Annunci69.it è una Community rivolta ad un pubblico adulto e maggiorenne.
Puoi accedere solo se hai più di 18 anni.

SONO MAGGIORENNE ESCI
Racconti Erotici > Scambio di Coppia > Avventura in alto mare - 2 parte
Scambio di Coppia

Avventura in alto mare - 2 parte


di summeroflove
14.07.2025    |    5.820    |    7 10.0
"“Ti piace il cazzo di Fabio eh?” Sibilò Federica tra i denti, gli occhi chiusi per meglio godere del movimento del mio uomo..."
Il mattino dopo, ci svegliammo con la luce del sole che filtrava dagli oblò e con l’odore del caffè che si espandeva sottocoperta come una piacevolissima nebbia. Mi coprii in vita con un pareo e uscii fuori assieme al mio uomo.

Fabio e Federica stavano seduti a tavola, impegnati a far colazione con due fumanti tazze. Fabio era completamente nudo, Federica, come me, si era coperta il basso ventre con un telo colorato.

“Buongiorno usignoli!” Disse Fabio “Avrete sicuramente bisogno di un bel caffè, dopo il da fare che vi siete dati stanotte!”

Federica ci sorrise porgendo due tazze di caffè.

“Avete dormito bene? Spero per voi, perché ora abbiamo un’oretta scarsa per goderci questo paradiso prima che arrivino i bagnanti della domenica”

Indicò con un gesto plateale la splendida baia al centro della quale avevamo ormeggiato la barca. In lontananza la spiaggia di Fetovaia, ancora deserta nelle prime ore del mattino, accoglieva le piccole onde del mare.

“Abbiamo dormito qui stanotte?” Chiese il mio Lui.

“Oh si, quando siamo ripartiti dopo cena abbiamo fatto un po’ di miglia seguendo la costa. Io e Federica siamo stati a guardare un po’ le stelle. O meglio, lei guardava le stelle, io cercavo di arrivare a destinazione!”

“Scusaci Fabio, non siamo stati molto di compagnia” fece il mio uomo prima di sorseggiare il caffè.

“Non devi scusarti! Siete stati invece di gran compagnia… e pure di ispirazione! Credo vi abbiano sentito pure dalla Corsica!”

“Effettivamente a un certo punto non abbiamo resistito più e siamo scesi sotto coperta pure noi” chiosò Federica.

“Si, abbiamo sentito qualcosa pure noi” rispose un po’ in imbarazzo il mio uomo.

Terminammo la colazione velocemente, la tentazione di tuffarsi in acqua era davvero tanta. Di lì a poco si sarebbe riempito di gente, quindi sfruttammo alla grande quell’oretta scarsa, godendoci in totale tranquillità quell’esclusivo pezzetto di mare.

Fu una domenica mattina da ricordare. Il sole ancora assonnato rendeva gradevole lo stare in quell’acqua cristallina. Nuotammo tutti e quattro fino alla spiaggia, emergendo come delle divinità greche dai flutti. I nostri corpi splendevano ai raggi gentili del sole, offrendo un insolito o inaspettato spettacolo agli occhi dei pochissimi bagnanti, seppur lontani e impegnati a sistemare le proprie cose sulla sabbia.

Quando le occhiate furtive e i commenti si fecero più pungenti, tornammo a nuoto verso la barca. La spiaggia era già diventata una distesa variopinta di ombrelloni e asciugamani. Era giunto il momento di rimettersi in viaggio.

“Dove andiamo adesso?” Chiesi a Federica mentre sdraiate sulla barca lasciavamo che il sole ci asciugasse la pelle.

“Adesso ci allontaniamo da qua. Tra mezz’ora sarà un casino! Mi diceva Fabio che voleva provare ad andare verso il Giglio, poi ci riavviciniamo verso la costa per attraccare al campeggio prima di cena. Che ne dite?”

“Non c’è problema, tanto pensavamo di rincasare domani mattina presto. Io lavoro di pomeriggio domani”

“Che belle giornate che stiamo passando insieme - disse Federica - sono contenta!”

Si voltò verso di me. Ero supina e con gli occhi chiusi, ma sentii la sua voce spostarsi, avvicinarsi a me.

“E che bello sentirti godere ieri notte!”

Aprii gli occhi di scatto, giusto in tempo per vedere una cascata di ricci neri ricadere sul mio viso. In mezzo a quella nuvola corvina, il gusto piacevolmente salato della bocca di Federica che si poggiava sulle mie labbra in un bacio delicato. Il suo seno sfiorò il mio braccio sinistro.

“Fede… io…”

Le nostre bocche si unirono in un lento, lunghissimo bacio. La lingua di Federica, morbidissima incontrò la mia avviando una danza ipnotica. Il sapore del sale e del lontano caffè rendeva tutto reale. Fu sopra di me, la sua pelle vellutata scivolava sulla mia, i nostri capezzoli si sfiorarono ancora e ancora. Mi abbandonai a lei, allargando piano le braccia, le mie mani nelle sue. Non esisteva più niente. La barca. La spiaggia. Fabio. Il mio Lui. Eravamo io e Federica, perse in un lentissimo bacio che speravo non finisse mai.

“Cazzo ragazze, almeno aspettate di essere in mare aperto!” Scherzò Fabio.

Io e Federica restammo l’una nelle braccia dell’altra per un po’, mentre la barca scivolava leggiadra sull’acqua, allontanandosi dall’Isola d’Elba. Ad un tratto, Federica smise di baciarmi in bocca e si spostò lentamente verso il collo. Mi morse un paio di volte, passò la sua lingua fino al mio orecchio, facendomi fremere come mai prima d’ora mi era accaduto.

Pensai - sperai - che questa dolcissima tortura fosse finita, ma sapevo di sbagliarmi. Le sue mani trovarono il mio seno e aprirono la strada alla sua bocca che, senza fretta, incontrò i miei capezzoli turgidi e li mordicchiò maliziosa come aveva fatto con Fabio solo ieri pomeriggio. Sapevo che non sarebbe finita lì, infatti i suoi baci ben presto mossero verso altri lidi, più in basso, dove stavo già ardendo di piacere.

La accolsi alzando leggermente la gamba destra, il contatto con le sue labbra fu una sensazione a lungo attesa a cui mi abbandonai totalmente. Il delicato massaggio della sua bocca mi toglieva il fiato, mentre affondavo le mie mani in quei morbidi ricci corvini. Quando il calore bagnato della sua lingua mi sferzò dal basso verso l’alto, finendo sul clitoride, non potei trattenere un lungo gemito.

Alzai la testa, dietro alla danza sinuosa di Federica tra le mie gambe, Fabio e il mio uomo assistevano alla scena come rapiti. Entrambi eccitati, si toccavano i loro membri fantasticando scenari oramai non impossibili.

Mi persi nell’abile gioco di lingua di Federica. Il sole mi baciava la faccia e la pelle, Federica si prendeva cura di me dal basso, usando la bocca, la lingua e talvolta anche le sue mani.

Non so quanto durò quel momento. Accolsi il suo ritorno verso la mia bocca come se mi mancasse qualcosa. Una sensazione che però svanì del tutto quando mi baciò portando con sé nella mia bocca il sapore del mio piacere.

“Grazie amore!” Mi sussurrò poco prima di sdraiarsi nuovamente accanto a me.

Fabio e il mio uomo continuarono sognanti a guardarci dal timone. La loro eccitazione non era scesa di un centimetro.

“Sarebbe troppo facile ora alzarsi ed andare da loro - mi disse Federica - lasciamoli stare, sennò poi si abituano male” e rise sonoramente.

In effetti fu come se Federica mi avesse letto nella mente. Avrei voluto alzarmi, prenderla per mano e andare dai nostri uomini, cavalcarli lì al timone, senza tante smancerie. Solo sesso sfrenato, in mezzo al mare, lontano da tutti.

Mi sedetti sul materasso, sia Fabio che il mio uomo mi offrirono la loro virilità, esaltandola con la loro mani a stringerla alla base o massaggiando l’inguine. “Vieni qua” dicevano le loro bocche, sovrastate dal suono del vento.

Aprii piano le gambe, a mostrar loro la mia figa già tormentata dalla bocca insaziabile di Federica. Feci scorrere le mie dita, con dolci movimenti circolari giocai col mio clitoride. La mia bagnata eccitazione brillava sulle mie grandi labbra baciate dal sole.

Il gioco animalesco dei due uomini, in preda a una voglia matta ma ingabbiata dietro ai timoni della barca. I loro cazzi oscenamente esposti e puntati verso di me. Le loro mani che scorrevano su e giù, ora nascondendo ora mostrando i loro glandi turgidi.

Si alzò anche Federica, mi sorrise mordicchiandosi il labbro in quel suo modo che mi stava facendo impazzire, e anche lei offrì la vista della sua figa al mio uomo e a Fabio. Si sporse un po’ verso di me solo per baciarmi e lasciare che le nostre lingue duellassero in punta di fioretto.

Io e Federica ci voltammo l’una verso l’altra. Le nostre gambe si incrociarono. I nostri corpi riscaldati dal sole si muovevano uno contro l’altro. Le nostre fighe si sfiorarono, una volta, un’altra volta. Poi si unirono in un bagnatissimo bacio che fece vacillare gli uomini a bordo.

Eravamo oramai in mare aperto. Fabio cercò di arrestare la barca come meglio poteva, ostacolato dalla sua erezione che sbatteva contro ogni cosa presente sul ponte.

Il mio Lui ci raggiunse, si unì al duello di lingue, poi si issò sui materassi e si mise in piedi davanti a me e Federica. Il suo cazzo puntava verso prua. Le nostre bocche lo presero d’assalto, mentre con le mani spingevamo le sue natiche verso di noi. Continuammo a baciarci insaziabili, passandoci il membro del mio uomo di bocca in bocca. Le nostre fighe ancora a contatto avevano bagnato il materasso sotto a noi, rendendo tutto ancor più piacevole e vizioso.

Un altro cazzo si presentò al nostro cospetto. Era Fabio, finalmente libero dagli obblighi della barca. Gli detti il benvenuto facendolo scomparire dentro la mia bocca e godendo della sua rigida eccitazione che spingeva verso la mia gola.

Passò poco distante da noi una barca. Sentimmo fischiare qualcuno ma non ci interrompemmo neanche per guardare chi fosse. Incoscienti forse, probabilmente il tizio poteva filmarci o farci delle foto, ma eravamo in preda alla passione più sfrenata e non avremmo smesso per nessun motivo al mondo. Fortunatamente la barca si allontanò poco dopo.

Quando Fabio fu pronto, non ci fu neanche bisogno di parlarci. Mi buttai all’indietro poggiandomi sui gomiti, lo guardai con ardente passione mentre alzavo piano la gamba destra. In un istante fu davanti a me, il suo cazzo picchiettò sulla mia figa oramai completamente bagnata, poi fu dentro di me con una spinta possente che fece scoppiare un lunghissimo brivido caldo dalle mie profondità. Lo sentivo avanzare poderoso e lento, centimetro dopo centimetro. Accanto a me, il mio uomo aveva preso da dietro Federica, che si avvicinava alla mia bocca, i riccioli neri e i seni impegnati in una inequivocabile danza circolare.

“Ti piace il cazzo di Fabio eh?” Sibilò Federica tra i denti, gli occhi chiusi per meglio godere del movimento del mio uomo.

Le risposi cercando la sua bocca, quella bocca che poco prima avevo assaporato scoprendo il suo sentore di sale marino.

Fabio uscì da me lasciandomi supina sul materasso, alla ricerca di un appiglio con la realtà. Lo vidi affondare il suo membro nella bocca di Federica, ora presa contemporaneamente dai due uomini. Scivolai sotto di lei, cercando la sua figa. Rimasi per un po’ a contemplare il cazzo del mio uomo che entrava e usciva, poi la cinsi in vita spingendola dolcemente verso il basso, verso la mia bocca. Baciai il suo clito più volte, mentre le palle del mio uomo sbattevano sulla mia fronte con forza. Un urlo musicale uscì dalla bocca di Federica, presa su tre fronti in un attacco senza sosta.

“Ora tocca a te” disse il mio uomo sdraiandosi sul materasso bianco, nel punto dove le nostre fighe avevano lasciato una grossa chiazza.

Si prese il cazzo in mano e mi disse “Vieni qui”. Obbedii subito salendo a cavalcioni, mi appoggiai con delicatezza sul suo glande e quando meno se lo aspettò, spinsi con forza il bacino verso il basso. Federica intanto si era inginocchiata sopra alla faccia del mio Lui, offrendole la sua figa. I nostri corpi in una simultanea danza del ventre prendevano e davano piacere al mio Lui.

Fabio scese dal materasso per riapparire dietro di me. Sentii il suo cazzo spingere delicato sulla mia figa già occupata dal mio uomo. Una spinta, un’altra, il mio uomo che esce e rientra, un’altra spinta gentile. I due cazzi che entrano dentro di me facendomi esplodere di piacere.

Una danza sincronizzata, prima Fabio poi il mio uomo. E ancora. E ancora. La loro virilità scivolosa, a contatto uno contro l’altro, la mia vagina perdutamente bagnata. Lo spettacolo della schiena abbronzata di Federica che offriva alla bocca del mio uomo il suo fiore più prezioso. Il lento incedere dei due uomini mi portò in alto, regalandomi un orgasmo potentissimo che urlai a pieni polmoni nel silenzio del mare aperto.

Fabio fu il primo a uscire. Salì nuovamente sul materasso e rimase in piedi masturbandosi forte. Federica capì, si voltò verso di lui offrendole il seno e aprendo la bocca.

“Fede vengo! Fede sto venendo!”

Scivolai via dal mio uomo e raggiunsi Federica, giusto in tempo per vedere un grosso fiotto di sperma schizzare da Fabio e cadere sul seno della donna e sulla sua bocca. Fabio continuò a gemere e fu allora che un secondo schizzo mi raggiunse in pieno volto. Gli occhi mi bruciavano, ma ancor di più ardeva il mio desiderio. Abbracciai Federica, leccai il seme dell’uomo sulle sue labbra. Sentii lo sperma sul suo seno appiccicarsi al mio petto. Ci baciammo con passione mentre Fabio assisteva rapito.

Il mio uomo si alzò e si fece alle nostre spalle. Lo sentii gridare di piacere e accolsi il suo caldo seme sul volto mentre mi baciavo con Federica. Schizzò tre, quattro volte, colpendoci in faccia. Il bianco seme scivolava giù sul collo, ora sul seno, ora veniva ripreso da una bocca e offerto all’altra. Crollammo tutti e quattro sul materasso, sfiniti ma appagati. Federica allungò una mano sul cazzo del mio uomo, accarezzandolo dolcemente mentre con l’altra intrecciava le sue dita con Fabio.

Rimanemmo in quella posizione a lungo, respirando gli ultimi vapori del piacere. Quando le forze tornarono a scuoterci, ci tuffammo tutti e quattro in mare.
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore. Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Voto dei Lettori:
10.0
Ti è piaciuto??? SI NO

Commenti per Avventura in alto mare - 2 parte:

Altri Racconti Erotici in Scambio di Coppia:




® Annunci69.it è un marchio registrato. Tutti i diritti sono riservati e vietate le riproduzioni senza esplicito consenso.

Condizioni del Servizio. | Privacy. | Regolamento della Community | Segnalazioni