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Lui & Lei

Tre corpi un unico piacere - Parte 2


di Kalifly81
25.07.2025    |    2.069    |    4 9.8
"Fare l’amore lo uso se ne parlo riferendomi al sentimento, alla parte dell’anima”..."
Questa sarà l’unica parte con due soli protagonisti.

Questi giorni non sono andata a letto prima delle 3 o 4 di notte, ci siamo sentiti, video chiamati e domani finalmente ci rivediamo e andiamo per il week end al mare.
Ho riscoperto com’è toccarmi per desiderio e non più per necessitá.

Ancora un’ora di viaggio, Luce ha addosso un vestitino molto scollato che le arriva a malapena a metà coscia, ha una fantasia a piccoli fiori marroni che trovo orribile e sembra una stoffa anni 20, la parte così conturbate è che nel parlare non sta ferma e quella stoffa a volte non copre nemmeno la mutandina, le ho giá fatto notare che rischiamo un incidente per distrazione.
È un fiume in piena per la gioia.
Il tempo non è dei migliori, nuvoloso, candidamente ha affermato che se piove il nostro tempo lo passeremo in camera.
Mi sembra di stare assieme a lei da almeno un anno per l’intesa che abbiamo sebbene la conosca da poco più d’una settimana.
Arriviamo alla casetta al mare ma ha l’aspetto d’una casetta di montagna, alta e stretta, di fianco c’è appena lo spazio sufficiente per passare, poi la siepe alta che divide dalla casetta successiva, dietro ha un mini giardino di 4 metri x 4; l’interno sembra veramente quello di una casa di montagna, perline in legno e mobili dell’inizio scorso secolo.
Passiamo la restante mattinata a dar una pulita a fondo alla casa dato che fra un paio di giorni ci verrà sua madre a passar le ferie.

“La regola direbbe che in questa casa si sta nudi fin da quando si entra” gli dico mentre mi serve il piatto di pasta, ha voluto prepararmi lui da mangiare, è molto premuroso “ma immagino ti ci voglia un attimo d’ambientazione”.
Mi guarda perplesso sedendosi a pranzare al mio fianco e mi dice “Ti ricordi che io e te abbiamo fatto quella cosa dell’amore tantrico? Rimaner nudo con te non sarà così difficile… anche se a pensarci passare l’aspirapolvere da nudo” ride con me.
“La spiaggià è per naturisti, non scambisti lo sai. È vietato qualsiasi atto osceno o sesso o preliminari eccetera. Fa conto d’essere in una spiaggia normale: comportati normalmente solo senza pantaloni”.
“Nel caso succedesse che vado su di giri? Devo correre in acqua?” non è preoccupato ma è divertito a pensare ad imbarazzarsi.
“Beh fai un po’ come vuoi, magari evita di parlare attaccato ad una signora se sei eccitato, ma vedrai che non ti capiterà. Magari solo le prime volte, ma quando la tua mente capisce quanto il tuo corpo sia a suo agio, allora la nudità diventerà la norma e non ti ecciterai al semplice veder qualcuna di nuda passare, e guarda che non tutte son belle quanto me”.
“Questo è poco ma sicuro”.
Gli do un piccolo bacio alla guancia e mentre sprepara mi alzo in piedi e mi spoglio.

Si sfila le spalline e accompagna il vestito a terra, si piega per levare le mutandine e quando si rialza con una mano spreme un seno come per risistemarlo mentre raccoglie il vestito.
Prende i due bicchieri e mi raggiunge al lavandino per aiutarmi, poi mi guarda e arriccia il naso sorridendo per dirmi “Così stiamo prima e andiamo di sopra” e mi abbraccia mentre cerco di finire d’asciugare i due piatti.
Il suo seno mi si schiaccia contro, ci scambiamo un piccolo bacio labbra a labbra, mi asciugo le mani e mi rivolgo a lei, afferro la base di una mammella con la mano, la stringo appena alzandola un po’ e prendo in bocca l’intera areola, so che potrebbe infastidirla ma succhio con forza per un istante, Luce si morde il labbro e dice a bassa voce “Ahm! Bello ma il mio seno è sensibile, mi hai fatto un po’ male e wow”, si gira appena per mettere l’altro capezzolo all’altezza della bocca, riservo lo stesso trattamento e lei stringe le labbra nel piacere del lieve dolore.

Gli levo il viso dal mio seno, non so perchè ha scelto di succhiarlo così forte, fa male ai miei capezzoli e non so come sa che mi piace; gli porto il viso lì dove il piacere nasce fra le mie cosce e mi piace molto sentire la lingua sul mio monte di Venere, non succhia più forte: è delicato “ahhh” mi sorprende e rido, l’ha infilata a tradimento, ha ripreso a leccar le grandi labbra e ora sono decisamente pronta.
“Sono fatta perchè tu mi possa penetrare” gli tiro via la maglietta e lo faccio venire in piedi, gli mordo quel labbro, stavolta faccio male io.
“Ahi!” e si ritira via, gli ho fatto un piccolo taglio.
Che bello accarezzar il suo ventre, gli infilo una mano nei pantaloncini e con l’altra subito dopo glieli levo; com’è già così duro per me, ma ora guardo il suo bel viso, spalancò la bocca “Devi solo scegliere”.

“Fa che non mi esca il cuore dal petto” lei ride poi torna a tener la bocca spalancata e ride ancora inginocchiandosi, lo fa sparire nelle sue labbra fino in fondo e sento una gran quantità di saliva mentre si ritira con due piccoli colpi di tosse, si siede a terra e appoggia la schiena al mobile cucina “Vieni qui” m’invita e tiene aperta la bocca; non me lo faccio ripetere e mi avvicino infilandoglielo in bocca fino a metá, muovo il bacino più volte, come se la stessi penetrando fra le cosce, facendo attenzione a non esagerare.

Che sapore quello dell’uomo, mi piace gustarlo anche quel po’ di acre all’inizio, mi sta violando la bocca ma ho sempre l’impressione che badi molto a me più che a lui.
Mi sollevo e lo prendo per mano, saliamo le strette e ripide scale “Eri più concentrato sul piacere che ti stavo dando o a non soffocarmi? Pensa anche a te ogni tanto, io mi so difendere”.
“No, penso prima a te; non ti preoccupare che mi piace tantissimo” è così gentile a non si fa piegare, mi stupisce e ancor di più mi sento attratta.
Sento qualcosa, ommioddio è entrato in fondo “ah!!!” urlo prima di voltarmi e vedere la sua mano sparire fra le mie cosce da dietro “ohhmmm smettila o non arriviamo al letto”.
Mi sta stimolando una mia piccola piega interna, mi scalda e mi mette brividi di piacere, appoggio i palmi agli scalini e anche le ginocchia, sento un rumore acquoso ora che mi penetra velocemente con le dita “si, sì ancora sì”, sul più bello le sfila fuori, mi volto per chiederne la motivazione e sento una sua mano aprire le mie labbra, il suo corpo contro il mio sedere e una penetrata fino al mio ventre.

Il suo sedere è morbido e fa un gran rumore ogni volta che batte il mio bacino, l’erezione scappa fuori un paio di volte ma ripenetra con facilitá questa volta, lei prova piacere ad ogni affondo, tengo un ritmo regolare che dura poco, la visione della sua schiena piegata e il sedere mi eccita tantissimo ed inizio a sentire una voglia immensa di godere, e così prendo a penetrarla velocemente.

Godo, non riesco ad emettere suoni, sento un piacere caldo nel sentirmi riempita e stimolata, sono all’apice della scossa, pochi secondi dopo torno a riavvertire fastidio a tener le ginocchia sul legno degli scalini e, prima che il formicolio di piacere risalga, mi alzo in piedi sfilandomi.

Luce si sistema i capelli e si appoggia un attimo al muro riaprendo gli occhi “Andiamo sul letto” mi dice, seguo il suo sedere fino alla piccola camera.
Letto da una piazza e mezza, mezzo metro forse scarso fra il letto e la finestra, la parete è riempita dall’armadio, ci si sta appena ma sul letto siamo comodi; lei si stende supina, le sono sopra subito e ci guardiamo in viso mentre la penetro ed inizio ad entrare in lei con velocitá.
“Schiacciami!” mi dice eccitata mentre mi prende le braccia e mi fa cadere a tutto peso su di lei, non smetto di scoparla e ci baciamo, metto poca lingua perchè ha un labbro così morbido che preferisco succhiarlo e baciarlo.
Quasi non lo sento sfregare dentro di lei da quanto è bagnata, lo sento sbattere nel fondo ad ogni colpo, sembra uno spazio piccolo e poco profondo.
Si toglie dal bacio e schiaccia di lato il suo viso al cuscino chiudendo gli occhi, non capisco se sta venendo o meno, ricordo molto bene le pulsazioni sue l’ultima volta, ora non le sento ma è bagnata il doppio.
Inizio a sentire qualcosa nel mio bacino quando riprende a guardarmi ed inizia ad ansimare: sta salendo l’orgasmo e non voglio.

Ancora un orgasmo sono così contenta, e dall’espressione che fa anche lui dev’esserne vicino.
Gli prendo il viso fra le mani “Non venirmi dentro” si blocca mantenendo nel mio profondo il suo pene.
“Mi puoi venir dentro solo se in quel momento vince il sentimento, adesso c’è troppa passione: puoi venire dove vuoi ma non dentro” che bello è quando mi sorride, e che bello è quando riprende a sfregarmi dentro “mmmmmmm” assaporo questo lento piacere “dove vuoi spruzzarmi il tuo piacere?” gli domando curiosa di sapere cosa sceglierà.
“È un test?” mi chiede capendolo.
“Non vale! Comunque ahhmmmmm” mi mordo le labbra in una fitta di piacere e sospiro dicendogli “sì lo è”.
Lui si leva, mi apre la finestra, mi prende la mano e mi fa alzare in piedi sulla parte destra della finestra; è caldo, solo ora capisco che sono sudata, sento il suo corpo dietro di me, sollevo il sedere per aiutarlo a penentrarmi la vagina standomi dietro, mi abbraccia, sento un forte calore alla pancia dove il sole mi illumina, speriamo non passi nessuno per questa stradina di solito quasi del tutto inabitata.
Adoro le sue spinte decise e lente e costanti, mi sento riempita e credo stia per arrivare il terzo quando si sfila fuori, sento un suo braccio cingermi con forza standomi sopra il seno, mi tiene forte contro di lui e sento il suo lungo gemito, dietro di me sento la sensazione tiepida del suo seme sulla mia schiena e sedere, assieme a lui mi sposta più a sinistra ed il caldo del sole che avvertivo sulla pancia, ora lo avverto ovunque, giro il viso e lo guardo, è eccitatissimo mentre geme “Guardami” gli dico, ci fissiamo, sento il suo piacere sulla schiena e quello del sole sul mio viso, lo adoro e ho paura ad ammettere che sento di amarlo dopo un paio di settimane che ci conosciamo.

Ci diamo una ripulita e torniamo a letto, finestra aperta e tendina chiusa, nuda è uno spettacolo.
“Come sono andato al test?”.
Lei è contenta, si mette sul fianco rivolta a me “Volevo scoprire che tipo d’eccitazione prova il tuo piacere, invece m’hai sorpreso con il sole, non me l’aspettavo”.
“L’ho superato allora. Cos’ho vinto?”.
“Non si vince nulla, era un test psicologico”
“Di che colore volevi farti i capelli?” mi chiede cambiando discorso.
“Biondi, un biondo ambrato chiaro li vorrei. Io sono Bionda di mio ma li avevo scoloriti prima per farli poi rosa, quando li ho decolorati ancora, la tinta che doveva venir biondo ambrato è uscita grigia. Mia mamma me ne ha dette di ogni, perché non voglio andar da un parrucchiere”.
Poco dopo si addormenta, io non ci riesco, guardo un po’ il cellulare e poi cerco di dormire, dopo poco più di un’oretta la sveglio.
Le succhio piano un capezzolo “Andiamo un po’ in spiaggia? Perdiamo il momento migliore”
Indossiamo i costumi e ci avviamo alla spiaggia, 10 minuti a piedi ma per la spiaggia nudista ne servono altri 20; la striscia di sabbia è lungo la pineta, solo una zona è servita da ombrelloni ma noi stendiamo gli asciugamani per conto nostro.
Non è molto frequentata, si vedono comunque persone nude sparse qua e lá, non mi sembra di veder giovani.
“Ti ricordi che non devi fissare?”.
“Non sto fissando e poi sono lontani” lei si denuda e si stende a pancia in su, io faccio lo stesso cercando di sembrar disinvolto anche. se un po’ di disagio lo sento, ma non ci sono persone vicino a noi.
“È più piacevole di quanto pensassi, si sente meglio l’arietta quando si alza ahah”
“Ti sei messo vero la crema solare? Lì non sei abbronzato e mi par un punto sensibile per una scottatura” mi fa notare, ridiamo, ridiamo anche del mio imbarazzo a spalmarmela.
Incomincio a tranquillizzarmi dalla paura di un’erezione davanti a tutti: c’è molta meno gente di quanto pensassi, una buona parte ha tutt’altro che un aspetto attraente o per l’etá o per la trascuratezza; la paura di mostrarmi a tutti eccitato invece si ripresenta quando la sento dire: “Non vedo l’ora di raccontare a mamma di come mi hai messo sotto il sole”
“A tua madre? Racconti anche questi particolari?” ho imparato che si dicono di tutto, so che non hanno segreti tra di loro ma addirittura parlare delle esperienze sessuali? Luce e Luana che si parlano si sesso, di me che vengo sul sedere di Luce, devo cambiar pensieri.
Mi risponde: “Racconto tutto a mia madre soprattutto le cose bellissime che m’accadono, come questa”.
“Ma con tua madre parlare di sesso?”.
“E’ contenta per me se sto bene, che si parli di sesso o altro.” è evidente che non possiede questo taboo, so che con sua madre sono molto più che amiche e fin troppo spiriti liberi, e sembra proprio non rendersi conto della stranezza e per questo meglio non insistere.

Mi fa alzare, andiamo verso l’acqua, sembra molto calda quando entriamo ma quando arriva alle cosce rabbrividisco, il sole c’ha cotto.
Lorenzo s’è già buttato, riesco ad inginocchiarmi.
“Non vieni?” mi chiede mentre sta andando avanti.
“No se è alta”.
“Dai vieni, arriva alle spalle” insiste.
Mi alzo, l’acqua mi arriva all’ombelico, indico con la mano i miei capezzoli, il freddo li ha resi estremamente turgidi ed ho ben capito che Lorenzo ne ha un debole “Vieni tu” e torno ad inginocchiarmi con il livello dell’acqua alle spalle.

La raggiungo subito “Non sai nuotare?”.
“No”.
“Pensavo adorassi l’acqua, l’acqua è vita no?”
“Dai smettila, anche tu? Mia mamma mi fa una testa così per imparar a nuotare, lei va in piscina da quando andava alle medie, a me fa paura, e se poi vado a fondo?”.
“Non vai a fondo, ti tengo io” e colgo l’occasione per metterle le mani sul sedere e tirarla a me, io sono seduto, l’acqua m’arriva al collo e con le onde a volte quasi bevo; la tiro a me, apre le cosce e mi abbraccia nella stessa posizione del nostro primo rapporto.

“La nostra posizione, mi capita di pensare che quello è un ricordo che non potró mai cancellare nemmeno se volessi, e quando avró 90 anni ricordarlo non so se mi farà più bene o più male”.
Sentendo queste queste parole vorrei solo portarlo sulla spiaggia e dargli il mio corpo baciandolo fino a notte, le trovo così romantiche.
“Ho sempre sognato di far sesso in acqua” gli rivelo.
“Ma si puó?”.
“Beh magari di notte o se non ci vede nessuno”
“No, intendo in acqua, ad un uomo insomma puó salire?” si mette a ridere, vien da ridere anche a me ci ritroviamo a baciarci, mi bacia lentamente stavolta come se giocasse, e giocano anche le sue dita sui miei capezzoli sott’acqua “Piano, o mi fai male” gli dico.
“Pensavo ti piacesse un po’ di male, intendo al seno” so che si riferiscie a quanto fatto stamattina e gli spiego “dipende dal momento, ma tendenzialmente mi fa male, a volte devi esser gentile con i miei bottoncini”.
“Se faremo sesso in acqua proverai ad imparare a nuotare?” mi chiede e mi fa ancora ridere “Non devi mai ricattarmi”.
“Non è un ricatto, è un’opportunitá” ridiamo ancora e ci abbandoniamo ai baci prima di ritornare agli asciugamani.
“Usi la parola sesso” mi fa notare una volta che ci siam stesi bagnati al sole “le donne di solito dicono -fare l’amore- non sesso”.
Provo a spiegargli “Sesso è l’atto fisico: pene nella vagina in sintesi. Fare l’amore lo uso se ne parlo riferendomi al sentimento, alla parte dell’anima”.
“Posso chiederti un piacere?” mi chiede e mi sembra imbarazzarsi.
“Che piacere?”.
“Se non ti dispiace, se non lo trovi poi così tanto volgare, potremmo dire” esita un po’ “al posto di pene e vagina si potrebbe dire, scusami, cazzo e fica?”.
“Cazzo lo dico spesso” gli dico.
“Come esclamazione, ma intendo al posto di pene e vagina”.
“Perchè?” non capisco.
“Dire pene, vagina, mi fa pensare ad una maestra che fa una lezione di educazione sessuale in classe e spiega la differenza fra maschi e femmine; se usi sti termini mentre si parla di sesso mi mette i brividi”.
Mi scappa una risata sincera, ma lui rimane serio e sorride appena “Ma stai dicendo davvero?”.
“Si certo”.
Rido ancora.
“Dai!” mi dice lui.
“Ok, ok scusa è strano. Ok cazzo” glielo accarezzo velocemente “e fica” mi accarezzo allo stesso modo la vagina e rido.

“Dai cosa tocchi!”.
Mi guardo in giro appena leva la mano dopo avermelo accarezzato, per fortuna nessuno nei dintorni anche se inizia ad arrivare più gente “Avevi detto niente di sconcio”.
“Esagerato”.
Mi metto col petto sul suo seno “Adesso devo stare a pancia in giù per un po’” ridiamo “c’è un posto qui da ste parti dove possiamo andare”
“In spiaggia no, aspetta che torniamo”.
Le bacio il collo “Ci provo ad aspettare ma non assicuro”.
“Mi verresti dentro o addosso?” mi chiede prendendomi il viso fra le mani, che bel viso, che bocca, e gli occhi in cui perdersi.
“Ora che ti vedo rispondo dentro”.
Non so se arrosisce perché è troppo abbronzata ma sembra farlo.
“Prendi tutto di me” mi dice dolcemente “penetrami l’anima”.
“Mi confondi, non so se sei dolce o spinta” le dico con sincerità.
Ci godiamo sole e chiacchiere, prendiamo un veloce aperitivo prima di tornare a casa e rientriamo poco prima delle 21.
Rientriamo in casa, sento il calore dell’intero pomeriggio sulla mia pelle, mi avvio verso il piccolo bagno dove spogliarmi e farmi una doccia per levare la sabbia.
“Dove vai?!” mi chiede come se stessi facendo qualcosa d’illegale.
“In bagno” dico voltandomi, lei è già solo in reggiseno del costume e se lo sta slacciando all’entrata.
“La regola è che in casa niente vestiti, appena si entra ci si spoglia”.
Ci penso un attimo e mi tolgo i boxer e la maglia, lei sgattaiola in bagno prima di me; busso.
“Se fai la doccia posso guardarti?”.
“La smetti?!” quasi urla da dentro.
“La smetto?”.
“Sì! Di dir queste cose che mi fanno innamorare e mi eccitano. Vieni”.
Sento l’acqua ed entro.

Sono sotto la doccia fresca, lui tira la tenda doccia e lo vedo nudo, la richiudo “Ehi guardone non molestarmi”.
“Mi hai detto che potevo guardare”.
“E non vedi? La tenda è trasparente” gli dico dando le spalle alla tenda e piegandomi per mettere in mostra il sedere.
“Si vede ma offuscato” mi dice.
Mi risollevo e mi giro passandomi le mani sul seno “E non ti piace quello che stai vedendo offuscato?”.
“Se dico di no ti mostri senza tenda? Comunque non posso dire di no”.
Rido all’ennesimo complimento e una mano me la passo sul ventre, fra le cosce, la sfrego lì e l’altra riserva lo stesso trattamento al seno “Ho proprio bisogno del sapone” allungo la mano oltre la tendina di lato.

Me lo massaggio col palmo della mano, sta crescendo; mette fuori la mano, mi volto e prendo il sapone liquidò e le metto in mano il flacone, lo getta a terra e ripete “Ho detto che ho proprio bisogno del sapone. Qualcuno me lo puó mettere in mano?” le sue dita si raccolgono e fa il gesto della sega poi torna riaprire la mano, faccio un passo avanti e le metto la semi erezione sulle dita, lei la stringe piano e la muove avanti e indietro piano. Cresce.

Sento il pene ingrossarsi subito, pochi movimenti ed è pienamente turgido; al tatto sembra enorme molto più di quel che è; le misure per me non sono mai contate anche se ammetto di non aver mai avuto a che fare con uno mini o uno maxi.
Lo lascio e riempio la mano di sapone liquido, la rimetto oltre la tenda e lo sento riappoggiarsi; stringo e provo a masturbarlo, sfugge viscido a volte; insapono bene anche lo scroto, adoro quand’è gonfio anche se con tutto questo sapone non avverto bene le rughette; ritorno all’asta, la prendo stretta e muovo più veloce, lo sento fremere; so che così viscido di sapone posso spingere la pelle fino in fondo, vorrei guardare ma il gioco così è eccitante.
Che consistenza soda, la rivoglio in me, ora lo lascio entrare in doccia; faccio per tirare la tendina ma sento un suo gemito forte “stai venendo amore?” gli chiedo.
Sento la sua mano afferrare la mia e bloccarne i movimenti “Come hai detto? Ripetilo”.
“Ho solo chiesto” capisco di averlo chiamato amore, mi vien da sorridere “M’è venuto spontaneo chiamarti amore”.
“Dentro” dice.
“Dentro?”.
“Sì dentro. Voglio venirti dentro… amore” dicendolo mi lascia la mano e riprendo a masturbarlo riascoltando nei miei pensieri quel suo chiamarmi amore.
Lo lascio e mi piego in avanti, tiro su la tendina a scoprirmi il sedere, sento le sue mani sui miei fianchi, la penetrata quasi secca e mi rendo conto d’esser calda e pronta mentre inizia il ballo della penetrazione.

Vedo solo la tendina ed il sedere, sento la sua fica caldissima e so che fra poco capitoleró.
“Fermati” mi dice “dentro di me al massimo ma non muoverti”.
Lo spingo, sento la parete del suo utero bloccarmi completamente dentro, sento qualcosa sulle mie palle, la sua mano le stringe un po’ e le rilascia, le massaggia, preme il dito alla base e ripete i movimenti.
“Eccomi” dico ansante “dimmi se lo senti” sento il mio fluido riempirla fino in fondo.
“È caldo” dice lei.

“Grazie” gli dico, non ne so nemmeno il motivo ma so di doverlo ringraziare.
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