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Scambio di Coppia

Lucia e Luca - La Notte di Luca


di summeroflove
26.08.2025    |    4.646    |    2 9.8
"Luca giocò d’anticipo prendendole la testa con le mani, spingendo con decisione quella morbida nuvola di ricci corvini verso il suo membro..."
“Che cosa?” Luca e Lucia esclamarono all’unisono in risposta alla bizzarra penitenza proposta da Federica.

La donna non si fece intimorire dalla reazione dei due giovani, anzi mosse qualche passo in avanti verso di loro.

“Che c’è? Adesso vi scandalizzate? - fece, mostrando loro il suo miglior sorriso ammaliante - Ma se saranno due ore che siamo a giocare a obbligo o verità e ci avete già mostrato e raccontato tutto e il suo contrario?”
“Calma Fede, - Fabio la raggiunse e aggiunse pacato - capisco che la cosa possa essere sfuggita un po’ di mano. In fondo, poche ore fa non ci conoscevamo neppure. Come avrete sicuramente intuito, io e Federica siamo una coppia come dire… non convenzionale. Ci amiamo, siamo insieme da un secolo, ma ci piace anche giocare con chi condivide la nostra visione. Se abbiamo varcato una soglia che non doveva essere varcata… beh, ci scusiamo davvero tanto”

Lo sguardo di Luca e la tranquillità nella sua voce stemperarono la tensione che si era creata.

“Vedi Luca, fino a qualche giorno fa non potevo neanche immaginare di trovarmi in una situazione del genere - disse Lucia - poi la vita ti mette davanti a dei segnali, e tu hai meno di un istante per coglierli”
“Beh, noi i segnali ve li stiamo lanciando da inizio serata!”
“Stavo parlando di altri segnali, sono un po’ confusa accidenti a tutto quel rum… per farla breve, io e Luca abbiamo vissuto nelle ultime ore un turbinio di emozioni che non avevamo mai provato prima. Ecco perché siamo qui adesso, ecco perché abbiamo deciso di giocare a obbligo o verità con voi, anche se non è stato facile. Il fatto è che…”
“Il fatto è che non credo che sia la cosa migliore separarsi per la nottata. Tutto qui” si intromise Luca.

Fabio alzò un sopracciglio. Federica si strinse a lui, mordicchiandosi il labbro.

“Forse possiamo passare ancora del tempo insieme, magari alla vostra piazzola. Non vi dico di passare da noi perché abbiamo solo una piccola tenda e…”
“Luca, non c’è problema. Il bello di questo gioco è che non si fa niente di quello che non intendiamo fare.” Fabio prese per mano Federica e si avviò verso l’uscita.

Luca e Lucia li seguirono. All’improvviso, nel buio si levò un gemito femminile. Durò una frazione di secondo, poi si strozzò in gola come a volersi sopprimere in ritardo.

“Qualcuno forse si è ispirato a sentirci giocare” scherzò Fabio.

Lucia fissò il fitto muro di piante che la separava da quel gemito inaspettato. Provò a scorgere qualcosa tra le fronde, invano.

Tornarono al campeggio camminando a una certa distanza. Fabio e Federica si tenevano abbracciati e si scambiavano teneri baci, come una coppietta di fidanzati dopo una serata romantica in riva al mare.

Lucia e Luca camminavano nello stesso modo del loro post-doccia. La ragazza combatteva dentro di sé la curiosità di scoprire fino a dove poteva spingersi con quell’uomo così affascinante. Il pensiero di essere da sola con uno sconosciuto e, al tempo stesso, di abbandonare il suo Luca con un’altra la tormentava passo dopo passo. Con grande sorpresa, si accorse che in realtà quel pensiero era più un desiderio che un timore.

“Amore, e se teniamo il cellulare acceso e accanto?”
“Cosa?” Rispose Luca completamente spiazzato.
“So che adesso penserai che sono una stupida, una puttana o semplicemente ubriaca… stavo ripensando alla penitenza di Federica. Forse potremmo provarci. Lei ti ha mangiato con gli occhi tutta la sera”
“Ma che stai dicendo?” In realtà se n’era reso conto pure lui. E la differenza di età lo eccitava non poco.
“Amore, facciamolo. Sono quasi le tre. Cosa sarà mai? Ci teniamo il telefono accanto. Io vado in tenda e tu vai da loro. Come ha detto? Non facciamo niente di quello che non vogliamo fare”

Confabularono ancora un po’, barcollanti nei vialetti della pineta. Giunti all’ingresso del campeggio trovarono Fabio e Federica seduti su una panchina.

“Piccioncini, noi andiamo a letto. Se avete piacere, noi domattina facciamo un giro in barca”

Lucia lo interruppe e le sue parole fecero rialzare il sopracciglio.

“Se l’invito è ancora valido, noi vorremmo fare la penitenza di Federica”
“Bene. Mi piacciono gli imprevisti!” Fabio si alzò in piedi e porse il braccio alla compagna.

La donna si alzò e sorrise ai due fidanzati. Fabio la condusse per mano davanti a Luca che la fissava senza dire una parola.

“Buona penitenza allora” disse, lasciando la mano di Federica, che si avvicinò maliziosamente al ragazzo, toccandogli una spalla e schioccando un bacio casto sulla guancia.

Lucia lo baciò sull’altra guancia e tese la mano a Fabio, che la afferrò con la sua stretta vigorosa ma gentile.

Federica si rivolse al suo uomo “Possiamo andare in roulotte noi?”
“Chi sono io per dirti di no?” Le rispose l’uomo.
“Voi andate nella tenda? Scusa perché non andate in barca?”
“Beh, mi pare una buona idea. Che ne pensi Lucia?”
“In… barca? In barca dove?”

Fabio rise sonoramente. “Ah ah ah! Non preoccuparti, la barca è qui a pochi passi. Stai tranquilla, non sono un pirata!”

“Buonanotte a tutti!” Disse Federica, allontanandosi nel buio del campeggio, tenendo per mano Luca. Lucia li fissò fino a quando non sparirono tra le tende e i camper.

Arrivati davanti alla roulotte, Federica si voltò verso Luca. Il ragazzo era stato in silenzio per tutto il tratto percorso insieme. La donna poteva sentire la sua tensione e, nel tentativo di scioglierlo un po’ lo baciò con passione. Fu piacevolmente sorpresa nel sentire la lingua di Luca farsi strada nella sua bocca. Lentamente fece scendere la sua mano verso il basso e lo sentì già molto duro.

“Ehi, ma qui qualcuno non vede l’ora di fare scintille! Senti, dammi un secondo che entro a sistemare, tu siediti pure in veranda che non vorrei ci vedesse qualcuno”

Luca obbedì. Federica si tolse le scarpe ed entrò nella roulotte.

Il grande letto matrimoniale era ancora sfatto dalla mattina. La donna tolse rapidamente le lenzuola e le cambiò velocemente con un fresco set di colore rosso scuro. Entrò nel piccolo bagno e si sistemò come potè. Luca attendeva seduto in veranda, la vedeva andare e venire dalla finestrella. Guardò il telefono, erano le tre del mattino e non aveva messaggi da leggere.

Si mise a scorrere distrattamente il suo Instagram, gettando un orecchio a quel che accadeva nella roulotte. Gli parve di sentire scorrere dell’acqua e udì sbattere delle ante.
Lo sguardo uscì dallo schermo dello smartphone, richiamato dai sandali di Federica, poggiati accanto alla scaletta di accesso alla roulotte. Per tutta la sera aveva gettato occhiate furtive alle gambe di Federica, e in più riprese si era trovato a fissarle i piedi perfetti e ben curati. Fu tentato di alzarsi ed andare a toccare quelle scarpe, quando all’improvviso sentì chiamare il suo nome. Si riscosse come risvegliatosi da un sonno profondo. Federica lo stava chiamando da dentro la roulotte. Si alzò e si avvicinò alla porta.

“Luca? Ti sei addormentato per caso?” Chiese la donna da dentro.
“N-no, eccomi”

Aprì la porta ed entrò nella roulotte. Dentro era tutto buio tranne sul retro dove, su un letto rosso illuminato da una striscia led che correva lungo il perimetro del materasso, giaceva Federica che lo fissava con uno sguardo che non si poteva equivocare.

La donna era sdraiata con la schiena adagiata su due grandi cuscini, i suoi riccioli neri le ricascavano sulle spalle nude. Il corpo velato da un baby doll nero con provocanti trasparenze e coordinato con il tanga indossato. Le lunghe e abbronzate gambe erano distese e rivolte verso Luca. L’arco perfetto dei suoi piedi carezzava ritmicamente ora una gamba, ora l’altra in un lento, ipnotico movimento. Il profumo di Federica riempiva ogni angolo della roulotte, avvolgendo Luca in una trasparente e ammaliante nube di piacere.

Luca chiuse la porta e mosse un passo verso la donna, che lo fermò facendo ‘no’ col dito.

“Non così di fretta bello” indicò maglia e pantaloni. “Non vorrai venire a scaldarmi vestito in quel modo?”

Luca si tolse gli abiti velocemente, gettandoli dietro di sé, restando in mutande nel bel mezzo della stanza. La sua erezione era già ben visibile, nonostante la penombra.

Federica lo squadrò con uno sguardo carico di lussuria. I suoi occhi percorsero ogni centimetro del suo corpo, dall’alto verso il basso, in un istante che durò a lungo. Dopodiché, il dito che faceva ‘no’ iniziò a richiamarlo verso di lei.

Quando fu al bordo del letto, Federica alzò un piede e lo poggiò sul petto di Luca, stimolandogli un capezzolo con l’alluce. Luca respirò profondamente e i suoi respiri aumentarono di ritmo mentre quel piede scendeva lentamente verso l’elastico dei boxer, mentre le dita agguantavano quell’elastico e tiravano verso il basso facendo scivolare fuori con prepotenza il membro eretto del ragazzo.

“Sbaglio o qualcuno qui è felice di vedermi?”

I piedi di Federica si chiusero lentamente attorno alla base del cazzo di Luca. Sentì le morbida piante stringerlo con dolcezza e iniziare a tormentarlo piacevolmente con lenti movimenti verso l’alto e il basso.

“Ti piacciono i miei piedi vero?”

Luca accennò un gesto di assenso col capo.

“Guarda che ti ho visto prima come me li guardavi! Se fai il bravo, magari più tardi - molto più tardi - forse potrai venirci sopra, che ne pensi?” Gli disse mentre continuava a muovere i piedi lungo l’asta di Luca.

Il ragazzo si stava perdendo nella morsa sensuale che lo attanagliava, riuscì solo a sussurrare “sarebbe bellissimo!” Federica continuò ancora qualche secondo a tormentarlo facendo scorrere le dita del piede dall’alto verso il basso, poi ritirò le gambe sul materasso.

“Adesso basta, non vorrei esagerare. Che ne dici se ricambi il piacere?” Mentre parlava si adagiò piano di schiena sui cuscini, richiamando i piedi sotto i glutei e aprendo lentamente le gambe. Si portò l’indice alla bocca e lo mordicchiò. Allungò una mano su una piccola mensola poco sopra al letto e toccò lo smartphone. Due piccole casse montate ai lati del letto iniziarono a diffondere una playlist di musica chill-out. Federica abbassò un po’ il volume, poi strizzò l’occhio a Luca: “Non vorrei scandalizzare il vicinato, sai se il partner è bravo tendo a essere un po’ rumorosa”

Luca si inginocchiò sul letto mentre la donna allungava verso di lui una gamba, poggiandogliela sulla spalla e spingendolo piano a sé. Luca si abbassò sul materasso, trovandosi col volto tra le gambe di Federica. Poco più avanti, un tanga di pizzo nero non chiedeva altro che di essere sfilato.

Le mani di Luca sui fianchi di Federica, le dita cercavano l’elastico del tanga sotto al baby doll. La donna alzò leggermente i glutei assecondando il movimento. Quando il piccolissimo slip fu sfilato dai piedi, Luca si portò il pizzo nero al naso e fu inebriato dell’aroma di Federica. Si abbassò di nuovo tra le gambe della donna, ammirando da vicino la sua intimità perfetta. Poggiò le sue labbra su quella vagina profumata, facendo sussultare Federica poi, aiutandosi con le dita, iniziò a esplorare le sue bagnate profondità, alternando baci appassionati al suo clito.

Federica si abbandonò alla maestria del ragazzo, le braccia si allargarono sul materasso, le dita afferrarono le rosse lenzuola. La bocca di Luca sembrava seguire un immaginario spartito in perfetta armonia con le note discrete che riempivano quella roulotte. La donna si abbandonò a lungo a quel piacere orale, serrando le gambe attorno al corpo di Luca e cercandone la testa con le mani, spingendolo con forza verso di lei, quasi a non volerlo fare scappare. I gemiti sospirati di Federica si aggiunsero alla sensuale partitura in un peccaminoso crescendo.

“Ti prego non smettere, ti prego continua”

Luca obbediva, perso tra quelle bagnatissime labbra, inebriato da quella seta che era il monte di Venere di Federica e dal suo sapore così dolce e delicato. La sua lingua colpiva piano il clitoride della donna facendola sospirare forte e gemere di piacere, le dita scorrevano dentro di lei avviluppate nel sui copioso fluido.

Ad un tratto, dopo lunghissimi minuti di quella piacevole tortura, Federica strinse forte le gambe attorno a Luca e inarcò la schiena ansimando forte. Restò in questa posizione per un po’, dopodiché allentò la presa liberando il ragazzo che si avvicinò al suo volto per baciarla. Un istante prima di unire la sua bocca a quella della donna, Luca ammirò il corpo imperlato di sudore di quella venere dalla pelle benedetta dal sole.

“Ehi, ma qui c’è qualcuno che ci sa fare…” disse la donna in un sospiro.
“Beh, sono giovane ma ho fatto le mie esperienze!”
“Lucia è una donna fortunata!”
“Sì, lo è” Luca pensò alla sua Lucia per la prima volta, scacciò i pensieri convinto che anche lei fosse impegnata in chissà quale gioco con Fabio e, con una punta di piccante curiosità, tornò a guardare Federica in volto “Vediamo se è fortunato Fabio? Che ne dici?”
“Ah ah, birichino!”

Luca si sdraiò sul letto, tirandosi su con le braccia. Nel frattempo Federica con una mossa felina si era posizionata tra le sue gambe. Il membro eretto di Luca torreggiava davanti a lei.

“Io ti avrò anche guardato i piedi, ma tu non sei stata da meno quando mi hai scattato la foto prima alla terrazza!”
“Beh, non mi capita tutti i giorni di ammirare uno splendore del genere” disse muovendosi lentamente verso di lui. Quando fu sopra al suo cazzo, cercò con la lingua il suo glande scoperto dandogli dei piccoli colpetti e vorticando attorno alla punta.

I due si fissarono per qualche istante, Luca con le labbra serrate quasi a prepararsi al prossimo passo, Federica con gli occhi sorridenti e la lingua che danzava su di lui, fino a quando aprì un po’ la bocca e, piegando il capo, lo accolse piano piano dentro di lei. Luca lo vide sparire nella profumata nuvola di ricci neri. Federica scendeva, scendeva e scendeva. Centimetro dopo centimetro spingeva giù nella gola della donna. Quando non potè procedere altrimenti, percorse a ritroso la massiccia erezione di Luca tossendo e salivando copiosamente.

I loro occhi si incontrarono di nuovo. Luca glaciale, Federica un po’ arrossati. Un istante di stallo, poi nuovamente la nube dei ricci di Federica. E ancora, e ancora, fino a quando il movimento della testa della donna iniziò a seguire un ritmo invisibile, lento, scivoloso e bagnato di saliva.

“Fammi una foto col tuo cazzo in faccia che la mandiamo a Fabio e Lucia, ci stai?”

E affondò nuovamente su quel membro che svettava davanti a lei poderoso.

“Non lo so… Fabio che penserà?”

Alzò la testa e gli sorrise, la mano scorreva lungo l’asta imbrattata di saliva.

“Penserà che ci stiamo divertendo! Guarda che non è la prima volta che lo facciamo! Dai, prendi il mio telefono sulla mensola sopra di te!”

Luca si tirò su e con la mano cercò lo smartphone di Federica.

“Dai, mettiti in posa che mandiamo un saluto a quei due”

Federica si poggiò il cazzo sulla lingua e attese lo scatto, poi tornò a succhiarlo con avidità, spingendo più in fondo che poteva. Luca scattava ancora. Se lo tolse di bocca e guardò verso l’obiettivo con un lungo filo di saliva che le partiva dalle labbra e finiva sulla punta del glande. Luca riuscì ad immortalare anche questo istante.

“Passa qua, ehi ma che spettacolo di foto! Io le mando tutte, che ne dici?”
“Dico solo che ho paura di vedere la risposta”
“Bah, guarda che si vede lontano un miglio che a te questa situazione eccita non poco” Federica tenne il dito premuto sullo schermo, per inviare un vocale. La sua voce si fece ancora più ammaliante “Amore, hai visto che brava domatrice che sono? Voi cosa state facendo? Divertitevi, ci vediamo domani” schioccò un bacio e inviò il messaggio.

Luca giocò d’anticipo prendendole la testa con le mani, spingendo con decisione quella morbida nuvola di ricci corvini verso il suo membro. E spinse con forza quando Federica lo accolse in bocca, in gola, tossendo ed emettendo suoni gutturali mentre le muoveva la testa avanti e indietro. Quando la lasciò andare, la donna si pulì la bocca con il dorso della mano.

“Ti piace giocare duro?” Disse mentre si sfilava il baby doll, liberando il suo seno splendido alla luce soffusa della stanza “Vediamo se adesso il respiro te lo tolgo io…”

E lo spinse a sdraiarsi sul materasso, si fermò col bacino sopra il suo cazzo, strofinando le sue grandi labbra bagnate sulla sua asta. Poi, con grande delicatezza, si sedette su di lui, lasciandolo entrare nelle sue profondità centimetro dopo centimetro. Quando fu dentro di lei, Federica iniziò a contrarre i muscoli pelvici, come a volerlo succhiare ancora. Dopodiché cominciò una danza frenetica, roteando il bacino e andando su e giù con le gambe, quasi a volerlo schiacciare. Luca si rese conto che stava giocando con una vera e propria macchina da guerra e lasciò che Federica conducesse le danze.

Il letto si fece rovente, i due corpi avvinghiati evolvevano in nuove bollenti posizioni, senza che i loro genitali si lasciassero neanche per un istante. Federica aveva raccolto la provocazione del ragazzo e gli stava letteralmente facendo perdere la testa con il suo corpo e i suoi movimenti da danzatrice sinuosa.

“Che c’è? Vorresti rallentare un attimo?” Chiese Federica. Luca non rispose, temendo di soccombere alla donna.
“Dai, scopami più forte. Fammi urlare, fammi sentire sporca!”

Luca fissava rapito il corpo madido di sudore di Federica che andava su e giù davanti a lui, la danza ipnotica dei seni della donna, il suono della sua figa bagnata che sbatteva su di lui, i gemiti di Federica che crescevano di intensità ogni volta che il suo cazzo arrivava in profondità.

“Più forte! Più forte!”

Le dita si intrecciarono, i palmi delle loro mani si spingevano l’un l’altro mentre la donna usava ogni muscolo del corpo per mungere e schiacciare il cazzo di Luca. Il volto magnifico di Federica appariva adesso quasi trasfigurato dal desiderio. La donna respirava affannata stringendo i denti, il sudore le aveva appiccicato i capelli sulla fronte e sulle tempie.

Fu in quel momento che Luca allungò le mani verso la vagina di Federica, cominciando a stimolarle il clitoride con il pollice, assecondando i suoi movimenti.

La donna si lasciò andare a un gemito prolungato, che crebbe di intensità fino a quando non sobbalzò facendo scivolare fuori il cazzo di Luca. Un istante dopo, un getto caldo investì gli addominali del ragazzo Che fissava la scena incredulo.

Federica rimase in quella posizione, stimolandosi con la mano e schizzando un’altra volta le lenzuola e il basso ventre di Luca.

Quando si riprese, distese il suo corpo addosso a quello bagnato di Luca e gli sorrise “Mi era capitato solo un’altra volta. E non con Fabio…”

“Beh io invece ne avevo solo sentito parlare…”
“Si, sentito parlare” rise “senti ma tu sei a posto così?”
“Io ho ancora più di una cartuccia da sparare”
“Ah, e come potresti spararla, questa… cartuccia?” Gli sfiorò il cazzo con le dita e fu piacevolmente sorpresa di trovarlo ancora ben duro.
“Posso scegliere?”
“Certo, mi sembra il minimo”
“Sei sicura?”
“Bello, non mi sembra di aver posto limiti a niente fino ad ora”
“Ok, allora io vado!”
“Fammi indovinare… mi stai per chiedere di succhiartelo e di farti venire in faccia. O sui piedi, come ti ho detto prima”
“No, sei fuori strada.” Si sfilò da sotto a lei. Federica lo guardò con curiosità.
“Dove vai?”

Luca si spostò dietro di lei, le afferrò i fianchi con le mani e li sollevò. Rimase a contemplare quel culo così rotondo per un po’, poi si prese il membro con una mano e iniziò a spingere piano piano verso il piccolo buchetto di Federica.

“Oh cazzo… piano! Fai piano!”

Quando il glande penetrò nel culo di Federica, la donna si fece scappare un grido di dolore misto a piacere. Luca la prese di nuovo per i fianchi e aumentò l’intensità delle sue spinte.

“Luca per favore fai piano…”

Il poderoso membro di Luca fu dentro Federica. Luca spinse forte facendo sobbalzare la donna che soccombeva a ogni colpo, costretta a quattro zampe con il seno che ondulava sotto l’incedere del ragazzo.

“Oddio Luca… non ti fermare ora”

Le spinte aumentarono di ritmo e di intensità. Luca sentiva Federica stringere attorno al suo cazzo che a fatica incedeva dentro di lei. Continuò a penetrarla con forza fino a quando non resistette più e raggiunse un potente orgasmo liberatorio, venendo dentro il culo di Federica. Accentuò gli spasmi dell’orgasmo spingendo sempre più forte dentro la donna, poi lentamente si ritrasse e restò ad ammirare il culo della donna, dal quale stava iniziando a gocciolare piano il suo seme.

Federica si alzò dal letto e, coprendosi il sedere con una mano, andò nel piccolo bagno della roulotte a darsi una sistemata. Luca si buttò all’indietro sul letto, sognante fissava il soffitto mentre l’acqua scrosciava piano oltre il muro che lo separava dalla donna.

“Lucia? Chissà cosa starà facendo?” Pensò, una mano ad accarezzare il membro stanco dopo le gesta della serata.

Federica tornò sul letto con lui, nuda ma rinfrescatasi in bagno. La sua pelle emanava un odore buonissimo, con note che rimandavano alla loro notte infuocata.

“Guarda i due maialini?” Disse mostrandogli una foto sul cellulare.

Luca riconobbe il corpo di Lucia, ripreso dalla prospettiva di Fabio. Lei era sdraiata e il cazzo di Fabio stava penetrando la sua figa.

“A cosa stai pensando?”
“Che non vedo l’ora di raccontarle quello che è accaduto, e di farci trasportare dalle emozioni”
“Che carino che sei?”

Si sdraiò accanto a lui e spense la luce. Luca la abbracciò e pian piano si addormentò.

Il mattino seguente, Federica dette il buongiorno a Luca approfittando della sua erezione. La donna impugnava il suo membro e lo succhiava forte, solleticando il basso ventre del ragazzo con i suoi ricci.

“Buongiorno bello!” Disse, titillando il glande con la lingua e sbattendosi il cazzo sulle labbra
“Mi sono svegliata e ho notato che eri già in tiro. Ho pensato di farti un regalino…”

E si fiondò nuovamente sul suo membro eretto. Luca contemplava la donna che, nelle prime luci del mattino, stendeva il suo corpo felino su di lui per offrirgli un ultimo momento di piacere.

Ancora su di giri per la nottata, Luca non resistette a lungo. Sussurrò a Federica che stava per venire, ma lei sembrò non esserne preoccupata. Lo disse una seconda volta, e Federica alzò gli occhi verso di lui, continuando a succhiarlo con avidità.

Capì che non aveva scelta e si abbandonò a un potente orgasmo. La vide strizzare gli occhi quando il primo fiotto di caldo seme le colpì la gola. La sua mano serrò la presa sulla base del suo membro mentre esauriva il suo piacere nella bocca di Federica, che accolse mugolando compiaciuta.

Arrivò un messaggio sul telefono di Luca. Era Lucia, aveva scritto ‘Stiamo tornando. Che nottata! Non vedo l’ora di rivederti!’

Federica nel frattempo si era messa una maglietta e aveva iniziato a rimettere a posto la roulotte.

“Te ne vai già via? Che peccato… quando torni a farmi visita?”

Luca si rivestì in fretta e furia. Quando arrivò sulla porta della roulotte trovò Federica che lo aspettava.

“È stata una nottata fantastica. Adesso vai a goderti il ritorno di Lucia” appoggiò il suo telefono su quello di Luca “questo è il mio numero. Noi stasera dobbiamo tornare a Roma, ma se hai voglia di rivederci non hai che da scrivermi… o chiamarmi”

Luca la baciò un’ultima volta, le sorrise e uscì dalla roulotte. Fuori il sole era già alto e il campeggio brulicava di villeggianti, ignari della passione che si era consumata quella notte su un letto dalle lenzuola rosse.
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