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Prime Esperienze

Il nuovo cazzo di Marta


di ilGioco2
01.08.2026    |    2.908    |    5 9.8
"In attesa di un altro uomo, del suo cazzo dentro, mentre lui si abbandonava al piacere..."
Puntuale arriva la telefonata della moglie, è arrivata al mare dalla suocera.
Tutto bene il viaggio, la suocera scontrosa. Gli chiede di portare, quando li raggiungerà, la spazzola per i capelli della figlia adolescente.
Andrea arriverà un paio di giorni dopo, deve finire un progetto per un cliente esigente.
Non ne ha voglia, almeno di lavorare.
Ha una gran voglia di cazzo invece.
È iscritto ad un sito di annunci e forse quella sera è il momento di approfittarne.

“Ho voglia di un cazzo che mi riempia il culo” scrive come Last con la tipica sfrontatezza di chi usa gli annunci pretendendo tutto, ora, qui.
Non gli era mai andata bene.
Il cazzo per lui era un diversivo dalla solita routine familiare. Una segreta trasgressione tutta per lui.
E poi, comunque, gli piaceva.
Gli piaceva l’incontro con un uomo, vederselo lì davanti, il momento in cui si spogliava e poteva ammirare la bellezza di quel cazzo che da lì a poco gli avrebbe riempito la bocca, il culo.
Aveva ormai rinunciato all’idea di soddisfare la sua voglia quando arrivò un messaggio.

“Ciao, stasera sono libero. Se vuoi possiamo incontrarci.”

Un miracolo. Dalle foto sembrava anche un bell’uomo. 46 anni, qualcuno in meno di lui, bel fisico tonico e glabro, qualche foto al mare, le solite foto al cesso.
Lo scambio di messaggi fu veloce e piacevole.
Appuntamento da lui, allo studio, intorno alle 22.00
Avrebbe preferito fuori, sicuramente non a casa sua dove non avrebbe fatto in tempo a togliere le tracce della sua vita da sposato, non sarebbe stato congruo con il suo profilo da gay/bisex.
Una doccia veloce, pantaloni larghi comodi, una camicia aperta a lasciare il petto totalmente nudo.
Gli uomini prediligono la comodità, non la moda. Gli abiti sono solo l’ostacolo che li separa dal cazzo.

Forse lo studio non sarebbe stato così comodo come un letto, ma sempre meglio di prendere cazzi in auto o in un bagno pubblico.

Alle 22.00 precise il citofono.
Lo studio era in una zona tranquilla della città, era una casa indipendente, nessun rischio di incontrare vicini e comunque poteva essere un cliente che anche a sera inoltrata aveva bisogno di qualcosa.
Il campanello.
Apri la porta già con il pacco gonfio.

Rimase senza fiato.

Marta era una donna non molto alta, in carne, dei grandi occhi dolci incorniciati da capelli scuri, ben curati, con un taglio corto. Avrà avuto 45 anni. Indossava a una camicia bianca da uomo, aperta sulla scollatura del seno generoso e libero. I pantaloni mettevano in evidenza le sue scarpe aperte con tacco nove. Aveva dei piedi ben curati.
Andrea rimase lì immobile ad osservarla qualche secondo ti troppo.
Fu lei a chiedere di poter entrare.
Andrea basito la fece entrare e richiuse lentamente la porta.

“Sei architetto?” le chiese cortesemente.
“Sì… e tu… sei?”

Andrea ancora non capiva come il suo cazzo potesse essere una donna dall’aspetto normale, dalla sensualità che non ti aspetti. Che apprezzi quando conosci a fondo una persona.

“Sono il tuo cazzo per stasera.”
Rispose lei in maniera gentile ma anche sfrontata.

“Possiamo sederci?” Chiese lei gentilmente. Andrea non era il solo ad essere frastornato.
“Certo, siediti pure sul divano. Prendo da bere, immagino ce ne sarà bisogno.” Andrea prese dal frigo una delle bottiglie di prosecco che teneva sempre in fresco per i suoi clienti migliori.
Due calici, ne porse uno a Marta.

“Franco è spesso fuori casa per lavoro. Io ho perso il mio, quindi mi occupo della casa in attesa di trovare qualcosa. Nostro figlio studia all’università e spesso mi ritrovo a casa da sola.
Qualche settimana fa avevo bisogno di fare una ricerca online e per comodità mi sono messa sul computer di mio marito che stranamente aveva lasciato a casa.”
Marta parlava serenamente, solo un filo di emozione per la situazione decisamente anomala.
“Dopo aver visitato qualche pagina che mi interessava, mi appare in cronologia un link ad un sito di incontri. Non posso fare a meno di aprirlo. Il login è automatico, mio marito lo aveva salvato.”

Andrea comincia ad intuire la situazione. Ecco la moglie tradita che vuole punire il marito.
Vorrà farsi scopare e chissà, magari inviargli le foto per far sapere che è cornuto.
“Ma in che situazione mi sono messo” pensò Andrea
“Se volevo una fica mi bastava aspettare due giorni e scopavo mia moglie, che romperà anche le palle, ma quando si tratta di fare sesso non la cambierei con nessuna.”

“MontatoreBsx. Nel profilo leggo questo nick. Mi è preso un colpo.
Avrei preferito SfondaPapere…
Mio marito bisex? Mio marito che cerca cazzi e culi di uomini da scopare?
Non era da lui, non me lo sarei mai aspettato. È un bell’uomo, spesso mi dicono troppo per me, ma ci amiamo, lo so, lo sento. Il sesso tra noi è stupendo, lo leggo nei suoi occhi quando mi viene dentro, quando ci baciamo, quando dopo il sesso dormiamo abbracciati.”

“Ecco, ora si mette a piangere.” Pensò quasi disperato Andrea.

“Ho visto le foto che ha messo nel sito… se me lo chiedeva potevo farle meglio. Non gli rendono giustizia, ma ho visto che sono bastate per scopare e farsi scopare da chiunque. Anche una coppia commentava quanto fosse una cagna nel farsi sottomettere dal marito. Mio marito sottomesso… inculato davanti ad una donna.
Mio marito descritto come uno bravo a fare pompino, che beve tutto… Consapevole del suo ruolo. Ma quale cazzo di ruolo? È mio marito! E il suo culo è il mio culo. Il suo cazzo il mio cazzo!”

“Marta…” la interruppe Andrea “Capisco il tuo stupore… ma a molti uomini piace il cazzo. A molti uomini piace scopare con altri uomini o semplicemente fare o farsi fare un pompino senza nemmeno dover chiedere il nome dell’altro…”

“Non lo capisco. E sono qui proprio per questo. Voglio essere il tuo cazzo per una notte. Voglio capire cosa prova mio marito a fare sesso con un uomo.”
Marta era decisa.

Andrea fu colto di sorpresa. Non voleva punirlo, non voleva vendetta. Marta voleva essere lui.

“Spogliati” disse Marta decisa.
Andrea non poté fare a meno di ubbidire. Si alzò e si tolse la maglietta davanti a lei.
Si sbottonò i pantaloni, li fece cadere e li tolse.
Marta si avvicinò, prese i boxer e li tirò giù.
Ora andrea era nudo davanti a lei.
“Girati” disse Marta mentre con le mani sui suoi fianchi lo fece girare.
Ora gli osservava il culo. Lo sapeva perché le mani di Marta erano sulle sue natiche, le dita che esploravano e lo accarezzavano.
Marta prese il telefono, andò nelle foto e arrivò a quelle dove suo marito era nudo, il cazzo duro. Aveva fatto una cartella per quella sera. Sul computer del marito ne aveva trovate molte nascoste.
Di lui con cazzi in bocca, di lui a gambe aperte e inculato da cazzi di dimensioni notevoli che nemmeno lei aveva mai visto. C’erano foto di ragazzi che facevano sesso, lui forse spettatore. C’era anche una foto dove lui veniva sodomizzato da un settantenne.
Non si chiese nulla.

Porse il cellulare ad Andrea, la prima delle numerose foto sullo schermo.
“Guardale…” gli disse Marta.

Andrea cominciò a sfogliare lentamente le foto. Marta poteva vedere il cazzo che diventava sempre più duro senza che lo toccasse.
Andrea si inginocchiò, appoggiò i gomiti a terra mentre continuava a sfogliare e desiderare le situazioni che guardava.
Marta osservava. Davanti a sé un uomo, un bell’uomo era a terra con le gambe larghe ed una eccitazione notevole solo guardando le foto di suo marito.
Marta poteva vedere il suo buco del culo che pulsava… osservava il cazzo duro muoversi, le palle contrarsi.

Si avvicinò e cominciò a leccargli il culo. Non l’aveva mai fatto a suo marito ma immagino che così funzionasse tra uomini.
Andrea inarcò la schiena gemendo.
Aveva fatto la mossa giusta.
Con una mano gli prese le palle mentre continuava a leccare.
Si passò un paio di dita in bocca per bagnarle e lentamente le fece scivolare nel buco stretto di Andrea che ormai, faccia a terra, sbavava su quelle foto del marito, sognando il suo cazzo.
Dalla sua borsa tiro fuori il suo dildo più grosso. Forse era più piccolo del cazzo di suo marito ma era quello che aveva avuto il coraggio di comprare.
Si era portata anche un po’ di olio perché così immaginava si dovesse fare. Lei non amava i rapporti anali, forse aveva provato una o due volte da ragazza ma per inesperienza o per gusto non le erano mai piaciuti.
A suo marito si, lo aveva capito. MontatoreBsx amava farsi inculare e inculare.
Ora toccava a lei vedere cosa si prova a vedere il culo di un uomo aperto.
Bagnato il dildo con l’olio lo appoggia a quel buco pulsante.
Aveva un uomo a quattro zampe sotto di sé, le gambe aperte, il cazzo duro e quel buco pronto.
Si immaginò suo marito, così in attesa. In attesa di un altro uomo, del suo cazzo dentro, mentre lui si abbandonava al piacere.
Cominciò a spingerlo dentro e provò un brivido tra le gambe.
Immagino quello come il suo cazzo, mentre stava entrando nel corpo di un uomo che le si concedeva totalmente.
Si mise in ginocchio dietro di lui mentre le sue mani spingevano quel suo nuovo cazzo sempre più dentro.
Poteva vederlo aperto, accoglierlo mentre gemeva, la schiena ad arco per aprirsi ancora di più. Il viso a terra, la lingua fuori, mentre ancora scorreva le foto.

Marta lo fece girare, ora poteva guardarlo negli occhi. Andrea la guardava pieno di desiderio, quasi la implorasse di continuare.
Poteva vedere il suo cazzo, poderoso, gonfio, poteva seguire le linee delle sue vene.
Poteva essere quello di suo marito, gonfio di eccitazione.
I suoi movimenti si fecero sempre piu veloci, piu profondi, delicati ma decisi.
Con una mano prese il cazzo di Andrea e cominciò a masturbarlo. Il suo di cazzo, il suo nuovo cazzo, spingeva profondo dentro il corpo di quello che ormai poteva riconoscere come suo marito.
Andrea venne gemendo, con un fiotto che gli arrivò quasi al viso.
Marta cadde stremata accanto a lui.

“È questo” disse piano Andrea. “Non è amore. Non è una storia. Non è una vita parallela. È solo il momento in cui il corpo chiede qualcosa di grezzo, di diretto, senza parole, senza promesse. E quando arriva… ti svuota. Ti lascia quieto.”
Marta lo guardò a lungo. Poi, lentamente, sorrise. Non era un sorriso felice, né uno amaro. Era un sorriso di chi ha finalmente messo a fuoco un’immagine sfocata.

Marta si alzò, raccolse i suoi vestiti, si riabbottonò la camicia con gesti lenti. Andrea restò nudo, seduto sul pavimento, a guardarla.
Prima di uscire, Marta si fermò sulla soglia. Si voltò.
“Grazie” disse.
“Per avermi lasciato capire.”
Poi aggiunse, con una punta di ironia dolce:
“E digli, se dovessi mai incontrarlo… digli che la prossima volta può restare a casa. Io ho imparato a usare anche quello.”

Indicando il suo nuovo cazzo.
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