Annunci69.it è una Community rivolta ad un pubblico adulto e maggiorenne.
Puoi accedere solo se hai più di 18 anni.

SONO MAGGIORENNE ESCI
Racconti Erotici > Gay & Bisex > Una volta soltanto.
Gay & Bisex

Una volta soltanto.


di RoyAlk
16.03.2026    |    3.123    |    12 9.7
"Le raccontai tutto, ogni dettaglio, ogni respiro, quel silenzio finale che pesava più di qualsiasi parola..."
Conobbi Luigi su un social che non aveva nulla a che fare con il sesso. Una chat su un gruppo di fotografia, una di quelle conversazioni che iniziano per caso e non finiscono più.
Parlammo per giorni. Di fotografia, di luce, di composizione. Aveva gusto, Luigi. Sapeva guardare le cose. Era gentile, educato, con quella premura rara di chi ascolta davvero.

A un certo punto parlammo di nudi. La maggior parte dei miei erano femminili, glielo dissi senza filtri. I soggetti maschili non mi avevano mai convinto del tutto, una questione di gusto più che di altro.
Luigi rimase in silenzio qualche secondo. Poi cambiò argomento.

Lo raccontai a Elena quella sera.
Mi ascoltò con quella sua aria da chi ha già capito tutto e aspetta che arrivi anche tu. «Invitalo per uno shooting» disse.
«Potrebbe non voler fare il modello.»
«Allora fagli fare l'assistente.»
Aveva ragione, come quasi sempre.

Gli proposi lo shooting. Luigi si tirò indietro con delicatezza, poi aggiunse che al massimo avrebbe potuto fare da assistente al fotografo. Lessi fra le righe con facilità. C'era una porta aperta in quella frase, stretta ma aperta.
Iniziammo a parlare di un posto. Una zona di montagna che conoscevo, panorami particolari, luce buona nelle ore centrali.

Gli dissi scherzando che vista l'isolazione del posto un fotografo avrebbe potuto abusare dell'assistente se fosse stato donna.
Luigi rise. «Chissà» disse. «Potrebbe essere intrigante anche così.»
Lasciai la frase sospesa.
Quando accennai alla possibilità che venisse anche Elena, qualcosa cambiò. Una scusa, un passo indietro. Lo dissi a Elena quella sera.
«Vai da solo» disse lei. «Lo sa già che sei sposato. Sa già di me. Forse ha solo bisogno di sapere che sono dalla tua parte.»
Lo reinvitai. Solo io e lui.
Accettò.

Ci incontrammo al punto stabilito una mattina di settimana, lontano dal traffico e dai colleghi e dalle mogli.
Si presentò puntuale. Alto, biondo, fisico massiccio, senza barba. Una stretta di mano ferma e un sorriso che confermava tutto quello che avevo intuito nelle settimane precedenti.
«Finalmente» disse.
«Finalmente» dissi io.
Caricammo il cavalletto in macchina e partimmo verso la montagna. La conversazione era quella di sempre, brillante, naturale, con quella facilità di chi si conosce già anche se si vede per la prima volta.
I sorrisi tradivano qualcosa che nessuno dei due aveva ancora nominato.

Trovammo un casolare abbandonato lungo il sentiero. Muri di pietra, finestre vuote, vegetazione che stava riprendendo quello che era suo. Il tipo di posto che la macchina fotografica chiede di fermarsi.

Iniziai a scattare.
Luigi si avvicinò per guardare il display dopo ogni foto, curioso, con quella concentrazione genuina di chi non finge l'interesse.
Ci ritrovammo vicini senza che nessuno dei due avesse deciso di avvicinarsi.
Faccia a faccia.
Il bacio arrivò senza preavviso e senza programma. Le mani che cercavano il sedere dell'altro, gli inguini che si stringevano, il respiro che cambiava.

Ci fermammo un momento, stupiti entrambi. Non c'era stata intenzione sessuale dichiarata, nessuna trattativa, nessun accordo. Eppure era successo con una naturalezza che non aveva nulla di meccanico.
Era qualcosa di più vicino al sentimento che al desiderio. O forse era entrambe le cose insieme.
«Le nostre mogli ci aspettano a casa» disse Luigi piano.
«Lo so.»
«Elena sa di me.»
«Sì.»
«La mia no.»
Non risposi. Non ce n'era bisogno.

Gli sbottonai i pantaloni lentamente. Sotto le mutande c'era un gonfiore che premeva con una insistenza inequivocabile. Lo liberai abbassando il tessuto.
Mi fermai un secondo.
Le dimensioni erano davvero ragguardevoli. In lunghezza e in circonferenza.
Luigi rise piano, con quella sua gentilezza anche in quel momento. «Succede spesso questo effetto.»
«Immagino.»

Fece lo stesso con me. Le sue mani sui miei pantaloni, lente, poi la sua voce bassa con un apprezzamento sincero mentre mi accarezzava.
Convenimmo, con una battuta e mezzo sorriso, che data la situazione anatomica forse era più saggio che fossi io ad assumere il ruolo attivo. Luigi annuì, si girò, restammo in piedi abbracciati con i pantaloni alle caviglie, il mio membro che premeva fra le sue natiche senza cercare ancora la penetrazione.

Lo masturbai con una mano, lento, con l'altra gli torturavo i capezzoli. Lui premeva le mani sulle mie natiche contro di sè per tenermi piu vicino.
Poi qualcosa si capovolse.
Non so spiegarlo con precisione. So che a un certo punto Luigi si girò verso di me con quegli occhi chiari e disse semplicemente che avevo delle natiche bellissime e che voleva guardarle ancora.

Iniziò a masturbarsi guardandomi il sedere.

E io sentii qualcosa che non avevo previsto. Un desiderio preciso, nuovo, che non aveva bisogno di essere ragionato.

Gli allungai un preservativo senza dire niente.

Lo guardai indossarlo a fatica, la misura non adatta a lui, il lubrificante.

Chiusi gli occhi e aspettai.
Il dolore iniziale fu reale e ingestibile. Mi girai, lo baciai, gli dissi di avere pazienza. Che volevo ma era troppo, non ero sicuro di riuscire ad accoglierlo tutto.
«Mi succede spesso» disse. «Non preoccuparti.»
Restammo fermi. Baci, carezze, il respiro che tornava lento.

Poi mi girai di nuovo.

Questa volta il suo membro si fece strada dentro di me piano, con una pazienza quasi tenera. Il dolore cedette prima del previsto, lasciando spazio a qualcosa di difficile da descrivere. Un piacere che saliva lento, profondo, diverso da tutto.

I movimenti erano ritmati, lenti, come se stessimo danzando. I due corpi che trovavano un tempo comune senza cercarlo.
Non era solo fisico. Era qualcos'altro, più in alto, più dentro.

Sentii l'orgasmo montare e glielo dissi. Lui fece lo stesso. Si sfilò da me con delicatezza, ci girammo uno verso l'altro, iniziammo a masturbarci baciandoci.

L'orgasmo che seguì fu il più potente che avessi mai provato fino a quel momento. Per intensità, per profondità, per quella dimensione quasi spirituale che non mi aspettavo.
Seguì un silenzio lungo.
Nessuno dei due parlò per diversi minuti.

Ci rivestimmo lentamente, in silenzio.
Il casolare intorno a noi, la luce del pomeriggio che filtrava dalle finestre vuote, la macchina fotografica ancora sul cavalletto fuori.
Ci salutammo con poche parole. Una stretta di mano che durò un secondo di troppo.
Luigi salì in macchina senza girarsi.

Elena mi aspettava.
Le raccontai tutto, ogni dettaglio, ogni respiro, quel silenzio finale che pesava più di qualsiasi parola. L
a vidi accendersi mentre ascoltava, curiosa, presente, con quella sua complicità assoluta che non aveva mai smesso di sorprendermi.

Quando finii mi chiese di ricontattarlo.

Provai.
Luigi era sparito. Profilo cancellato, numero irraggiungibile.

Elena rimase in silenzio un momento. «Forse aveva paura.»
«Probabilmente.»
«Di sua moglie o di quello che aveva sentito?»
Non risposi.
Forse entrambe le cose. Forse nessuna delle due. Forse Luigi aveva semplicemente incontrato qualcosa di troppo grande per il mondo in cui viveva, e aveva scelto di chiudere la porta prima che cambiasse tutto.
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore. Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Voto dei Lettori:
9.7
Ti è piaciuto??? SI NO

Commenti per Una volta soltanto.:

Altri Racconti Erotici in Gay & Bisex:




® Annunci69.it è un marchio registrato. Tutti i diritti sono riservati e vietate le riproduzioni senza esplicito consenso.

Condizioni del Servizio. | Privacy. | Regolamento della Community | Segnalazioni