteso senza più la benda, ha gli occhi fissi nel vuoto e la bocca aperta.
Comincio a lavorarlo bene con la bocca e, al tempo stesso, gli infilo il dito medio nel culetto ormai allentato e premo sulla prostata. Andiamo avanti così per un bel po', tanto che comincio a staccarmi, quindi aumento la velocità della sega e della pompa, togliendo e inserendo il dito a ritmo costante. Dopo un po' , con un filo di voce dice: " Ti prego continua, sto venendo". Spingo dentro al sedere un secondo dito e aspetto che esploda nella mia bocca. Succede poco dopo, con lui che geme forte e la mia bocca che si riempie in un secondo. Aspetto che finisca e mi alzo per andare in bagno, lasciandolo un po' da solo a godersi il momento.
LE CONFIDENZE FINALI
Di ritorno dal bagno lo trovo ancora disteso, segno che non vuole scappare come l'ottanta per cento di questi ragazzi alle prime armi e decido di distendermi accanto a lui. Cominciamo a parlare di me, di lui e i discorsi si fanno profondi. Saremo stati mezz'ora nudi a parlare mentre l'unico contatto tra noi sono i nostri piedi che si sfiorano e la mia mano che gli stringe un bicipite.
Poi arriva l'ora dei saluti, ci rivestiamo e lo accompagno alla macchina. Un abbraccio tra amici e riparte.
A quel punto rimango almeno un'ora a fissare il soffitto, cercando di capire cosa sia successo e se sia successo davvero. Spero tanto di rivederlo.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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