Scambio di Coppia
Al Bacio di Venere - 2 parte
17.12.2025 |
1.818 |
7
"Mi toccai piano, prima un gesto quasi discreto, poi mi massaggiai le palle, poi tornai sul cazzo tirandomi fuori il glande..."
Claudia uscì raggiante dallo spogliatoio dopo una rapida doccia rigenerante che pareva aver lavato via tutti i suoi freni. Il gioco nel bagno turco le aveva donato un’energia che neanche lei sapeva di avere. Questa nuova consapevolezza la rendeva ancor più affascinante ai miei occhi.“Ci beviamo qualcosa? Analcolico però, altrimenti la serata diventa troppo difficile da gestire”
Tornammo al bar e notammo che il locale si era nel frattempo popolato di un gran numero di persone, la maggior parte nostri coetanei ma non mancavano delle interessanti punte verso l’alto e il basso. Mentre aspettavamo il nostro drink scorgemmo tra i lettini e nelle vasche anche qualche situazione rovente, che guardammo da lontano ma con occhio differente rispetto a inizio serata.
Un uomo sulla trentina si avvicinò a noi con discrezione. Aveva i capelli rasati e non era molto alto. Anche lui, come me, vestiva di un solo asciugamano legato in vita.
“Scusate se vi disturbo, volevo solo ringraziarvi per il gioco di poco fa”
Era l’uomo che aveva avviato Claudia al gioco. Lo riconobbi con un po’ di fatica, ma ricollegai i suoi movimenti e la sua figura a quella del misterioso personaggio avvolto nei fumi del bagno turco.
Claudia gli sorrise e lo invitò a bere qualcosa con noi. L’uomo accettò sorpreso.
“Accomodati, hai certamente bisogno di idratarti adesso” scherzò Claudia “io sono Claudia e lui è mio marito Alessio. Tu sei?”
“Piacere Claudia, io sono Andrea” si allungò verso di me e mi strinse la mano con un bel sorriso.
Seguì una piacevole chiacchierata con Andrea, alla sua prima visita al Bacio di Venere ma non nuovo a queste situazioni. Ci disse che solitamente girava con una coppia di fidanzati suoi amici, ma purtroppo stasera gli avevano tirato un pacco all’improvviso, lasciandolo solo soletto in questo nuovo locale. Quando gli dicemmo che in realtà noi eravamo alla primissima esperienza strabuzzò gli occhi.
“Cosa? Allora sono doppiamente riconoscente e onorato di aver preso parte al vostro debutto!”
Claudia arrossì leggermente, ma poi alzò il bicchiere e disse “al nostro primo gioco allora!” Ci unimmo anche noi al brindisi.
Continuammo a parlare per qualche minuto ancora, poi il bar si affollò e Andrea disse che forse era meglio lasciare spazio agli altri. Annuimmo e ci alzammo.
Mentre uscivamo dall’area bar, Claudia mi chiese una cosa all’orecchio. Mi fermai e ascoltai il mio corpo, concentrandomi su una vibrazione che emanava calore molto in profondità. La ascoltai, la accolsi e la feci liberare in me. Poi mi voltai verso Claudia e le dissi “ok”.
Claudia mi baciò sulla guancia, poi si voltò verso Andrea che era rimasto un paio di passi indietro.
“Senti Andrea, noi adesso facciamo un salto al piano di sopra” l’uomo annuì. Claudia si sfilò uno dei braccialetti e glielo porse “Ti andrebbe di continuare a giocare con noi?”
Andrea fu sorpreso. Rimase senza parole e iniziò a sorridere quando Claudia glielo mise al braccio dicendo “Lo prendiamo per un sì!”
“Wow, voglio dire… di solito non va a finire così tutte le sere”
“Però! C’è un però: non mi sento ancora pronta per una penetrazione. Vorrei avere il controllo di questa cosa. Che ne pensi?”
“Penso che trascorrere del tempo a giocare con una donna così sia una delle cose migliori che mi son capitate negli ultimi anni, quindi accetto il vostro invito e rispetterò i vostri paletti”
“Che bravo che sei! Alessio ce lo portiamo a casa?” E lo baciò a stampo sulla bocca.
Ci mettemmo in fila dietro a una decina di coppie e, quando fu il nostro turno, mostrammo i braccialetti all’addetto alla sicurezza che ci augurò buon divertimento invitandoci a salire le scale. Osservai quel lento fiume di corpi che saliva i gradini, fui rapito dalla bellezza di ogni singolo componente di quel mosaico umano: uomini alti, uomini bassi, donne bionde, castane, more. Corpi più o meno velati, più o meno esili. Gambe lunghissime che terminavano in tacchi mozzafiato, qualche maschera, i mille profumi di mille corpi differenti. Stavamo per vivere un’altra esperienza indimenticabile, ne ero sicuro.
Giunti al piano di sopra, ci trovammo in un lungo corridoio, illuminato da strisce led rosse. In fondo al corridoio, si apriva una grande sala dove stava succedendo di tutto. Seppur lontani e ancora incolonnati al resto delle coppie che erano salite con noi, potevamo vedere che tipo di attività si stessero svolgendo.
Percorrendo il corridoio, notammo delle stanze ai lati, alcune chiuse da una tenda rossa. In quelle aperte, un tripudio di corpi nudi si davano piacere su grandi letti neri o dentro enormi gabbie. Fui colpito dalla moltitudine di voci, tutte diverse ma coese nel seguire un unico suadente spartito. E l’odore pungente della passione, di corpi intenti a cercarsi, a portare all’apice sé stessi e gli altri. Quell’odore così forte e persistente non ti abbandonava mai ma sembrava addirittura amplificato da quel coro di voci gementi.
Giunti nel salone, restammo sulla soglia ad ammirare uno spettacolo mai visto prima. Sesso ovunque. Sui letti, sui divanetti, appoggiati al muro, persino sui tavolini di una zona più intima, ritagliata in un angolo. Un continuo fluire promiscuo, non era più la coppia ma una lunga catena di uomini e donne, tutti più o meno vestiti, tutti assolutamente concentrati sul piacere reciproco.
Ogni tanto attorno agli amplessi si formavano piccoli capannelli di persone. Qualcuno restava a guardare per poi spostarsi altrove. Altri invece, complice uno sguardo, un cenno d’intesa, entravano a far parte di quei circoli del piacere o ne iniziavano dei nuovi a poca distanza.
“Me ne avevano parlato, ma non ci ho mai creduto… beh, mi sbagliavo!” Disse Andrea.
Claudia gli chiese di più. Lui disse che nell’ambiente si parlava del privé del Bacio di Venere come di un luogo mitologico, ma lui aveva sempre pensato fosse pubblicità spicciola per reclutare più gente possibile.
“Beh, direi che la gente l’hanno reclutata!” Dissi mentre non riuscivo a togliere lo sguardo da una donna di mezza età, dalla corporatura non più fresca ma pur sempre piacente, alle prese con tre ragazzi su un tavolo da biliardo. Pensai a una battuta su palle e buche, ma la tenni per me. La donna gemeva con forza sotto ai colpi dei suoi giovani partner che la prendevano a turno in una furiosa doppia penetrazione. Poco lontano, quello che poteva essere il marito se ne stava beato in contemplazione.
Ci muovemmo nella grande sala come una pallina di un flipper, sballottati da una parte all’altra, ora attratti da un circolo di procaci signore intente a praticare sesso orale su due fortunati, ora richiamati dal più classico dei quartetti, dove non riuscii a nascondere la mia eccitazione nel momento cruciale dello scambio.
“Ti piace eh, amore?” Mi chiese Claudia mentre una donna lasciava l’abbraccio del marito per andare a sedersi sulla turgida erezione di un altro uomo.
“Beh, a te no?” Le dissi “mi sembra di essere a un luna park. Un perverso luna park…”
“È bellissimo. Mi sento al settimo cielo! Dici che dovremmo trovarci un posticino anche noi?”
Mi spiazzò. L’idea di dover entrare nel gioco mi colpì come una frustata. Ero eccitatissimo, avevo una voglia matta di buttarmi con mia moglie in quella mischia, ma al tempo stesso avvertivo un timore lontano, una sorta di inappropriato pudore. Fu Andrea a far scattare la scintilla.
“Ehi, magari possiamo tornare nel corridoio e vedere se ci fosse un posticino nelle stanze, che ne dite?”
Lo seguimmo, districandoci tra i capannelli e ricevendo anche qualche maliziosa palpata (più Claudia che io, sarò sincero).
In fondo al corridoio, una delle tende era aperta. Fu un buon segnale. Entrammo tutti e tre in una stanza che sembrava in tutto e per tutto una camera da letto, con un enorme materasso bianco al centro, sul quale una giovane coppia stava facendo sesso, osservata da un uomo che si masturbava seduto in un angolo. Notai solo in un secondo momento che la testata del letto era in realtà una parete con dei fori ad altezza degli occhi e dei genitali, mentre opposto al letto c’era un elegante divano a tre posti in pelle nera.
“Ce n’è per tutti i gusti, no? Letto, divano e glory hole” disse Andrea.
Claudia si sedette al centro del divano, accavallò le gambe e si mise a guardare la coppia sul letto.
“Beh? Voi due restate fermi sulla porta?” Ci disse.
Quando arrivammo davanti a lei, ci disse di fermarci. Indicò i nostri asciugamani in vita e con un cenno della mano ci ordinò di toglierceli. Eseguimmo ipnotizzati dai gemiti della ragazza sul letto.
Restammo tutti e due nudi davanti a Claudia, i nostri cazzi svettavano verso di lei. Ci guardò a lungo, gettò uno sguardo al letto, poi tornò a fissare i nostri membri, mordendosi le labbra. Nessuno si mosse, nessuno disse una parola.
Allungò le mani verso di noi, le poggiò delicatamente sul nostro addome e iniziò lentamente a farle scorrere verso il basso. I nostri cazzi si fecero trovare pronti quando le sue dita si chiusero a stringerci e cominciarono a muoversi dal basso verso l’alto. Notai che Andrea era già pronto per il bis, nonostante Claudia lo avesse messo a dura prova al piano di sotto neanche un’ora prima.
Mia moglie ci masturbò lentamente per qualche minuto, tenendoci uno accanto all’altro davanti a lei, seduta sul divano. Dietro di noi la coppia aveva chiamato l’uomo sull’angolo del letto e stavano giocando rumorosamente in tre. Sentivo che altra gente era entrata nella stanza, ma ero rapito dalla mano di Claudia che continuava la sua piacevole tortura.
Andrea se ne stava, mani sui fianchi ad osservare mia moglie, a godersi il suo gioco di mano sul suo membro già tornato turgido.
D’un tratto, Claudia si avvicinò al mio glande, lo baciò teneramente, una volta, due volte. Poi aprì piano le labbra e lo fece sparire dentro alla sua bocca, iniziando a scorrere lungo la mia asta e accompagnando il tutto con un sommesso gemito di piacere. Intanto, con la mano destra continuava a giocare con il cazzo di Andrea.
La presi piano per i capelli e le spinsi la testa verso di me, spingendole la mia cappella giù in gola. La tenni per qualche secondo in questa posizione, poi allentai la presa, godendomi ogni centimetro della sua lingua sulla mia asta bagnata di saliva. Mi guardò con i suoi occhi enormi, velati di lacrime per la sensazione di soffocamento. Sorrise e tirò fuori la lingua, poi ci si picchiettò il cazzo prima di tornare a inghiottirlo, a succhiarlo, a tormentarlo con la sua lingua.
Mi abbandonai a quel suo pompino e persi la cognizione del tempo. Avrei potuto durare in eterno, tanto mi sentivo bene. Mi ero pure quasi dimenticato di tutto quello che ci stava attorno.
Ad un certo punto, Claudia si alzò in piedi e mollò la presa sul mio cazzo. Non lasciò invece Andrea.
“Alessio, andresti a prendere un profilattico per favore?”
Cosa stava per succedere? Aveva detto che nom si sentiva ancora pronta! Claudia ripetè una seconda volta. Mi guardai attorno, vidi un comodino a bordo letto con delle salviette e mi ci diressi speranzoso di trovarci anche altro. Per mia fortuna, su di un piatto di vetro c’erano una manciata di preservativi.
Quando tornai da Claudia, la trovai già nuda. Andrea l’aveva nel frattempo spogliata, lasciandole addosso solo quei tacchi che mi facevano impazzire.
“Grazie amore” disse prendendo il condom “adesso siediti sul divano”
Obbedii mentre toglieva il profilattico dalla busta, poggiandolo sul glande di Andrea. Lo srotolò piano lungo il suo cazzo, sistemandolo bene alla base, poi si inginocchiò davanti a lui. Si voltò verso di me aprendo la bocca. La sua lingua si avvinghiò attorno alla cappella di Andrea, le vorticò attorno, poi Claudia la inghiottì succhiandolo forte. Andrea strinse i pugni, irrigidito. Le mani di Claudia lo cinsero ai glutei.
Osservai Claudia succhiare Andrea. Il mio cazzo era tremendamente in tiro. Mia moglie stava facendo un pompino a uno sconosciuto e la cosa mi piaceva da impazzire. Mi toccai piano, prima un gesto quasi discreto, poi mi massaggiai le palle, poi tornai sul cazzo tirandomi fuori il glande. Quando Claudia cominciò a muovere la testa velocemente su e giù, avanti e indietro, iniziai a masturbarmi forte. Vidi che con le dita aveva iniziato a toccarsi, anche lei prima con dolcezza, poi sempre più profondamente, dalle labbra era passata a infilarsi due dita.
Si alzò in piedi. Tenendo Andrea per il cazzo si avvicinò a me. Si abbassò per baciarmi, tornò a succhiare Andrea e mi baciò un’altra volta riempiendomi la bocca con il sapore fruttato del profilattico.
“Che dici? Scopiamo?” Mi disse.
Si girò di schiena, allargò le gambe e piano piano si abbassò su di me. Andrea era sempre saldo tra le sue dita. Sentii la sua figa bagnata appoggiarsi sul mio glande, ruotò il bacino per provocarmi. La attesi con pazienza, fino a quando la sua calda e bagnata figa non iniziò a scivolarmi sul cazzo fino a sbattermi sulle palle. Fu in quel momento che si inarcò gemendo forte e mollando Andrea. Iniziò a muoversi su di me, spingendo con le gambe e ruotando il bacino. Andrea attese che le mani di Claudia lo afferrassero di nuovo.
Claudia era bagnatissima, sentivo i suoi umori colare tra le mie gambe. Mi alzai in piedi, spingendola piano verso il letto. Claudia capì e appoggiò le braccia sul materasso, restando col culo ben alto. Le leccai la figa per assaporare il suo piacere, poi infilai nuovamente il mio cazzo in quel caldo nascondiglio. Andrea intanto si era messo anche lui sul materasso e si lasciava succhiare da mia moglie.
Non so cosa mi prese, come mi venne in mente, fatto sta che dopo un po’ dissi ad Andrea “Vuoi fare cambio?”
Claudia si irrigidì, rimanendo piegata in avanti. “Alessio, cosa stai dicendo?”
La sculacciai e la penetrai con tre affondi decisi, facendola gridare di piacere ogni volta di più.
“Non lo vuoi sentire Andrea? Poco fa hai detto che te lo volevi portare a casa!”
Affondai nuovamente il cazzo dentro lei.
“Che ne dici Andrea? Ti va?”
Claudia abbassò la testa sul materasso. Andrea scese e mi raggiunse. Restammo tutti e due a contemplare lo spettacolo del culo di Claudia, reso ancor più prezioso dalla sua figa arrossata e grondante.
Andrea mi guardò come a chiedere il permesso. Gli feci un cenno col capo. Fu dentro Claudia prima ancora che potessi dirgli che ci avevo ripensato. Mia moglie strinse le lenzuola assorbendo i colpi di Andrea e ansimando rumorosamente.
“Alessio… è bellissimo! Alessio… è bellissimo” disse.
La raggiunsi e la baciai. Le nostre lingue danzavano in un tango bagnato. Le nostre bocche si unirono, sentivo i colpi di Andrea e godevo nel vedere l’estasi sul volto di Claudia, che non la smetteva di ripetere “è bellissimo”.
Purtroppo durò meno di quanto desiderai. La magia fu interrotta da Andrea “Cazzo sto per venire! Sto per venire!”
Claudia si voltò di scatto, sedendosi sul materasso e offrendogli il petto. Io mi sedetti dietro di lei, baciandola sul collo.
Andrea si tolse il profilattico appena in tempo. Il suo sperma saettò sul seno di Claudia, che ansimò di piacere quando fu raggiunta dal caldo seme. Andrea picchiettò il cazzo sui capezzoli di mia moglie, poi puntò verso la sua bocca.
Claudia sorrise mentre si stringeva il seno con le mani. Gli disse che non poteva, ma gli diede ugualmente un piccolo bacetto sulla cappella. La calda sborra di Andrea intanto colava lentamente dal seno di Claudia, gocciolando sulle gambe e sul materasso.
Andrea si abbassò su Claudia e la baciò a lungo. Vedevo le loro lingue intrecciarsi più e più volte. Si lasciarono e si ripresero. Quando poi Andrea si rialzò, le disse solo grazie. Ringraziò anche me con un cenno del capo, poi andò a raccogliere il suo asciugamano ed uscì dalla stanza.
“Ho un’idea…” disse Claudia.
Si voltò verso di me, con la mano mi spinse sul materasso. La assecondai e mi sdraiai.
Credevo che mi avrebbe scopato alla morte, invece mi fece aprire le gambe, accovacciandosi davanti al mio cazzo. Lo avvolse con il seno ancora imbrattato del seme di Andrea. Fu una sensazione strana, la morbida morsa del suo seno, insieme al caldo e appiccicoso nettare del piacere dell’uomo che se l’era scopata due minuti prima.
“Ti piace amore?”
Le sorrisi.
“Ti piace se ti strofino il cazzo con le mie tette?”
Le dissi di si, ma lei non mollava.
“Ti piace sentire la sborra di Andrea sul tuo cazzo?”
Chiusi gli occhi.
“Dai, dammela anche tu…”
Desiderai alzarmi e leccarle il seno, quel seno imbrattato da uno sconosciuto.
“Dai amore, fammi sentire quanto ti piace”
Avevo capito il suo gioco. Voleva farmi superare il limite in quel modo. Il suo seno morbido scorreva dolcemente sul mio pene turgido. Qualche goccia del seme di Andrea scivolò sulla mia pancia.
“Dai amore, dammi anche tu la sborra, dai…”
La linea rossa era stata superata. Sentii nascere l’orgasmo dal centro del mio addome, lo sentii crescere potente mentre mia moglie continuava a giocare col mio cazzo.
“Dammela!”
Quando il mio piacere esplose, caldi fiotti di seme la raggiunsero sul volto, sul seno e anche sul mio torace. Claudia accolse il mio orgasmo con un grido di piacere, poi si gettò avida sul mio cazzo, leccando ogni goccia del mio nettare, salendo su fino al mio petto.
Mi abbracciò e fu bellissimo sentire la sua pelle sulla mia. La baciai con passione e mi strinse forte a sé.
Restammo per un po’ abbandonati sul materasso. Poco più in là, la coppia e il singolo stavano ancora giocando.
Ad un tratto Claudia mi pizzicò un braccio e disse:
“Ehi, adesso tocca a me! Ce la fai o dobbiamo cercare un aiutino?”
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