Scambio di Coppia
Lucia e Luca - 1 parte
22.08.2025 |
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"Il gioco tornò quindi nelle mani di Lucia, che stavolta non esitò ad annunciare la sua scelta: “Verità!”
‘La tua pratica sessuale preferita’
La ragazza sprofondò nel divanetto, ..."
(Si consiglia di leggere dopo “Avventura in Alto Mare”)Luca e Lucia tornarono alla loro tenda tenendosi per mano in silenzio.
Lucia, il volto incorniciato dai capelli bagnati, avanzava sognante nella pineta, rivivendo dentro di lei le emozioni fortissime e inedite provate solo pochi minuti prima in quella doccia. Il suo corpo ancora imperlato di acqua, fremeva dolcemente sotto al telo mare che la avvolgeva.
Luca sembrava un pugile suonato. Guardava per terra e non proferiva parola. Sembrava travolto da un caos di emozioni che forse aveva sognato in privato, ma che non aveva mai provato per davvero sulla sua pelle.
Trascorsero la giornata serenamente, seppur senza parlare molto. Nel pomeriggio tornarono sulla spiaggia e fu solo per una frazione di secondo che non incrociarono nel vialetto del campeggio la coppia incontrata sotto la doccia.
Mentre Lucia e Luca imboccavano la stretta via che conduceva alla loro piazzola, i loro sconosciuti compagni di giochi giravano l’angolo con i loro bagagli, diretti verso il parcheggio della struttura e accompagnati da un uomo con una lunga barba curata e da una abbronzata dea dai capelli corvini.
Quella notte, il campeggio fu colpito da un’anomala bolla di calore. La pineta, di solito piacevolmente fresca al calar del sole, era divenuta un forno. Aria ferma e umidità elevata turbavano il riposo dei villeggianti che vagavano nel buio o se ne stavano sdraiati davanti alle loro tende o roulotte, nella speranza di un alito d’aria.
Lucia non riusciva a dormire. Si girava nel letto senza trovare una posizione che la facesse finalmente rilassare. L’aria nella tenda era opprimente. Prima spinse via il lenzuolo con un piede, illudendosi di un brevissimo istante di fresco, poi si tolse la maglietta, restando con le sole mutandine a fissare il gancio sulla parte alta della tenda. La sua inquietudine fece svegliare Luca che le chiese se fosse tutto a posto.
“Mi fa un caldo pazzesco. E ho un dubbio che mi tormenta da stamani”
“Di cosa stai parlando amore?”
“Non abbiamo ancora parlato di quello che è accaduto stamani. È tutto il giorno che ti sento vicino a me, ma per qualche motivo non mi hai detto neanche una parola. Luca, va tutto bene?”
Luca si tirò su a sedere, passandosi una mano sulla testa rasata.
“Cosa dovrei dirti di più di stamani? Intendo…”
“Non mi hai detto niente. Ci siamo trovati in una situazione nuova, folle, assurda. E… A me è piaciuta. Tanto. Tantissimo, Luca. Abbiamo varcato una soglia che fino a ieri guardavamo con curiosità, ma è quella curiosità che ti solletica quando siamo nell’intimità. Non avrei mai pensato un giorno di trovarmici nel mezzo…”
“Io… io mi sento un po’ stordito. Non mi capita tutti i giorni una roba del genere. Ma ho pensato e ripensato oggi… e sono felice di aver varcato quella soglia insieme a te amore. Ho visto come godevi, come ti concedevi e come al tempo stesso mi cercavi. Ed è stato… bellissimo. Si. Bellissimo.”
Lucia lo baciò di scatto, spingendolo dolcemente sul materassino. Il bacio si prolungò a lungo, mentre la pelle madida di sudore di Lucia incontrò il petto di Luca. Il respiro della ragazza cresceva mentre le sue mani correvano lungo i fianchi del compagno. Quando le dita incontrarono l’elastico degli slip di Luca, furono velocissime a scivolarci dentro, scoprendo l’erezione del ragazzo. Lucia si sfilò le mutandine e in un batter d’occhio fu sopra il suo ragazzo, iniziando a spingere con le gambe e a roteare il bacino attorno al membro eretto di Luca. L’ipnotica danza dei seni di Lucia nell’ombra della tenda furono la benzina che alimentò il fuoco della passione di Luca. La ragazza cavalcò a lungo, godendo di ogni singolo centimetro che avanzava dentro di lei, abbandonandosi al compagno solo dopo una interminabile lentissima danza. Si addormentarono nudi, abbracciati e sereni. Verso le cinque del mattino, un debole alito di vento addolcì il loro sonno.
Il giorno dopo una nuova luce illuminava i volti dei due ragazzi. Lucia sembrava rinata e la sua bellezza splendeva mentre si preparava per la serata assieme al suo fidanzato.
“Ho prenotato alle nove al ristorante sul mare. Dicono sia spettacolare! Poi magari dopo ci spostiamo sulla spiaggia e facciamo il bagno di mezzanotte” Disse mentre si infilava un paio di sandali alla schiava bianchi che facevano risaltare le sue morbide gambe abbronzate.
“Hai intenzioni serie” scherzò Luca guardando con interesse la calzatura scelta dalla ragazza.
“Capirai! Non c’è neanche un centimetro di tacco! Come mi stanno?”
“Una favola!”
Lo sguardo salì lungo le gambe di Lucia, piacevolmente costrette nei lacci bianchi, fino alla strettissima mini che lasciava poco spazio all’immaginazione. Luca capì subito che sarebbe stata una serata interessante.
“Quando sei pronto, io sono pronta!” Disse, stampandogli le labbra rosse sulla guancia.
“Tavolo per due, ho prenotato come Luca e Lucia” disse la ragazza. Un giovane cameriere prese tempo balbettando qualcosa, poi sparì nel turbine dei tavoli della splendida terrazza sul mare. Tornò dopo qualche minuto, scusandosi e dicendo che c’era una cosa da risolvere. Lucia lo incalzò, chiedendo spiegazioni. Il ragazzo, con vistoso imbarazzo, si dileguò dicendo di attendere un momento.
Lucia scrollava nervosamente il suo Instagram, visibilmente contrariata dall’imprevista situazione. Luca si guardava intorno, sperando di trovare un aiuto da parte del personale del ristorante.
Dopo lunghi e interminabili minuti, si presentò davanti a loro il titolare del locale.
“Sono terribilmente dispiaciuto signori - disse costernato - temo che ci sia stato un disguido. La vostra prenotazione non risulta da nessuna parte”
La ragazza scostò lo sguardo dallo smartphone al titolare, fulminandolo.
“Lo so, è imperdonabile. Tuttavia, se mi date ancora solo un secondo vorrei provare a trovare una soluzione”
“Beh - fece Luca - visto l’accaduto un posticino deve per forza trovarcelo… Oggi festeggiamo l’anniversario di fidanzamento!”
Lucia lo guardò con stupore, poi mangiò la foglia e sorrise all’uomo, che disse “Vedrò quel che posso fare”
La finta dell’anniversario portò alla preparazione di un tavolo improvvisato, proprio a ridosso della balaustra sul mare. I due furono fatti sedere dal titolare che si scusò ancora una dozzina di volte e comandò a un cameriere di portare subito una bottiglia di prosecco.
“È il prezzo da pagare quando si vuol mangiare bene e bere meglio!” Disse qualcuno alle spalle di Luca. I due si voltarono verso la voce e incontrarono il gran sorriso di un uomo tra i quaranta e i cinquant’anni, dalla lunga barba curata e lo sguardo magnetico. L’uomo sedeva al tavolo accanto, in compagnia di una bellezza corvina che si voltò a sorridere ai ragazzi, offrendo loro l’ammaliante vista della sua schiena abbronzata. Un abito nero la avvolgeva sui fianchi e si chiudeva malizioso sul retro, lasciando intravedere un accenno delle sue curve perfette.
Lucia sorrise all’uomo, ma dentro di sé si domandava dove lo avesse già visto.
“Scusatemi, non volevo essere troppo invadente. Buona serata e buon appetito!” E alzò un calice di rosso con un gesto discreto.
I due fidanzati ringraziarono, senza poter contraccambiare il brindisi in quanto la loro bottiglia non era ancora arrivata. La donna dai ricci corvini disse “Non preoccupatevi, non c’è fretta. Brinderemo non appena arriva la vostra bottiglia”
Il cameriere giunse al tavolo pochi minuti dopo e versò il prosecco ai due ragazzi. Lucia e Luca brindarono prima tra loro, alzando i flutes, poi estesero il brindisi anche ai due sconosciuti, che ricambiarono volentieri.
“Non mi riesce di capire dove l’ho già visto lui… non è una faccia nuova” fece Lucia sorseggiando le fresche bollicine.
“Ma chi?”
La ragazza indicò con un rapido gesto degli occhi l’uomo con la barba seduto dietro a Luca.
“Non mi sembra difficile amore. Lo avrai incontrato da qualche parte al campeggio”
“Dici? A me sembra di averlo già visto da qualche altra parte. A Firenze? Boh. Mi verrà in mente”
La cena fu impeccabile e trascorse serena tra una portata e l’altra. I due fidanzati si lanciarono sguardi carichi di amore e passione per tutta la serata e in più di una occasione scambiarono due parole con i vicini di tavolo, che scoprirono chiamarsi Fabio e Federica ed essere alloggiati nel campeggio con la loro roulotte, poco lontano dalla loro piazzola.
C’era qualcosa nella voce di Fabio e nel suo sguardo che smuoveva qualcosa dentro Lucia. Ne riconosceva un certo fascino magnetico e sicuramente una grande abilità nel parlare. Ogni battuta, ogni sua parola sembrava interpretata da un copione ben scritto. Dette la colpa al alcool, quando pensò di essere dentro a un film, e si vergognò di confessare l’assurdo pensiero a Luca.
“Ragazzi, noi saliamo sulla terrazza a prendere una boccata di aria fresca e a fare un’ultima bevuta prima di andare a dormire. Ci fate compagnia?” Chiese Federica.
I ragazzi esitarono un po’, si guardarono come a cercare conferme nell’altro, poi fu Luca ad accettare l’invito.
“Benissimo - fece Fabio - sopra tengono un rum eccezionale, non vedo l’ora di farvelo assaggiare”
Sul tetto piano del ristorante era allestita una terrazza panoramica con quattro graziosi angoli privati, con divanetti e tavolini delimitati da fitte piante di gelsomino. Al centro vi era un piccolo open bar fornito di vari tipi di liquori. L’accesso era riservato ai clienti del ristorante, sebbene non fosse molto pubblicizzato, per evitare di rovinare l’esclusività della location. Dai questi salottini a cielo aperto, si poteva ammirare l’intera costa e, nelle sere senza luna, osservare le stelle che punteggiavano la volta celeste fino a raggiungere quasi l’orizzonte.
Federica si sedette sul divano, accavallando le lunghe gambe. “Mica vi scoccia se mi tolgo le scarpe? - chiese garbata - i tacchi sono belli, ma superati i quaranta diventano impegnativi” si sfilò i sandali davanti a Luca, che non potè fare a meno di guardarle i piedi, perfettamente curati.
Federica si sgranchì le dita del piede sinistro, poi sorrise a Lucia “a proposito di scarpe, i tuoi sandali sono davvero carini. Ti stanno benissimo”
Lucia ringraziò, e rispose con lieve imbarazzo “io però ci sto comoda, non me li tolgo”
Federica rise, facendo danzare i suoi riccioli neri alla fioca luce del loro salottino. Arrivò Fabio, che servì il rum a tutti spiegandone le particolarità e lanciando un brindisi. Lucia bevve un sorso e fu travolta da uno schiaffo alcolico. Abbassò il bicchiere di scatto nel momento in cui l’alcol lasciò la scena a una nota di caramello e vaniglia che piano piano si stendeva nel suo palato, carezzandolo con dolcezza.
“Buono eh? - Disse Fabio - forse dovevo dirti che di primo acchito è un po’ come dire… aggressivo!”
Trascorsero una piacevole serata, carezzati da una leggera brezza e solleticati dalle note aromatiche del rum. Parlarono a lungo del più e del meno, tirando fino alla chiusura del ristorante al piano di sotto.
“Ma adesso dobbiamo andare via?” Chiese Luca.
“E perché mai? - rispose Federica - possiamo uscire dalla scala antincendio. Non si potrebbe, ma diciamo che è una concessione che il padrone del ristorante fa a quelli che salgono in terrazza dopo la cena”
“Non è proprio così… Come vedete è un ambiente molto tranquillo. Sergio, il proprietario, è un amico e non ha problemi se restiamo a berci una cosa in pace fino a quando vogliamo. Ovvio che se gli prosciugo l’open bar poi si incazza! Fino a oggi però non è mai accaduto…”
“Beh, se continui a tentarci con questo rum mi sa che da domani questo Sergio cambia la serratura!” Scherzò Luca.
“Dai, allora finiamo questa bottiglia e andiamo a letto! - disse Fabio - vi va di fare un gioco?”
“Un gioco? - rispose Lucia, piuttosto su di giri per i numerosi shot offerti dalla casa - che gioco facciamo?”
Le dolci note vanigliate le avevano teso un tranello e ci era caduta con tutte le scarpe. Non era ubriaca o incosciente, ma stava galleggiando in quel limbo di confusa allegria tipico degli aperitivi prolungati. Anche gli altri erano leggermente predisposti alla risata. L’unico che sembrava reggere l’alcol benissimo era Fabio, ancora fresco come una rosa.
“Obbligo o verità!” Disse Federica alzando una mano.
Luca guardò la fidanzata, che sorrise e aggiunse: “chi si rifiuta beve uno shottino!”
Federica rilanciò: “e con il jolly!”
“Il jolly?”
“Ognuno di noi può giocare il jolly solo una volta. Quando lo fa, non deve fare quello che gli viene chiesto di fare, è salvo per un turno e fa bere gli altri tre partecipanti! A fine bottiglia, vince chi ha bevuto meno”
“Ok, quindi tra due minuti la bottiglia sarà pronta per essere buttata nel vetro!”
“Non esserne così sicura, Lucia” le disse Federica, mordicchiandosi il labbro.
Fabio poggiò il suo smartphone sul tavolo. Aveva trovato il gioco online, configurandolo coi nomi dei partecipanti.
“Chi inizia?” Chiese Fabio.
“Inizia tu amore” le rispose Federica.
“Ok. Scelgo… verità!”
E toccò il bottone verde sullo schermo, dove apparve la scritta “Hai mai comprato qualcosa in un sexy shop? Se sì, che cosa?”
Lucia deglutì. Ebbe il leggero sospetto di essersi lasciata andare un po’ troppo. Luca la vide e le chiese con lo sguardo se era tutto a posto.
Fabio sorrise e disse: “Vedo che abbiamo iniziato piano piano… vabbè, confesso! L’ho fatto. - la curiosità fece calare il silenzio - Ma non pensate chissà cosa. Ho comprato una bambola gonfiabile orribile per un addio al celibato di un amico!”
Luca e Federica sorrisero. Lucia si scosse dal torpore.
“E bravo amore, ti sei salvato. Tocca a me - disse Federica, sporgendosi in avanti verso lo smartphone sul tavolino, scoprendo per un istante una generosa scollatura - scelgo… obbligo!” Attese il caricamento della pagina e si lasciò scappare un gridolino.
“Ma anche questa è facile: ‘scegli due giocatori che devono baciarsi alla francese per venti secondi’. Vieni qui amore”
Fabio obbedì e si avvicinò a Federica. Le loro bocche si unirono in un lentissimo bacio, lasciando intravedere di tanto in tanto la danza delle loro lingue. Fabio si interruppe e guardò i due fidanzati: “ehi? Contate fino a venti per favore?”
Fu il turno di Lucia. Fissava quello schermo luminoso nel buio, indecisa su cosa scegliere. Si sfregava nervosa le mani, indugiando.
“Amore? Non è un esame universitario… scegli o l’uno o l’altra!”
“Eeh… io scelgo… vabbè, obbligo. Vediamo che scappa fuori”
Toccò lo schermo. ‘Mostra il sedere al giocatore alla tua destra’
“Eh cazzo no però!”
“Hai sempre il jolly Lucia” le ricordò Federica.
“Giusto. Gioco il jolly. E speriamo che questa bottiglia venga finita nei prossimi tre turni, sennò sono nei guai…”
Fabio versò tre shot di rum. “Alla salute!”
“È il tuo turno Luca”
Gli occhi di ghiaccio del ragazzo fissavano lo smartphone. Lucia gli ricordò in tono canzonatorio che non si stava trattando di un esame universitario.
“Verità!”
‘Hai mai fatto giochi di ruolo? Se sì cosa?’
“Si vabbè ma questo è un complotto contro di me, dai!” Esclamò Lucia tra l’avvilito e il divertito.
Il sorriso compiaciuto di Luca: “Yes. Ho giocato a D&D”
Lucia contrariata rispose: “E che cazzo c’entra? Qui si parla di giochi di ruolo… sexy!”
“E dove sta scritto?”
Lucia volse lo sguardo verso Federica e Fabio, in cerca di approvazione. Fabio scosse la testa divertito ed esclamò: “Mi spiace, ha ragione il tuo ragazzo! Tocca a me: obbligo!”
A Fabio e Federica capitarono due azioni piuttosto semplici e scherzose. Il gioco tornò quindi nelle mani di Lucia, che stavolta non esitò ad annunciare la sua scelta: “Verità!”
‘La tua pratica sessuale preferita’
La ragazza sprofondò nel divanetto, portandosi le mani al volto. Fabio e Luca le chiesero se andava tutto bene, lei rispose che era seriamente tentata di lanciare il telefono di Fabio in mare.
“Avevamo detto due jolly, vero?”
Tre teste si scossero all’unisono.
“Si ok, però seriamente… a chi potrà mai interessare una roba del genere?”
Federica alzò la mano ridendo come una matta. Fabio la imitò, seguito da Luca che scherzava fingendosi disinteressato.
“Ok. La mia pratica preferita… che questo signore qui non potrà più praticare con me - indicò Luca suscitando una risata corale ben più fragorosa - è… il sessantanove. Uffa!”
Abbassò gli occhi, passando il telefono al fidanzato.
“Obbligo” disse Luca.
‘Chiudi gli occhi per un turno’
“Ragazzi, seriamente… ma che cazzo di gioco è! “ Risate.
Il gioco continuò, qualcuno scelse di bere e Lucia infilò una serie di azioni più leggere e fu divertita dall’ascoltare Fabio che confessava il colore dei suoi peli pubici (“non saprei, li ho rasati quando ho inziato a vederli diventare bianchi”), nel vedere Federica che leccava l’orecchio del compagno o Luca che doveva togliere la camicia a Fabio. Il divertimento diventò giubilo quando Luca giocò il jolly, glissando su una domanda veramente troppo personale per essere condivisa con il resto del gruppo.
“Dai che sto andando alla grande… obbligo!”
‘Obbligo di gruppo: ciascun giocatore si toglie un indumento (le scarpe non valgono!)’
Silenzio.
“Chi comincia?” Fece Luca.
Fabio si tolse di nuovo la camicia, poggiandola sul divanetto. Luca si sfilò la maglietta.
Restavano solo Lucia e Federica. La donna si alzò, strizzò l’occhio alla ragazza e si tirò un po in su il vestito. Con un rapido gesto poi fece scorrere le mutandine verso il basso. Si sedette di nuovo e se le sfilò lentamente. Quando ebbe finito, le tirò maliziosamente sul tavolo.
“È una sfida?” Chiese Lucia, alzandosi e imitando il gesto di Federica. Fabio la osservava in silenzio mentre faceva scivolare il suo intimo lungo le sue gambe, fasciate in quei provocanti sandali.
A fine turno, sul tavolino accanto allo smartphone c’erano due paia di mutandine.
Federica si rivolse a Lucia: “Cara compagna smutandata - rise - hai notato che siamo disposti male? Dovremmo stare uomo/donna/uomo/donna. Insomma, pensa se a questi uomini dovesse capitare qualcosa di compromettente!”
“Tesoro, sono mezza ubriaca, non ho più le mutande e ho raccontato ai quattro venti che adoro fare il sessantanove… cos’altro può accadere di compromettente? E va bene… ma solo perché adesso il mio turno diventa quello di Luca, e io avrò di che lamentarmi!”
Si scambiarono di posto e Luca fece la sua scelta: “Verità!”
‘Qual è il periodo più lungo che hai trascorso senza lavarti?’
Luca rise a crepapelle. Aveva appena preso il posto di Lucia e gli era toccata l’ennesima domanda sciocca. Rispose tra una risata e l’altra, poi attese il turno della fidanzata.
“Amore, credo che pagherai a caro prezzo questa serata, sai? Scelgo verità”
‘Qual è il posto più strano dove hai fatto sesso?’
Un lampo caldo accese qualcosa nel profondo di Lucia. Si rivide in quella doccia, solo poche ora prima. L’uomo sconosciuto che la possedeva sotto il getto caldo, Luca che la baciava con passione mentre lei si scopava l’estraneo, il brivido perverso di concludere il gioco all’aperto, con il rischio di farsi scoprire e…
“Posso avere da bere per favore?”
Fabio le versò da bere, poi lesse il suo obbligo.
“Fai una lap dance al giocatore seduto davanti a te?” Lo sguardo si alzò a incrociare quello spaventato di Luca.
Fabio non disse altro se non “Salute!” e buttò giù uno shot nell’ilarità generale.
“Tocca a me. Scelgo… obbligo - toccò lo schermo e sgranò gli occhi - No, gioco il jolly!”
Luca fece in tempo a leggere l’azione rifiutata dalla donna. Avrebbe dovuto togliersi tre indumenti e non rimetterseli per tre turni. Deglutì.
“Verità” disse, prima di bersi il jolly di Federica.
Toccò di nuovo a Lucia. Iniziava a sentirsi accaldata nonostante la brezza fosse un balsamo, certamente tutto quel rum non aiutava.
“Obbligo! Vediamo cosa mi toccherà adesso. Forse di importunare il mio vicino di piazzola?”
‘Tutti i giocatori tranne te si tolgono un indumento’
“Signori, la fortuna gira… siete pregati di mettere i vostri abiti qui, accanto alle mie mutande!”
Luca e Fabio si tolsero i pantaloni, restando in mutande. Fabio fece ironia sul fatto che la sua scelta di indossare le infradito quella sera gli aveva tolto la possibilità di giocarsi i calzini. Federica alzò il bicchiere. Il suo abito aperto sulla schiena era unico indumento che le restava.
Il gioco andava avanti, il tempo pareva essersi fermato. Soprattutto, quella bottiglia di rum sembrava non avere fondo, complici le dosi contenute che Fabio sapientemente centellinava.
Fu nuovamente la volta di Lucia. Si sentiva la testa pesante e si stava promettendo di non bere più neanche un goccio. Scelse Obbligo e rimase di ghiaccio quando lesse a bassa voce ‘Mostra il tuo intimo. Se non lo indossi fatti comunque guardare dagli altri giocatori per trenta secondi’.
“Quindi? - disse Fabio - che ti è capitato? Devo versare?”
Lucia prese il bicchiere, chiuse gli occhi un istante e la terrazza le sembrò girarle attorno. Allentò la presa sullo stelo di vetro e si alzò in piedi. Luca fissava lo schermo dello smartphone, incredulo. Federica si mordicchiava il labbro in quel modo così provocante. Fabio disse solo “oh oh…”
Portò le sue mani sui fianchi e si alzò la mini quanto bastava per far vedere a tutti e tre il suo basso ventre. Il suo curato ciuffetto di peli fece capolino da sotto la minigonna. Poggiò un piede sul tavolino, allargando la gamba quel poco che bastò per far sì che le sue labbra potessero sporgere timidamente. Fissò negli occhi i compagni di gioco e iniziò a contare lentamente. Federica si sporse in avanti, socchiudendo gli occhi come in contemplazione di un’opera d’arte.
Quando i trenta secondi terminarono, si rivestì e tornò a sedersi accompagnata da un lieve batter di mani.
Fabio giocò il suo jolly (“No! A questa non posso rispondere!”) versando l’ennesimo giro ai tre giocatori. Lucia buttò giù lo shot sapendo che se ne sarebbe pentita il mattino seguente.
“Ragazzi, siamo quasi in fondo alla bottiglia… qui ci saranno forse altri due shot!” Sentenziò Fabio, con una punta di delusione.
“Due shot? Giocheremo per ore allora - disse Federica - scelgo Verità! Dunque vediamo… oh! ‘Racconta la tua prima volta’… beh, mettetevi comodi amici!”
Seguì un racconto molto dettagliato del primo amplesso di Federica, con un ragazzo di quinta superiore, oramai diversi anni fa. Fabio non mosse un muscolo, neanche quando Federica confessò i dettagli anatomici del ragazzo o le posizioni praticate.
“…e così è come ho incontrato tuo padre! Tocca a te Luca!”
“Ho colto la citazione - disse - Obbligo!”
‘Togliti un indumento, mettiti in una posa sexy e fatti fotografare’
“Wow, mi sa che adesso tocca a qualcun altro far cadere le mutande a terra!” Esclamò Lucia.
Impiegò un minuto buono a convincersi, pressato da Fabio che stava già avvicinando la bottiglia. Si alzò di scatto e si denudò. Federica stava seduta poco distante e si rimise in posizione contemplativa quando notò la sua dote generosa.
“Come devo mettermi?” Chiese Luca imbarazzato, coprendosi con le mani.
“Intanto togli le mani da lì - disse Federica - poi siediti sul divanetto, ecco! Alza un secondo questa gamba, perfetto - la donna toccò il suo ginocchio - toccati la testa con le mani, come a rassettare i capelli che non hai… bellissimo! Non ti muovere”
Un flash illuminò il salottino. Federica scattò e guardò il risultato. Voltò il telefono per mostrare a tutti la foto e disse “Complimenti! Sei nato per posare!”
Luca non ebbe la lucidità di chiederle di cancellare la foto. Non lo fece neanche Lucia, tutta concentrata con la sua prossima scelta “Obbligo!”
‘Sbottona i pantaloni del giocatore alla tua sinistra. Se non ha i pantaloni usa la tua bocca per togliergli le mutande’
Lucia alzò il bicchiere, Fabio versò quel che restava del rum.
“Ammetto che un po’ mi dispiace. Ad ogni modo, abbiamo finito la bottiglia!”
Luca iniziò a rivestirsi, sotto lo sguardo attento di Federica. Fabio intanto stava calcolando il punteggio sulla punta delle dita.
“Se ho fatto bene i miei conti, Federica ha bevuto solo sei shot. Io credo di averne buttati giù sette o otto. Voi ragazzi?”
“Otto anche io” disse Luca.
“Sette con questo, ma potrebbero essere di più” chiosò Lucia, ormai completamente persa.
“Allora nomino vincitrice Federica!” Le prese la mano e le alzò il braccio in segno di vittoria.
“Che cosa ho vinto?” Chiese la donna, mentre riprendeva il suo slip dal tavolo.
“Hai vinto… hai vinto…” Fabio stava improvvisando.
“Che può aver vinto?” Chiese Lucia.
“Fermi! Ho un’idea” disse Fabio “hai il potere di darci una penalità a testa”
Federica sorrise mentre si rimetteva le mutandine e i sandali. Si alzò in piedi, sistemandosi il vestito. Barcollò un secondo, tra rum e tacchi, poi riprese l’equilibrio.
“Le mie penalità sono…” con lo sguardo cercava gli altri tre “Lucia! Tu devi passare la notte con Fabio. Fabio! Tu devi fare la stessa cosa con Lucia. E tu Luca, passerai la nottata con me. Ci state?”
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