Prime Esperienze
Io e il sogno proibito: il calciatore ‘etero’
Bassolazio35
23.03.2023 |
5.217 |
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"Sapendo di dover cogliere il momento all’istante, anche se impossibilitato ad uscire nel cuore della notte, rispondo che mi sto segando e lui mi dice che sta tornando da una cena in zona..."
Finalmente sono sicuro che quanto ho vissuto in questi mesi sia realtà e, quindi, posso raccontarvelo. Ero così incredulo che ho atteso ben 4 e dico 4 occasioni andate in porto, prima di convincermi che non stavo sognando.
Era l’esperienza che sognavo da una vita: incontrare (e fare sesso) con un giovane calciatore eterosessuale.
So che molti contestano l'uso di questo termine ma credo che mi capiate quando, per semplificare, uso questa parola nel senso di ‘uomo che solitamente va con le donne, socialmente è etero e che non è abituato andare con uomini'.
Lui si chiama Luca (nome di fantasia, ovviamente). Ha ventiquattro anni ed è bello come il sole: lineamenti disegnati, capelli perfetti sul biondo-castano, bella pelle liscia e senza barba o peli, fisico magro, tonico e proporzionatissimo.
Sono anche altri i dettagli che mi fanno impazzire di Luca: denti allineati e bianchissimi, occhi grandi chiari, belle mani, bellissimi piedi, un culo scolpito e un cazzo che già da barzotto farebbe impallidire il 70% di noi maschi.
L'INIZIO DELLA STORIA
Tutto è cominciato l’anno scorso quando ho contattato diverse coppie eterosessuali, per lo più romane o del pontino, quindi un po’ fuorimano rispetto alla mia zona ma non troppo.
Sono un paio di anni, infatti, che ho il pallino di partecipare ad un incontro con un lui e una lei giovani e belli e, ogni tanto, mando richieste di amicizia alle coppie giovani. Anche a quelle che pare non cerchino singoli, tantomeno gay, non si sa mai.
Ciò che compare pubblicamente sui profili, infatti, spesso non coincide proprio con la verità, quindi con molta delicatezza un tentativo va sempre fatto. Questo l’ho capito con l’esperienza…
Uno di questi profili di coppia, una sera mi scrive, non so se sua lui, lei o se sono entrambi a scrivermi, quindi resto generico.
Capisco subito dopo chi è a scrivere perché, senza tanti giri di parole, mi dice: “Sono lui e ho voglia di cazzo!”.
Passato il primo momento di empasse, dovuta al fatto che idealmente ho sempre immaginato un lui di coppia più attivo che passivo, mi facciosubiyo trovare pronto e rispondo “Accomodati”.
Lui mi racconta che è vero che ha voglia di trovare una coppietta per fare le prime esperienze insieme alla sua ragazza ma che, da solo, ha sempre avuto la tentazione di provare un pisello. Tuttavia non ha mai avuto il coraggio né l’occasione. Così capisco che è davvero un “prendere o lasciare” e, sebbene non stia molto in forma, accetto e gli do il mio indirizzo di casa.
Di lui non so molto, ma già la descrizione, l’idea che sia etero, la giovane età e quelle poche foto del corpo e hot presenti sul profilo, mi bastano per immaginare un lieto fine.
L'INCONTRO LAST SECOND
Lui dista un quarto d'ora da casa mia, quindi ho giusto il tempo di mettere una comoda tuta e le mie immancabili sneakers e stemperare l’attesa guardando un porno, che lascio anche in sottofondo durante l’incontro.
Quando entra in casa non credo ai miei occhi ma nascondo il mio stupore e ringrazio il Cielo tra me e me per questo dono inatteso. Forse se avessi saputo prima com’era il tipo, mi sarei fatto prendere da mille dubbi e insicurezze e non lo avrei incontrato ma, per fortuna, ormai è qui.
Comunque, Luca accenna a malapena un saluto, non so se per timidezza o perché sta morendo di paura, fatto sta che non parla. Provo a metterlo a suo agio come faccio sempre con ragazzi alle prime armi ma non funziona. Lui non recepisce i miei input, così decido di tagliare la testa al toro e passare ai fatti.
Gli dico di avvicinarsi al divano e lui come un robottino esegue, togliendosi le splendide scarpe da ginnastica bianche e rimanendo in fantasmini bianchi.
Poi si cala i boxer e rimane a cazzo già dritto (immenso) e con quelle chiappe sode e leggermente pelose in bella vista, mettendosi sul divano seduto cona faccia rivolta al mio cazzo, ancora barzotto.
Poi, su mia insistenza, si gira a pecora e si capisce che non è molto a suo agio a darmi le spalle. Quella visione celestiale mi manda su di giri e mi fiondo con la lingua tra le sue chiappe, affondando in quell’odore/sapore di maschio che non ha paragoni, almeno secondo me.
Io che sono più un diesel e mi eccito con calma, in quel modo ho anche il tempo di avere una bella erezione, così quando lui si gira per coronare il sogno di succhiare un cazzo, mi trova pronto.
In effetti, questa voglia repressa per anni è abbastanza evidente dal modo in cui mi divora l’uccello, senza darmi modo neanche di tirarlo fuori un secondo. Succhia talmente tanto bene che rischio di sborrare subito e devo fermarlo. Gli porgo le mie palle appena lisciate col rasoio e lui comincia a leccare e ciucciare anche quelle.
Devo dire che, per essere un maschio etero, giovane e alla sua prima volta, se la cava davvero bene.
A quel punto, non conoscendo i suoi limiti/gusti, lo giro nuovamente e prendo un preservativo senza neanche dirglielo, lo indosso e provo a poggiarglielo sul buco.
Lui non si scompone ma, quando tento di penetrarlo, mi concede solo di infilare appena la punta e mi respinge; si gira di scatto, mi afferra il cazzo, comincia a succhiare con vigore nell’evidente obiettivo di farmi sborrare.
A quel punto, non oppongo resistenza e lo lascio fare, fino a che scoppio in una decina di fiotti densi e pesanti e lo sento gemere stupito con il mio seme in bocca.
LA SBORRATA SYNCHRO
In quel momento, vedo che schizza anche lui contemporaneamente a me, sporcando il divano e i suoi bellissimi piedi.
Tempo di andare in bagno a pulirmi un attimo, esco e lo vedo già vestito davanti la porta d’ingresso che dice un mezzo “ciao” e se ne va.
Mi lascia lì, incredulo, quasi incosciente di quanto appena accaduto.
La notte, ovviamente, non chiudo occhio, fissando il soffitto con un sorrisetto beffardo che non se ne va nemmeno al mattino.
LA SORPRESA IL MATTINO SEGUENTE E IL SECONDO INCONTRO
Sono convinto che già la notte stessa mi abbia bloccato, come capita spessissimo con questi ‘etero curiosi’, specialmente se fidanzati e poco empatici/paurosi come Luca.
Invece, con mio stupore, il mattino seguente la chat Telegram è ancora attiva. Provo a scrivergli qualcosa per avere un minimo di riscontro ma il mio messaggio rimane inevaso per giorni.
CHI NON MUORE SI RIVEDE
Quando ormai ho rimosso quell’esperienza, dopo una decina di giorni, eccolo spuntare all’improvviso con un laconico “ciao”.
Rispondo immediatamente, cercando di fare conversazione come si fa in questi casi con qualche battutina ma il tipo, tenendo fede al suo fare totalmente non empatico, neanche mi risponde.
"Che fai, dove sei?”, dice lui. Essendo l’una di notte, rispondo che sto a letto e gli chiedo spudoratamente se vuole passare. Sparisce per cinque minuti o anche più e poi mi risponde “ok ma sto in pigiama”. Io, ovviamente, rispondo che non è importante perché è bello come il sole quindi vestito, nudo o in saio mi va benissimo e lui, anche in questo caso, va dritto al sodo e dice “arrivo”.
IL PIGIAMA GALEOTTO
Stavolta, lo spettacolo è ancora più eccitante, in un crescendo di arrapamento mai visto: non ha un comune pigiama come tutti noi esseri umani ma una ‘mise’ alla moda composta da un giaccchetto a quadri colorati con cappuccio e senza maniche.
Si vedono distintamente le sue spalle tornite e toniche e, sotto, indossa pantaloncini della stessa trama che arrivano fin sotto il ginocchio. Ai piedi, udite udite, le ciabatte di gomma tipiche degli spogliatoi di calcio, quelle che comunemente vengono chiamate Adilette che mostrano i suoi piedi perfetti.
Stavolta è lui ad andare subito al sodo, si avvicina al divano, si siede, non mi guarda negli occhi e neanche parla, aspetta che io mi abbassi i pantaloni, tolga le mutande e via a succhiare, senza tanti fronzoli. Stavolta riesco anche a leccargli i piedi mentre è girato di spalle, anche se vedo che non apprezza altro rispetto al ciucciare. È la sua fissa e io lo accontento.
Continua per qualche minuto e mi fa sborrare di nuovo ma stavolta in bocca, senza far scappare neanche una goccia del mio nettare, sempre copioso. Anche in questo caso, la sua schizzata avviene proprio nel momento esatto in cui il mio sperma gli riempie la bocca…
Stesso copione della volta scorsa, si veste e scappa senza manco dire ciao e io, che ormai ho capito l’andazzo, lo lascio fare. Ci stiamo usando reciprocamente.
NON C'È DUE SENZA TRE
La terza volta è stata, forse, la meno attesa ma anche la più deludente, perché mi ha voluto vedere nel parcheggio di un supermercato a metà strada ma è un po’ contrariato.
Tanto che dopo avermi succhiato un pò sul sedile, sul più bello mi lascia sborrare da solo scappando dall’auto con me ancora in preda all’orgasmo e la cosa è alquanto spiacevole. Quella sera capisco che non lo avrei più rivisto e infatti, per molti mesi, non mi ha più cercato, al massimo ha letto i miei messaggi dopo giorni, senza mai rispondermi.
LA PAZZIA IN PIENA NOTTE
Tutto questo, fino alla scorsa notte quando, appena messo a letto (tra l’altro a casa dei miei), ricevo un suo “ciao che fai?”. Sapendo di dover cogliere il momento all’istante, anche se impossibilitato ad uscire nel cuore della notte, rispondo che mi sto segando e lui mi dice che sta tornando da una cena in zona.
A quel punto, incoscientemente, gli dico “allora svuotami tu” e cominciamo un tira e molla che si conclude all’una e un quarto della notte, con me che mi vesto in fretta e furia, mi pettino, cammino scalzo fino alla porta, apro senza farmi sentire e parto spedito verso casa mia, dove lui già mi aspetta.
Appena arrivato, scendiamo entrambi e neanche ci salutiamo, apro casa, saliamo, dico due frasi di circostanza a cui, come già immaginate, non ricevo risposta. Lui si toglie i jeans, le mutande e la maglia, rimanendo solo con una canotta a navigatore nera attillata che gli sottolinea i muscoletti, culo appizzato e cazzo barzotto.
Gli faccio segno di mettersi sul divano, lui esegue, comincio a leccargli il culo e lui sotto che si sega il cazzo, ormai duro come il marmo. Provo a massaggiargli palle e pisello ma niente, mi toglie la mano, provo a leccare i piedi e niente, si ritrae, così torno a dedicarmi a quel fantastico culo saporito e lo sento gemere leggermente.
Poi si gira di scatto e mi afferra il cazzo, succhiandomi fino a farmi quasi venire, al che lo fermo e gli dico che voglio provare a scoparlo. Lui tentenna e poi dice di no. Sapendo che non ne cavo un ragno dal buco, glielo rimetto in bocca e gli dico di bere e così fa, anche se stavolta lo tiro fuori all’ultimo e dirigo gli schizzi (sempre più densi e numerosi) sulla sua bocca e sul petto.
Lo vedo segarsi furiosamente, finché non fa tre goccioline di sborra anche lui. Mentre io mi godo l’adrenalina sul divano, lui va in bagno e si lava. Poi esce ed è il mio turno. Ci rivestiamo e amici come prima. Ognuno a casa sua.
Io rientro furtivo a casa dei miei senza svegliare nessuno, provo a dormire ma come sempre l’eccitazione mi tiene sveglio fino alle 3,
Chissà se ci sarà la quinta? … restate connessi.
( Da allora sono passati quasi due anni e, anche se raramente, ogni tanto viene a bere).
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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