trio
Il vestito di Tea
19.08.2026 |
635 |
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"Miki andò piano all’inizio, poi più a fondo, più forte, guardando il viso contorto di piacere del ragazzo e la moglie che leccava e succhiava il cazzo di Andrea mentre veniva penetrato..."
Tea e Miki erano arrivati da tre giorni nel villaggio turistico, tra scogliere e pini che odoravano di resina e sale. Lei, quarantacinque anni, corpo formoso e generoso, seno pieno che riempiva i costumi interi, fianchi larghi e culo tondo che si muoveva con naturalezza quando camminava. Affascinante, con quello sguardo sicuro di chi sa di piacere. Lui, cinquantasette, bell’uomo, spalle larghe, barba curata grigiastra, corpo ancora saldo e sguardo intenso. Da anni erano aperti: scambisti occasionali, fantasie condivise, confini fluidi.Tra i ragazzi dell’animazione c’era Andrea. Diciannove anni. Corpo asciutto, glabro, quasi senza peli, muscoli snelli ma definiti dal nuoto e dalle ore sotto il sole. Viso efebico, labbra carnose da fanciulla, occhi scuri e capelli lunghi neri che gli cadevano sulle spalle quando non erano legati. Il costume aderente lasciava poco all’immaginazione: il contorno del cazzo, spesso e lungo, premeva contro il tessuto, e il culo tondo e sodo si disegnava netto.
Tea lo guardava mentre lui organizzava i giochi in piscina o guidava le escursioni. «Hai visto quel ragazzo?», aveva detto una sera a Miki, la voce bassa, eccitata. «Quel corpo… e quello che si indovina sotto il costume.» Miki aveva sorriso, la mano già sulla coscia di lei. «Quel viso da ragazza e quel culo. Sai cosa vorrei fare.» Tea sapeva. Ogni tanto a Miki piaceva prendere un uomo, e la fantasia di possedere quel giovane culo mentre lei guardava – o partecipava – li aveva fatti scopare forte più di una notte.
L’occasione arrivò la sera del quarto giorno. Cena a buffet all’aperto, luci basse, musica soft. Andrea serviva ai tavoli dei più grandi, sorridente, cortese. Tea lo fermò con un gesto leggero, offrendogli un bicchiere di vino bianco che non era previsto per lo staff. «Resta un momento. Sei di qui?»
Lui si sedette, un po’ timido, un po’ curioso. Parlarono di mare, di quanto fosse bella la stagione. Miki ascoltava, gli occhi su quelle labbra e su quelle mani sottili. Tea, più diretta, gli posò una mano sul braccio. «Tu hai un corpo… speciale. E noi siamo una coppia che ama le cose particolari. Niente obblighi. Solo se ti interessa.»
Andrea arrossì, ma non si alzò. Guardò Tea, poi Miki. «Cosa intendete?»
«Vieni in camera con noi», disse Miki con calma. «Vediamo se ci piace stare insieme. Tu puoi fermarti quando vuoi.»
Dopo cena, con discrezione, salirono.
La camera era ampia, finestra aperta sul mare, odore di salsedine e lenzuola fresche.
Tea chiuse la porta e si tolse il vestito con naturalezza.
Il corpo formoso si rivelò: seno pesante, capezzoli scuri già duri, ventre morbido, culo pieno. Andrea la guardò, la gola secca. Miki si tolse la camicia, mostrò il torace ancora solido e il cazzo già mezzo duro nei pantaloni.
«Vieni qui», disse Tea, avvicinandosi. Lo baciò sulla bocca, lentamente. Labbra da fanciulla che si aprivano, lingua timida all’inizio, poi più coraggiosa. Miki si mise dietro Andrea, le mani sui fianchi snelli, il bacino premuto contro il culo del ragazzo. «Senti quanto sei sodo», mormorò.
Si spogliarono. Andrea rimasto nudo era ancora più bello: cazzo lungo e grosso, già teso, glabro come il resto, culo perfetto, due globi sodi e lisci.
Miki prese il vestito di Tea da terra e lo diede ad Andrea che lo indossò sul corpo nudo.
Tea si inginocchiò e prese in bocca il cazzo di Andrea, lentamente, assaporando il sapore giovane e salato. Lo succhiò con gusto, mentre Miki gli accarezzava il culo, gli alzò leggermente il vestito, come avrebbe fatto con sua moglie, gli separò le chiappe e gli passò la lingua sulla fessura. Andrea gemette, le ginocchia che tremavano.
«Sul letto», ordinò Tea.
Si disposero.
Lei si mise a quattro zampe, il culo verso Miki, ma gli occhi su Andrea.
«Vieni. Mettilo dentro di me.»
Andrea si posizionò dietro di lei, esitante un secondo, poi spinse. Il cazzo grosso entrò nel culo bagnato di Tea con un gemito lungo. Lei era stretta, calda, e si muoveva indietro contro di lui, prendendolo tutto. Miki si mise davanti al ragazzo, il proprio cazzo duro a pochi centimetri dalle labbra efebiche.
«Aprila. Succhialo mentre ti scopi mia moglie.»
Andrea obbedì. Bocca piena del cazzo di Miki, il cazzo che si muoveva nel sesso di Tea. I suoni erano umidi, carnali: succhi, sbattimenti, respiri. Tea si voltava a guardarli, eccitata dal contrasto: il corpo giovane che la riempiva e il marito che usava quella bocca da fanciulla.
Poi Miki cambiò posizione.
«Ora tocca a me.» Fece sdraiare Andrea sulla schiena, gambe aperte. Tea gli tenne le cosce, baciandolo, leccandogli il collo e i capezzoli. Miki si mise tra le gambe del ragazzo, lubrificò con la saliva di Tea, e spinse lentamente. Andrea emise un suono acuto, mezzo dolore mezzo piacere, mentre il cazzo più maturo e spesso gli apriva il culo. Miki andò piano all’inizio, poi più a fondo, più forte, guardando il viso contorto di piacere del ragazzo e la moglie che leccava e succhiava il cazzo di Andrea mentre veniva penetrato.
Il vestito di sua moglie indossato da Andrea ora era arrotolato sul bacino, la scollatura metteva in evidenza il petto glabro e scolpito di Andrea, i suoi capezzoli si intravedevano tra le pieghe del vestito.
«Guardala», disse Miki.
«Lei ti guarda mentre ti scopo.»
Tea si mise a cavalcioni sul viso di Andrea, facendosi leccare mentre Miki continuava a fotterlo. Poi scese e si infilò il cazzo del ragazzo di nuovo in figa, muovendosi sopra di lui mentre il marito lo prendeva da dietro. Era un ritmo sporco e sincronizzato: Tea che cavalcava, Miki che spingeva, Andrea che gemeva tra i due corpi adulti, usato e desiderato.
Alla fine Tea venne per prima, stringendo forte, il corpo formoso che tremava. Andrea esplose dentro di lei poco dopo, getti caldi e abbondanti. Miki, sentendo il culo del ragazzo contrarsi, accelerò e si scaricò in profondità, tenendolo fermo contro di sé.
Restarono un momento così, sudati, respiri pesanti, odore di sesso e mare. Tea si chinò e baciò Andrea sulla bocca, poi Miki. «Benvenuto nel nostro gioco», mormorò.
Andrea, ancora arrossato e con le gambe deboli, sorrise.
Non disse di no quando, più tardi, ricominciarono.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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