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Scatti Fiorentini - Finale


di summeroflove
02.01.2026    |    856    |    1 8.8
"Le loro lingue leccarono avide tutto il caldo seme, sputandone un po’ nella mia bocca e baciandomi con bruciante passione..."
Cresceva in me il sospetto che il gioco dovesse concludersi sulle colline di Fiesole. Non saprei dire il perché, era un piccolo pensiero che prendeva sempre più piede in me a mano a mano che andavamo avanti con le foto, con i nostri frenetici spostamenti in città. O forse era questa connessione mentale sviluppatasi con Mara, chi lo sa.

Sta di fatto che la mia intuizione fu confermata dalle ultime coordinate. La giornata avrebbe trovato il degno finale in una villa con vista sulla città. Come al solito, quando organizza Mara, non si bada a spese.

Arrivammo a un grande cancello e inserimmo un codice numerico ricevuto per messaggio poco prima. Si spalancarono le porte su un vialetto carrabile che terminava in un ampio piazzale, circondato su da un sontuoso giardino, una terrazza panoramica e una strepitosa villa in stile toscano. Nel mezzo del piazzale, una sola auto era già parcheggiata.

“Pare che gli altri campioni siano già arrivati!” Disse Marco.

Lasciammo l’auto accanto a quella dell’altra coppia e fummo accolti a braccia aperte da Mara e suo marito, che sbucarono all’improvviso da un portone defilato.

“Marco e Fabiana! Tesori miei!” Mara ci abbracciò, baciando sulla bocca prima me e poi il mio compagno. Il suo corpo abbronzato era fasciato in una morbida vestaglia di seta. Ai piedi, indossava dei provocanti sandali col tacco. Come al solito, i suoi capelli erano perfettamente acconciati e la sua pelle odorava di fresco.

“Venite, non stiamo qua fuori, entriamo che vi presento Giovanni e Simona!”

Il marito di Mara prese me e Marco sotto braccio e ci accompagnò all’interno. Indossava anche lui una vestaglia di seta. Diversamente dalla moglie, la sua era però aperta e mostrava il suo corpo nudo e, soprattutto, il suo pene. Che il marito di Mara fosse un tipo bizzarro non lo scoprivamo certo quella sera.

Simona e Giovanni ci aspettavano sorseggiando bollicine in un magnifico salotto. Simona, probabilmente vicina ai cinquanta, aveva capelli biondi e ricci che le incorniciavano il volto. Era molto magra e vestiva un abitino che le lasciava scoperte le spalle e offriva una generosa scollatura. Le gambe erano fasciate in un paio di pantaloni di pelle. Era scalza, ma aveva lasciato i suoi tacchi accanto al divano dove sedeva. Si alzò per venire a salutarci e notai che era molto alta, oltre il metro e ottanta. Notai anche il suo naso pronunciato, forse l’unico elemento che stonava nella sua figura. Non che fosse esageratamente enorme, ma questa piccola stonatura la rendeva dannatamente più accattivante ai miei occhi.

Ci stringemmo la mano e scambiammo sorrisi. Mi baciò timidamente la guancia, poi mi presentò il marito.

Giovanni doveva avere qualche anno più di lei. Capelli cortissimi con un accenno di stempiatura e occhiali da vista dalla spessa montatura blu. Di modi gentili, baciò la mia mano e si congratulò con Marco. Anch’egli era molto alto.

“Bene! Siamo tutti qui allora! Direi che possiamo fare un bel brindisi a Marco, Fabiana, Giovanni e Simona! I vincitori del nostro gioco di oggi!”

Il marito di Mara versò sei calici, che alzammo tutti insieme all’unisono. Dopo il brindisi, prese la parola: “Due noiosissime informazioni, prima di procedere con la serata, ok? Adesso sono le diciotto. Avete un’oretta a disposizione per darvi una rinfrescata, potete salire su nelle camere che vi abbiamo assegnato. Alle diciannove ci ritroviamo qui per la cena. Dopo la cena ci aspetta la proiezione di tutte le foto di oggi! Per l’occasione scenderemo giù in un salone molto particolare… ci sarà da divertirsi” e si aprì la vestaglia, afferrandosi il pene con una mano e roteandolo in modo grottesco, come fece quella sera di qualche mese prima in quell’attico del centro.

“Smettila stupido!” Sentenziò Mara “Un’ultima cosa, nelle vostre camere troverete dei vestiti da indossare per la cena… e forse da togliersi più tardi!”

Ci salutammo e salimmo nelle rispettive stanze per una doccia rigenerante. Avevo le gambe a pezzi e l’acqua calda fu più preziosa di qualsiasi altro regalo.

La camera da letto era semplicemente stupenda. Essenziale nell’arredo, ma con complementi ricercati. L’ampia doccia rivestita in marmo era la proverbiale ciliegina.

Finalmente ritemprata da una calda doccia, tornai in camera, dove trovai Marco alle prese con il dress code della serata.

“I pantaloni mi vanno un po’ stretti… spero di togliermeli il prima possibile” scherzò. Una vestaglia di seta nera completava la sua mise.

“Ah! E me lo dici così?” Stetti al suo scherzo “E magari vorresti farteli togliere da quella Simona?” Mi avvicinai e gli sciolsi la vestaglia.

“Beh, perché tu no?”

Passai le dita sul suo addome, graffiandolo dolcemente. Sentii i suoi muscoli contrarsi.

“Come sai, io ho un certo feeling con Mara” lo spinsi via delicatamente.

Anche per me c’era una bella vestaglia nera, dal taglio molto elegante, unita a un intimo piuttosto succinto. Il gusto di Mara trasudava in ogni dettaglio.

“E se saltassimo la cena?” Chiese Marco.

“Non pensarci neanche, sciocchino!” Gli risposi mentre aprivo la porta della camera.

Mara e il marito ci attendevano nel salone al piano terreno. Al centro, illuminato da candele, un tavolo imbandito per sei. La filodiffusione trasmetteva una musica discreta.

“Bentornati!” Disse Mara “Accomodatevi pure, abbiamo fatto preparare una sciocchezza per fermare la fame”

Mi sedetti accanto a Mara, che mi sorrise carezzandomi una mano.

“Tesoro, sono carica come una pila!” Mi bisbigliò. Il suo alito tradiva una punta alcolica.

Simona e Giovanni ci raggiunsero pochi minuti più tardi. Lei era ancora più attraente, vestita con la nera vestaglia. Le sue gambe perfette sembravano ancora più lunghe. Ebbi un fremito quando Giovanni mi passò dietro e mi toccò le spalle con delicatezza.

“Complimenti, questo abito ti dona moltissimo” mi disse prima di andare a sedersi sul lato opposto a me.

Due camerieri spuntarono dal nulla e iniziarono a servire una cena deliziosa. Scoprimmo che Simona e Giovanni erano amici di vecchia data di Mara, molto avvezzi ai giochi e, in particolare, a quelli organizzati proprio dalla mente creativa di Mara. Il marito di Mara si prese la libertà di presentarci come “due giovani giocherelloni, freschi freschi di partecipazione all’ultima notte della regina!”

Quando pronunciò queste parole, Simona sgranò gli occhioni azzurri e mi guardò con stupore, sventolandosi il volto con le mani e dicendo “aiuto!”. Giovanni era una sfinge.

Come al solito, Mara rimise a posto il marito, intimandogli di tacere. Dopo quella rivelazione, notai che la coppia ci guardava con occhi diversi.

Al momento del dolce, il marito di Mara si alzò dicendo che avrebbe dovuto prepararsi per il dopo cena e uscì dal salone canticchiando.

Mentre aspettavamo di poter scendere per proseguire la serata, mi misi a guardare il panorama dall’ampio finestrone in fondo alla sala. Le luci di Firenze scintillavano nella fredda aria della sera. La mia mente saltava da una luce all’altra, rivivendo le forti emozioni del pomeriggio e fantasticando sui posti visitati dalla coppia nostra compagna.

Simona mi si avvicinò con passo felino. Anche lei fu rapita dal suggestivo panorama. Restammo un po’ in silenzio, poi lei ruppe il ghiaccio “E quindi tu hai fatto l’ancella per Mara?”

Mi voltai a guardarla. Percepivo una carica elettrica nei suoi occhi.

“S… sì, perché? Conosci il gioco?”

“Oh, se lo conosco!” Disse ridendo.

“E… hai mai?”

“Intendi se ho mai fatto l’ancella? No! Sono molto aperta, ma quello per me è un pochettino estremo”

Rimasi di sasso, stretta nelle mie braccia. Simona notò il mio linguaggio del corpo e aggiunse “Ehi, non mi fraintendere! È un’esperienza eccezionale e non ti giudico per questo! E poi, perché dovrei giudicarti? È tutto il pomeriggio che sogno di vederti un po’ più… sciolta” si avvicinò a me e mi sfiorò il mento con le dita.

“Amici! Possiamo scendere!” La voce di Mara ruppe l’incantesimo.

Il marito di Mara ci attendeva in una bizzarra sala cinema. Se ne stava in piedi davanti all’enorme schermo. Davanti a lui, disposti su più file, stavano degli enormi divani in pelle dalla seduta ampia. Accanto a ciascuna fila, un tavolino con salviette e profilattici. La stanza era illuminata solo da delle strisce led che percorrevano il perimetro e si insinuavano tra i divani, creando un’atmosfera calda dai toni color arancio. La temperatura era piuttosto alta e nell’aria si percepiva un profumo discreto di incenso.

“Venite! Sedetevi! Mi raccomando, tutti in prima fila che c’è posto!”

Mara si sedette al centro. Alla sua destra Simona e Giovanni.

“Vieni qui tu” disse Mara a Marco, indicandogli il posto accanto a lei. Il mio uomo ubbidì silenzioso.

Quando fummo tutti seduti, il marito di Mara fece un cenno in fondo alla sala. Un cameriere apparve, aprì due bottiglie di prosecco e lasciò i calici su un tavolino davanti a Mara. Poi sparì nel buio.

“Possiamo cominciare!” Le luci della sala divennero di colore rosso e si abbassarono. Lo schermo si accese e il marito di Mara prese la parola.

“Amici, benvenuti alla fine della nostra serata. Il momento più atteso, ossia la rassegna delle foto che le dieci coppie partecipanti hanno scattato oggi nella bellissima Firenze!”

Giovanni e Simona fecero un timido applauso. Giovanni si era tolto le scarpe e seguiva la presentazione con la gamba accavallata.

“Ho pensato a lungo a quale potesse essere il modo migliore per mostrarvi queste opere d’arte. Per tema? Per soggetto? Dalla più bella alla più brutta? Poi ho deciso: per coppia, dall’ultima classificata e poi su su a salire!”

“Claudio” la voce di Mara lo interruppe “Hai rotto le palle. Possiamo procedere?”

Il marito di Mara incassò il colpo e fece partire la sequenza.

“Decimo posto! Con una sola foto, neanche tanto bella, abbiamo Silvia e Guido!”

Sullo schermo apparve una enorme immagine di una donna con la gonna alzata a mostrare il sedere. A malapena si scorgeva il contesto, ma pensai si trattasse di piazza della Repubblica.

“Ultimi arrivati, per forza… non mi stupisce” continuò l’uomo “saliamo di un piano. Al nono posto troviamo Letizia ed Emiliano!”

Letizia apparve sullo schermo, seduta sull’erba di Boboli. Lo sguardo sorridente, le gambe aperte a mostrare la sua figa a contatto con il prato. Letizia. Marco si avvicinò e disse “Ma lei è…”

“Letizia dell’assistenza clienti. Esatto. Lavoriamo insieme da un bel po’ ma non avevo mai colto i segnali…”

Mara mi gettò uno sguardo molto eloquente.

“E aspettate! Questa splendida modella, già collega della mia signora, ha posato con gran stile anche nello scatto successivo. Peccato che lo abbiano inviato con colpevole ritardo… questi due birichini potevano ambire al podio signori! Potevano sedere tra di voi!”

Sullo schermo apparve una viuzza del centro. In un angolo della foto, Emiliano sedeva su un gradino coi pantaloni abbassati e Letizia stringeva il suo cazzo in una mano, facendo colare della saliva dalla sua bocca.

Giovanni bisbigliò qualcosa nell’orecchio di Simona che annuì. Mara fece scorrere una mano sulla vestaglia di Marco.

Claudio andò avanti col suo spettacolo, commentando le creazioni delle altre coppie. Con l’aumentare delle immagini, si stava creando un’atmosfera vibrante nella sala. Cresceva piano anche in me una calda eccitazione, alimentata dalla curiosità di scoprire gli altri concorrenti e di vedere come avevano gestito le fantasie di Mara.

La seconda sorpresa giunse con la coppia terza classificata. Sia Mara che Emma avevano rivelato l’esistenza di un’altra collega coinvolta nel gioco, ed il momento di scoprire il mistero era finalmente giunto.

“Non varcano il cancello di questa meravigliosa abitazione Antonella e Fulvio! Che peccato… è un sacco di tempo che non giochiamo assieme a questi due e, confesso, una scopatina con Antonella me la sarei fatta volentieri stasera!”

Antonella. Di anni cinquantotto. Sposata con Fulvio da un’eternità. Tutta lavoro, famiglia e chiesa. Antonella la musona del reparto produzione. Adesso succhiava il marito nei pressi di Santo Spirito, poi se la faceva leccare sui viali. Antonella e Fulvio. Quelli che alle cene aziendali se ne stavano sempre in disparte, muti come pesci. Adesso scopano sullo schermo del cinema, circondati da un paesaggio che si può osservare solo da Pian dei Giullari.

“Nulla sarà mai più come prima in ufficio” scherzò Marco, abbandonandosi sullo schienale del divano. Come una saetta, la mano di Mara corse a slacciargli la vestaglia.

“Ma veniamo ora alla prima coppia vincitrice! Simona e Giovanni! Raggiungetemi qui!”

La coppia sorridente si alzò e andò accanto a Claudio che attendeva battendo le mani. Mara intanto aveva sbottonato i pantaloni a Marco e stava bramando il suo membro.

“Stiamo per vedere delle foto da urlo. Siete stati eccezionali” Simona lo ringraziò con un sorriso smagliante “Senti però, prima di andare avanti io credo che tu sia un po’ troppo vestita. Giovanni, posso sfilarle la vestaglia?”

Con un cenno del capo l’uomo acconsentì. Claudio slacciò il cordone di seta che cadde a terra e tolse delicatamente la veste a Simona, che restò in mutande illuminata dal riflesso dello schermo.

“Giovanni? Uno te e uno io!” Disse Claudio, mentre si abbassava su di lei per succhiarle un capezzolo. Il marito lo imitò.

Simona finse imbarazzo, poi sempre sorridendo cercò di sottrarsi a quell’inaspettato attacco. Intanto Mara stava masturbando il mio Marco.

Le foto di Simona e Giovanni sfilarono sullo schermo. Fui avvolta da una inaspettata vampata di calore quando fu il turno dello scatto con i due uomini. Simona stringeva nelle mani due cazzi, quello del marito e uno di un ragazzo di colore, sorridendo all’obiettivo come aveva fatto poco fa con Claudio.

“Sei troppo vestita anche tu” Mara sussurrò all’orecchio. Le sue mani sciolsero il fiocco e fecero scivolare la seta sulla mia pelle. Finimmo sul divano, le nostre bocche unite mentre le mani esploravano il corpo altrui.

Venne il momento delle nostre foto. Simona si sedette e seguì con interesse.

Sullo schermo scorsero i momenti della nostra giornata. Il primo scatto sotto al ponte mi fece ripensare ai corridori che non volevano andarsene. Rivissi il brivido. Mi sembrava di essere di nuovo là. E poi l’aeroporto, con Simona che si abbassò le mutandine e chiese al marito di carezzarla. Lo scatto del Duomo fu quello che alzò la temperatura ben oltre la soglia tollerata.

Quella foto grondava trasgressione da ogni pixel. La faccia sorpresa del ragazzo, il mio sguardo rivolto verso l’alto, verso l’anziano guardone. La faccia tesa di Marco, mai tesa quanto il suo membro che svettava dalla mia mano.

“Questa foto qui meriterebbe di stare sui libri” disse Claudio “In tanti anni di giochi non ho mai trovato una carica erotica come questa. Siamo davanti a una nuova Venere del Botticelli, e non esagero. E davanti a cotanta bellezza, io non posso non celebrare nel modo più consono”

Si aprì la vestaglia, mostrando il suo pene eretto. Lo impugnò con la destra e iniziò a masturbarsi.

Scese un silenzio irreale. Si sentiva solo il suono della sua mano e di quella di Giovanni. Durò per qualche secondo, poi Claudio riprese con la carrellata di immagini.

Simona si sdraiò sul divano, allungando le braccia verso di noi. Mara la baciò con profonda passione. I piedi di Simona si strinsero attorno al basso ventre di Giovanni. Dal nero dei pantaloni vidi uscire il glande arrossato dell’uomo.

“Ok, non mi ascolta più nessuno… metto la riproduzione casuale e mi butto anche io” disse Claudio.

Marco si era sdraiato sotto Mara e aveva iniziato a leccargliela. Il gemito di Mara, ancora impegnata con la bocca di Simona, lo fece aumentare di intensità.

“Signora? Gradisce?”

Mi voltai e vidi il cazzo di Claudio che puntava verso la mia faccia.

Esitai per un istante. Aprii la bocca per dire qualcosa, ma fui fraintesa e mi ritrovai la carne di Claudio a strisciare avanti e indietro sulla mia lingua mentre le sue mani stavano già esplorando il mio seno. Sullo schermo, si alternavano tutte le foto viste in precedenza. Ora c’ero io, ora Simona, ora le mie colleghe, ora delle sconosciute…

Giovanni sfilò dietro a Simona e la prese per i fianchi, lei alzò le braccia per toccargli la testa. Giovanni si alzò in piedi sollevandola. Quando fu sospesa in aria, Simona spalancò le gambe.

“Forza! Uno per uno! Comincio io” disse Mara inginocchiandosi al cospetto della figa di Simona.

Tuffò la faccia tra le sue gambe e il gemito di Simona riempì la sala. Poi fu il turno di Claudio. Giovanni continuava a sorreggerla senza mollare di un centimetro. Mara mi prese per mano e mi accompagnò davanti alle gambe spalancate della donna. La sua figa bagnata e perfettamente depilata attendeva il mio bacio. Mi avvicinai lentamente, la mia bocca si aprì, la mia lingua uscì fuori timidamente e toccò la sua calda carne bagnata. Mara spinse la mia testa in avanti e fui immersa nel piacere di Simona che urlò forte come non aveva ancora fatto.

Mara mi tirò per i capelli, lasciando spazio a Marco. Il mio uomo affondò tra le cosce di Simona, leccandola con ampi e lenti movimenti del capo. Ad un tratto Simona inarcò il bacino in avanti e cercò di salire verso l’alto col corpo. Il cazzo di Giovanni spuntò da dietro di lei e puntò verso il mio uomo.

Marco si voltò verso di me e disse “Amore, guarda un po’”

Poi aprì la bocca e succhiò forte quel membro vigoroso. Giovanni, forse non aspettandosi la reazione, vacillò per un istante. Simona parve essere a un tanto così dal cadere. Intanto Claudio si era avvicinato ai tre e stava cercando di farsi spazio per penetrare Simona. Quando ci riuscì, lei gridò fortissimo di piacere e chiese al marito di metterglielo dietro.

Marco si fece da parte e assistette alla scena. La donna, gambe spalancate e appesa al marito con le sole braccia, strinse gli occhi mentre un altro cazzo entrava a fatica in lei. Quando Giovanni fu in lei, gridò nuovamente con quanto fiato aveva in gola.

“Cazzo si! È meraviglioso!” Ansimava forte “Non smettete! Non fermatevi”

Ci ritrovammo di nuovo tutti sul divano. Mara non mi mollava nemmeno per un secondo. Condivisi Marco con lei e più volte ci unimmo. Le nostre lingue vorticarono tra di loro o mentre uno degli uomini cercava di mettere il suo membro nel mezzo. Le nostre fighe si baciarono più e più volte, lasciando una sull’altra la propria bagnata impronta. Marco e Giovanni ebbero un’altra parentesi insieme. Stavolta fu però Giovanni a rendere il piacere al mio uomo, mentre Simona giocherellava con le sue dita massaggiando il culo del marito.

Claudio mi prese da dietro più volte e ogni suo colpo mi rimandava col pensiero a quella notte. Le sue mani mi afferravano i fianchi, tiravano i miei capelli o schiaffeggiavano il mio sedere. E come quella notte, il suo poderoso membro avanzava e indietreggiava senza conoscere fatica. Raggiunsi l’orgasmo quando mi prese da dietro e spinse la mia testa tra le gambe di Mara. I suoi colpi e il gusto del piacere di sua moglie mi inebriarono e scatenarono un vortice dentro di me, bagnandomi come non avevo mai fatto prima. Mentre baciavo la figa di Mara sentivo la bocca di Claudio che cercava di contenere il mio nettare.

Venni una seconda volta quando fu il mio turno di accogliere tutti gli uomini in me. Mara mi guidò in ogni passaggio, con gran cura si assicurò che fossi pronta. Mentre Marco mi scopava, aiutò Giovanni a entrare nel mio culo con cautela. Lo sentii avanzare centimetro dopo centimetro. All’inizio fu poco piacevole, poi quando il dolore lasciò spazio al ritmo sincronizzato dei due, conobbi solo il più grande piacere mai provato. Claudio me lo mise nuovamente in bocca, quasi a volermi togliere l’aria. Spremuta in ogni angolo da quei maschi eccitati, le mani di Simona e Mara a coprire ogni centimetro della mia pelle, mi sentii una regina. Assaporai ogni secondo, ciascun istante, e sentii il piacere crescere in me colpo su colpo, fino a quando la vista si annebbiò e potei solamente gridare a pieni polmoni.

Fui adagiata sul divano, la pelle madida di sudore, ma dentro di me una sensazione di benessere mai provata prima. Vidi Mara accanto a me, le sue mani sul mio seno, la sua calda lingua nella mia bocca. Poi fu il turno di Simona. Tre corpi uniti in un unico bacio.

“Ragazzi, ce la facciamo una bella venuta noi?” Disse Claudio. Marco e Giovanni annuirono.

“Uno per volta ragazzi? Ce la fate?” Claudio sembrava dirigere l’orchestra “Comincio io? Ok… e chi se la becca questa sborrata? Prova a indovinare!”

Si masturbava forte, fermandosi di tanto in tanto e puntando il glande ora verso di me, ora verso Simona, ora verso Mara. Entrambe le donne lo chiamavano come le sirene chiamavano Ulisse.

“Dalla a me” pregava Simona, la lingua sulle labbra.

“Vieni su di me amore” chiedeva Mara.

La passione si riaccese in me dopo il travolgente orgasmo, alzai un po’ la testa e dissi “sborrami in faccia Claudio”

Fu la parola magica. Claudio prima mi fissò con stupore, poi sorrise e si massaggiò forte il cazzo fino a quando non alzò la testa e si strinse forte la base del pene.

Il suo sperma saettò in grandi fiotti e cadde bollente sulla mia faccia, colpendomi sul naso e su un occhio. Feci per pulirmi ma Mara ordinò “non ti toccare!”

Claudio si abbassò per baciarmi la figa, poi ringraziandomi si spostò, rovinando esausto sul divano. Si pararono davanti a me Marco e Giovanni.

“Forza maschioni, è tempo di schizzare” Mara cercava di provocarli

Giovanni e Marco si masturbarono per un bel po’ ma sembravano essere ancora lontani dal raggiungere l’orgasmo. Fu allora che Simona ebbe l’idea. Si avvicinò a loro e, invece di aiutarli con le sue mani o con la sua bocca, prese la mano di Giovanni e la guidò sul cazzo di Marco. Il mio uomo si lasciò guidare verso il membro di Giovanni.

Simona tornò accanto a me per gustarsi la scena.

“Ah! Hai visto che puttana che è la tua Simona!” Disse Mara “Forza ragazzi, dateci la vostra sborra! Schizzateci tutte!”

I due uomini si masturbarono reciprocamente fino a quando Marco non si irrigidì e scaricò il suo piacere. Giovanni rallentò e fece in modo che il suo sperma colpisse tutte noi. Il sapore del mio uomo sulle mie labbra. Infine fu la volta di Giovanni che, guidato dalla mano di Marco, eiaculò copioso sul mio volto.

Altro seme caldo e appiccicoso si aggiunse sul mio volto, colando lentamente verso il mio seno.

Mara e Simona si lanciarono voraci su di me. Le loro lingue leccarono avide tutto il caldo seme, sputandone un po’ nella mia bocca e baciandomi con bruciante passione. Restammo sfinite sul divano, le mani invischiate sulle fighe, il volto appiccicoso e una soddisfazione dentro di noi che non potevamo descrivere.

Mara e Claudio si alzarono per primi. Ci dissero che potevamo dormire a casa loro e che ci saremmo rivisti l’indomani. Poi uscirono dal cinema abbracciati. Simona e Giovanni indugiarono un po’, coccolandosi sul divano. Temevo volessero riprendere i giochi, ma per mia fortuna (ero letteralmente sfinita) ci salutarono calorosamente, chiedendoci a più riprese di restare in contatto.

Presero le loro cose e uscirono dalla sala.

Marco mi sollevò di peso, mi baciò con dolcezza e disse “andiamo a letto amore. Sei stata tu la regina stasera”
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