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Decameron2.0 : Pasquetta ultimo ep.
Adam82209
04.03.2026 |
1.378 |
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"Noemi mi mise il piede di fronte al viso e, dopo averlo scosso, iniziai a leccarlo..."
L’ultima a parlare fu Greta.«Per il mio diploma mi regalai una vacanza; come meta scelsi l’isola d’Elba.
Sul treno conobbi questa coppia di ragazze di qualche anno più grandi che, come ogni anno, andavano in vacanza sull’isola e così mi aggregai. Praticamente feci le vacanze con loro nella casa che avevano affittato e si può dire che non misi quasi piede nella camera d’albergo che avevo prenotato.
Passavamo le giornate in spiaggia, che per inciso era per nudisti, e la sera… beh, diciamo che uscivamo poco. Il novanta per cento di quei dieci giorni li ho passati completamente nuda e da quella vacanza ho iniziato a vivere con più spensieratezza la mia sessualità e soprattutto il mio corpo. Noemi e Camilla arrivarono dove anni di psicologia avevano fallito.
Il primo giorno, quando misi piede in quella spiaggia, mi sentivo un pesce fuor d’acqua. Camminavo a culo chiuso con una mano sul pube e l’altra a coprirmi il seno. Noemi, la più grande e la più… stronza, ogni volta che mi vedeva così mi riprendeva urlandomi dietro di tutto.
Il secondo giorno ero disinvolta quanto loro e, visto che avevo superato egregiamente l’imbarazzo, tutte e due diventarono più aperte nei miei confronti. Nel senso che, mentre prima cercavano di spronarmi con un certo tatto a non avere vergogna senza mai sfiorarmi, una volta che non ebbi più vergogna iniziarono a stuzzicare e a provocare: prima con cose blande, la crema, la battutina, o mettendosi a limonare in modo a dir poco focoso guardandomi, per poi passare a cose più spinte, come avvicinare le loro patatine al mio naso mentre ero seduta sulla spiaggia.
Io, che fino a quel momento non avevo avuto molti rapporti, caddi nella loro rete e mi ritrovai ad essere, con immenso piacere, al centro di un gioco perverso vittima-carnefice che mi eccitava sempre di più.
La sera del terzo giorno ero una bomba pronta ad esplodere. Quando ritornammo a casa andammo una per volta a fare la doccia. Per prima andò Noemi, poi andai io. Già dalla mattina avevo capito che avevano qualcosa in mente, ne ero sicura, e infatti mentre ero sotto l’acqua mi ritrovai nella doccia Camilla che, senza darmi il tempo di dire né ai né bai, mi infilò la lingua in bocca. Tutto questo durò sì e no tre secondi. Ad un certo punto la porta del bagno si spalancò ed entrò Noemi.
«Io ho tempo, posso aspettare eh.»
Io rimasi spiazzata, perché fu tutto troppo veloce. Camilla cominciò a urlare: «Amore, è stata lei, è entrata nella doccia mentre mi stavo lavando!»
Noemi mi prese per un braccio e mi tirò fuori dal box con sguardo omicida. Io sostenni quello sguardo per nulla intimorita, poi le agguantai le natiche e infilai la lingua in bocca anche a lei. Limonammo un po’, ma ad un certo punto mi staccai.
«Ne riparliamo dopo cena.»
Noemi mi guardò con un misto di ammirazione e di sfida, come a dire: «Dopo cena ti sistemo io.»
Io sapevo a cosa andavo incontro. Noemi, nonostante l’aspetto esile, era molto mascolina e durante le notti precedenti avevo sentito e anche visto come prendeva Camilla. La notte prima, svegliata dalle sue urla, andai a sbirciare e la trovai a novanta con Noemi che la montava tenendola per i capelli. Passai la notte ripensando a quella scena e desiderando di essere lì in mezzo.
Durante la cena in giardino continuarono con lo stesso gioco provocatore. Io ero seduta di fronte a loro due e Camilla pensò bene di giocare con i piedi, accarezzandomi le gambe per poi salire sempre più su. Arrivata tra le mie cosce le allargai e la lasciai esplorare la mia intimità umida come una foresta tropicale.
Quando, secondo Noemi, fui cotta a puntino, mandò Camilla a prendere il gelato. Una volta rimaste da sole si rivolse a me con tono calmo ma autorevole:
«Tu invece vai sotto il tavolo.»
Io, come drogata dal ditalino di Camilla, andai giù senza neanche pensarci. Noemi mi mise il piede di fronte al viso e, dopo averlo scosso, iniziai a leccarlo. Arrivò Camilla con il gelato, porse la vaschetta a Noemi e si infilò sotto il tavolo con me a leccare l’altro piede.
Mentre Noemi mangiava tranquillamente il gelato, noi ci dedicavamo a leccarle i piedi. Di tanto in tanto infilava il cucchiaino sotto il tavolo per farcelo mangiare anche a noi. Quando finì il gelato aprì le gambe e si allargò le grandi labbra con le dita. Io stavo per affondarci la lingua, ma Camilla mi bloccò bisbigliando:
«No, fai come me.»
Chiuse gli occhi e tirò fuori la lingua con la bocca spalancata. La imitai e, dopo qualche secondo, un getto caldo investì i nostri visi. Quando la pioggia dorata finì, Camilla si mise a ripulire Noemi lasciandomi spazio anche per me. Era la prima volta che leccavo una figa zuppa di pipì e fu come se mi si fosse aperto un mondo. Fino ad allora avevo leccato fighe profumate e appena lavate; sentire il suo sapore al naturale svegliò qualcosa di ancestrale dentro di me. Leccai come un’affamata senza guardare niente e nessuno.
Quando Noemi arrivò, si alzò e andò a sedersi sulla sdraio. Io e Camilla rimanemmo lì a leccarci e a masturbarci come matte sotto il tavolo. L’orgasmo represso dentro di me esplose come una bomba. Uscii da sotto quel tavolo strisciando e ci mettemmo vicino a Noemi, che era ancora seduta sulla sdraio completamente indifferente.
La nottata continuò in casa e anche io fui presa come Camilla la notte precedente. Anche lì l’orgasmo fu devastante, e furono devastanti gli orgasmi nei giorni successivi. Quando quella vacanza finì ero una persona nuova: la timidezza e la paura di essere attratta dalle donne sparirono.
Essendo che sia Camilla che Noemi erano di Pavia, quindi relativamente vicino, ci frequentammo per un annetto; poi, quando si lasciarono, ci siamo via via allontanate. Conservo un bellissimo ricordo di loro due… e di quella vacanza, ovviamente.»
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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