Prime Esperienze
Al Bacio di Venere - 1 parte
15.12.2025 |
3.794 |
10
"Non feci in tempo ad allungare una mano verso il pube di Claudia che due uomini arrivarono nell’idro..."
Ne avevamo parlato un milione di volte. La maggior parte di queste più per scherzo o per provocarci reciprocamente. Molto spesso ce lo sussurravamo nell’orecchio quando facevamo l’amore, e non avevo mai colto quanto questo scaldasse per davvero mia moglie. Poi però finiva tutto lì. Che fosse uno scherzo, una battuta tra amici o una parola provocante mentre ero in lei.Quella sera però le parole di Claudia non rientrarono in nessuna di queste categorie. Sorseggiava il suo vino bianco seduta sul divano accanto a me. La sua mano si poggiò sulla mia gamba.
“Amore? Ultimamente penso sempre più spesso a quanto sarebbe eccitante andare a visitare insieme uno di quei locali per coppie…”
La partita sullo schermo svanì. Mi voltai verso di lei incredulo.
“Cosa?”
“Hai capito bene! Mi piacerebbe andare a vedere cosa succede in uno di quei locali di cui abbiamo tanto parlato”
Tanta fu la sorpresa che le risposi nel modo più stupido possibile.
“Quando?”
Claudia rise arricciando il naso in quel modo che mi faceva impazzire.
“Ma che domanda è? Chiedimi casomai perché o… che ne so dimmi che son matta!”
Non appena riuscii a riprendermi dalla sorpresa, scoprii che mia moglie non stava assolutamente scherzando.
Posò il bicchiere sul tavolo del salotto e si alzò in piedi lasciandomi nelle narici il suo buon profumo.
“Ne abbiamo parlato un sacco di volte, e so benissimo che anche tu saresti molto curioso. È da qualche giorno che ci penso molto di frequente, perché non mi fai una sorpresa e mi ci porti davvero? Anzi facciamo così: fissiamo un giorno, così non abbiamo scuse!”
Non mi dette neanche il tempo di fare il marito geloso, o quello timido.
“Venerdì prossimo! Lasciamo i ragazzi dai nonni con la scusa del fine settimana alle terme!”
Mentre mi spiegava il suo piano camminava nervosa per il salotto, tormentandosi una ciocca di capelli con le dita. Claudia lo fa sempre quando è concentrata.
“Giovedì dopo lavoro vado dall’estetista, vedrai che mi faccio trovare pronta” fece l’occhiolino “Stupiscimi Alessio! Scegli tu il posto. Che ne dici?”
Quando abbozzai un timido ok, mi abbracciò e tutta contenta mi baciò.
Trascorsi tre giorni interi alla ricerca del locale perfetto. Visitai un’infinità di pagine, scorsi chilometri di social, lessi centinaia di recensioni. Senza trovare niente di proponibile a Claudia. L’ultima cosa che volevo era portarla in chissà quale buco rancido o peggio ancora in quei locali fantozziani dalla clientela viscida. Sarò stato un brocco io, ma tutti i locali nel raggio di due ore di macchina sembravano essere esattamente quello che non stavo cercando. “Locale poco frequentato e molto sporco”, “uomini soli che importunano”, “di coppie nemmeno l’ombra”, “stanze maleodoranti”… I giorni passavano e sembrava davvero che la nostra serata fosse destinata a naufragare malamente.
Finché un pomeriggio mi imbattei in un forum in cui si parlava di un nuovo locale nel centro di Bologna. Gli utenti erano tutti piuttosto concordi nel riconoscere che questo “Bacio di Venere” fosse molto pulito e con una clientela discreta. In molti celebravano la bellezza dei locali adibiti a spa e non mancava neanche qualche sparuta opinione sulla parte privé. Visitai la pagina Instagram (e fui sollevato nel vedere che non fosse seguita da nessun mio conoscente!) e monitorai il forum per un paio di giorni ancora.
Giovedì sera, mentre ci preparavamo per andare a letto, Claudia mi chiese sottovoce se avessi trovato qualcosa per l’indomani. Le sorrisi dalla porta di camera, guardandola mentre si toglieva i pantaloni. Quando ripeté la domanda, entrai e chiusi la porta.
Si sdraiò sul letto, le lunghe gambe nude che scivolavano sulle lenzuola. Mi guardava mentre si mordicchiava maliziosa il dito indice.
“Domani andiamo a farci baciare da Venere!”
I suoi occhi si spalancarono dalla sorpresa. L’indice lasciò il suo sorriso per scorrere verso le sue mutandine.
“Oh… non vedo l’ora di mostrare questo a Venere allora!”
E le scostò un poco, mostrando il suo pube ben rasato. Feci un passo verso di lei, ma si ricoprì e puntò lo stesso indice verso di me.
“No caro! Ci sono i ragazzi, e devi tenerti in forma per Venere!”
L’indomani, sistemata la prole dai genitori di Claudia, entrammo in autostrada alla volta di Bologna. Mia moglie era tutta un fremito. In pausa pranzo ci eravamo sentiti e le avevo spiegato tutto per filo e per segno. Il locale, essendo sia spa che privé aveva un dress code molto flessibile. Non era necessario l’abito elegante, ma si poteva comunque indossare qualcosa di provocante. Claudia mi disse di non preparare niente, che ci avrebbe pensato lei e che aveva una sorpresa per me.
Mentre sfrecciavamo sull’Appennino mi chiese:
“Ma quindi è una serata per sole coppie?”
“Non proprio. O meglio, se ho ben capito l’accesso al privé è consentito alle sole coppie o a uomini e donne accompagnati da coppie”
“Ma sei sicuro?”
“No. È la prima volta anche per me…”
“Ok chiederemo”
Lasciammo l’auto in un parcheggio poco lontano dal locale e passeggiammo mano nella mano sotto i portici. Sentivo l’emozione crescere man mano che ci avvicinavamo all’ingresso.
“Amore, ma se il locale ha la porta sulla via come facciamo a entrare?”
“Che c’è Alessio? Ti fai prendere dal panico ora? Piuttosto stai attento che ti scivola lo zaino… ci sono i miei vestiti dentro!”
Guardai lo zainetto che Claudia aveva preparato. Era talmente piccolo che non capivo come potessero esserci dentro degli abiti per due persone.
“E se… e se trovassimo qualcuno che conosciamo?”
“Lo salutiamo!”
“Dai! Fai la seria! Se troviamo nel locale qualcuno di nostra conoscenza? Che facciamo?”
“Se è bello? Me lo scopo!” Rispose ridendo.
Un piccolo cartello appeso alla parete indicava con una freccia l’ingresso al Bacio di Venere. Una viuzza stretta, resa ancor più claustrofobica dai lavori in corso, tagliava i portici all’improvviso. All’interno, seminascosta dal cantiere, l’insegna del locale ci attirava con magnetica malizia. Gettai un rapido sguardo, poi strinsi la mano di Claudia e ci gettammo nella viuzza.
Una ragazza dalla capigliatura afro e due splendidi occhi nocciola ci accolse al bancone con un sorriso luminoso. All’ingresso sembrava non esserci nessun altro.
“Buonasera, benvenuti al Bacio di Venere! È la prima volta che venite qui?”
Claudia le rispose con un filo di voce. Era una leonessa, ma aveva anche lei un bel po’ di emozione dentro di sé.
La ragazza ci illustrò il locale con gran professionalità, soffermandosi a elencare le attrazioni della spa. Poi con grande abilità e senza scadere nella volgarità passò a parlare dell’area giochi, ricordandoci che tutto era concesso a patto che fossimo d’accordo. Infine ci disse che in caso di bisogno potevamo chiedere a lei o ai colleghi all’interno del locale.
“C’è molta gente stasera?” Chiesi.
“Beh, c’è già un po’ di movimento. Ci son già una dozzina di coppie e qualche singolo. Generalmente quando facciamo questo tipo di serate arriviamo a far entrare circa duecento persone. Vogliamo fare la tessera?”
Ebbi un attimo di esitazione quando la ragazza ci chiese i documenti. Lei fu abile a leggere il mio imbarazzo.
“È per una questione di sicurezza. Dovrebbe essere preoccupato se non glieli chiedessi!”
Claudia mi guardò, anche lei era un po’ esitante, poi annuì con la testa e allungò il suo documento sul bancone.
Completata la registrazione, la ragazza ci indicò gli spogliatoi.
“Non dimenticatevi di prendere la chiave dell’armadietto e di tenerla sempre con voi. Ah dimenticavo… Questi sono i vostri braccialetti. Uno per lei, uno per la signora e uno per l’eventuale ospite.”
“Braccialetti? Ospite?”
“Sono spiacente, mi sono dimenticata. Stasera l’accesso al privé è riservato alle coppie. Ci sarà un addetto all’ingresso al quale mostrare il braccialetto ogni volta che entrate e uscite. Tuttavia, se in zona spa o al bar vi capita di incontrare qualcuno di vostro gusto, potete dargli o darle il terzo braccialetto. I braccialetti che vi ho dato hanno dei simboli uguali tra loro. Questo significa che la persona che vorrete portare nell’area giochi sarà sotto la vostra responsabilità. In caso di problemi, provvederemo ad allontanare tutti e tre dal privé.”
Guardai i braccialetti. Su tutti e tre c’erano stampate delle note colorate. Claudia ne indossò due e mi passò il terzo.
Entrammo nello spogliatoio, una grande stanza con una parete di armadietti e una lunga panca nel mezzo a separare l’accesso ai servizi igienici e alla porta di ingresso dell’area spa.
Un ragazzo e una ragazza stavano sistemando le loro cose in uno degli armadietti. La ragazza, dai lunghi capelli castani e dal fisico minuto, indossava un bikini microscopico che le evidenziava il fondoschiena perfetto. Il ragazzo, vestito solo di tatuaggi, gettò un’occhiata a Claudia che rispose con un sorriso. I due chiusero l’armadietto e si diressero verso l’ingresso. Gettai un’ultima occhiata ai due, più per guardare di nuovo il sedere alla ragazza che per altro. Claudia mi colse in fallo.
“Tanto non te la darà mai. Avrà vent’anni. Ha degli standard più… tatuati!”
Claudia aprì lo zaino e mi porse il mio outfit. Infradito e un pareo nero.
“Un pareo? E io dovrei entrare in acqua col pareo?”
Claudia rise. “Ho mai detto questo?”
“Scusa amore ma…”
“Alessio, hai capito dove siamo? Hai visto il tatuato un minuto fa? Per stare in acqua il pareo non ti serve. E nessuno si scandalizzerà quando entrerai in acqua nudo. E ti dirò di più: se sarai davvero bravo e convincente, non ti servirà neanche nell’altra stanza!”
Mi spogliai completamente e mi avvolsi il pareo in vita, mentre Claudia iniziava a mostrarmi la sua mise per la serata: indossando un tanga molto succinto e avvolgendosi in vita un provocante abitino a rete. La veste, chiusa sul davanti da un piccolo fiocco, le copriva maliziosamente il seno e diventava via via più trasparente scendendo al ginocchio. I suoi sandali col tacco preferiti completavano lo spettacolo.
“Stasera non lasciamo niente di non detto eh?”
“Da cosa lo hai intuito? Dal mio abito trasparente, dai tacchi o dal perizoma? Dai che è giunto il momento! Entriamo?” Mi porse la mano.
Nel frattempo due coppie erano appena entrate nello spogliatoio e ci stavano fissando con interesse.
Claudia aprì la porta e un profumo di incenso ci accolse in una grande sala dalle calde luci soffuse. Al centro, in mezzo a due file di piante, dei gradini si immergevano in una grande vasca dalla forma irregolare. Riuscii a scorgere delle persone immerse in acqua, lambite dalle piccole onde probabilmente causate da un idromassaggio acceso chissà in quale angolo.
Attorno alla grande vasca, alcuni lettini e tre grandi baldacchini, cinti da tende semitrasparenti su ogni lato. C’era un po’ di movimento attorno a noi, ma l’emozione non mi faceva mettere a fuoco e mi toglieva completamente la lucidità. Probabilmente sembravo anche ridicolo, con quel pareo legato in vita.
Claudia invece si muoveva con un sorriso stampato sul volto. “Che bello amore! Chissà se c’è anche la zona sauna?” Sembrava in un parco giochi.
Ci sedemmo su dei lettini a bordo vasca e ci guardammo attorno. Notammo qualche timida effusione scambiata a pelo d’acqua e scambi di carezze dietro alle tende di un baldacchino. Non era niente di differente da una spa tradizionale e lo dissi a bassa voce.
“E che ti aspettavi? Di trovare un carnaio subito dietro la porta? Qui è dove costruisci la tua serata… uno sguardo, un sorriso, uno sfiorarsi…”
“Claudia ma tu sei sicura che questa sia la tua prima volta in un posto del genere?”
Mia moglie sorrise e mi fece un pizzicotto. “Stupido, guarda che oramai ho quarantadue anni, lo so come gira il mondo!”
Una bellissima donna uscì dalla vasca, vestita solamente dell’acqua che le scivolava sulla pelle. Si pettinò i biondi capelli all’indietro con le mani, mostrandoci il generoso seno. Attese il compagno a bordo vasca, poi sfilarono accanto a noi sparendo dietro a un baldacchino. La donna fissò Claudia con uno sguardo carico di passione, squadrandola da capo a piedi. Mia moglie, del tutto nuova a questo tipo di attenzioni, arrossii imbarazzata.
“Meno male sapevi come girava il mondo, eh?”
“Stupido - si alzò in piedi - è molto caldo qui, perché non entriamo un po’ in acqua?”
Detto questo, si slacciò la veste, lasciandola cadere leggera sul lettino. Rimase in piedi davanti a me, il perizoma tracciava il contorno delle sue forme mentre io profumo della sua pelle mi inebriava.
Mi alzai e mossi un passo verso la vasca. Claudia mi fermò mettendomi una mano sul petto. Con lo sguardo indicò la mia vita. Sciolsi il pareo con un po’ di imbarazzo e lo poggiai accanto al suo vestito. La presi per mano e lentamente ci lasciammo avvolgere dal caldo abbraccio dell’acqua.
Ci sedemmo nell’angolo dell’idromassaggio. Claudia stese le sue gambe sulle mie, la strinsi a me con un braccio. Davanti a noi, la coppia incontrata nello spogliatoio era impegnata in un gioco che lasciava poco spazio all’immaginazione. Il ragazzo tatuato sedeva a braccia larghe, la testa poggiata sul bordo della vasca come in estasi. La ragazza bruna stava sopra di lui muovendo piano il bacino. Rivolta di schiena al compagno, il suo sguardo passò sopra alle nostre teste, come a fissare un punto nel vuoto.
Claudia si avvicinò a me “Credi che stiano…?”
“Non lo so… ma si può fare in acqua?”
“Prova ad andare a chiederglielo, vediamo cosa ti rispondono”
“Scema! Lei è veramente bella però”
“Ah si? Fammi vedere un attimo” la mano di Claudia scivolò sotto al pelo dell’acqua, le sue dita carezzarono il mio basso ventre, chiudendosi attorno al mio pene che, colpa o merito della giovane coppia, non rimase indifferente alla danza sensuale.
“Ehi, sembra che ti piaccia davvero - la mano di Claudia iniziò a muoversi lenta lungo l’asta, nascosta dalle bolle dell’idro - non hai davvero perso un secondo, eh?”
Non risposi ma cercai la sua bocca per un lungo bacio che lei accolse con un profondo respiro, stringendo ancor di più la sua presa su di me.
Intanto la ragazza bruna si era voltata verso il compagno, continuando la sua lenta danza.
Non feci in tempo ad allungare una mano verso il pube di Claudia che due uomini arrivarono nell’idro. Mia moglie sembrò non esserne turbata, ma sentì il mio imbarazzo tra le sue mani.
“Ciao, possiamo sederci?” Uno dei due uomini, un bel ragazzo sulla trentina, ostentava la sua eccitazione facendola spuntare da sotto l’acqua, cercando l’attenzione di Claudia.
Mia moglie spostò lo sguardo da quel glande che fendeva l’acqua al volto dell’uomo “A dire il vero io e Alessio non stiamo cercando compagnia ancora” Uno dei due si voltò di scatto e andò a rivolgere la stessa domanda alla coppia di fronte che, per tutta risposta, scattò in piedi e uscì stizzita dall’idromassaggio.
L’uomo eccitato rimase a fissare Claudia, toccandosi il membro “Se mi inviti al piano di sopra magari cambi idea sulla compagnia, che ne dici?”
“Alessio, usciamo per favore” Claudia si coprì il seno con la mano e si allontanò.
L’uomo la guardò allontanarsi poi si rivolse a me “Quando vengono qua la prima volta fanno sempre così, poi le trovi al piano di sopra a fare le peggio cose”
Gli dissi di lasciarci in pace e raggiunsi mia moglie che nel frattempo si stava asciugando con dei morbidi teli messi a disposizione dal locale. Mi passò un asciugamano con veemenza, l’incontro in acqua era stato una doccia fredda per tutti e due ed aveva messo un secco stop al gioco provocante innescato da Claudia.
Lo confesso, ho temuto mi chiedesse di andar via. Fortunatamente, mentre finiva di asciugarsi le gambe mi disse “Beviamo qualcosa? Ho bisogno di buttar giù questo incontro inatteso”
Ci spostammo al bancone, dove un giovane barman ci servì due calici di freddo prosecco. Brindammo a noi, alzando i bicchieri. Una coppia seduta poco lontano da noi si unì al nostro brindisi e noi, un po’ impreparati, ricambiammo il gesto.
Dicevano di chiamarsi Fausto e Adriana, bolognesi sulla cinquantina. Lui avvolto in un morbido accappatoio blu, volto spigoloso incorniciato dai capelli perfettamente pettinati all’indietro. Lei una donna generosa, capelli neri corti, splendidi occhi azzurri, forse resi un po’ sgraziati dal pesante trucco. Adriana indossava un completo a rete aperto sul davanti che evidenziava le sue forme morbide. Erano clienti abituali, ci dissero, non passava mese senza che spendessero almeno due o tre serate al Bacio di Venere.
“Se dopo volete salire su, anche solo per dare un’occhiata, magari chiamateci che andiamo insieme” disse Adriana. Claudia ringraziò in modo poco naturale. Bruciato bruscamente il suo ardore nella vasca idromassaggio, Claudia cercava adesso di rientrare nel gioco con molta, forse troppa, cautela.
“Beh, noi andiamo a farci un bel bagno turco” disse Fausto posando il bicchiere. “Se anche a voi piace il vapore… sapete dove trovarci”
Si allontanarono mano nella mano lasciandoci ai nostri bicchieri.
“Che ne dici? Ci facciamo un giretto al bagno turco?”
Claudia tacque e buttò giù un sorso. Poggiò il bicchiere sul bancone e disse “Ok, ma se la cosa degenera ce ne andiamo, promesso?”
“Certo! Hai la mia parola!”
Il cartello sulla porta della stanza del vapore non lasciava spazio all’interpretazione: “zona naturista”. Lasciammo le nostre cose appese fuori, io il mio pareo e Claudia la sua veste trasparente. Indugiò un po’, poi si abbassò il perizoma mostrandomi il suo pube liscio, fresco di visita dall’estetista. Lo slip cadde alle sue caviglie.
Entrammo in una soffice nuvola profumata. La penombra rendeva quasi impossibile orientarsi. Camminammo con cautela fino al fondo della sala, dove ci sedemmo l’uno accanto all’altra, non prima però di aver bagnato con un doccino la seduta. Nella fitta coltre di vapore, l’unico segnale di un’altra presenza era un suono liquido, probabilmente un appassionato bacio, o forse qualcosa di più. La prima a percepire questa presenza fu Claudia, che si strinse a me, cercando di scorgere una presenza nella fitta nebbia.
Restammo ad ascoltare il suono per qualche minuto. Lo sentimmo interrompersi e poi riprendere più vicino a noi. Ad un tratto, questo misterioso bacio fu accompagnato da un lieve gemito musicale, un dolce vocalizzo femminile che comparve nella nebbia in modo molto discreto. “Accidenti!” Disse Claudia.
“Proviamo ad avvicinarci? - le chiesi - magari sono i due del bar?”
Seguendo la seduta piastrellata ci spostammo di un paio di metri verso quella che credevamo l’origine del suono. Piano piano, dalla bianca nube emerse un profilo, una forma in movimento che si incarnò in tre figure, velate dai vapori e dalle fragranze della stanza.
Adriana se ne stava seduta con la schiena poggiata alla parete. Inginocchiato tra le sue gambe, Fausto le praticava del sesso orale. La terza figura, a noi ancora ignota, stava in piedi accanto ad Adriana, dandoci le spalle. Ci avvicinammo ancora un po’ e notammo un inequivocabile movimento del braccio della donna.
“Alessio ma le sta facendo una…”
Fausto ci sentì e si interruppe. Adriana guardò prima il marito, poi si voltò verso di noi, salutando con la mano. La terza figura si voltò verso di noi.
“Ben arrivati!” Disse Fausto, poi si allungò verso l’alto, cercando la bocca della compagna. Si baciarono a lungo. La terza figura intanto si accasciò lentamente e prese il posto di Fausto tra le gambe della donna, che riprese a gemere in quel modo così ammaliante.
Il gioco riprese, con Fausto voltato verso di noi, a far bella mostra del suo membro carezzato con voluttà dalla mano di Adriana.
Dalla coltre di vapore emerse una nuova coppia che si posizionò tra noi e il terzetto. La donna, lasciò accomodare il compagno, poi si sedette a cavalcioni su di lui, iniziando una danza lenta e inequivocabile. Il canto di Adriana fu accompagnato ben presto da un’altra voce.
“Alessio, questi due - abbassò ancora più la voce - stanno facendo sesso a un centimetro da noi! Se allunghiamo una mano li tocchiamo!”
Inutile dire che io mi stavo eccitando in un modo incredibile e la mia erezione era senza dubbio più di una semplice prova.
“Allora direi che dobbiamo allungare la mano!”
“Ma sei scemo?”
“Credi che ci denuncino?” Scherzai
“Scemo! Cosa facciamo?”
I due sconosciuti aumentarono l’intensità della loro danza. Dietro di loro, Adriana accoglieva tra i suoi seni il membro di Fausto.
Claudia aveva tirato su sulla seduta una gamba. Con la mano si carezzava delicata il basso ventre, mentre con l’altra mi cingeva il petto.
“Ehi, che fai? Ti stai eccitando per caso?”
Non rispose, ma si lasciò andare piano all’indietro, nella stessa posizione di Adriana, offrendomi lo spettacolo della sua figa che si apriva piano, carezzata dalle sue dita. Mi abbassai per apprezzarla più da vicino, le sue dita afferrarono la mia nuca spingendomi verso di lei. Una terza voce entrò prepotentemente in quell’insolito concerto.
“Noi ce ne andiamo al piano di sopra” la voce di Fausto alle mie spalle mi riportò alla realtà. Teneva per mano la compagna che, a sua volta, stava mano nella mano con lo sconosciuto. Sparirono nella nebbia della stanza.
Dietro di me, la coppia continuava a scopare con la stessa forza, nella solita posizione che mi offriva una eccezionale visione di quelle forme perfette che sobbalzavano ritmicamente, sorrette solo dalle braccia muscolose dell’uomo sotto di lei.
Mi abbassai nuovamente verso Claudia, ma notai che qualcosa l’aveva distratta. Fissava preoccupata oltre la sua spalla sinistra dove, a nemmeno un metro di distanza, una figura maschile stava a osservare lo spettacolo toccandosi il membro.
Quando incontrò lo sguardo di Claudia, l’uomo si fece avanti. La sua erezione emerse dai vapori, torreggiando a una dozzina di centimetri dal volto di mia moglie. L’uomo si toccò ancora per qualche secondo, poi rimase immobile, le mani sui fianchi.
“Alessio? Che si fa?”
Tutta l’intraprendenza di Claudia, il desiderio di scoprire la trasgressione, di camminare dentro questo luogo di perdizione, la sua preparazione a questa serata… tutto questo giunse a un punto di arresto, un momento cruciale in cui tutto poteva sparire in un istante o amplificarsi in qualcosa di ignoto e straordinariamente affascinante.
“Che faccio?”
Dietro di me, la ragazza gridò il suo piacere, squarciando il silenzio di quel luogo così misterioso. Chiamò per nome il compagno due volte, per poi continuare a goderne la presenza rallentando il suo ritmo, respirando profondamente.
Sorrisi a Claudia e mi abbassai nuovamente. Quando la mia bocca toccò la sua vagina umida, sentii il suo corpo vibrare sotto di me. Mi feci strada sulla sua carne con la lingua, assaporando i suoi umori, indugiando sul suo clitoride. Continuai per un tempo indefinito, guidato dalla presa delle sue dita sulla mia nuca. Quando alzai lo sguardo verso di lei, vidi che con l’altra mano stava masturbando lo sconosciuto.
Claudia stringeva il cazzo di un altro uomo con la sinistra, scorrendo lungo la sua asta con movimenti lentissimi verso il basso, salvo poi risalire verso il glande con un maggior velocità. E poi di nuovo verso il basso, e ancora e ancora. L’uomo, sempre le mani sui fianchi, si era avvicinato un altro po’ e sospirava forte, sottomesso al ritmo di Claudia.
Osservai rapito la scena, continuando a stuzzicarla con le dita, godendo nel vederla fremere e fissare con passione il membro di quello sconosciuto. Ad un tratto, qualcosa risalì dalle mie palle, scorrendo lungo l’asta del mio pene in erezione.
Claudia iniziò a stuzzicarmi usando i suoi piedi. Nel momento in cui mi alzai, si strinsero attorno al mio cazzo, avvolgendolo. Con lenti movimenti delle caviglie, Claudia mi dette il piacere, senza perdere di vista lo sconosciuto che, nel frattempo, aveva rilasciato le braccia come se qualcosa dentro di lui stesse ardendo con vigore.
La coppia accanto a noi si alzò, due mani sconosciute spuntarono da dietro ed iniziarono a esplorare i miei fianchi. Intanto l’uomo andò a sedersi accanto a Claudia e le carezzò una spalla.
I piedi di mia moglie allentarono la presa su di me, mentre lo sconosciuto già nelle mani di Claudia andò anch’egli a sedersi.
Davanti a me, Claudia stava seduta tra due uomini e veniva dagli stessi carezzata. Le loro mani esploravano il corpo di mia moglie, scivolando dalle spalle, toccando il suo seno, finendo sempre più giù.
Quando una delle mani si spinse oltre, Claudia serrò le gambe e disse indicandomi “Questa qui è solo sua” I due uomini mi guardarono, uno di loro disse che ero fortunato. Dopodiché, Claudia allungò le mani sui due uomini, ne percorse il torace bagnato dal vapore, ne afferrò i membri turgidi e iniziò a masturbarli lentamente, con la stessa cura che era spettata al primo uomo poco fa. Mentre lo faceva, i due uomini le baciavano il collo e lei mi fissava con profonda voluttà.
Nel frattempo, le mani che percorrevano il mio corpo, appartenenti alla ragazza che stava facendo sesso col compagno pochi minuti fa, trovarono il mio pene. La donna iniziò a masturbarmi stringendomi forte e carezzandomi le palle con l’altra mano.
“Ti piace? Ti piace guardare tua moglie che gioca con altri cazzi?” Una voce femminile sussurrò al mio orecchio, poi lo mordicchiò. Voltai di scatto il collo verso di lei e la donna si ritirò indietro.
“Ora non ti allargare” dette due colpetti col palmo della mano alla mia asta “direi che tutto sommato non puoi lamentarti, che ne dici?”
Annuii in silenzio. Ricominciò il suo lento su e giù, la mano ben stretta attorno alla mia carne. Si riavvicinò a me e sentii le sue forme sulla mia schiena e il suo respiro caldo sul collo.
Claudia intanto fissava i suoi due partner, giocando a lanciar loro sguardi sensuali, senza interrompere quel suo ritmato movimento dei polsi. Uno dei due uomini disse qualcosa, lei non capì e si avvicinò con la testa. L’uomo ripetè e Claudia sorrise, poi fece di no con la testa e disse “Però posso fare questo”
Si abbassò un poco con la testa verso il glande dell’uomo. Quel gesto mi provocò un capogiro, non ero pronto a vederla fare una cosa del genere. Ok, stava manipolando i membri di due perfetti sconosciuti, ma non mi sentivo ancora pronto a vederla praticare del sesso orale. Il movimento della testa si fermò a una dozzina di centimetri dal cazzo dell’uomo e un filo di saliva scese dalla bocca di Claudia a toccare il glande paonazzo e turgido di quello sconosciuto. L’uomo gemette di piacere, aumentando di intensità quando la saliva colò in basso, invischiando la mano di Claudia.
“Mi sembra un bel giochetto. Che ne dici se ci proviamo anche noi?” Disse la voce.
Non ebbi neanche il tempo di rispondere. La testa della donna spuntò alla mia sinistra e si abbassò sul mio basso ventre. Potevo sentire il suo respiro sul mio cazzo. Un lungo rivolo di saliva colò sulla mia erezione e un istante dopo mi fu spalmato sul glande dalla sua mano, con ampi movimenti circolari. La donna sparì nuovamente dietro di me, continuando a farmi sentire la sua pelle sulla mia schiena e a massaggiarmi con passione.
Inutile dire che Claudia riservò lo stesso trattamento anche all’altro partner, che apprezzò come e più del precedente. Quando ebbe finito, tornò su con la testa e mi lanciò il più bello dei sorrisi, che contraccambiai con un po’ di fatica, dato che la mia sconosciuta ancella stava affondando con ancor più vigore la sua mano su di me.
Claudia aumentò il ritmo su entrambi gli uomini, completamente persi nella morsa del piacere. Le sue mani scivolavano in movimenti semicircolari lungo la loro rispettiva dotazione. Prima uno, poi altro, raggiunsero uno spettacolare orgasmo schizzando in aria caldi fiotti di seme che ricaddero sulle mani di Claudia e sui loro addomi. Mia moglie rallentò mentre lo sperma le colava tra le dita e lungo i polsi. Quando finalmente mollò la presa, i due uomini le baciarono il seno e il collo, ringraziandola per la cura e facendole i complimenti. Anche la donna dietro di me mi liberò, sussurrando “Vai, vai pure dalla tua bella”.
Mia moglie era di fronte a me, il sorriso imbarazzato e una luce nuova negli occhi. Teneva le mani imbrattate davanti a sé, le palme rivolte verso l’alto. La donna misteriosa le sfilò davanti, si abbassò sulla mano destra e le leccò dolcemente le dita e il palmo della mano. Dopodiché le baciò la guancia e andò a sedersi in grembo allo stanco compagno.
“È stata una cosa… micidiale! Non pensavo avrei mai trovato il coraggio di… amore cosa stai pensando?”
La baciai e le dissi che era bellissima, che la bramavo, e che sarei stato per ore a osservarla comandate quei due corpi senza faccia e nome.
“Adesso tocca a te. Come ho detto a quel birichino, c’è una cosa che è solo tua… e se non sbaglio tu ancora non sei in questa condizione” sorrise mostrandomi le mani appiccicose.
“Non sbagli, ma ha saputo tormentarmi a modo la signora!”
“Andiamo a darci una rinfrescata, poi ti faccio vedere io di cosa sono capace stasera”
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