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trio

Guardami 6 -Giulia e Andrea-


di ilGioco2
24.07.2026    |    1.470    |    2 9.0
"Giulia lo accolse con un lungo sospiro di piacere, le unghie conficcate nella sua schiena..."
Giulia entrò in camera da letto senza accendere la luce. Si tolse la tuta scura, rimase solo con gli slip e una maglietta larga, e si infilò sotto le lenzuola fresche. Il corpo era ancora teso, vibrante di eccitazione. Si distese sulla schiena, una mano sul ventre, e chiuse gli occhi, lasciando che i pensieri fluissero liberi.
Rivedeva Andrea schiacciato contro il camion, i gemiti soffocati, il modo in cui si era abbandonato completamente. Quella visione l’aveva segnata. Non provava gelosia, solo un desiderio profondo e una fascinazione nuova. La libertà di suo marito la attraeva in modo irresistibile.

E io?
si domandò, mentre le dita scivolavano lentamente verso il basso.
Anch’io voglio quella stessa libertà?

La risposta arrivò sotto forma di una fantasia più intensa, più lunga, più carica di passione. Si immaginò con Andrea sulla spiaggia poco frequentata, al tramonto inoltrato. Il cielo era un incendio di arancione, rosa e viola. La sabbia conservava ancora il calore del giorno. Erano rimasti solo loro, un paio di coppie distanti e qualche uomo solo che passeggiava lungo la riva.
Giulia camminava a piedi nudi vicino all’acqua, con un pareo leggero annodato sui fianchi e un bikini nero minimal. Andrea era seduto qualche metro più indietro, appoggiato sui gomiti, e la osservava in silenzio.
Un ragazzo di colore si avvicinò lungo la spiaggia. Era alto, sui venticinque anni, con un fisico scolpito, spalle larghe e addominali definiti che brillavano sotto gli ultimi raggi di sole. Portava collane artigianali colorate intorno al collo e ai polsi. Il suo sorriso era luminoso, sicuro, con uno sguardo che trasmetteva desiderio immediato.

«Bellissima signora… vuoi guardare? Sono fatte con conchiglie vere» disse con voce calda e profonda, avvicinandosi.
Giulia si fermò. Invece di allontanarsi, gli sorrise e lasciò che le mostrasse le collane. Il ragazzo le si mise di fronte, molto vicino. Mentre le appoggiava una collana sul décolleté, le dita sfiorarono la pelle sensibile del seno. Un brivido la attraversò. Lui se ne accorse e il suo sguardo si fece più intenso.

Andrea guardava. Non si mosse.

Il ragazzo continuò a parlare a bassa voce, complimentandosi per la sua pelle, per il suo corpo. Le dita scesero lungo il fianco, sfiorando il nodo del pareo. Con un gesto lento e sicuro lo sciolse. Il tessuto cadde sulla sabbia. Giulia rimase in bikini, il respiro già accelerato. Lui la attirò dolcemente contro di sé. I loro corpi si toccarono. Sentì il calore della sua pelle, il profumo di sale, cocco e maschio giovane.
La baciò sul collo, poi sulla bocca. Un bacio profondo, appassionato, la lingua che esplorava la sua con urgenza crescente. Giulia rispose, le mani sul petto muscoloso di lui. Il ragazzo la fece sdraiare sulla sabbia tiepida, dietro una piccola duna che li riparava parzialmente ma non del tutto dalla vista di Andrea.
Le tolse il reggiseno del bikini con gesti esperti. La bocca scese sui seni, succhiando e mordicchiando i capezzoli turgidi mentre una mano scivolava tra le sue cosce. Le dita la accarezzarono sopra il tessuto, poi lo spostarono di lato e affondarono dentro di lei. Giulia inarcò la schiena, gemendo piano. Era già bagnatissima.

Il ragazzo si spogliò del costume. Il suo cazzo era grosso, scuro, perfettamente eretto. Si posizionò tra le sue gambe e la penetrò lentamente, centimetro dopo centimetro, godendo di ogni reazione di lei. Giulia lo accolse con un lungo sospiro di piacere, le unghie conficcate nella sua schiena. Iniziarono a muoversi insieme, con ritmo sensuale e profondo. Lui spingeva con passione crescente, guardandola negli occhi, sussurrandole parole sporche e dolci allo stesso tempo: quanto era bella, quanto gli piaceva sentirla godere.
Cambiarono posizione. La fece mettere a quattro zampe sulla sabbia. La prese da dietro con spinte più potenti, una mano tra i suoi capelli, l’altra sul clitoride. Giulia veniva per la prima volta così, tremando violentemente, soffocando i gemiti contro l’avambraccio.
Per un istante si voltò verso Andrea, era in piedi poco distante da loro che osservava sua moglie presa da uno sconosciuto.

Lui non si fermò. Continuò a fotterla con passione animale ma controllata, godendo del suo corpo.
La girò di nuovo, faccia a faccia. Le gambe di lei intorno ai suoi fianchi. I baci si fecero più famelici, i corpi sudati che scivolavano uno sull’altro. Giulia sentiva ogni spinta fino in fondo, il piacere che montava di nuovo. Venne una seconda volta, stringendolo forte dentro di sé. Pochi istanti dopo anche lui raggiunse l’orgasmo, scaricando fiotti caldi e abbondanti dentro di lei, restando sprofondato fino all’ultimo spasmo.
Rimasero abbracciati qualche minuto, respiri affannati, mentre il cielo diventava blu scuro.

Lui si alzò, il suo cazzo ancora duro.
Giulia senza pensarci cominciò a leccarlo per sentire il suo sapore.
Poi lo prese dolcemente in bocca, fino in fondo per sentire tutta la sua possanza.
Andrea era di fronte a lei e poteva vederla assaporare quel cazzo nero.
Giulia si alzò.
Il ragazzo la baciò ancora, dolcemente questa volta, poi si rivestì, le regalò una collana e se ne andò con un ultimo sorriso complice.

Giulia, si voltò verso Andrea.
I loro sguardi si incrociarono nel crepuscolo. Lui aveva assistito a tutto, eccitato, umiliato e innamorato come mai prima.
Andò verso di lui e lo baciò.
Questa volta era lui ad assaporare il sapore di maschio nella bocca di sua moglie.
Tutto il mondo sparì, erano soli, erano un corpo unico pervaso da un piacere mai provato prima.

Nella sua camera da letto, Giulia accelerò il movimento delle dita tra le gambe, rivivendo ogni dettaglio di quella fantasia. L’orgasmo arrivò potente, facendola inarcare e tremare tra le lenzuola.
Quando tornò in sé, un sorriso soddisfatto le illuminò il viso.
Voglio questo, pensò con chiarezza. Voglio che Andrea mi guardi mentre mi lascio andare così. Voglio che il nostro desiderio diventi reciproco, profondo, senza tabù.

Il rapporto stava evolvendo. Stava diventando più vero, più passionale, più pericolosamente intimo. E lei era pronta a fare il passo successivo.

Pronta ad essere se stessa.
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