Lui & Lei
Le Avventure Di Chiara: La Squadra Di Calcio9
Adam82209
24.06.2026 |
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"Alla fine raggiunsi altri due orgasmi e ricambiai le loro attenzioni con la stessa generosità che avevano dimostrato nei miei confronti..."
Arrivò la fine del campionato e, come previsto, la squadra dei ragazzi si classificò tra le prime cinque.Organizzammo quindi la tanto attesa festa, anche se metterla in piedi non fu semplice. Tra gli impegni dell’uno e dell’altra, riuscire a trovare una data adatta a tutti si rivelò più complicato del previsto. Alla fine, oltre al numero 3, diede forfait anche il numero 9. Il primo accampò un impegno inderogabile; solo io sapevo che quella era una scusa per nascondere la propria omosessualità. Il secondo, invece, non riuscì a trovare una giustificazione credibile per la fidanzata e fu costretto a rinunciare.
Così io e Iole ci ritrovammo a doverci “accontentare” di sei ragazzi a testa.
Quando arrivammo alla villa del numero 14, scelta come location dell’incontro, eravamo entrambe euforiche. Non era soltanto una questione di attrazione fisica, quanto piuttosto l’eccitazione per l’intera situazione. L’idea di trascorrere una giornata fuori dall’ordinario, senza programmi rigidi e con la massima libertà concessa a tutti i partecipanti, rendeva l’atmosfera particolarmente intrigante.
Le poche regole che avevamo imposto fino a quel momento erano state eliminate. I sei ragazzi assegnati a ciascuna di noi potevano comportarsi liberamente, naturalmente entro i limiti del buon senso. Niente eccessi, niente comportamenti aggressivi: solo divertimento e complicità.
Il padrone di casa ci accolse calorosamente e ci accompagnò nel giardino a bordo piscina. Qualche settimana prima, proprio lì, lui e Bansi, il numero 6, ci avevano regalato una serata memorabile.
Appena ci videro, gli altri ragazzi si avvicinarono per salutarci. Ci fecero accomodare a un tavolo, una di fronte all’altra, mentre loro prendevano posto seguendo una disposizione già stabilita. Sul mio lato si sedettero i numeri 1, 2, 4, 7, 11 e 14; di fronte a loro, accanto a Iole, i numeri 5, 8, 13, 12, 10 e 6.
Cominciammo con un aperitivo per rompere il ghiaccio e creare un po’ di atmosfera. Alcuni di loro, infatti, li conoscevo appena. Era il caso del numero 11 e del numero 7, il preferito di Iole. E, a dire il vero, ne capivo perfettamente il motivo: era probabilmente il più affascinante del gruppo.
Il numero 11, invece, aveva un aspetto più da pugile che da calciatore, con lineamenti marcati e un naso che raccontava qualche scontro di troppo. Tuttavia compensava ampiamente con un carattere solare, spontaneo e sempre pronto alla battuta.
Terminato l’aperitivo, io e Iole andammo a cambiarci e tornammo in piscina. Nel frattempo qualcuno aveva acceso la musica e l’atmosfera si fece via via più rilassata. Tra tuffi, scherzi e risate, il pomeriggio assunse i contorni di quelle giornate estive che sembrano uscite da un film: amici, sole, acqua e la sensazione che il tempo si fosse preso una pausa.
Come già accennato, sarebbero stati i ragazzi a decidere come e quando muoversi e, da come si stavano comportando, sembrava che almeno inizialmente non ci sarebbe stata nessuna ammucchiata. Ci avvicinavano uno, al massimo due alla volta.
Il primo a farsi avanti fu il numero 7. Successe mentre mi chinavo a sistemare il telo sulla sdraio. A dire il vero, non fu un gesto così innocente: i miei movimenti erano stati piuttosto eloquenti e provocatori. Lui colse immediatamente il messaggio e iniziò a stuzzicarmi. Bastarono pochi istanti perché l’atmosfera si accendesse e tra noi si instaurasse una complicità immediata. Sotto le sue attenzioni capii perfettamente perché fosse il preferito di Iole: sapeva il fatto suo, pur senza fare affidamento soltanto sull’aspetto fisico.
Intanto gli altri continuavano a gironzolare per il giardino come se nulla fosse. Alle mie spalle sentivo i mugolii di Iole, impegnata con alcuni dei suoi ragazzi. Io, invece, ero completamente concentrata su ciò che stavo vivendo. Quando raggiunsi il mio primo orgasmo della giornata, il numero 7 si lasciò andare a sua volta.
«Cazzo che botta», pensai rialzandomi.
Mi guardai intorno. I cinque ragazzi che ancora mi restavano osservavano la scena con evidente interesse, mentre gli altri erano tutti presi da Iole. Solo il numero 10 se ne stava seduto su una sdraio, fissandomi con un sorriso malizioso.
Entrai in casa per ripulirmi e prendere una sigaretta dalla borsa. Mentre la accendevo, una pallina da tennis rotolò fino ai miei piedi. Arrivava dal corridoio.
Mi avvicinai convinta che uno dei miei ragazzi mi avrebbe sorpresa dietro l’angolo. In effetti qualcuno mi afferrò, ma con mia sorpresa non era uno dei miei cinque: era il numero 10.
Mi tappò la bocca e mi sussurrò:
«Prima di domani mattina ti voglio tutta per me.»
Sorrisi.
«Sei tu che sarai mio prima di domattina.»
Mi liberai dalla sua presa e tornai fuori con un unico obiettivo: provocarlo il più possibile. Il numero 10, o meglio Bruno, era il mio preferito.
Mi sedetti sul bordo della piscina. Tre dei miei ragazzi stavano facendo una gara di nuoto dall’altra parte della vasca. Con nonchalance abbassai leggermente il perizoma, quasi a promettere una ricompensa al vincitore.
Il portiere, il numero 1, staccò nettamente gli altri e arrivò per primo. Lo accolsi tra le mie cosce e tra noi scoppiò subito un gioco di baci e carezze che attirò più di uno sguardo.
Nel frattempo continuavo a cercare Bruno con gli occhi. Lo trovai seduto sulla sua sdraio, intento a osservare tutto con aria divertita. Quando il numero 1 raggiunse il proprio piacere in pochi minuti, mi rialzai soddisfatta.
«Fuori due», pensai.
Subito dopo mi buttai in piscina con i numeri 2 e 14. Erano carichi e si vedeva. Tra scherzi, baci e provocazioni, mi ritrovai presto stretta tra loro. Quando uscimmo dall’acqua, io avevo perso il perizoma e loro ogni residuo di autocontrollo.
Bruno, nel frattempo, era impegnato con Iole.
Portai i miei due ragazzi sulle sdraio proprio di fronte a lui e continuai a provocarlo con ogni gesto, godendomi quella sorta di sfida silenziosa tra noi. Ogni volta che i nostri sguardi si incrociavano sembrava che nessuno dei due volesse cedere.
Quando il gioco si fece più intenso, persi il contatto visivo con lui, ma continuai a sentire la voce di Iole in lontananza. L’energia generale del gruppo sembrava contagiosa e ben presto mi ritrovai travolta dall’entusiasmo dei miei due compagni.
L’esperienza fu intensa e coinvolgente. Tra risate, provocazioni e momenti di autentico piacere, raggiunsi un nuovo orgasmo che mi lasciò completamente senza fiato. Poco dopo anche loro si lasciarono andare.
Quando mi alzai per sciacquarmi, Bruno non era più in giardino.
Entrai in casa e salii al piano superiore per cercare un bagno. Appena mi sedetti sul water, entrarono il numero 11 e il numero 4.
Non era una cosa organizzata. Quando mi videro rimasero sorpresi quanto me.
Ci guardammo per qualche secondo, tutti e tre un po’ interdetti. Poi decisi di rompere l’imbarazzo con una provocazione. Il rumore della mia pipì sembrò risvegliarli dal loro stato di trance.
Terminata la mia sosta, mi diedi una rapida sistemata e mi sciacquai nella vasca. I due, senza riuscire a staccarmi gli occhi di dosso, fecero a loro volta quello che erano venuti a fare.
Quando ebbi finito di asciugarmi, mi sedetti sul bordo della vasca.
«Adesso sì che va bene. Pulita e profumata.»
Guardai il numero 11.
«Tu che ne dici? Vuoi controllare?»
Non se lo fece ripetere due volte.
Quello che seguì fu un crescendo di baci, carezze e provocazioni reciproche. Il numero 4 si avvicinò, partecipando subito al gioco. In poco tempo mi ritrovai stretta tra entrambi.
L’atmosfera nel bagno diventò rovente.
Quando capirono che non avevo alcuna intenzione di tirarmi indietro, presero il controllo della situazione. Io, dal canto mio, ero più che felice di lasciarmi trascinare.
L’incontro durò parecchio. Si alternavano spesso per non affaticarsi troppo e, devo ammetterlo, seppero soddisfarmi alla grande. Alla fine raggiunsi altri due orgasmi e ricambiai le loro attenzioni con la stessa generosità che avevano dimostrato nei miei confronti.
Che dire…
Non male come pomeriggio.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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