trio
Il primo Capodanno in tre
07.03.2026 |
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"Si muoveva con maestria, con la gola, con la lingua, con la mano sotto le palle per massaggiarle, mentre Elena ci guardava eccitata, seduta come una bambola a gambe larghe, masturbandosi..."
Io sono Marco. Elena è mia moglie, ed eravamo insieme quel pomeriggio del 31 dicembre. Ci telefonò un nostro amico storico che doveva andare ad una festa scambista di fine anno, con cenone, per chiederci un favore, dato che a quella cena dovevamo partecipare anche noi.«Ehi Marco, ciao, posso chiederti un favore?»
«Certo, dimmi.»
«Passereste a prendere una mia amica stasera? Si chiama Isabella. Non vuole tornare da sola stanotte dopo la festa di Capodanno e di voi mi fido. Abitate anche vicino.»
«Va bene. Mettici in contatto e fissiamo l'appuntamento.»
All'appuntamento Isabella arrivò con un po' di ritardo che ci infastidì sul momento, ma quando scese dalla sua auto tutto passò in secondo piano. Fu impossibile non notare la sua bellezza statuaria. Molto alta, capelli lunghi e nerissimi, grandi occhi verdi, curve vertiginose fasciate da un abito lungo nero con uno spacco da cui emergevano gambe infinite, slanciate da tacchi altissimi. Trasgressiva, senza la minima volgarità. Cosa che apprezziamo molto, io ed Elena.
Dopo i saluti l'intesa nacque immediatamente.
Durante il tragitto verso la festa la conversazione scorreva naturale, come se ci conoscessimo da anni.
Quando arrivammo, la festa era già nel pieno.
I tavoli del cenone erano quasi deserti, mentre dalle stanze circostanti arrivavano sospiri e gemiti che raccontavano chiaramente come stesse proseguendo la notte.
Isabella andò a cercare il suo compagno di giochi, ma lo trovò già impegnato con altre persone.
Tornò da noi poco dopo, visibilmente contrariata.«Non mi piace questo modo di giocare» ci disse.Così restammo insieme e brindammo alla mezzanotte con gli altri.
Bastò uno sguardo tra noi tre per capirci: la serata poteva continuare, ma altrove. Salutammo tutti e tornammo verso l'auto.
Durante il viaggio Elena e Isabella iniziarono a cercarsi con naturalezza, prima con sguardi e sorrisi, poi con baci sempre più intensi.
Accostai per permettere a Elena di raggiungere Isabella sul sedile posteriore.Ripartimmo nella notte mentre loro continuavano, distese e abbracciate, a sfiorarsi e ridere sottovoce, le mani curiose sotto i vestiti.
Raggiungemmo poco dopo il nostro solito rifugio.
La camera era silenziosa e il grande letto sembrava aspettarci.In pochi istanti ci ritrovammo lì sopra, tra baci, mani e risate soffocate.Prima ancora di rendercene conto i vestiti erano quasi spariti, e la complicità tra noi cresceva con una naturalezza sorprendente.
Il corpo di Isabella era magnetico, luminoso nella penombra della stanza.
Eppure la cosa più sorprendente, oltre al desiderio, era la sintonia che si era creata tra noi tre.Mi ritrovai dentro di Isabella, lei sotto di me, con la testa un po' all'indietro fuori dal letto, dove ne approfittava Elena, in piedi sopra di lei, per farsi leccare la figa mentre io e Elena ci baciavamo in un triangolo quasi perfetto.
Improvvisamente Isabella mise le mani sulle mie spalle spingendomi indietro sul letto per leccare il mio cazzo guardandomi negli occhi con i suoi grandi occhi magnetici.
Resistere all'orgasmo era davvero difficile.
Si muoveva con maestria, con la gola, con la lingua, con la mano sotto le palle per massaggiarle, mentre Elena ci guardava eccitata, seduta come una bambola a gambe larghe, masturbandosi.Smise per tuffarsi fra le gambe di Isabella, che iniziava a gemere con il mio cazzo in gola, muovendosi con movimenti forsennati, inarcando il bacino per indicare a Elena dove le piaceva essere leccata.
Dopo un po' mi tuffai, con il cazzo ancora umido di Isabella, dentro Elena a pecorina, che continuava imperterrita a ciucciare la clitoride di Isabella. La voglia di sborrare su quel viso incredibilmente bello cresceva.
Dissi che mi sarebbe piaciuto, e Isabella annuì impercettibilmente.
Il mio fu un orgasmo violento su quel viso estasiato di piacere che le procurava Elena, con la sua lingua e le labbra implacabili fra le sue gambe.Quando alla fine il sonno arrivò, ci trovò abbracciati sul grande letto, io tra le mie due splendide donne.
La mattina dopo, a colazione, ci guardammo sorridendo. La decisione fu semplice: avremmo continuato a vederci.
E così accadde. Per molto tempo formammo un trio affiatato, incontrando anche altre coppie e vivendo esperienze diverse.Una volta provammo con un singolo, ma fu una delusione. Capimmo subito che non era ciò che cercavamo.
È passato del tempo da allora.
Eppure quel primo Capodanno insieme è ancora un ricordo vivido nella memoria di tutti e tre.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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