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Iena 12: Delusa e depressa
02.07.2026 |
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"Teresa ha obbedito immediatamente e io ho ripreso a possederla con passione, ora sentivo quel piacere diverso che a tratti mi dava quelle sensazioni di piacere estremo ma non era ancora come al..."
Dopo la partenza di Lina ho passato una settimana da incubo, da quasi due anni, a parte quando Cesare era a casa, ero abituata a stare sempre con lei ogni istante della mia vita; nonostante la parte attiva sia sempre stata io, mi rendevo che quella donna mi piaceva tanto e che forse ero innamorata di lei, temevo ammetterlo a me stessa ma la verità penso fosse proprio quella. Al lunedì però mi sono guardata allo specchio e mi sono spaventata, ero orrenda, capelli lerci, puzzavo di sudore e gli occhi erano scavati per la mancanza di sonno regolare; mi sono commiserata da sola e mi sono detta che dovevo reagire: avevo voglia di trasgredire… di scopare e di farmi scopare… di possedere… per cui ho cominciato a telefonare alternativamente a Severino e Salvatore. Il primo a rispondere è stato Severino, stava esaminando degli aspiranti, quando gli ho detto che avevo voglia di lui mi ha risposto con tono di voce leggero per non farsi sentire - Finirò all’una, il tempo di mangiare un panino e sarò da te… - Ti aspetto! Mi sono lavata, profumata, e mi sono fatta un piatto di pasta, non ricordavo il mio ultimo pranzo degno di quel nome. Severino è arrivato come al solito in perfetto orario e come da tradizione in giacca e cravatta; siamo entrati immediatamente nella stanza dei giochi, avevo una voglia di cazzo incredibile per cui mi sono infilata immediatamente nel letto godendomi il suo spogliarello, quando è rimasto nudo i miei occhi si sono focalizzati sul suo uccello e un senso di delusione mi ha percorsa, certo il suo uccello non era piccolo ma non aveva nulla a vedere con quello di Cesare. Si è adagiato al mio fianco ma non era particolarmente eccitato, sicuramente l’averlo condotto a letto senza offrirgli dei preliminari lo avevano stupito, gli ho leccato subito le palle per vedere come reagiva, il suo stupore è aumentato e nonostante la mia lingua facesse di tutto per eccitarlo non era andato in piena erezione; capivo che non potevo solo pretendere ma dovevo dare anche il mio contributo per cui l’ho fatto stendere su di me e mentre ci sbaciucchiavamo mi sono inumidita il medio e ho cominciato a stuzzicargli il buco del culo, il suo gemito di piacere mi ha fatto capire che avevo visto bene e dopo qualche minuto la sua verga era in pieno tiro, gli ho messo la lingua in bocca e gli ho ordinato “Chiavami!!!” Ha obbedito, il suo uccello si è infilato dentro di me, ho provato un senso di piacere e mi sono rilassata per godermi la sua chiavata: all’inizio mi sentivo eccitata ma man mano che Severino mi scopava il mio entusiasmo tendeva a diminuire; lo spronavo con veemenza -Scopami, scopami che ho tanta voglia di cazzo… Lui mi pompava come sempre, era un discreto scopatore, ma non mi sentivo la figa piena come quando Cesare mi infilava il suo poderoso cannone. Continuavo allora a spronarlo per fargli dare il meglio di sè ma nonostante lui stesse dando il massimo io mi sentivo sempre più inappagata, sentivo l’orgasmo allontanarsi sempre più e ciò mi faceva imbestialire… -La tua padrona non ti piace più?!?…Non mi stai facendo godere come sempre…hai appena scopato qualcun’altra? -Ma cosa dici padrona, ho lavorato tutta la mattina, ti sto scopando come sempre, credimi. Avevo capito che ero io a non essere quella di sempre, ma nonostante ciò avrei preteso che il mio schiavo sapesse farmi godere ugualmente…ora lui era tutto teso, sudato, più pompava più si accalorava e più perdeva fiducia sul suo operato; avevo capito che la mia fame di cazzo sarebbe rimasta inappagata per cui l’ho cacciato dal mio corpo insultandolo. - Sei un inetto, sei solo capace di prenderlo nel culo, vieni alla gogna che meriti di essere punito!!! Severino era una maschera di sudore, rosso cianotico e respirava a mille come se avesse scalato una montagna, mi ha seguita comunque in silenzio, convinto che avrei sfogato la mia rabbia inculandolo selvaggiamente e quella ipotesi lo avrebbe sicuramente rinfrancato, io però una volta che l’ho immobilizzato chiudendogli il capo e i polsi nell’incavo della gogna ho preso il frustino e ho cominciato a percuotergli le chiappe, sfogavo la mia delusione con delle scudisciate violente che rimbombavano minacciose nel silenzio della stanza -Prendi schiavo ingrato, questo è il mio castigo, non sai far godere la tua padrona e devi soffrire per questa tua grave mancanza. Non avevo mai percosso così selvaggiamente un uomo, ma nonostante le urla terrorizzate di Severino continuavo imperterrita a fustigarlo. Non so quanto sono andata avanti, ero in completa trance e non mi rendevo conto della violenza delle mie frustate fino a che ho sentito un urlo di ribellione del mio schiavo che mi ha finalmente destata. -Piantala lì lurida puttana…questo non è più un gioco…tu sei pazza…liberami se no ti ammazzo di botte! Sono improvvisamente tornata alla realtà e nel vedere il culo di Severino ho provato un enorme sgomento, era tutto striato da ferite laceranti che in certi punti facevano scendere piccoli rivoli di sangue, nei punti più colpiti l’accavallarsi delle frustate aveva piagato la pelle delle sue natiche, mi sono spaventata, solo allora mi rendevo conto di quanto ero stata irragionevolmente spietata. Ho preso l’unguento medicamentoso e ho cominciato a spalmarglielo sulle chiappe, lui urlava di dolore e mi minacciava. -Liberami immediatamente e prega che io me ne vada senza prima pestarti!!! -Aspetta che prima finisco di ungerti con il balsamo. -Non aspetto nulla, voglio solo andarmene da questa stanza di merda e tu fatti curare…non puoi scaricare sugli altri le tue frustrazioni di donna fallita. Sono diventata di colpo docile, come l’ho liberato ho cercato di abbracciarlo ma lui mi ha cacciata via con tale impeto che ho perso l’equilibrio e per poco non cadevo a terra; Severino si vestiva velocemente ma quando ha dovuto infilarsi i pantaloni ha cominciato a gemere dal dolore per il contatto del tessuto sulla pelle piagata. Lo guardavo terrorizzata, mai e poi mai avrei voluto ridurlo in quello stato, ma nonostante quello non sapevo chiedergli scusa; quando è riuscito a rivestirsi se ne è andato quasi caracollando per il dolore, nemmeno quando lo inculavo per lungo tempo era mai stato così mal ridotto; sulla porta, prima di uscire mi ha fulminata con lo sguardo e mi ha urlato un secco “Vaffanculo!!!” Mi sono quasi messa a piangere, ero sconcertata, delusa, terrorizzata per quello che avevo fatto; sono andata a letto con l’intenzione di dormire ma ho praticamente vegliato per tutto il pomeriggio e gran parte della notte. Al mattino mi ha svegliata il suono del cellulare, era Salvatore che aveva visto le mie chiamate, sentire la sua voce mi ha ridato un po’ di serenità e con tono dolce… per me assoluta novità gli ho detto - Ti voglio!!! Vieni come puoi… - Smetto alle quattordici…poi vengo a casa tua… Ho impiegato mezza mattinata per farmi bella, volevo recuperare le energie mentali per prepararmi a un sano pomeriggio di sesso, mentre pranzavo mi è arrivato un messaggio da Severino “Ho bloccato il tuo numero, sparisci dalla mia vita e non azzardarti mai più a cercarmi, sei solo una depravata sessuale che sfoga sugli altri le delusioni di una esistenza di merda… fatti curare che ne hai bisogno”. Quel messaggio mi ha ferita, ma il fatto che di lì a poco sarebbe arrivato Salvatore, mi ha ritirato su il morale e mi ha rimessa in forma. Il salumiere schiavo è arrivato in perfetto orario, l’ho portato subito a letto e ho dato il meglio di me stessa per eccitarlo al massimo, gli ho leccato a lungo il buco del culo, piacere che non gli avevo mai riservato e che l’ha portato ad una erezione di tutto rispetto; gli ho infilato la lingua in bocca per una decina di minuti e poi gli ho detto con voce sensuale “Scopami…voglio il tuo cazzo!!!” Salvatore mi guardava stupito, senza capire il senso della mia strana dolcezza ma mi ha spalancato le cosce e me lo ha infilato, all’inizio sentivo che forse potevo godere senza freni ma dopo un po’ mi è tornato quel blocco psicologico che mi impediva di godere. Il mio partner stava dando il meglio di sé, ma capivo che anche questa scopata sarebbe stata per me inappagante e ho cominciato pian piano a sentir diminuire la mia libidine. Cercavo di caricare il mio partner spronandolo -Su schiavo… scopa la tua padrona…fammi sentire quanto mi desideri…fammi godere che poi te lo infilo nel culo… ma nonostante la sua carica scatenata capivo che mai e poi mai avrei provato le emozioni che solo il poderoso randello di Cesare mi sapeva ormai dare. Mi sentivo come se mi avesse infilato uno spillo e non riuscivo a provare nessun piacere; ero estremamente delusa e come era successo con Severino ho scaricato la mia insoddisfazione colpevolizzando il povero schiavo. - Tu non mi ami più…non sai più far godere la tua padrona, scommetto che sei tornato a deliziare in cam quella mignotta portoghese e te ne freghi della iena…vergognati lurido verme. - No padrona non dire così, credimi non la sento più da mesi, ti sto scopando con tutto me stesso… Ormai quella scopata era un perfetto copia incolla del flop che avevo vissuto con Severino per cui l’ho cacciato dal mio corpo e prendendolo per un braccio l’ho trascinato alla gogna. Salvatore si lasciava trascinare inerme e quando ho cominciato a frustarlo si è rassegnato a subire il mio castigo. Per la seconda volta ho perso i lumi della ragione e ho cominciato a torturare selvaggiamente lo schiavo - Prendi queste scudisciate brutto traditore impotente… con tutto quello che ho fatto per te tu ora non sei nemmeno capace di farmi godere, ingrato vigliacco… meriti solo di essere torturato. A differenza di Severino che accompagnava ogni mia frustata con urla di dolore, Salvatore subiva le mie sferzate in assoluto silenzio e la cosa mi faceva ancor più incazzare… - Brutto verme non supplichi nessuna pietà… sai di essere in colpa, paga la tua negligenza, soffri, meriti solo di soffrire. Mi sono fermata solo quando il mio braccio doleva per gli sforzi e cominciava a farmi male, e fermandomi sono tornata improvvisamente alla realtà e ho visto sul sedere del mio schiavo quanto ero stata violenta. Il suo culo era simile a quello di Severino ma nessun lamento usciva dalla sua bocca; l’ho liberato e come si è rimesso in piedi l’ho fissato in faccia, era stravolto, rosso come un peperone e madido di sudore. Gli occhi erano umidi ma non di pianto, solo per la reazione ad aver sofferto in completo silenzio; nonostante quello però non ho provato pietà e non mi sono offerta di ungerlo con il balsamo, anche se man mano che la rabbia mi sbolliva mi rendevo conto del mio comportamento incivile. Avrei voluto rimediare al mio deplorevole comportamento inculandolo per farlo godere e farmi perdonare ma non sapevo se lo avrebbe accettato. Gli ho offerto un caffè che lui ha educatamente rifiutato, mentre si stava mestamente rivestendo avrei voluto chiedergli scusa ma non ne sono stata capace. Prima di uscire dalla porta si è girato e con voce quasi impercettibile mi ha sussurrato - Scusa padrona se ti ho delusa, sappi però che l’altra donna è dimenticata e sepolta e tu sei l’unica con cui ho rapporti. Come ho sentito la macchina lasciare il cortile sono scoppiata in un pianto isterico, avrei voluto chiamarlo, farlo tornare, farmi frustare a sangue ma sicuramente non lo avrebbe fatto e la cosa mi avrebbe fatto stare molto male. Nei giorni a seguire ero letteralmente uno straccio, cominciavo a maledire Cesare che mi aveva letteralmente stravolto l’esistenza, con il passare dei giorni aumentava in me la voglia di fare sesso, ma mi rendevo conto che mi ero giocata tutte le carte…avevo perso tutti i miei sfoghi quando mi è venuta in mente l’ultima mia possibilità di cui potevo disporre: Teresa, la commessa del porno shop. Ho cercato il suo numero di cellulare ma mi sono ricordata che l’avevamo scritto sull’agendina di Lina per cui non avevo nessun suo recapito; erano le nove del mattino mi sono lavata, cambiata, truccata a dovere e sono partita per Torino. Il mio piano era quello di arrivare per il mezzogiorno così che se fossi riuscita a combinare qualcosa la ragazza avrebbe potuto usufruire della sua sosta pranzo, il tempismo è stato perfetto e alle 11,45 entravo nel sexy shop; in quel momento il negozio era deserto. Teresa nel vedermi mi ha regalato un sorriso solare…buon segno!!! -Ciao Annamaria, è parecchio ce non ci vediamo, come mai da sola? Non sapevo cosa risponderle ho deciso di rimanere nel vago -Lina si è trasferita in un’altra città per stare con il figlio… -Mi spiace, dimmi in cosa posso esserti utile. -Volevo uno di quegli strap on di ultima generazione, come quello che avevi venduto proprio a Lina -Dovrei averne ancora due, uno dei quali munito pure di serbatoio…quale preferisci? -Quello con il serbatoio! -Brutta porcella…vuoi schizzare come un maschio eh… -Amo avere sempre il massimo. Teresa si è assentata ed è tornata dopo qualche minuto con il bigolo in mano; era color carne, una imitazione perfetta, con delle venature gonfie che lo facevano sembrare proprio a un cazzo vero. Nel vederlo mi sono sentita addosso una scossa percorrere il mio corpo immaginandomi già nuda con quell’uccello incinghiato e fisso alla mia figa. -Eccolo qua…il massimo della tecnologia a disposizione della mia amica Annamaria. Ho guardato il prezzo ma solo per trovare il coraggio di dirle sorridendo -Ancora un po’ e per comprare certi articoli ci andrà un finanziamento… lo posso provare almeno? -Provarlo? In che senso? -So che chiudi a mezzogiorno…dai un giro di chiave e andiamo nell’ufficio a vedere se ne vale la pena di spendere una cifra così importante. Teresa è rimasta un attimo sorpresa ma quando ha metabolizzato la mia proposta mi ha sorriso -Ci sto!!! Non per adularti ma ho ancora vive le emozioni che ho provato quando mi hai scopata l’altra volta. Ha chiuso e siamo entrate nell’ufficio, ci siamo sogliate lentamente, per goderci con calma le visioni dei nostri corpi che si stavano denudando, poi l’ho fatta sedere sulla scrivania, le ho allargato le cosce e ho tuffato la mia testa nel suo triangolo nero di peli; Teresa mi ha accolto con un sospiro intenso e ha cominciato ad accarezzare il mio volto che aveva cominciato a leccargliela; dopo qualche minuto la sua patacca era fradicia, le piaceva godere ad alta voce e accompagnava ogni mio colpo di lingua rivolgendomi degli incitamenti sconci -La lappi che è un piacere, il vino buono sta proprio nelle botti vecchie, la settimana scorsa sono stata a letto con una mia giovane cliente, ebbene mentre me la leccava pensavo a te e quel paragone mi impediva di godere della lingua inesperta di quella lesbichina diciottenne, era tutta rasata e io pensavo a quando avevo leccato quella foresta nera della tua amica e quei ricordi mi toglievano tutta la libidine di quel momento; ora invece la tua lingua mi fa sbrodolare come una porca e sento che fra qualche minuto esploderò nella tua faccia un orgasmo da sballo. La maialina è stata di parola e di lì a poco ho sentito la mia faccia invasa da una vischiosa ondata di umori, ora che era lubrificata al massimo potevo indossare il cazzo nuovo e scoparla; ho regolato in modo perfetto l’aderenza del pistolone alla mia figa e allargandole le gambe come se fosse una vacca da squartare gliel’ho infilato con un colpo secco e deciso che l’ha fatta sussultare. Teresa era tutta un fremito, le ho infilato la lingua in bocca e abbiamo cominciato a slinguarci come due assatanate, finalmente sentivo che stavo sfogando tutte le mie voglie represse in quei dieci giorni di assoluta insoddisfazione. Cercavo di concentrarmi esclusivamente sul farla godere al massimo, sapevo che era l’ultima carta che mi rimaneva e che dovevo giocarmela bene, se anche questo rapporto fosse fallito sarei rimasta senza più nessun partner e obbligata a masturbarmi da sola con i miei pistoloni di gomma, una prerogativa certamente squallida. I suoi rantoli di piacere mi facevano capire però che ero sulla strada giusta, e dopo cinque minuti di trivellamenti ad alta intensità la piccola porcella è esplosa di nuovo ma questa volta con un orgasmo da cazzo e non da lingua. Urlava continuamente “Non fermarti!!!”, segno che era ancora in piena fase di godimento, infatti ha seguitato in una serie di sborrate a raffica che mi hanno fatto capire che la porcella era una multi orgasmica. Ogni suo urlo di piacere era una mia vittoria, non sentivo la fatica e continuavo a scoparla senza mai rallentare, anzi a un certo punto ho sentito una scossa elettrica percorrere la mia passera, una assoluta novità che non avevo mai provato prima, né con Lina né con le inculate ai miei due schiavi persi; così che la mia figa ha cominciato a fremere e sono esplosa anch’io in un orgasmo sconosciuto. Non sapevo come fosse successo, forse l’eccesso di astinenza dal sesso dopo quei due anni in cui ci avevo dato dentro alla grande, so solo che per godermi quell’inedito piacere ho continuato a cavalcare selvaggiamente Teresa e quando mi sono fermata lei era letteralmente esausta, cosa strana per una mezza ninfomane. Siamo state un quarto d’ora immobili, sdraiate una sull’altra su quella scomoda scrivania a riprendere le forze, quando all’improvviso è suonato il suo cellulare che lei aveva posato lì di fianco; ha guardato chi fosse e poi ha risposto…eravamo a venti centimetri sentivo tutto… -Teresa mi sono accorto adesso che non abbiamo più vino, tornando a casa prendine due bottiglie… -Va bene…va bene… -Ma che cos’hai sembra che tu sia andata a correre… -Ho appena finito di scopare… -Sempre voglia di scherzare tu… -Non sto scherzando per niente, ti ricordi quando ti avevo parlato di quell’Annamaria con cui avevo scopato in negozio durante la pausa pranzo e che mi aveva fatta impazzire? -Si! -Ebbene è venuta a comprare uno strap on rivoluzionario e ha voluto provarlo per la clausola “Soddisfatti o rimborsati”…Ernesto è stato fantastico…meglio della volta precedente! -Cazzo!!! Quanto mi piacerebbe vedervi all’opera, invitala a cena da noi, sai che vederti scopare con una donna mi ha sempre attizzato…se è così brava mi farà sbavare e poi potrei magari entrare anch’io in gioco… -Va bene proverò a chiederglielo. Come ha chiuso la comunicazione l’ho guardata stupita -Certo che tu e il tuo ragazzo avete un bel rapporto aperto e moderno… -Ci conosciamo dai tempi delle elementari, non abbiamo segreti, non l’amo ma con lui sto bene, accetta la mia bisessualità e non rompe le palle, l’unica cosa che pretende è assistere ogni tanto alle mie lesbicate, l’hai sentito no? Allora accetti il mio invito per stasera…potremmo scopare ancora senza che lui crei problemi e stavolta in un bel letto comodo. Ero colpita dalla disinvoltura con cui mi aveva invitata a quella inedita avventura, ci ho pensato su qualche secondo e non vedevo cosa ci fosse poi di tanto strano…potevo riscopare quel giovane fiore e poi magari prendere anche l’uccello del suo lui, erano giorni che non assaggiavo un cazzo, per cui ho accettato. Ho ingannato il tempo passeggiando al parco del Valentino e visitando il Museo del Cinema alla Mole Antonelliana, poi alle sette sono andata davanti al negozio ad aspettare Teresa per portarla a casa visto che lei usava il tram. Abitava in una zona dimessa di Corso Giulio Cesare, in una mansarda simile a un forno in quanto batteva il sole tutto il giorno ed era munita solo di un ventolino quasi inutile. Ernesto mi ha deluso immediatamente, si conoscevano ai tempi delle scuole ma dimostrava come minimo dieci anni in più della morettina; più piccolo di lei, molto stempiato e con una pancia caratteristica di chi beve birra a tutto spiano. Faceva il pizzaiolo ed era il giorno di riposo della pizzeria in cui lavorava. Sapeva già che avevo accettato l’invito ed aveva preparato la cena, una pasta al sugo che era quasi immangiabile; mi auguravo che come pizzaiolo fosse migliore. La mia predizione era esatta, durante la cena abbiamo bevuto due bottiglie grandi di birra…una e mezzo scolata da lui… Teresa aspettava una mia mossa, io essendo ospite una sua…così che lei ha rotto il gelo avvicinandosi e infilandomi la lingua in bocca; dopo cinque minuti eravamo nude nel letto. Abbiamo cominciato con un 69 come aperitivo, dopo di che io mi sono messa lo strap e ho cominciato a penetrarla, Teresa aveva predetto tutto il giusto, scopare a letto era tutta un’altra cosa ed Ernesto si era ritirato in un angolo della stanza e non disturbava, era quasi come se non ci fosse. Entravo e uscivo dentro la mia partner con una armonia avvincente e la porcona aveva già cominciato ad aumentare i suoi respiri; a tratti mi fermavo per guardarla e mi sentivo una donna fortunata; avevo scoperto a 65 anni che mi piaceva la figa ed ora avevo sotto di me un fiore di ragazza di nemmeno trent’anni che sbavava per il mio cazzo di gomma. Cercavo di riprovare quel piacere divino che avevo assaporato al mattino e capivo che la morbidezza del materasso non permetteva all’attaccatura dello strap di fregarmi a dovere il clitoride; motivo per cui ho lavorato la mia donna fino a farla venire dopo di che le ho chiesto di mettersi alla pecorina. Teresa ha obbedito immediatamente e io ho ripreso a possederla con passione, ora sentivo quel piacere diverso che a tratti mi dava quelle sensazioni di piacere estremo ma non era ancora come al mattino; guardavo il culo della mia partner e mi convincevo che se l’avessi inculata lo sfregamento sarebbe stato più completo e avrei goduto come un uomo ma non osavo chiederle di darmi il culo: non ero nella mia stanza dei giochi, ero ospite in casa sua. All’improvviso però si è verificato un evento inaspettato, Teresa dopo essere esplosa in un ennesimo orgasmo infoiata al massimo mi ha quasi urlato -Annamaria ti prego infilamelo anche dietro, voglio godere anche con il culo, ti va? Accidenti se mi andava…non avevo osato proporglielo perché lo ritenevo scorretto e invece ora quella troiona mi supplicava di incularla: ho estratto il bigolo dalla sua patacca fradicia, era talmente viscido per i suoi umori che non ho dovuto nemmeno lubrificarle il buchino e sono scivolata senza il minimo sforzo nel suo didietro. Teresa mi ha accolta con un gemito di piacere sfrenato, ha alzato il sedere per prenderselo subito tutto dentro e ha cominciato ad incitarmi -Amica mia sei un portento, ti sento tutta dentro di me, non avere paura, provo solo piacere, pompami più forte che puoi. Le ho immediatamente obbedito e dopo una decina di colpi ho cominciato a incularla selvaggiamente, ora si che sentivo quelle scariche elettriche che invadevano la mia passera eccitata e mi sono scatenata, più acceleravo e più sentivo il piacere irradiarsi in tutto il mio basso ventre; il piacere era sempre più alto e sono esplosa in un orgasmo ancora più appagante di quello provato al mattino. Teresa era una lupa affamata di cazzo e ripeteva all’infinito una sola parola “Si!!!” La temperatura in quella specie di solaio era ora insopportabile ed eravamo ormai madide di sudore, Teresa ha implorato il suo uomo… -Ernesto ti prego, prendi un asciugamano e asciugami la fronte, sono stravolta ma sento che sto per avere un potente orgasmo anale e non posso fermarmi. L’uomo è scattato come una molla e ha cominciato a detergerle prima il volto e poi le spalle, poi gentilmente si è spostato su di me e ha cominciato ad asciugare anche il mio corpo, arrivato ai miei seni ha insistito più del dovuto, il maiale me li tastava e si eccitava a tutto spiano. Non ho detto parola, sia perché era stato fino a quel momento correttissimo sia perché a quel punto ero talmente eccitata che mi sarei presa anch’io una bella dose di cazzo. Teresa nel frattempo ha cominciato a smaniare e a godere col culo -Ci sono…Ci sono…Eccomi…Eccomi…Sto godendo col culo…Sto godendo col culoooooo!!! A quel punto il pizzaiolo è esploso, ha lanciato via l’asciugamano, si è calato i pantaloncini corti e poi urlando “Teresa non resisto più…succhiami il cazzo mentre godi!!! Si è abbassato anche le mutande. Nel vederlo nudo però sono rimasta completamente di sasso, il suo cazzo era una piccola e insignificante appendice microscopica, sembrava una di quelle spolette di filo che si infilano nella macchina da cucire. Si è avvicinato alla sua donna e gli ha avvicinato alla bocca il suo insignificante microcazzo e lei senza battere ciglio glielo ha preso in bocca cominciando a succhiarglielo. Ernesto era rosso come un peperone, con lo sguardo estasiato mi ha guardata e mi ha detto -Scusa il mio ardire Annamaria…ma dimmi se ora accetteresti di farti scopare da me. Non sapevo cosa rispondere, dopo che avevo assaporato il cannone di Cesare nemmeno gli uccelli di Salvatore e Severino, che poi non erano per niente male, erano riusciti a farmi godere; ora pur avendo voglia di cazzo, cosa mai avrei potuto provare con quell’insignificante pistolino. Ho tirato fuori tutta la mia malizia femminile e ho rifiutato la sua offerta con estrema diplomazia -Ernesto mi spiace ma io non sono bisessuale sono lesbica totale, il cazzo proprio non mi interessa e sono ancora vergine a 65 anni!!! L’ometto ha incassato il mio diniego con dignità, credendo alla mia falsa confessione, e ha sfogato la sua delusione sulla sua donna -Succhia Teresa, succhia… dai che sto per venire… Poi con un piccolo gemito ha spinto il bacino contro la sua donna per poi togliere il cazzetto dopo qualche secondo; in un così breve lasso di tempo poteva al massimo aver eiaculato qualche insignificante goccia. Il suo cazzetto ora diventato immediatamente moscio era ancora più ridicolo, nel guardarlo mi tornavano in mente le poderose sborrate di Cesare che quando entrava in azione vomitava sperma in quantità industriale ed ero felice di essermi risparmiata con tanta diplomazia quella inutile incombenza. Ci siamo seduti nudi su tre sedie sul ciglio della porta che dava su un balconcino per goderci dei rari spruzzi di una leggera brezza serale, poi io e Teresa siamo tornate nella camera da letto per rivestirci… la ragazza mentre si infilava le mutande mi ha detto -Ti faccio i miei complimenti… io non ho mai goduto come oggi con una donna, scambiamoci i numeri di cellulare e ogni volta che vorrai giocare con me io sarò per te sempre disponibile. Mentre ci scambiavamo i numeri ne ho approfittato per chiederle una cosa che mi premeva da quando ci eravamo viste -Ti ricordi che mi avevi parlato della contessa Luigia e ti avevo chiesto se potevi farmela incontrare, ebbene ti rinnovo quella mia richiesta. -Annamaria ti chiedo scusa ma di quella cosa me ne ero completamente dimenticata; stavolta però combinerò un vostro incontro, mi ha ordinato un mega cazzo a ventosa che dovrebbe arrivarmi a breve, quando verrà a ritirarlo te lo farò sapere. Ci siamo salutati, Ernesto era sereno, aveva bevuto la mia storiella e non era per niente contrariato, sono salita sulla mia auto che era la mezzanotte, non c’era traffico, Corso Giulio Cesare era quasi deserto, mi sono fermata a un semaforo rosso e ho visto spuntare dall’angolo un trans vestito solo di un ridottissimo body. Si è avvicinato alla mia auto facendo sfilare il suo uccello dal bordo della mutandina per mostrarmi la sua dotazione, aveva un attrezzo di tutto rispetto, ma come ha visto che ero una donna è tornato immediatamente nel suo angolo. Quando è scattato il verde però ho messo la freccia a destra e ho girato nella sua stradina abbassando il finestrino, si è avvicinato di nuovo e ha messo la testa dentro il mio abitacolo, era una mulatta, giovane, bella, con una voce molto femminile mi ha detto -Sei interessata al mio articolo? -Dipende se per assaporarlo basta una modica cifra o devo fare un mutuo… -100 euro in macchina, 200 a casa mia…è qui a duecento metri… -150 e andiamo a casa tua -Di solito odio contrattare, ma è una serata talmente moscia che ti concedo lo sconto, io vado a piedi seguimi lentamente con l’auto, mi chiamo Susi Mentre la seguivo pensavo al perché mi ero infilata in quella squallida vicenda, durante la giornata avevo abbondantemente goduto, perché mai cercavo ancora sesso. La risposta era semplice, avevo voglia di cazzo, era quasi un mese che non lo prendevo, qualche ora prima pensavo di esaudire il mio desiderio e invece mi ero trovata davanti quella budellina microscopica del pizzaiolo; il mio ritorno ai piaceri del cazzo doveva avvenire con un signor uccello e quello di Susi mi aveva immediatamente ricordato quello di Cesare, ecco perché ero lì. Siamo entrate in una villetta molto accogliente, Susi si è spogliata completamente ed è andata in bagno a lavarsi sul bidet, quando si è alzata in piedi era quasi surreale vedere quel corpo perfetto di donna che si asciugava invece un uccello così ben dotato; mi ha chiesto se volevo darmi una rinfrescata anch’io, ho accettato volentieri, da Teresa non mi ero lavata e avevo la figa tutta impiastricciata dagli abbondanti umori che avevo tirato fuori. Siamo poi andate a letto, ci siamo accarezzate per qualche minuto e il cazzo si è immediatamente inturgidito, non sapevo se per una normale prassi professionale o perché aveva gradito le mie carezze; senza che glielo chiedessi mi ha leccato la figa e questo mi ha fatto particolarmente piacere, anche perché era molto brava a farlo, poi si è infilata il preservativo e me lo ha infilato dentro. Nel ricevere quel bel cannolo duro ho provato le stesse emozioni che provavo quando prendevo il cazzo di Cesare per cui mi sono lasciata andare e ho cominciato a godermi quella anomala scopata. Mentre cominciavo a godere mi chiedevo perché provavo piacere mentre con Severino e Salvatore ero rimasta invece insoddisfatta; non capivo se era solo una questione di dimensioni o forse perché stavo pian piano dimenticando la sbandata che mi ero presa per il figlio di Lina. Man mano che progredivamo nella scopata allargavo sempre più le gambe per offrirmi completamente alla mulatta e avevo la sensazione che quella scopata era particolarmente gradita anche da Susi che un certo punto mi ha detto -Se ti va infilami un dito nel culo che mi si indurisce ancora di più e ti faccio godere meglio, sento che sei vicina a venire e mi piacerebbe se esplodessimo insieme… Ho obbedito e dopo le mie titillate al suo buco ho sentito il suo cazzo inturgidirsi di più e aumentare il mio piacere; la scopata era ora all’apice, Susi mi diceva con voce sensuale -Dai godiamo insieme che è bellissimo…dimmi quando stai per venire che ti do l’ultima accelerata. Lo sentivo anch’io che ero vicina a venire, per la prima volta dopo la partenza di Cesare mi stavo gustando un bel cazzo senza rimpiangere il suo, ormai stavo per godere e come ho sussurrato a Susi “Ci sono!" lei ha messo la quarta e siamo esplose quasi in contemporanea in un orgasmo molto intenso. Sentivo le pulsazioni del suo uccello che continuavano a scaricare schizzi intensi, continuavo a lavorargli il culo con il dito medio e lui continuava a gradire la mia opera tanto che senza chiedere il permesso mi ha infilato la lingua in bocca e siamo arrivati alla fine del nostro orgasmo limonando. Quando si è tolto da sopra di me si è sfilato il preservativo e lo ha infilato in un sacchettino di cellophane, il cilindro di lattice non riusciva quasi a contenere tutto lo sperma che aveva eruttato, altro che le due goccioline del pizzaiolo. Poi si è sdraiata al mio fianco dicendomi -Ti spiace se fumo, dopo aver scopato non posso farne a meno… -Fai pure, non ho niente in contrario. Mentre fumava, guardando il fumo che saliva verso il soffitto mi ha detto ancora -Raramente godo così intensamente con un cliente, non so cosa mi sia successo stasera… -Sei richiesto spesso da donne come me? -No, mi capita raramente, la maggior parte dei miei clienti sono uomini, maschi di ogni età, dal vecchio bavoso al ventenne arrapato, persone che cercano però solo il loro piacere personale, ma in fondo è giusto così… pagano per quello. Tu invece stasera hai scopato cooperando anche per il mio piacere, è per quello mi sono lasciata andare. Riflettevo sulle sue parole, doveva essere una persona molto sensibile e il discorso mi interessava -Quando ti prendono dietro cosa devono fare per farti godere sul serio -Devono essere belle persone, ma non solo esteriormente anche interiormente…non trattarmi come carne da macello ma come una persona che vorrebbe avere una sua rispettabilità nonostante il lavoro che fa; in Brasile sono stata stuprata anche dai poliziotti a cui avevo denunciato le violenze che subivo. E tu perché stasera sei venuta con me? L’ho guardata a lungo, aveva un corpo bellissimo, sia come donna che come uomo; si era aperta con me pur non conoscendomi, senza sapere il motivo per cui lo facevo gli ho raccontato brevemente la mia storia di come sono diventata iena; lei mi ascoltava attenta quasi a bocca aperta per la sorpresa. -Quindi tu riesci godere scopando come se fossi un uomo? -Non sempre, ma se sono stimolata nei punti giusti sì! -Noi ci assomigliamo in molto; questo tuo cazzo ce l’hai dietro? -Si, ce l’ho nella borsa. Dopo una lunga riflessione mi ha detto -Mi piacerebbe vederti mentre lo indossi… Ho accettato, quando mi ha vista nuda con il cazzo in mezzo alle gambe ha sgranato gli occhi -Sei fantastica! -Leggo nel tuo sguardo che ti piacerebbe farti prendere. -Si! è una esperienza che non ho mai vissuto… In me si era già inserita la personalità di Iena, anche per me sarebbe stata una esperienza nuova -Dammi del gel lubrificante…ne avrai sicuramente… Ha voluto ungermelo lei, lo lubrificava con tutta la sua esperienza accarezzandolo con grazia, come se fosse un cazzo vero; poi si è messa a quattro zampe e mi ha sussurrato “Prendimi, sono tua!!!” Gliel’ho infilato con studiata lentezza, amavo sentire il suo gemito di piacere che aumentava man mano che il mio bigolo gli entrava dentro… sentivo che la iena sola e depressa stava finendo di piangersi addosso e aveva cominciato a rivivere momenti di estremo piacere. Susi all’inizio si godeva il cazzo in silenzio poi ha cominciato però a carburare -Annamaria sei fantastica… sai alternare perfettamente il ritmo con cui pomparmi…è come se tu sapessi in anticipo quando amo la dolcezza e quando la decisione estrema… Pian piano cominciavo a sentire quelle scosse elettriche che mi avrebbero portata a sborrare come un uomo, per intensificare il loro livello sentivo che dovevo accarezzare quel corpo che stavo violando. Ho cominciato a stringergli le spalle per spingerla maggiormente contro di me al fine di poter sfregare con maggior intensità l’attaccatura dello strap contro la mia passera, poi ho cominciato a palpargli le tette, sode e invitanti con i capezzoli che sotto le strette delle mie dita si inturgidivano sempre più, infine gli ho preso il cazzo in mano; nonostante fosse venuto abbondantemente solo mezz’ora prima era di nuovo molto turgido e mi pulsava ininterrottamente in mano, è stata quell’emozione a scatenare il mio orgasmo…mentre godevo menavo quel randello alla massima velocità così quando anche Susi ha cominciato ad ansimare per il piacere il suo uccello ha ripreso a sborrare schizzi intensi, portentosi, imponenti. Quando esauste ci siamo staccate le lenzuola erano completamente inzuppate di sperma denso e bollente. Ci siamo lavate a turno, mi ha offerto un drink, erano le tre di notte, dovevo rientrare e l’ho lasciata, le ho allungato tre biglietti da 50 euro, Susi mi ha guardata stupita -Non voglio soldi da te, questa è stata una notte d’amore, notti che vivo raramente e che proprio per questo mi impedisce di accettare il tuo denaro; fai conto che ci siamo incontrate in un locale, ci siamo piaciute e siamo finite a letto. Annamaria ti lascio il mio numero di cellulare, sai chi sono e dove abito, se ti andrà di vedermi per passare qualche ora con me cercami e io ci sarò. Mi ha dato un suo biglietto da visita, ma prima di uscire da casa sua ci siamo baciate con un intreccio di lingua da sballo; mentre tornavo a casa sull’autostrada deserta ero euforica, ventiquattro ore prima ero uno straccio, ora avevo scopato due giovani puledre e avevo preso un cazzo di prima categoria. Il ricordo di Cesare pian piano stava svanendo, la contessa Luigia poteva ora farmelo completamente dimenticare.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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