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Le avventure di Chiara : La gita in barca
Adam82209
17.03.2026 |
3.657 |
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"Fabrizia, dopo essere arrivata, rimase infilata a lui ancora un po’ e poi mi tirò a sé..."
Io e Fabrizia ci conosciamo dai tempi dell’università e, seppur le nostre frequentazioni non siano mai state assidue, c’è sempre stato un certo feeling e soprattutto una grande stima reciproca.Questa amicizia è continuata anche quando le nostre strade si sono divise; infatti, dopo aver terminato gli studi, io andai a vivere quasi subito a Milano. Lei invece, dopo una breve esperienza all’estero, è ritornata in Italia per lavorare nell’azienda di famiglia in Veneto.
Fabrizia fisicamente sembra la classica “turbo gnocca” dei film: bionda, occhi verdi e fisico perfetto. Ma, al contrario degli stereotipi del cinema, non è affatto stupida, anzi tutt’altro: è una di quelle persone baciate dalla fortuna, bella, intelligente e benestante.
Un’estate di qualche anno fa mi invitò a passare il fine settimana in barca insieme a un suo amico che, con una punta di ironia, paragonò al Rocco nazionale. Ovviamente accettai e, dopo un viaggio a dir poco tribolato, arrivai nel porto turistico dove erano ormeggiati.
Rivedere Fabrizia fu una grande gioia e lo fu anche per lei, visto che mi venne incontro saltandomi letteralmente addosso. Sulla barca conobbi anche il suo amico, Claudio, che almeno nell’aspetto non aveva nulla a che vedere con il Rocco nazionale: trent’anni, alto al massimo 1,70 m, ben piazzato e rasato a zero. Insomma, niente di che, seppur fosse tutto sommato un bel ragazzo.
Comunque, dopo aver pranzato, salpammo in direzione ovest, in pieno Mar Tirreno.
Durante la navigazione io e Fabrizia ci sdraiammo a prendere il sole in topless, ma ero così stanca che mi addormentai. Mi risvegliai di soprassalto con la bocca impastata e una sete incredibile. Bevvi un sorso d’acqua e, ancora stordita, guardai a destra e a sinistra: eravamo fermi in mezzo al mare.
Dietro di me, Fabrizia era in ginocchio davanti a Claudio, intenta a fargli un pompino. Mi avvicinai e andai a sedermi di fianco a lui.
Fabrizia, sbattendosi il glande sulla lingua, mi fece l’occhiolino. Io accarezzai la coscia di Claudio, che ricambiò infilandomi la lingua in bocca. Sentii la mano di Fabrizia accarezzarmi la coscia e slacciarmi il costume. Mi tirai su e, con un colpo di reni, lo feci cadere. Mi tolsi il reggiseno e, messami in ginocchio, andai a dare una mano, o per meglio dire una bocca, alla mia amica.
Io mi dedicai ai testicoli, lei a tutto il resto. Claudio si godette quel doppio pompino accarezzandoci. Non era super dotato, seppur abbastanza spesso, ma quello che mi colpì fu la durezza: sembrava di marmo e, nei pochi momenti in cui non veniva toccato, rimaneva su, dritto come un totem.
A un certo punto lui si sdraiò. Io e Fabrizia ci guardammo per un istante, come a stabilire chi dovesse andare per prima. Io le diedi una pacca sul sedere. Lei si alzò e, montata sopra Claudio, si fece scivolare quel tocco di carne dentro di lei.
Io non rimasi a guardare e, salita anche io sul divanetto, mi misi sopra la testa di lui, stando di fronte a Fabrizia. Dopo iniziali movimenti impacciati, trovammo la sincronizzazione perfetta e Claudio si rivelò davvero paragonabile al Rocco nazionale, esattamente come mi aveva detto Fabrizia. Era un leccatore sublime e uno scopatore incredibile.
Tra un mugolio e l’altro, io e Fabrizia ci baciavamo e leccavamo dappertutto. La sentii irrigidirsi un po’ e capii che stava per venire. Le lasciai libertà di movimento. Lei si aggrappò alle gambe di Claudio e cominciò ad andare su e giù con vigore, urlando di piacere.
Lui invece era ancora fresco come una rosa: non sembrava minimamente stanco o sul punto di venire. Continuava tranquillo a lavorare sul mio clitoride, donandomi un piacere immenso.
Fabrizia, dopo essere arrivata, rimase infilata a lui ancora un po’ e poi mi tirò a sé.
“Leccamela come ai tempi dell’università.”
Io la baciai con foga. Mentre le lingue mulinavano nelle nostre bocche, ebbi come un flash: mi tornò in mente la sera del suo ventesimo compleanno. In quell’occasione avevo giocato con la sua patatina per più di un’ora, regalandole il cunnilingus più lungo di sempre.
Lei si sdraiò a cosce spalancate e io mi ci tuffai come un’affamata, offrendo il mio didietro a Claudio, che non tardò a darsi da fare.
Mentre ripulivo gli umori della mia amica, lui mi scopava come un attore porno. Era fantastico: seppe tenermi sul filo dell’orgasmo, al punto che a un certo punto glielo dissi apertamente:
“Non hai un cazzo, ma un pennello.”
Lui continuò a martellarmi senza pietà, esattamente come facevo io con Fabrizia, che come ai vecchi tempi impazziva per la mia lingua.
Tutti e tre eravamo in paradiso, o almeno eravamo lì per lì per raggiungerlo. Io, a un certo punto, non capii più niente e affondai con forza il viso tra le gambe di Fabrizia. Poi pensai: sono in mezzo al nulla, posso urlare quanto mi pare.
Claudio sembrò leggermi nel pensiero e, afferrandomi per i capelli, mi tirò su. Urlai il mio orgasmo e, in preda alla frenesia, iniziai a muovere velocemente le dita tra le cosce di Fabrizia, facendola ansimare.
Claudio si sfilò da me e iniziò a masturbarsi. Noi ci mettemmo di fronte a lui, pronte a ricevere il suo carico di caldo amore.
Spruzzò sulle nostre tette e tutte e due lo ripulimmo con passione, come il grande Rocco nazionale nei suoi film.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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