Scambio di Coppia
Avventura in alto mare - finale
19.08.2025 |
951 |
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"I nostri sospiri, i nostri gemiti, le nostre mani, le nostre bocche, erano un unico di passione e desiderio in quella nuvola di vapore..."
Il ritorno sulla terraferma fu dolceamaro. Il dover tornare alla vita di tutti i giorni era mitigato dal piacevole ricordo dei giorni in mare aperto, cullati dalle onde, baciati dal sole e inebriati dalla nostra passione.Fabio ormeggiava la barca con grande maestria, aiutato come possibile dal mio Lui. Federica rimetteva a posto le cose sottocoperta, i capelli appuntati in uno chignon.
Quando fu il momento di toccare terra, un lontano velo di tristezza mi avvolse. Da un lato sapevo di aver sbloccato un lato di me che fino a due giorni fa non conoscevo, dall’altro ripensavo al turbine di emozioni provate con il mio uomo, provando allo stesso tempo eccitazione e malinconia.
Le parole del mio uomo furono una dolce medicina “Amore, quel che è accaduto in questi giorni può essere un episodio da ricordare tra di noi, una pagina da archiviare o il paragrafo iniziale di una nuova storia. Sappi che io sarò sempre qui per parlarne e per decidere assieme quel che dovrà essere.” Lo baciai con dolcezza, mentre il vento faceva tintinnare gli alberi delle barche ormeggiate.
“Che piani avete per oggi?” Chiese Fabio buttandosi sulle spalle un grosso zaino.
“Una bella doccia per toglierci il sale di dosso, poi iniziamo a fare le valigie. Non vorremmo partire troppo tardi sennò va a finire che troviamo traffico”
“Noi finiamo di scaricare tutta la nostra roba dalla barca, poi facciamo un salto dal tizio del rimessaggio. Torneremo al campeggio tra un paio d’ore. Non andate via senza farci un saluto eh!”
“Beh, mi pare il minimo Fabio…”
Passeggiavamo mano nella mano nella pineta. Attorno a noi la solita routine dei villeggianti. Anziani sonnecchianti, bambini spericolati sulle bici, giovani in tenda alle prese col week end. Ci scambiammo uno sguardo complice, sorridendo senza dirci niente.
Poco più tardi, me ne stavo in coda per la doccia ai bagni pubblici del campeggio. Davanti a me, cinque altre donne attendevano pazienti che si liberasse l’unica doccia disponibile. Le altre tre erano chiuse a chiave e avevano su un cartello con scritto “guasto”. Avvolta nel mio morbido accappatoio celeste, ripensavo ai momenti trasgressivi dei giorni passati. Alla pelle di Fabio, al tocco di Federica, alla mia prima esperienza con due uomini dentro di me. Fu la signora davanti a me, un’anziana donnetta dai capelli vaporosi, a riportarmi sulla terra e a interrompere il flusso dei miei ricordi.
“Con tutto quello che paghiamo… ma dico, è normale una cosa del genere?”
Mi fissava con i suoi occhi piccoli, incastonati tra le rughe del volto. Aspettava una mia risposta, quasi come se fosse colpa mia.
“No signora” le dissi.
“Volevo ben dire!” Esclamò. E si voltò ad attendere.
“Psst! Amore!” Il mio Lui mi chiamò affacciandosi per un istante nell’ala riservata alle donne.
“Che ci fai qua? Esci!”
“Vieni, sbrigati!”
“Vieni dove? Esci di qua prima che…”
“Nel bagno degli uomini ci sono un sacco di docce libere e… Vieni!” Mi fece cenno con la mano.
L’anziana vaporosa si voltò e apostrofò il mio uomo. “Esca di qui giovanotto! Che cosa viene a cercare?”
Mi allontanai e lo raggiunsi nell’ala degli uomini. Mi guardavo attorno con attenzione, volevo evitare di trovarmi davanti alla versione maschile della signora di poco fa. L’intero locale sembrava deserto.
“Facciamo la doccia insieme. Tanto sono belle grandi e non ci vede nessuno”
Mentre mi diceva questa cosa, davanti a noi sfilarono con un certo malcelato imbarazzo due figure a noi già note.
Era una delle tre coppie incontrate il primo giorno sull’isola. Potevano avere qualcosa tra i venti e i trent’anni. Lui rasato e occhi azzurri, molto alto e asciutto. Lei castana chiara, i capelli mossi raccolti in una coda alta, più bassa del compagno e leggermente in carne. Gli occhi castani erano esaltati dagli occhiali da vista con una spessa montatura.
Si fermarono poco distante da noi. Come se li avessimo colti in flagrante. La ragazza, spalancò la bocca senza toglierci lo sguardo di dosso e poggiò una mano sulla spalla del compagno.
“Tranquilli ragazzi, qui nessuno vi morde!” Disse il mio Lui.
Il ragazzo sorrise. “No sai… io e Lucia volevamo fare una doccia insieme. Di là è sempre un casino, le ho detto di venire qua… ma ieri sera ci hanno cazziato e così…”
“Come vi ho detto: nessuno vi morde. A meno che non siate voi a chiederlo espressamente! Piacere Lucia, tu invece sei?”
“Io sono Luca”
Ci stringemmo le mani e ci presentammo.
“Voi siete quelli che erano, insomma… l’altro giorno…”
La loro goffaggine era quasi comica. Riuscivo a leggere una punta di curiosità nelle loro parole, sommersa da timidezza e imbarazzo. Sospinta dalle emozioni provate con Fabio e Federica, decisi di provare a scavare più a fondo.
“Si siamo proprio noi. Sai è così bello fare il bagno in mare completamente nudi. Avete mai provato voi?”
Lucia diventò rossa in volto e si strinse verso Luca.
“Il fatto è che siamo stati proprio degli stronzi” disse Luca.
“Prego?”
“Intendo dire, siamo arrivati alla spiaggia, abbiamo iniziato a far casino, vi abbiamo forse guardato in un modo che…”
“Permesso? Che cosa è diventato questo posto? Un bar?”
Un anziano signore in accappatoio ci passò nel mezzo in modo brusco.
“Mi scusi ma con tutto il posto che c’è deve passare proprio in mezzo a noi? Non vede che stiamo parlando?” Rispose Lucia,
tono su tono.
“Ragazzina, qui non si chiacchiera! Qui si viene a lavarsi! O devo andare a chiamare il guardiano?” Mentre si rivolgeva a noi, indugiava con lo sguardo sul seno di Lucia, stretto dentro a un telo mare che la avvolgeva. Probabilmente i due erano appena tornati dalla spiaggia.
“Vorrà dire che se chiama il guardiano gli diremo che lei è un maiale! Mi guardi in faccia quando mi parla, io sono qui, non qui!” Si indicò prima il viso e poi il seno.
“No ma che dici? Io volevo solo dire…”
“Lei voleva solo fare la doccia diceva?” Entrò di mezzo il mio Lui. “Faccia quel che deve fare e non ci disturbi. E soprattutto non guardi cose che non sono di sua… competenza!”
L’anziano abbassò lo sguardo ed entrò in una delle docce, senza proferire parola.
“Competenza?” Lucia guardò il mio uomo con sguardo serio. Poi scoppiò a ridere e dette un cinque al mio Lui.
“Si vabbè dai… il concetto è passato!”
Ridemmo tutti e quattro come dei matti.
“E comunque un po’ vi invidio sai? - disse Lucia - fare il bagno in libertà deve essere davvero bello. Lo avevo proposto anche ai nostri amici, ma sono dei bacchettoni!”
“Amore, è anche vero che lo hai detto in un modo…”
“Perché? - risi - Come lo ha detto?”
“Luca, guai a te!” Ma sorrideva mentre lo diceva.
“Diglielo tu amore”
Lucia si fece rossa in volto di nuovo. Il compagno l’abbracciò e la baciò sul collo. Le mani di Lucia incontrarono quelle di Luca.
“Praticamente… quando vi ha visto tutti nudi ha detto una roba tipo… Dai spogliamoci anche noi e andiamo a conoscere quelle persone…”
Lucia si fece ancor più piccolina tra le braccia del fidanzato.
“…poi ha fatto un apprezzamento sull’arnese di uno di voi due e la cosa è finita nel chiasso”
“Sei stronzo eh!” Lucia si voltò dandoci le spalle.
“Ma guarda che non ti devi mica sentire in imbarazzo. Se devo essere sincera, prima di quel momento non eravamo avvezzi al nudismo neanche noi” Le dissi. Si voltò verso di me.
“In che senso?”
“Nel senso che le cose spesso accadono quando meno te le aspetti. E se sei bravo o brava abbastanza per cogliere i segnali, le fai accadere e ti godi il momento”
L’anziano terminò la sua doccia. Aprì la porta e sobbalzò quando ci vide ancora sull’ingresso dell’ala maschile dei servizi del campeggio. Uscì trotterellando senza dir parola.
“Vabbè, facciamo questa doccia” disse il mio uomo, calcando volontariamente le ultime parole, in modo che l’anziano potesse sentire.
Aprì la porta ed entrò. “Oh ma queste docce sono immense! Ci stanno dentro minimo quattro persone!”
Guardai Luca e Lucia negli occhi. Sorrisi loro e, prima di raggiungere il mio compagno, sussurrai: “Cogliere i segnali è importante!”
Strizzai l’occhio e mi morsi il labbro come solo Federica sa fare. Entrai nella doccia e chiusi la porta, lasciandomi alle spalle i due fidanzatini.
In effetti era davvero grande. Profonda almeno due metri e mezzo e larga poco meno di due metri, aveva un piccolo attaccapanni in plastica sul lato interno della porta e una mensola per poggiare shampoo e bagnoschiuma. Probabilmente un errore di progettazione, perché le altre docce non avevano questa stessa struttura.
Mi tolsi l’accappatoio e raggiunsi il mio Lui sotto l’ampio getto d’acqua.
“Ehi, qualcuno è felice di vedermi?” Il suo membro semieretto colpì la mia coscia.
“Sono sempre felice di vederti amore e, se devo essere sincero… i due piccioncini qua fuori mi hanno fatto venire dei pensieri”
“Cosa?”
“Non è colpa mia! Sono stati Fabio e Federica a farmi diventare così!” Rise.
Un formicolio leggero si accese nelle mie profondità.
“Ma amore… li abbiamo conosciuti due secondi fa!”
“E quindi? Non mi dire che hai detto quella cosa dei segnali così tanto per fare. Ti conosco, mascherina!”
La sua erezione cresceva mano a mano. La sentivo mentre pulsava e si strofinava sul mio gluteo.
“Pensa che spettacolo se ora entrassero qua… tu chi sceglieresti? Lui o Lei?”
Le sue mani scorrevano lungo il mio corpo bagnato. Più scendevano verso il basso, e più saliva come un calore inarrestabile la mia eccitazione.
“Io sceglierei…”
“Si, dai, dimmelo….”
“Io sceglierei Lei. La bacerei piano, la carezzerei con dolcezza…”
La mia mano incontrò il suo pene eretto, lo afferrai alla base e cominciai a massaggiarlo lentamente, scorrendo centimetro per centimetro in avanti e indietro.
“E poi me la faresti scopare?”
“Tu vorresti scoparla?”
“Mmh, si. E vorrei che tu facessi altrettanto con il ragazzo”
“Birichino!”
Il cazzo del mio Lui era durissimo e premeva contro la mia gamba con un’eccitazione mai vista prima.
“Ma chissà dove sono finiti adesso…”
“Eh si. Peccato… chissà che fine hanno fatto”
“E a te toccherà scopare questa donna qui, un’altra volta…”
Bussarono alla porta. Una volta, due volte.
Chiudemmo l’acqua. Una nuvola di vapore ci avvolgeva.
“Si?” Chiesi.
Qualcuno bussò una terza volta. Un bussare sommesso, leggero.
Mano a mano che uscivo dalla coltre di vapore, riuscivo a vedere meglio. Notai quattro piedi che facevano capolino da sotto alla porta della doccia (chissà perché nei servizi pubblici le porte sono tutte così!).
Aprii la porta e mi trovai davanti Luca e Lucia. Lessi la sorpresa nei loro occhi e mi resi conto di non essermi coperta con l’accappatoio.
“Possiamo… entrare?” Chiese Lucia con un filo di voce. La nuvola di vapore le appannò gli occhiali.
Le sorrisi e le feci spazio. Entrarono tutti e due velocemente, gettai un’occhiata attorno. Nessuno nei paraggi. Richiusi la porta.
Mentre poggiava gli occhiali sulla mensola, Lucia mi disse: “Allora? Sono brava a raccogliere i segnali?”
Si tolsero di dosso i teli mare e li appesero alla porta. Sorprendentemente, Luca era già nudo e mostrava di possedere una dote notevole. Essendosi diradato il vapore potei notare un dettaglio non secondario: era circonciso.
Lucia invece indossava ancora un bikini bagnato dal mare che metteva in risalto le sue forme rotonde e morbide. Se lo tolse lentamente, facendo cadere a terra prima la parte superiore e poi lo slip. Anche in questo caso, il poco vapore ci concesse la vista di un malizioso ciuffetto di pelo che spuntava tra le gambe burrose della ragazza.
“E ora… che si fa?” Chiese con un po’ di imbarazzo Luca.
Il mio Lui, ancora visibilmente eccitato, emerse dal fondo della stanza. Lucia non potè fare a meno di notare la sua erezione e ruppe il ghiaccio con una battuta.
“Amore? Mi sa che l’apprezzamento che ho fatto in spiaggia era rivolto a lui sai?”
Aprii nuovamente l’acqua e mi avvicinai al mio Lui. Ai ragazzi dissi che potevano fare tutto quello che si sentivano di fare.
Restarono un po’ a guardarci mentre riprendevano ad abbracciarci, baciarci e toccarci sotto il getto d’acqua. Di tanto in tanto gettavo un’occhiata furtiva per vedere cosa stessero facendo.
Inizialmente, assistettero distanti tra loro e silenziosi alle nostre effusioni. Luca non poteva nascondere la sua eccitazione mentre il suo membro cresceva e alzava la testa. Aveva davvero un pene molto lungo, con un’asta leggermente curva verso l’alto e un glande scolpito. Lucia doveva essere davvero fortunata!
Piano piano, i due si avvicinarono tra loro, si abbracciarono e iniziarono a toccarsi candidamente e a baciarsi con crescente passione. La lingua di Luca entrò nella bocca di Lucia che l’accolse con trasporto.
Mi spostai leggermente e alzai la gamba sinistra, poggiando il piede sulla parete. Il mio uomo capì e si inginocchiò a leccarmi. Stavo bruciando di desiderio e bramavo la sua bocca a contatto con le mie labbra, la sua lingua e le sue dita a esplorare la mia profondità. Lo sentivo ora scorrere e indugiare sul clitoride, ora entrare dentro di me spingendo con la bocca.
Luca e Lucia erano adesso a pochi centimetri da noi. Lei stava maneggiando il grosso cazzo del fidanzato, masturbandolo con entrambe le mani. Si fermò solo per scendere in basso accanto al mio uomo. Capii quello che stava per fare e fui travolta dal desiderio.
Sentii la lingua gentile di Lucia poggiarsi sulla mia figa. Prima un colpetto, poi un altro, poi le sue labbra avvolsero la mia vagina in un bacio bagnato. Le mie mani spingevano la sua nuca verso di me. Il mio Lui si spostò, facendo meglio accomodare Lucia al mio cospetto, e raggiunse Luca poco più in là.
Non so se Lucia avesse già delle esperienze con altre donne. So soltanto che la sua bocca sapeva perfettamente dove andare a colpire, quasi come se mi conoscesse da una vita. Gemevo di piacere e desideravo di tenerla tra le mie gambe per sempre.
D’un tratto si alzò e mi baciò. Gustai il mio sapore sulle sue labbra e la abbracciai con passione. Il suo corpo morbidissimo scatenava pensieri peccaminosi in me. Avrei voluto stenderla su un letto e renderle il favore, baciandola a lungo tra le gambe.
Nel frattempo, i due uomini si erano avvicinati a noi e prendevano parte al nostro abbraccio.
Quattro corpi avvinghiati in un unico bagnato abbraccio, avvolti in una calda nube di vapore. Le mani scorrevano, toccavano corpi ora conosciuti e ora no. I membri sbattevano sulle nostre cosce, spingevano poderosi sulle natiche e tra le nostre gambe, le bocche si univano in baci multipli, le lingue si incontravano in nuovi sapori. Allungai una mano e versai un po’ di bagnoschiuma addosso a noi, per rendere il nostro abbraccio ancora più scivoloso e profumato.
Lucia si inginocchiò a gambe aperte, impugnò i due cazzi e iniziò a succhiarli con avidità. Ora alternandosi prima uno poi l’altro, ora cacciandoseli in bocca tutti e due come meglio poteva. L’espressione di beatitudine dei due uomini faceva il paio con la vorace passione della ragazza.
Mi spostai dietro Lucia e mi abbassai anche io, scorrendo sulla sua schiena. Assistei da vicino allo spettacolare gioco che aveva avviato, ascoltai il suono dell’acqua venire interrotto da quello della sua bocca che succhiava avida. Vidi i due glandi sparire sotto le sue mani e nella sua bocca. Ebbi un fremito di passione nel vedere il cazzo del mio Lui stretto in una morsa assieme a quello di Luca. Allungai una mano e incontrai il ciuffetto di pelo di Lucia. Scesi ancora un poco e le mie dita iniziarono a giocare con la morbida figa della ragazza. La sentii vibrare quando entrai in lei con due dita.
“Non smettere… ti prego. È bellissimo” mi disse, un istante prima di riempirsi di nuovo la bocca con uno dei due membri.
Scattò qualcosa dentro di me. Sentivo che potevo osare, fare qualcosa che non avevo mai fatto prima. Non so se ero completamente ottenebrata dal piacere di quei giorni o se era l’innocenza di Lucia.
Mi alzai in piedi e mi portai davanti alla ragazza, che restò in ginocchio. Chiusi un po’ l’acqua, poi afferrai i cazzi dei due uomini, uno per mano. Luca aveva davvero un pene spropositato e turgido. Mentre li masturbavo, sporsi il bacino verso Lucia e aprii le gambe. Guardavo con ardore il corpo morbido di Lucia, i suoi seni burrosi, le sue forme tondeggianti e delicate, lo sguardo innocente ma birichino.
Lucia capì e mi disse “fallo!”.
Un caldo fiotto di urina la colpì in pieno volto. Chiuse gli occhi e aprì la bocca mentre il mio nettare la inondava e scorreva giù tra i seni, tra le sue cosce.
Poi fu la volta dei due uomini. Lucia fu colpita prima dal mio Lui e poi da Luca. Quando si rialzò, mi ficcò la lingua in bocca e si strinse a me. Quando mi staccai dalla sua bocca, scesi a baciarle il collo e il seno.
“Sono brava a cogliere i segnali?” Mi disse con una passione ardente mei suoi occhi. Intanto il mio Lui si era fatto dietro di lei e stava cercando di penetrarla dal basso. Quando finalmente fu in lei, vidi la sua faccia cambiare espressione, abbandonata alla passione chiuse gli occhi e gemette piano. Restai per un po’ ad osservarla godere sotto i colpi del mio uomo, mentre con l’altra mano tenevo caldo Luca, che nel frattempo si era avvicinato a me.
“Che facciamo? Scopiamo anche noi o restiamo solo spettatori?” Luca bisbigliò al mio orecchio.
Mi voltai verso di lui, la mia lingua trovò la sua. Con la mano lo guidai verso la mia figa. Lo sentii entrare in me con forza, gridai di piacere e la mia vista si annebbiò per un istante.
Mi poggiai sul corpo di Lucia, che stava ondeggiando il bacino attorno al cazzo del mio Lui. Le baciai il seno, succhiandole i capezzoli mentre Luca mi scopava con forza da dietro. Lo sentivo strusciare la sua lunghezza mentre si faceva strada e sbatteva il suo glande in fondo alla mia figa. Ad un tratto si piegò verso di me e baciò Lucia con passione. Mi aggiunsi a quel bacio, mentre il vapore ci avvolgeva.
I nostri corpi erano un tutt’uno sotto al getto generoso della doccia. I nostri sospiri, i nostri gemiti, le nostre mani, le nostre bocche, erano un unico di passione e desiderio in quella nuvola di vapore. Ci scambiammo di posizione, ricomponemmo le coppie originali e tornammo a scopare il partner altrui, a lungo e senza rompere quell’unità bagnata che avevamo creato. Gli orgasmi di Lucia, caratterizzati da sospiri profondissimi e dalle sue mani che artigliavano ora la mia schiena, ora quella di uno degli uomini, furono l’ennesima splendida sorpresa. Mai avevo pensato che una figura così timida potesse scatenare così tanta passione.
Venni due volte. La prima sotto i colpi del possente Luca, fu un orgasmo che partì dal profondo e mi travolse come un uragano. La seconda volta con il mio Lui, mentre Lucia mi accarezzava il clitoride. Nonostante ciò, mi sentivo inarrestabile, la mia passione non si spegneva.
Ad un tratto, il mio Lui decise di alzare ulteriormente l’asticella.
“Sto per venire. Che ne dite se lo faccio fuori di qui?” disse mentre scopava Lucia alla pecorina.
Io e Luca lo guardammo con stupore, ma non interrompemmo la nostra danza.
“Sto per venire… Lucia ci stai?”
Lucia si allontanò da lui e lo prese per mano.
“Si, facciamolo!”
Lucia aprì la porta, si guardò attorno.
“Non c’è nessuno. Dai, usciamo!”
In un batter d’occhio fu fuori, nuda e completamente bagnata. Si accovacciò con le gambe aperte, mostrandoci la sua figa mentre se la toccava con una mano. Il mio uomo lasciò la porta aperta e fu rapido accanto a lei.
Lucia alternava lo sguardo, ora sul mio Lui, ora sul suo cazzo, ora verso si noi, ancora impegnati a scopare sotto l’acqua, ma concentrati ed eccitati a non perderci quel che stava per accadere fuori.
“Dai, schizzami tutta!”
Il mio Lui si masturbava con forza, sbattendo il cazzo sulla lingua di Lucia. Di tanto in tanto glielo spingeva in gola per accelerare la venuta.
“Cazzo non ce la faccio - disse il mio uomo - forse è meglio se rientriamo”
“Eh no bello, ora mi dai la tua sborra!”
Lucia impugnò il cazzo e se lo sbattè con brama sulla lingua. Una volta. Due volte. Al terzo colpo, il mio Lui si abbandonò a un orgasmo micidiale, colpendo Lucia in piena faccia con copiosi fiotti di sperma.
Il caldo seme del mio uomo gocciolava sul mento della ragazza e giù verso il seno, le cosce e il pavimento.
Lucia si rialzò mentre con la lingua e le dita cercava di ripulirsi il volto. Con l’altra mano teneva il mio uomo per il cazzo.
Si udirono delle voci, i due rientrarono veloci nella doccia. L’odore dello sperma si mescolò rapidamente a quello dei nostri corpi, saturando l’ambiente col gusto proibito della nostra passione.
“Bella, adesso tocca a te” disse Lucia prima di baciarmi, lasciandomi in bocca il sapore del mio uomo.
“Ma c’è gente!” Le dissi.
“Che fai? Ti tiri indietro?” Disse ridendo.
“Cazzo sto per venire!” Disse Luca.
“Oh cazzo!” Dissi io.
Accadde tutto in un momento. Lucia aprì la porta e ci dette il via libera. Luca si sfilò da me, lo sentii uscire rapidamente e rimasi senza fiato. Il mio Lui mi spinse dolcemente verso l’esterno, dove trovai Luca che si stava masturbando appoggiato di schiena alla porta della doccia di fronte.
Mi abbassai, mi avvicinai per succhiarlo, ma fui colpita dal suo caldo orgasmo. Il suo seme schizzò sul mio viso, sui miei capelli e sul mio corpo. Sembrava non finisse più. Lo succhiai un’ultima volta per gustarmi la sua lunghezza, poi tornai nella doccia ancora tutta imbrattata di sperma. Trovai Lucia che mi attendeva sotto l’acqua.
“Vienj bella, diamoci una sistemata”
Mi abbandonai al suo abbraccio e alle sue carezze, mentre mi ripuliva del caldo succo del suo compagno. I nostri uomini assistevano stanchissimi dalla porta.
Uscirono prima loro, poi noi dopo qualche minuto. Questo perché avevamo sentito delle voci poco lontano dalla doccia.
Mentre tornavamo alla nostra piazzola, io e il mio Lui ci tenevamo per mano, sorridenti. Ci scambiavamo sguardi complici, densi di passione, e pensavamo con curiosità a quale sarebbe stato il prossimo passo…
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