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Due etero napoletani munti a dovere


di Membro VIP di Annunci69.it Bassolazio35
28.04.2026    |    2.534    |    2 9.1
"Appena barzotto, mentre lo sego, comincia a schizzare qua e là in macchina, per fortuna coperta da un telo che porto sempre con me..."
Ho bisogno di staccare un po’ dalla quotidianità e da un’invernata catastrofica, così approfitto per prenotare qualche giorno di svago a Napoli, terra di giovanotti meravigliosi, sfruttando qualche contatto che ho da tempo sulle varie app e chat. In particolare, si tratta di giovani etero che vogliono provare esperienze particolari, mungiture, cum-control e tickling-solletico. Abbiamo così tanto fantasticato nei mesi scorsi, scambiandoci foto, video e fantasie, che mi sembra di conoscerli già di persona.
Dopo due orette di viaggio e arrivo a Napoli, in un bel quartiere centrale e ben collegato, all’interno di un residence tranquillo e controllato ma con tutta la libertà che mi serve per ospitare qualcuno. Tempo di disfare le valigie e uno dei due appassionati di sborrate, cum control e edging si propone di venire a darmi il benvenuto. E’ etero, ma sul serio, non è interessato a sesso o contatti fisici, ma vuole farsi praticare tutto ciò che già da solo lui fa a se stesso. “Non c’è paragone se te le fa qualcun altro quelle cose”, mi dice sempre.

Detto, fatto. Alle 17,30 mi scrive che sta arrivando, così scendo e lo raggiungo al cancello del residence. Lo vedo arrivare da lontano, un bel ragazzetto, semplice, magro, moro come la maggior parte dei campani, un po’ timido sia nella postura che nel parlare. Saliamo senza troppi convenevoli, lo faccio accomodare in camera da letto, gli chiedo di spogliarsi e lui esegue, leggermente imbarazzato ma affidandosi. Gli metto una benda, così che i suoi sensi possano acuirsi e non sappia dove lo sfioro o lo tocco, spingendolo dolcemente sul letto. Una volta disteso, comincio ad annusare qua e là, non tanto per il suo piacere, visto che non ama relazionarsi ad uomini, quanto per il mio. Comincio a sfiorargli le palle, per vedere che reazione ha il suo cazzo, al momento ancora tra il moscio e il barzotto. “Chissà se mi si farà duro con un uomo”, mi ha detto più volte nei giorni precedenti ed io l’ho sempre rassicurato che mai nessuno davanti a me e alle mie cure è rimasto moscio. E’ così anche questa volta, dal momento che bastano due carezze e qualche leccata sull’asta per farlo raddoppiare di dimensione. Comincio anche a succhiarlo un po’ ma senza insistere, perché non voglio dargli l’impressione che si tratti di sesso ‘tout court’, ma che fa tutto parte della sessione di stimolazione. Utilizzando parecchia saliva e un gel a base di acqua comincio a segarlo e a strofinargli la cappella così da vederlo ben indurito e mi pare che la cosa gli piaccia molto. Poi alterno qualche carezza e sfioramento delicato alla zona del perineo, dell’interno coscia, dei capezzoli, tornando sempre e comunque al centro del gioco: il suo cazzo.
Ha parecchi peli nella parte bassa del corpo, sia sulle gambe che intimi, ma ha depilato con accortezza il pube e le palle, così come il culetto. Proprio per approfittare di questa morbidezza gli dico di voltarsi e mettersi a pecora. Il ventenne obbedisce e si posiziona col culo puntato sulla mia faccia, motivo per cui non resisto a infilarli il naso tra le chiappe e annusare vigorosamente. Buon odore di pulito ma anche di culo maschile, che mi manda in estasi. In quel momento mi si drizza il cazzo spontaneamente, cosa che non sempre capita quando mi dedico al piacere altrui.

A quel punto riempio anche le dita della mano destra di olio lubrificante e comincio a perlustrare il suo buchino. Prima con la lingua, poi con un dito, poi con due dita e così via fino a 4 dita di una mano. Raggiungere la prostata è un gioco da ragazzi, anche se a questa età è quasi inafferrabile. Appena riconosco il piccolo organo comincio a massaggiarlo e sento che lui comincia a gemere, bagnando il telo sul letto con il pre-cum. “Buon segno” gli dico ironico, e lui conferma con un mix di gemiti e parole a mezza bocca. Poi decido di andare oltre e prendo un piccolo massaggiatore prostatico vibrante e glielo infilo per qualche minuto. Poi caccio un dildo di discrete dimensioni e tento il tutto per tutto. Voilà! Entra che è una meraviglia e forse esagero un po’ con il vigore delle spinte, perché lui mi dice che può bastare. Capisco che è il momento di cominciare la mungitura così, mentre continuo ad accarezzare la prostata con le dita, con l’altra mano mungo dolcemente il cazzo da sotto. Andiamo a vanti così una mezzora abbondante, fino a che decido che è venuto il momento di farlo godere e accelero il movimento di entrambe le mani, quella che munge e quella dentro il culo. Posiziono un barattolino sotto il cazzo nella speranza di raccogliere il suo seme ma parte degli schizzi iniziali me li perdo perché inattesi. Finiscono sul telo, così mi fermo un attimo sperando che il suo orgasmo non rimanga ‘strozzato’ e ricomincio a mungere dopo aver puntato bene la sua cappella verso il barattolo. Mentre geme, comincia a sborrare copiosamente e centra il vasetto. Missione compiuta.

Lo lascio respirare e riposare, mentre io mi lavo e mi sistemo, cosa che fa anche lui poco dopo. Ci salutiamo come due bravi Bro e rimandiamo i commenti sulla sessione alla chat. Dopo qualche ora ci scriviamo e gli chiedo di dare un voto alla prestazione e, con mia sorpresa, mi dà un otto pieno, considerando che ci sono tante altre cose che abbiamo detto di voler provare. Come primo incontro va benone. Anche io confermo di essermi trovato bene.

L’AMICO DELL’AMICO

Due giorni dopo, mi contatta un suo amichetto virtuale di perversioni, anche lui ventenne e anche lui etero alla prima esperienza. “Mi ha detto il nostro Bro in comune che ci sai proprio fare e che devo provarti anche io, che ne pensi?”. Senza esitare accetto (avevo già visto la sua foto) e cominciamo a parlare di come, dove, quando. Purtroppo lui è della provincia di Napoli, così per due giorni ogni tentativo risulta vano. Una sera però, mentre vago per postacci in preda all’ormone, mi rendo conto di essermi avvicinato alla zona in cui lui vive e provo a scrivergli. Per mia fortuna lui risponde subito ed è interessato. Gli chiedo di scegliere un posto sicuro dove poterci appartare e mi manda la posizione gps di una scuola militare o qualcosa di simile. Dopo un quarto d’ora arrivo al punto indicato e dopo pochi secondi arriva anche lui a bordo di un suv. Parcheggiamo entrambi dietro un muro che ci protegge da sguardi indiscreti e io gli faccio segno di scendere e salire sulla mia auto.

Anche lui è un bel ragazzo, molto più alto di come lo immaginavo e la cosa che più mi manda su di giri, emana un forte odore di ascelle quando entra in macchina, tipico degli ventenni carichi di ormoni. E’ un po’ intimidito ma neanche troppo, essendo la sua prima esperienza con un uomo. “Mi affido a te”, dice appena seduto sui sedili posteriori e la cosa mi eccita da morire. Non perdo tempo e gli lego le mani dietro la schiena con una sciarpa; essendo uscito senza pensare di dover fare un incontro, non ho con me il kit bondage ma l’improvvisazione è una mia dote e tutto fila liscio. Lui si abbassa i pantaloni, si toglie la maglietta che afferro subito per poter giovare del suo odore e comincio la sessione. Lo stuzzico un pochino con le dita tra cosce, inguine, palle e pancia e vedo che le reazioni del suo corpo sono immediate. Il cazzo si fa barzotto, quindi decido che è il momento di prenderlo in bocca. Anche con lui non voglio esagerare con le cose più prettamente sessuali, per non dare l’impressione che io finga di essere appassionato di fetish, bondage e pratiche varie e che cerchi solo sesso. Il cazzo in bocca ci mette dieci secondi a farsi duro ed è un bell’arnese. Dopo averlo succhiato un po’, bagno di saliva le mani e comincio a segarlo e strofinare la cappella per farlo godere. “Attento, però, che così vengo subito”, mi fa lui. Al che rallento e mi fermo per non rovinare il gioco a entrambi. A quel punto mi dedico ad annusare la maglia nella parte delle ascelle e vado in estasi mentrecon una mano continuo ad accarezzarlo per mantenere l’erezione del suo cazzo. Poco dopo infilo un dito sotto il sedere, per vedere se mi lascia giocare anche con il buchino, cosa che mi aveva detto precedentemente non amare tanto. Per fortuna la situazione è molto eccitante e non mi stoppa, così comincio prima ad accarezzare l’ano mentre gli sego il cazzo, poi con un po’ più di saliva tento anche di entrare. Quando sono dentro, finalmente incontro la sua piccola prostata e la accarezzo lentamente, vedendo che reazione ha. Il cazzo perde la durezza che aveva da inizio incontro, cosa normale in molti casi. Temendo che il gioco si rovini, dopo essermi divertito un po’ con il suo culetto e massaggiato la prostata, torno a dedicarmi al cum control, portandolo più volte vicino al piacere. Dopo averlo fatto soffrire una quarantina di minuti, decido che è il momento di farlo scoppiare e lo faccio venire nella mia bocca. L’esplosione è imponente, mi sento la bocca riempita di fiotti di sperma mentre lui fa esclamazioni di piacere molto esplicite. Apro lo sportello e lascio andare la sborra copiosa a terra.

Una volta richiuso lo sportello, mi giro verso il ragazzetto per liberargli le mani ma vedo che è ancora lì immobile che mi fissa. Al che capisco che è uno di quelli che ha piacere anche nel post orgasmo, così ricomincio a stimolarlo con le mani e la saliva, anche se il suo cazzo ormai è del tutto morto. Con mio stupore vedo che lui sembra godere lo stesso, così continuo e mi impegno sia con le mani che con la bocca per un’altra mezzora. Quando sto per fermarmi e rassegnarmi perché non si fa duro, lui mi dice che sta per venire. Al che rimango stupito, perché non avrei mai pensato che un cazzo moscio dopo una sborrata fiume possa farlo di nuovo, invece accade. Appena barzotto, mentre lo sego, comincia a schizzare qua e là in macchina, per fortuna coperta da un telo che porto sempre con me. Lui, finalmente, si dice estremamente soddisfatto e ci salutiamo con un abbraccio. Poco dopo, quando sono a casa, mi scrive che l’esperienza è stata da 9 e anche io confermo di aver goduto parecchio. Avendo ancora i suoi odori addosso, decido di spararmi un segone e riempio il barattolino in cui avevo tenuto la sborra del primo ventenne, quello munto due giorni prima.
Il giorno dopo riparto con due bellissimi ricordi di Napoli.
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