Scambio di Coppia
Un’amica ritrovata - Finale
24.06.2025 |
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"L’oggetto era leggermente curvo e aveva due estremità tondeggianti, a simulare un doppio fallo..."
I grilli avevano iniziato a cantare, riempiendo il silenzio caldo della notte con il loro coro di voci. Nel fresco abbraccio dell’acqua, Alessia fluttuava attorno a me, il suo corpo sfiorava il mio sotto il pelo dell’acqua. La sua gamba toccò per un istante il mio basso ventre.“Dai, ma che figura… ce l’hai duro!” Alessia spalancò gli occhi e rise di gusto. I biondi capelli bagnati le incorniciavano il volto.
Rita alzò la testa e nuotò attorno a Simone, fermandosi alle sue spalle e cingendogli la vita con le gambe.
“Mmh, interessante… qualcuno si è messo in testa delle idee strane stasera!” Rita, abbracciata al suo uomo mi scherniva schizzandoci con la mano.
Mi scusai e feci per uscire dall’acqua per andare a coprirmi. La voce di Rita mi richiamò all’ordine.
“Ma di cosa ti scusi? Non c’è niente di male… io e Alessia ne abbiamo passate tante, non pensare che un pisello ci scandalizzi!”
“Rita ma cosa stai dicendo?”
“Dai, ti ricordi quella volta che… no, forse è meglio se non la dico questa”
Alessia era sbiancata.
“Simo, amore… andresti a prenderci da bere per favore?” Miagolò Rita.
L’uomo si issò sulle braccia e si sedette un istante sul bordo. Non potei fare a meno di notare che la situazione non aveva fatto effetto solo a me.
“Almeno non sono il solo ad essere colpito dalle circostanze… forse c’è qualcosa di strano nell’acqua” scherzai.
Simone si alzò in piedi, stando allo scherzo “di sicuro. Quest’acqua è particolarmente piccante” ed entrò in casa lasciando le sue impronte bagnate sul pavimento.
Rita intanto aveva raggiunto Alessia e le carezzava una spalla.
“Ale, tesoro mio… sei sempre bella come il sole”
“Rita smetti dai, abbiamo bevuto un po’ troppo”
“Ma che dici? Io sto proprio bene… e anche tu!”
Le schioccò un bacio sulla guancia. Alessia si allontanò da lei con delicatezza.
“Vieni qui da me”
“Dai Rita, ora stai esagerando!”
Simone tornò con quattro calici di rosso. Ci fece cenno di dargli una mano, andando a prendere i calici a bordo piscina. Quando ci ebbe servito, scivolò di nuovo in acqua, poi riprese il suo bicchiere e lo alzò al cielo.
“Salute” disse
“Salute” ripetemmo.
Rita bevve un generoso sorso, poi lanciò un’occhiata provocante verso me e Alessia.
“Che belli che siete. Fate come il vino, più passa il tempo e più migliorate”
Ringraziai Rita, dicendole che era vero anche per loro. Alessia non disse nulla, limitandosi a bere il suo vino.
Bevemmo in silenzio il vino rosso di Simone. Un vino fruttato ma sicuramente dalla gradazione importante che sciolse i nostri animi ancora un po’ di più. Alessia era più tranquilla e aveva ripreso a scherzare con Rita.
Le due amiche stavano sul bordo rivolte verso la campagna. Le curve delle loro schiene affioravano sul pelo dell’acqua, offrendoci lo spettacolo dei loro fondoschiena. Nonostante il vino, la mia erezione non mollava di un centimetro.
Le ragazze si voltarono e si diressero piano verso di noi. Accolsi in un abbraccio Alessia, che mi sussurrò in un orecchio: “voglio fare l’amore”
Intanto Simone si era seduto sul bordo, le gambe aperte per far spazio a Rita.
“Amore ma…”
“Voglio che mi scopi qui” la sua mano incontrò il mio cazzo sott’acqua. Le sue dita si strinsero attorno alla mia asta.
Poco lontano da noi, nella penombra, la testa di Rita si muoveva lenta tra le gambe di Simone, in un gesto inequivocabile. Simone assisteva in silenzio, respirando profondamente e carezzando la nuca di Rita con una mano.
Io e Alessia iniziammo a baciarci, cercando freneticamente di guadagnare il bordo piscina. La sua mano continuava a tormentarmi sott’acqua.
Mi issai sulle braccia accanto ai padroni di casa. Rita stava succhiando Simone spingendosi fino alla base del pene. Potevo sentire l’inconfondibile suono della bocca di Rita mescolarsi allo sciabordare sobrio della piscina. Simone mi sorrise mentre mi sedevo a bordo piscina, accanto a lui, attendendo l’uscita di Alessia dall’acqua.
Rita si interruppe e si voltò verso di me, nel farlo poggiò la guancia sul membro eretto di Simone. Mi sorrise con lo sguardo carico di passione (e forse inebriato dal vino) e allungò un dito verso di me. Rimasi paralizzato mentre osservavo la sua mano poggiarsi sulla mia coscia destra e scorrere verso il pube. Un brivido percorse la mia schiena quando il suo dito risalì dolcemente lungo il mio cazzo eretto, fino alla punta del glande, facendomi un malizioso solletico.
La mano si ritirò rapida, lasciandomi in un piacevole fremito. Senza togliere lo sguardo da me, Rita cercava con la lingua la carne turgida di Simone.
Nel frattempo, altre dita cinsero il mio glande, oramai scoperto dall’eccitazione. Era quella di Alessia, uscita nel frattempo dalla piscina e inginocchiatasi alle mie spalle. I suoi seni bagnati premevano contro la mia schiena. Con l’altra mano carezzava i miei pettorali.
Reclinai il capo, chiusi gli occhi e mi abbandonai alla dolce carezza di Alessia. Le sue dita sul mio corpo, il suo respiro delicato sul mio collo. Fui subito avvolto da un piacevole formicolio che progressivamente mi avvolse.
Fu una sensazione mai provata prima a destarmi dalla mia trance. Come se le sensazioni sul mio membro venissero inspiegabilmente amplificate. Quando abbassai lo sguardo e riaprii gli occhi capii.
La mano di Rita era tornata ad esplorare il mio basso ventre, le sue dita cercavano quelle di Alessia in un erotico inseguimento attorno alla mia eccitazione. Il respiro di Alessia era sempre più forte e caldo sul mio collo, mi voltai e le nostre lingue si incontrarono nel momento esatto in cui la sua mano si strinse attorno alla base del mio cazzo, iniziando a spingerla verso il basso come a volermi offrire a Rita.
Continuai a baciarla, godendo della stretta di Alessia. Il tocco di Rita si fece più leggero, sentii le sue dita scorrere verso l’alto, girare maliziose attorno alla mia corona del glande, avvolgerlo come un delicato abbraccio. Poi sparirono nella penombra.
Aprii gli occhi e vidi Simone sdraiato sull’erba a bordo piscina, le gambe ancora a mollo in acqua. Sopra di lui, Rita si stava abbassando lentamente, toccandosi tra le gambe con una mano e sussurrandogli “Sei pronto? Vuoi farlo?”
Fremette la sagoma del corpo di Rita quando il cazzo di Simone entrò dentro di lei. Inarcata sulla schiena, la donna iniziò una lentissima danza pelvica, il cui ritmo veniva scandito dal suono dell’incontro dei corpi.
Alessia si sdraiò accanto a Simone, rapita dalla danza sensuale di Rita. Le cinse delicatamente un piede con la mano, mentre con l’altra si massaggiava piano il basso ventre. Mi avvicinai ad Alessia, mi abbassai e le baciai la mano, intanto ritratta all’altezza dell’ombelico. Le sue dita formicolarono sulla mia testa, corsero verso la nuca e iniziarono una gentile ma decisa spinta verso il basso.
Il sapore del cloro sulle labbra bagnate di Alessia, il gusto della profondità della sua figa. La leccai con gusto, aiutandomi con le dita. Quando l’acqua della piscina fu sostituita dal fluido della sua eccitazione, baciai il suo clitoride con passione seguendo con la coda dell’occhio l’andamento crescente del respiro di Alessia. Le mani di Alessia mi ingabbiavano nella più dolce delle prigioni.
Nel silenzio notturno della campagna, il gemito discreto delle due donne si alzava lieve oltre il canto dei grilli. Un vento leggero iniziò a soffiare sulla mia schiena. Rita e Simone si alzarono silenziosi, si presero per mano e entrarono in casa. Alzai la testa e li vidi al di là della parete a vetri, entrare nel salotto ed accendere l’abat-jour. Simone si sedette sul divano, Rita si sedette su Simone, dandole la schiena e offrendosi ai nostri sguardi mentre ricominciava la sua danza sensuale. Il corpo della donna, esaltato dalla luce calda dell’abat-jour, danzava dietro al vetro, i seni stretti tra le braccia di Rita.
“Voglio sentirti dentro di me, ora” Alessia mi cinse le spalle in un abbraccio, mi fece rotolare di schiena sull’erba e in un attimo sentii il suo bagnato piacere avvolgere il mio cazzo. I riccioli bagnati iniziarono a ondeggiare nel buio, mentre il suo corpo scivolava su di me, ora avanti, ora indietro, ora con movimenti circolari.
“A cosa stai pensando” mi chiese.
“A noi due” le dissi. Non mi credette.
“A cosa stai pensando?” Ripetè.
Mi concentrai sui suoi movimenti.
“Non me lo dici eh? Allora te lo dico io a cosa penso” Alessia ansimava mentre mi rivelava i suoi pensieri più proibiti.
“…penso che dovremmo andare in salotto coi nostri amici”
Fu come una fiamma. Crebbe violenta dentro me, vibrò profonda e si sparse in ogni angolo del mio corpo. Afferrai Alessia per i fianchi e la spinsi ritmicamente verso di me facendola vocalizzare il suo piacere ad alta voce. Rita, ancora danzante sul cazzo duro di Simone, ci faceva cenno di raggiungerli all’interno.
Ci incontrammo sulla porta di ingresso. Lo sguardo sognante di Rita, la lussuria negli occhi di Alessia. Le due donne si abbracciarono guardandosi negli occhi, si carezzarono il volto sorridendo ai loro corpi stretti in un abbraccio, si baciarono sulla bocca. Un bacio casto, delicato.
Simone apparve dalla porta del salotto. In mano aveva quel dildo di vetro che avevo scorto poco fa sul letto disfatto. Lo poggiò malizioso sul sedere di Rita, che rise e prese Alessia per mano, riportandola fuori in giardino.
“Preferisco star fuori, dentro ci sono i giocattoli sparsi… non è il posto migliore dove starsene stasera”
Le ragazze si sedettero una di fronte all’altra sull’ampia penisola del divano. Rita lasciò che una gamba di Alessia poggiasse sopra la sua, l’altra gamba distesa fuori dal divano, a giocare col piede di Alessia. Le due donne stavano occhi negli occhi, i seni che si sfioravano, le mani carezzavano i ventri. Le loro fighe pulsanti e bagnate si specchiavano a vicenda.
Simone apparve alle loro spalle tenendo in bella mostra il lungo dildo di vetro trasparente. L’oggetto era leggermente curvo e aveva due estremità tondeggianti, a simulare un doppio fallo. Rita afferrò il membro possente di Simone, masturbandolo con dolcezza.
Simone assecondò per un po’ il gioco della moglie, poi poggiò una delle estremità sulle labbra di Rita che schioccò un bacio sulla punta del fallo di vetro. Alessia osservava in silenzio, le mani sulla gamba di Rita.
Simone si portò davanti alle due ragazze e si inginocchiò come ad adorare i due fiori sbocciati nell’impeto della passione. La figa di Rita era completamente depilata, Alessia aveva un curatissimo ciuffetto scuro.
La punta di vetro si poggiò tra le gambe di Alessia che ebbe un fremito al contatto col freddo cristallo. Simone si voltò verso di me, chiedendo il mio consenso.
Guardai negli occhi Alessia, vidi le sue spalle minute alzarsi ed abbassarsi con il crescere del suo respiro. Potevo sentire la sua eccitazione crescere e riempire l’aria. Feci un cenno di assenso a Simone che spinse delicatamente il grosso dildo dentro Alessia.
La mia Alessia aprì la bocca in un grido silenzioso, gli occhi ardenti di piacere fissi su di me. Simone, con grande tatto, muoveva il dildo avanti e indietro, divorando con gli occhi il godimento della mia compagna. Poi fu il turno di Rita.
Senza togliere l’estremità da dentro Alessia, la figa di Rita iniziò a far sparire ogni centimetro di quel manufatto bifronte. I piedi sull’erba delle due donne si incrociarono in una lenta danza, echeggiando i lenti movimenti pelvici che nascondevano l’oggetto del piacere alla nostra vista.
Rita guardava negli occhi Alessia con un desiderio mai visto. Alessia, gli occhi chiusi e la solita bocca aperta in un sordo grido, ondeggiava sinuosa godendosi ogni singolo movimento, ogni singolo momento e ogni singolo riflesso dell’amica. Restai in silenzio adorante a godermi la scena con Simone. La mia mano correva sul mio cazzo, tormentandolo con vigore, spingendo la pelle con forza a scoprire il mio glande alla fresca aria della sera. Ero in estasi. Volevo fermare la serata e godermela in ogni sfumatura. Volevo fermare il tempo per godere in eterno dello spettacolo dei due corpi uniti dal freddo scettro.
Simone non disse una parola. Ogni tanto si avvicinava a Rita per una carezza, per baciarle i seni, toccarle l’interno coscia. Poi ad un tratto si alzò e si mise in piedi davanti al divano, tra le due amiche.
Alessia vide davanti a se la possente erezione dell’uomo ed ebbe un sussulto. Rita allungò la mano afferrando il turgido pene del compagno e lo puntò verso Alessia.
“Vuoi?” Le disse
Alessia si ritirò come spaventata. Nel muoversi, il dildo scivolò un poco, facendola gemere.
“Vieni” la invitò Rita.
Io me ne stavo fermo a poca distanza dal trio. Il cazzo in tiro e la mia mano nel tentativo di domarlo. Desideravo vedere Alessia succhiare quel cazzo. Bramavo vederla leccare un cazzo che non fosse il mio. Avevo fantasticato su questa cosa per milioni di volte, e altrettante volte avevo rifuggito il pensiero, come se fosse un’onta. Ora volevo solo vederla succhiare Simone.
Alessia si sporse verso Rita, abbracciandola e baciandola di nuovo sulla bocca. Rita non lasciò il compagno, ma accolse l’amica e ricambiò il bacio. Più in basso, i loro corpi ancora uniti dal giocattolo a due teste.
“Non credo sia una buona idea Rita”
“Di che hai paura tesoro?”
Un altro movimento del bacino, un altro fremito.
“Hai paura del giudizio del tuo uomo? Guarda che non mi sembra per nulla contrario…”
Sorrisi e mi avvicinai ad Alessia. Mi sedetti dietro alle due ragazze, apprezzando il riflesso della luce sul vetro condiviso più in basso.
“Alessia amore, non devi fare nulla di ciò che non vuoi” le dissi, mentendo a me stesso per non infrangere il gioco. In fondo, riuscii comunque a godere del tormento che questa scelta mi infliggeva.
Rita suggellò il momento con un “che tesoro…” si alzò di scatto e chiese a Simone di portare altro vino.
“Si è alzato un po’ di vento e non vorrei che prendessimo freddo!”
Sfilai delicatamente il dildo dalle labbra pulsanti di Alessia, che ansimò di piacere. Una sottile pellicola di piacere avviluppava il fallo di vetro. Lo poggiai sull’erba, dopodiché afferrai il mio cazzo e lo spinsi tra le gambe di Alessia, che non si oppose e si sdraiò sul divano. La penetrai con vigore, spingendo forte fino in fondo. Il suo corpo sotto di me si inarcava desideroso. Iniziai a tormentarle il seno mordendole i capezzoli, succhiandoli con avidità e sentendoli turgidi nella mia bocca. Il mio cazzo spingeva forte avanzando nelle profondità bagnate di Alessia che mi teneva stretto tra le sue braccia.
Quando Rita e Simone tornarono fuori col vino, immaginai la loro sorpresa nel vederci scopare con gran vigore su quel divano. Li sentii parlottare e improvvisare un piccolo brindisi. Sotto di me, Alessia stava raggiungendo l’estasi. Il suo orgasmo crebbe da lontano, prese forma lentamente sotto al mio incedere vigoroso, divenne un caldo nucleo che sprigionò tutto il piacere partendo dal suo ventre.
Il piacere di Alessia fendette il silenzio notturno della campagna. La sentii su di me, col suo caldo umore scivolare lungo il mio cazzo.
Rita si avvicinò a noi, salì sul divano a quattro zampe, offrendo il fondoschiena a Simone che non si fece pregare. I due si unirono con il nostro stesso vigore di poco fa, accanto a noi. Vedevo il piacere prendere forma sul volto di Rita, la sentivo sussurrare e ansimare. Uscii da Alessia e mi appoggiai sullo schienale del divano, ancora visibilmente eccitato.
Rita stava letteralmente impazzendo sotto ai colpi di Simone. L’orgasmo di Alessia aveva quasi dettato un cambio di passo nella serata che non era rimasto inascoltato.
Simone la prese per i fianchi, la allontanò un po’ da se e la mise sdraiata sul divano. O meglio, la adagiò con dolcezza tra me ed Alessia. La schiena di Rita poggiata sulle gambe della mia donna, che non esitò a iniziare a carezzarla e a cercare la sua bocca per scambiarsi i loro casti baci. Simone entrò in Rita spingendo con forza. Vedevo il suo cazzo sparire dentro la sua figa bagnata e continuavo a masturbarmi, ancora lubrificato dal frutto del piacere di Alessia.
“Tesoro, posso fare una cosa?” ansimò Rita rivolgendosi ad Alessia. Lo ripetè per tre volte. Le due si scambiarono parole sottovoce intervallate da baci. “Si, fallo!” Fu la risposta.
La mano di Rita incontrò le mie dita strette sul mio cazzo. Il suo tocco arrestò il mio movimento, la mia mano allentò la presa e si fece da parte.
Le dita della donna si strinsero attorno al mio membro e iniziarono un lento, profondo e inarrestabile movimento. Purtroppo durò poco, o almeno avrei desiderato una durata maggiore. Raggiunsi l’orgasmo guidato dal ritmo della mano di Rita, sentivo le sue dita serrate su di me, percepivo ogni minima pressione della sua pelle. Non mi mollò neanche quando i getti del mio caldo sperma ricaddero sulla sua mano e sul braccio. Lasciò che il mio seme colasse su di noi, godemmo del suo calore e del suo pungente odore che si scioglieva nella notte.
Mi lasciò solo quando fu il turno di Simone. Rita lo pregò di venirle sul seno e lui eseguì con piacere.
Il suo cazzo esplose sul corpo di Rita, che accolse il caldo succo del compagno cingendosi il seno con le braccia, mescolando il mio sperma a quello di Simone.
Simone si abbandonò sul divano. Nessuno si mosse per lungo tempo. Restammo tutti e quattro a guardare il cielo stellato, appagati dalla nottata. Il nostri corpi provati dal dolcissimo piacere e segnati dal nostro caldo sperma.
Nessuno disse nulla, ma eravamo tutti molto sereni. Mi appisolai per un po’, quando mi risvegliai vidi Simone in accappatoio nel salotto. Accanto a me, Rita e Alessia erano ancora abbracciate e si baciavano con dolcezza.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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