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SONO MAGGIORENNE ESCI
Lui & Lei

Laura


di Membro VIP di Annunci69.it Adam82209
20.02.2026    |    990    |    1 9.6
"Le racconto di un amico che mi disse una volta: «Vale la pena rovinarsi per chi non lo merita? L’indifferenza è l’arma più potente..."
Quest’anno sono riuscito finalmente a fare una vacanza da solo. Per la prima volta dopo tanti anni ho pensato solo a me stesso, anche se solo per cinque giorni al mare.

Fatto il check-in e sistemate le mie cose, faccio una doccia e scendo al ristorante per pranzare. La cameriera mi fa accomodare al tavolo e, mentre attendo che qualcuno venga a prendere l’ordine, la stessa ragazza accompagna una donna sui trentacinque anni. È bassa, magra ma formosa, capelli lunghi fino alle spalle e occhi verdi profondi. Insomma, una bellezza compatta e sorprendente.

Prendono prima il mio ordine e poi il suo. Essendo all’aperto mi accendo una sigaretta, seguendo distrattamente le ultime notizie alla TV. Lei invece è assorta nel cellulare. Ci servono le portate e iniziamo a mangiare ignorandoci.

Dopo il caffè risalgo in camera. Con quel caldo non ho alcuna intenzione di andare in spiaggia. Scendo poco prima delle sedici, prendo un altro caffè e poi, con calma, mi avvio verso la spiaggia libera, a meno di cinque minuti dall’albergo. Non ho mai sopportato i lidi, né i costi né il caos.

Lei è lì, seduta su un telo con un cappello di paglia e una rivista in mano. Mi sistemo a una decina di metri da lei. Tra di noi una coppia sta litigando: lei urla, lui sopporta in silenzio. Mi ricorda me qualche anno fa, durante la separazione, quando venivo provocato in pubblico per farmi reagire.

Mi sposto infastidito. Anche la donna misteriosa fa lo stesso, scuotendo la testa. Mi stringo nelle spalle come a dirle: “Lascia perdere”. Lei apre la borsa, prende le sigarette, impreca sottovoce e mi chiede di accendergliene una. Le passo l’accendino.

«Grazie… Piacere, Laura.»

Mi presento anch’io e iniziamo a parlare. Dopo mezz’ora la invito a bere qualcosa al bar. Mi racconta che è la sua prima vacanza dopo una separazione complicata e che è lì per ricaricarsi. Rientrando in albergo ci salutiamo senza forzature. Non voglio sembrare invadente, e devo chiamare mia figlia.

Ceniamo separati ma continuiamo a cercarci con lo sguardo. Dopo cena mi propone di andare a bere qualcosa sul lungomare. Accetto. È brillante, ironica, intelligente. L’intelligenza mi attrae più di qualsiasi corpo.

Tra una birra e l’altra parliamo di relazioni e aspettative.

«L’uomo ideale?» dice. «Un equilibrio tra Dioniso e Apollo.»

Sorrido. «Ti accontenti di poco… un superuomo.»

Ride e ordina altre due birre.

«E tu?»

«La penso allo stesso modo. Raro, ma non impossibile.»

Ci guardiamo negli occhi. Il vento le muove i capelli color rame. È minuta ma magnetica. Il suo vestito esalta un fisico armonioso, ma ciò che mi colpisce davvero è il modo in cui parla, il modo in cui pensa.

Rientrando in albergo scherziamo come due complici. Quando arriviamo al piano delle nostre stanze restiamo sospesi per un istante. Nessuno dei due fa il primo passo. Non è timidezza: è il gusto dell’attesa.

La mattina seguente mi aspetta a colazione. Più tardi, mentre andiamo in spiaggia, riceve una telefonata che la turba. Rimaniamo in silenzio davanti al mare.

Le racconto di un amico che mi disse una volta: «Vale la pena rovinarsi per chi non lo merita? L’indifferenza è l’arma più potente.»

Lei ascolta.

La prendo in giro sulla sua altezza e mi sfida a una gara fino alla boa. Perdo di poco, volontariamente. È bello vederla sorridere.

La sera ceniamo in un ristorante che conosco da anni. Passeggiamo mano nella mano lungo la spiaggia deserta. A un certo punto mi bacia, spontaneamente.

«Torniamo in albergo. Fa caldo.»

«Ho un’idea migliore. Hai mai fatto il bagno di notte?»

Si lascia convincere. L’acqua è tiepida, il buio ci protegge. Ci baciamo, ridendo, abbracciati nel mare. La tensione cresce naturale, senza fretta. La desidero, e sento che anche lei mi desidera.

Rientriamo in camera. Tra noi non c’è solo attrazione fisica, ma una curiosità reciproca. Ci esploriamo con intensità, ma anche con attenzione. È un incontro acceso, audace, a tratti provocatorio. Laura ama superare i limiti, giocare con il controllo e con l’abbandono. Io la seguo, la sostengo, la ascolto.

Non è solo passione: è complicità.

Più tardi restiamo sdraiati, sudati e sorridenti. Nessuno dei due sembra imbarazzato. C’è un’intesa che va oltre il corpo.

La mattina mi alzo presto per correre. Quando torno la trovo sveglia. Ci ritroviamo sotto la doccia, ancora affamati l’uno dell’altra. L’intimità tra noi si fa più audace, più libera. Ci concediamo fantasie che forse altrove non avremmo osato condividere. Non c’è giudizio, solo fiducia.

Dopo, restiamo abbracciati sotto l’acqua che scorre.

«Sei pazzo», sussurra sorridendo.

«Forse. Ma con te mi sento vivo.»

Laura mi guarda con quella luce negli occhi che ormai conosco. Non sappiamo cosa succederà dopo la vacanza. Non facciamo promesse. Ma sappiamo entrambi che quello che stiamo vivendo è reale.

E forse basta così.
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