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incesto

Tre corpi un unico piacere - Parte 9


di Kalifly81
17.08.2025    |    6.163    |    3 9.6
"“Mamma per questo che sei agitata così?” le chiede Luce e Luana esita, prende la mia erezione e piano molto lentamente mi masturba “Anche per quello, ma soprattutto perchè ho sentito la tua..."
La mattinata di Natale usciamo in paese per la colazione in pasticceria; siamo tutti eleganti: mamma ha scelto una gonna nera in figura, arriva poco sotto le ginocchia, le calze nere autoreggenti che le ho consigliato, tacchi neri che le fanno di poco superare in altezza Lorenzo, un maglioncino verde chiaro che io trovo troppo fino e il suo cappotto pesante marrone e bianco; Lorenzo ha jeans neri e un maglione a collo alto rosso e bianco, un cappotto elegante e nero, così elegante sta benissimo; io non ho tacchi, calze a rete nere a maglia molto larga, ho una gonna rosso bordeaux alle caviglie, doppio strato con uno spacco davanti e uno dietro che la rendono strana ed il doppio strato impedisce le gambe restino scoperte, anch’io un maglioncino ma sotto camicia, entrambi bianchi.
Devo ammettere che l’atmosfera mi piace, c’è molta gente e tutti sembrano gioiosi per la festa; facciamo una lunga passeggiata, Lorenzo propone di trovar un ristorante all’ultimo, ma mamma rifiuta “È il primo Natale che io e Luce festeggiamo decentemente e voglio che stiamo a casa in famiglia”.
A pranzo prepariamo la tavola come fosse un ricevimento, da casa abbiamo portato posate e tovaglia da festa; il menù come primo prevede tortelli fatti a mano da mamma e prima d’iniziare è lei ad annunciare il brindisi “Vorrei brindare alla nostra unione” è una frase semplice, da più interpretazioni che mi colpisce molto, poi segue quello di Lorenzo “Brindo all’immensa fortuna d’averci trovati” mamma gli dà un bacio alla guancia; “Alla nostra felicitá” dico e mi sento la voce tremare, sento gli occhi lucidi e poi passa, sento la mano di Lorenzo carezzarmi la coscia.
Il pranzo prosegue con l’arrosto con patate, ci divertiamo a chiacchierare e finiamo la seconda bottiglia di vino, attendiamo un po’ prima del dolce.

Preparo le boule dell’acqua calda mentre le altre due si sistemano e si mettono comode a letto, quando salgo sono giá sotto le coperte; quando finalmente le raggiungo e mi stringo a Luce, Luana chiede “Riusciamo a non far sesso almeno ora?”.
Ridiamo, Luana si scusa ma si sente brilla e l’alcol scioglie la sua lingua.
“Ora direi di no, sono spompato” ammetto.
“Bravo. Riposati. Che questa notte ti vogliamo in formissima” Luce sorride, Luana è decisamente brilla.
“Speravo mi aspettaste per andar a letto, volevo vedervi con quelle calze, stamattina eravate un spettacolo e non so dire se eravate più sexy o più eleganti”.
“Dicci qualcos’altro di carino” mi chiede Luana; ci penso un attimo “Mi piace toccare la vostra energia. Non lo dico col doppio senso, ma quando sto con voi so che siamo uniti. È difficile da spiegare ma è come avere la sensazione di esistere solo per dar piacere a Luce, non parlo solo di sesso ma di qualsiasi altro tipo di piacere, e la stessa cosa vale per Luana anche se con meno intensità” Luana mi accarezza il viso e Luce sbadiglia abbracciandomi, dopo poco s’addormenta.
“Nessuno è mai riuscito a farmi addormentare sorridendo come fa adesso la mia piccola” mi dice Luana.
“Son contento che la pensi così ma lo dici come fosse tutto merito mio. Luce mi fa proprio volare e star bene, di conseguenza io a lei, e poi ci sei tu che accentui il tutto sia per me che per lei” le dico e lei mi guarda.
“Non occorre che mi dici queste cose per portarmi a letto, quel premio lo puoi comunque ritirare” ridiamo mentre entrambi accarezziamo Luce su capelli e spalla.
“C’è qualcosa che posso fare che ti piace? Un trucco da usare con te” chiedo a Luana visibilmente brilla e divertita.
“Mi daresti qualche schiaffo?” mi chiede e subito le rispondo “No! Non riuscirei mai a picchiarti anche se sei tu a chiederlo”.
“Ma non dico picchiarmi, non forte, qualche schiaffo singolo, o schiaffetto”.
Ci rifletto un attimo “Di sicuro non in faccia”, lei ride chiudendo gli occhi e s’addormenta.
Nel pomeriggio usciamo ancora, c’è poca gente in giro, passiamo in pasticceria e poi a far aperitivo prima di ritornare per cena.

Fa freddo, teniamo su ancora i cappotti mentre Lorenzo fa ripartire la stufa, siamo appena tornati dall’uscita pomeridiana, io preparo l’aperitivo, lo beviamo in piedi vicino alla stufa dove già fa caldo; ripromettendoci che sarà l’ultimo alcol apriamo una bottiglia di bollicine che dovrà bastare per la cena; ora ormai il caldo ci restituisce il brio.
Luce va di sopra e prende il regalo che dá a Lorenzo, difficile ricordarmi quando l’ho vista l’ultima volta così esaltata per il Natale, difficile anche dire se è per l’alcol un po’ oltre il limite o per il Natale.
Lorenzo apre il suo regalo: un coperta molto soffice di finta pelliccia, ci dà due grandi baci alla guancia e ci ringrazia, poi va a prende i suoi regali per noi.
Luce trova una grande collana di componenti molto colorati come piace indossare a lei, e una collanina dorata che fa un girocollo con un piccolo pendente rosso; io due cavigliere una dorata ed una argentata che adoro; Luce ci rimane un po’ male come me ed entrambe stiamo pensando la stessa cosa: il nostro regalo fa schifo a confronto dei suoi, e abbiamo fatto una pessima figura; faccio appena a tempo a pensarlo che Luce lo rivela a voce, Lorenzo la abbraccia e la fa sedere sulle sue gambe.
“La coperta mi piace tantissimo, e non m’importa dei regali, mi piace che ce li scambiamo” gli dice mentre lei si mette il girocollo e mi guarda “Ti sta benissimo piccola mia” e mi avvicino per abbracciarla, quando mi stacco dall’abbraccio noto che una delle sue mani sta proprio fra le cosce di Lorenzo, la vedo levarsi e afferrare la mano di Lorenzo come fa l’altra mano e poi mi ritrovo a guardare da vicino un loro bacio molto dolce e lungo, vedo le loro lingue staccarsi dall’incontro.
“Si merita un bacio anche da te” mi dice lei e so esattamente cosa vuol fare, vuole che le nostre energie fluiscano e si mischino, e io ne sono pienamente d’accordo.
Afferro le mani di Lorenzo fra le mie e premo le mie labbra alle sue, le nostre lingue si premono l’una contro l’altra mentre io la spingo nella sua gola e lui nella mia, gli lecco il mento quando stacco il bacio.
Luce nel frattempo ha tolto il maglioncino e ha slacciato completamente la sua camicia, la apre per mostrare a Lorenzo il suo seno e la catenina regalata, dà un sorso al suo calice e lo riappoggia al tavolo fissando Lorenzo.
Dovrei dirle di smettere di bere ora, ma non ne sento lo stimolo, so perfettamente dentro di me che ora faremo del sesso, mi ritrovo nuovamente ad invidiare quel bel seno che tanto vorrei.
Ricordo che ho smesso di pensare a Luce come una bambina la prima volta che m’ha chiesto di uscire in centro da sola con le amiche, da lì l’ho sempre vista come una ragazza; e ora comprendo non essere più una ragazza: ha un lavoro, un’indipendenza economica, è più intelligente di me, è più bella di me, ha il completo controllo della sua e della nostra energia sessuale, non ha più senso io la riprenda, è una donna come me.

Mi piace tastare con la mano e sentire che si gonfia pian piano nei boxer; gli ho aperto i pantaloni e lo massaggio sopra i boxer mentre bacia mamma; chissà se mamma sente l’energia di Lorenzo forte come la sento io ora, ora inizia ad essere duro; si staccano dal bacio e io lascio l’erezione, prendo la mano di Lorenzo e quella di mamma e lo bacio ancora; quanto mi piace quando mi succhia piano le labbra, le lecca sotto e mi fa un solletico di piacere; stringo forte la mano di mamma e mi stacco in modo possa baciarlo lei; appena si stacca lo ribacio, e appena mi stacco io tocca a mamma.
Lascio le mani, abbasso un po’ i boxer, mi piace quando lo scopro e lo trovo già eccitatissimo, l’unica pecca è che non posso abbassargli la pelle quand’è in questo stato perchè il glande è giá in bella vista.
“Non lasciarlo respirare” dico a mamma mentre mi inginocchio a terra e prendo nella mia bocca l’erezione gonfia.
Voglio che si godi i baci di mamma e così muovo la mia bocca solo fino a metà, senza stringere troppo, senza mano.
Lo sento fremere, e si alza in piedi ma io non mollo la presa, stanotte voglio svuotarlo da ogni energia per ripagarlo del bel regalo a confronto del mio misero, mi mantengo a metà dell’asta ma vado molto più veloce, poi una mano sulla guancia che mi spinge appena.
Lo sfilo dalla bocca e scopro che è la mano di mamma, e appena lo libero è la sua testa a muoversi avanti ed indietro, lo vedo uscire piano dalle sue labbra e lei mi guarda negli occhi, capisco e lo riprendo in bocca e muovo la bocca fino a metá asta quattro volte poi lo sfilo e guardo mamma che fa la stessa cosa, la sento prendermi la mano e noto che l’altra tiene quella di Lorenzo, con la mano libera intreccio le dita a quelle di Lorenzo.
Lo riprendo in bocca ancora, ha un sapore lievemente diverso e quando ancora lo sfilo mamma non lo accoglie in bocca, ma stringe le labbra sul lato dell’asta e muove il viso a destra e sinistra, dal glande alla base e mi fissa negli occhi.
Appoggio anch’io le mie labbra di lato e prendo a muovere la bocca a destra e sinistra; quando mamma sale io scendo alla base, quando mamma scende io vado verso il glande.
Faccio uscire la lingua sotto per dar più piacere, e sento qualcosa di strano e viscido, è la lingua di mamma e stacco subito la bocca, lei mi fissa e continua a muovere la testa.
Riprendo il muovimento con la mia bocca e lo sentiamo gemere “Basta o vengo” ci dice.
“Vieni” dice mamma staccandosi un attimo “pareggiamo il conto del regalo” fa per riappoggiate la bocca ma sento l’erezione sfilarsi via e Lorenzo tirarci le mani per farsi alzare, rido.
“Non vuoi venire?” chiede mamma.
“Se dici che fai una cosa perchè ti senti in debito non te lo permette, vero?” le spiego conoscendo Lorenzo.
“Non siete in debito di nulla e qui godiamo tutti” dice lui baciandomi.
Mi spoglio rimanendo solo con le calze a rete a maglia larga “Ma non hai mutandine?” mi chiede mamma, “Oggi no perchè voglio tener su le calze. Tu vuoi rimaner così?” le chiedo, ho ben spiegato a mamma che Lorenzo ha un debole per le autoreggenti, in pochi istanti è spogliata quasi del tutto se non fosse per le due autoreggenti.

Li guardo ancora baciarsi dopo che Luce lo ha spogliato.
“E’ Natale” gli dico “non vederla come una compensazione di un debito, ma come un bel regalo. Ci sará pur qualcosa che ti piacerebbe da noi” appena lo dico mi sento arrossire e quasi morire dentro, se ora ci chiedesse di lesbicare crollerebbe tutto, perderei la stima che ho per lui se pensasse che potrei toccar sessualmente mia figlia, e Luce? Dopo che il suo ex l’ha spinta per farlo con un’altra? Ma non me ne potevo star zitta? Sto per riformulare la domanda ma è troppo tardi, Lorenzo mi sta già rispondendo.
“Beh una cosa ci sarebbe, ma non so se sia troppo oltre il limite” dice e mi sento tremare quando Luce chiede subito “Quale sarebbe?”.
Lorenzo mi guarda e io non posso più far nulla, lo ascolto dire “Beh se fosse un contatto, anche veloce capezzolo a capezzolo?”.
Luce mi guarda e ride, io mi sento rinascere dopo lo spavento “Si puó fare?” le chiedo e lei mi si avvicina e gli dice “Siediti”.
Lorenzo si siede sul bordo della panca in legno, io e Luce siamo in piedi davanti a lui, le metto la mia mano sul fianco facendo passare il braccio dietro la sua schiena, ridiamo e ridiamo una seconda volta, credo che entrambe ci vergognamo, mi sposto io e premo il capezzolo a toccare il suo, mi dà un brivido per la sensibilitá del punto ma dura solo un istante; Lorenzo è in estasi; Luce ride e la vedo prendere la mano di lui e portarla sul capezzolo libero, Lorenzo lo afferra e lo schiaccia tirandolo di lato.
Il gemito urlato di Luce dura un istante, e io mi sento eccitatissima a sentirlo.
I capezzoli continuano a star uniti, Lorenzo li fissa e io fisso le sue dita tirare ancora di lato il capezzolo di Luce, altro urletto istintivo di piacere, altra ondata di eccitazione fra le mie cosce.
Guardo i nostri capezzoli uniti, afferro il mio seno alla base e schiaccio cercando di premere il capezzolo di Lice verso l’esterno come ho visto far a Lorenzo, un altro urletto di piacere ma vedo che è dovuto alla mano di Lorenzo “Ma Mami” sento dire, e ora oltre a Lorenzo anche Luce guarda i capezzoli uniti.
“A me fa male se me li strizzano” le dico, lei sorride e finisce il suo bicchiere poi ci dice “Questo per me era l’ultimo altrimenti poi dormo. Anche a me fa male, ma a seconda di come me li prende puó darmi anche piacere. Abbiamo fatto un po’ di tentativi. Prova”.
Guardo Lorenzo “Fai piano”.
Lui si alza, bacia dolcemente Luce e con le mani sui suoi fianchi la fa sedere sul bordo del tavolo, le apre le ginocchia avvicinandosi a lei, e la penetra piano, lei lo abbraccia e si ribaciano; lui le fa appoggiare le mani dietro di lei, inizia a muoversi dentro di lei mentre Alice sta appoggiata tenendo il busto indietro e mostrandoci quel bellissimo seno.
Sento le mani di Lorenzo tirarmi a lui, mi fa girare, mi ritrovo con le spalle contro il suo petto e il mio seno fra le sue mani.

Luce è calda, mi muovo piano e profondamente dentro di lei per godermi il suo calore, per ritardare l’orgasmo e perché cerco di stimolare Luana.
Con una mano la tengo per il seno, l’altra la faccio scivolare fra le sue cosce, la sento bagnata come m’aspettavo quando infilo il dito ed il secondo, Luce ha bisogno di sentir piacere per accentuarlo col dolore al capezzolo e credo possa essere lo stesso con Luana; provo a stringere un po’ il suo seno e me lo lascia fare, provo a stringerlo a piena mano un po’ più ancora strizzando piano il capezzolo fra indice e anulare.

Mi piace tremendamente la sua presa e sento il fuoco fra le cosce e dentro di me, sento la sua mano premere ancora e mi dá fastidio stavolta “Non schiacciarmi in dentro il capezzolo” non riesco nemmeno a controllare gli ansimi mentre parlo, ora mi strizza il seno, il capezzolo ed è solo un forte piacere, fra poco urleró se continua; altra strizzata e altra scossa di godimento, sembrano orgasmi istantanei e velocissimi, altra strizzata.
Gli afferro la mano e levo le sue dita da dentro di me, me la posiziono sull’altro seno mentre le mie dita prendono il posto delle sue, Luce inizia ad ansimare “Tutte e due le mani” quasi lo supplico, stavolta la strizzata è doppia e continua non molla e vengo, il mio respiro si blocca, le dita vanno da sole e lui ristrizza ancor più forte, sento un dolore al petto che mi sembra solo piacere e urlo istintivamente “Scopami!”.

Mi sfilo da Luce, prendo per i fianchi Luana che facilmente si fa mettere di spalle contro il tavolo e le sono dentro fino in fondo.
È talmente lubrificata con non sento la minima resistenza, lei giá mugola di piacere e io aumento il ritmo.
Ascoltiamo i colpi del mio bacino contro il suo sedere; non sento nemmeno bene le sue pareti interne da quanto bagnata è.
Luce è seduta sul tavolo proprio di fianco a me e la vedo allungare la mano sul seno della madre, quando glielo vedo stringere spingo con forza le penetrate, Luana guarda la figlia e urla di piacere.
Ora le sento bene mentre la sua intimitá pulsa nell’orgasmo, Luce le ha afferrato anche l’altro seno.
Guardo Luce, mi fermo dentro di lei, è rimasta stupita anche lei.
“Scusa” dice Luana “Cazzo scusate” ripete, io guardo Luce che sembra non capire; Luana si divincola dalla presa e si siede sulla panca, beve del vino tenendo gli occhi chiusi e una mando davanti ad occhi o davanti alla bocca.
Mi sfilo da Luana e lei va ad abbracciare sua madre.

“Mamma tutto a posto?” le chiedo mentre fa sì con la testa, ma sembra stia per mettersi a piangere “Cosa c’è Mami?” Le chiedo dandole un altro abbraccio.
“Non capisco più nulla. Non so cosa pensare. Ma che mi avete fatto? Dentro sono tutta agitata e non ho mai sentito una cosa simile. Sento che basta solo mi guardiate che potrei venire” sorrido e la abbraccio ancora e le dico “Va tutto bene”.
“Va fin troppo bene” replica lei e stavolta sorride “non so cosa mi avete fatto tu con questa mano e Lorenzo” la vedo fissare l’erezione a pochi centimetri da noi.
Prendo un cuscino e lo metto a terra e mi alzo in piedi prendendo la mano di mamma “Siediti qui sul cuscino”.
“A terra? Smettila, che hai in mente ora?” protesta lei ma è giá seduta a terra; io mi siedo sul tavolo e allargo le cosce proprio sopra a dov’è seduta mamma, prendo i fianchi del mio Lorenzo e lo porto davanti a me, ci baciamo mentre mi penetra ed inizia a muoversi in me.
Sento che tiene il mio seno fra le mani mentre mi penetra e ci baciamo; ogni volta che entra sento una goduria che mi blocca, quando si ritira la mia bocca ansima, un pizzicore di piacere continuo e ora i suoi colpi sono più forti, il suo orgasmo sta arrivando e mi ci sta portando “Aspetta solo un po’ ahhhhh aspetta… a…aspe…ahhhhhhh!” non riesco quasi a parlare, vuole uscire ma io lo trattengo dentro di me anche sapendo si tratta di sesso.
Godiamo, godiamo assieme.

Non ho il coraggio di toccarmi, sopra di me vedo quel pene eretto che viola quelle cosce.
Sento un piacere continuo, quel piacere post orgasmo ma stavolta non sparisce, mi sento frastornata, quanto vorrei non fossimo arrivati a questo punto eppur mi piace tremendamente, adoro guardare che continua a spingere per entrare, ed ecco i loro ansimi, le mani di Luce lo trattengono ai fianchi, le sta venendo dentro, allungo una mano per toccare quella sacca di carne e dargli ancor più piacere ma proprio in quell’istante l’asta si sfila, dal glande vedo l’ultimo lieve schizzo colpire fra le cosce di Luce ed in quel momento di luciditá so esattamente cosa sta per accadere e apro la bocca rivolta in alto.
Vedo fuoriuscire il seme e cola giù colpendomi lo zigomo, poi altra colata dritta sulla mia lingua, ne vedo ancora un po’ uscire e fermarsi sulla pelle di Luce, poi la sua mano che la raccoglie e sento qualcosa che mi prende e mi alza, Lorenzo mi sta aiutando a rimettermi in piedi.
Di fronte a loro li guardo, Luce mi passa il dito sulla guancia e sposta il seme sul mio labbro, io la fisso incredula, Lorenzo dietro di me lo sento piegarsi un po’ in basso e penetrarmi, lo infila fra le mie cosce ancora così tremendamente sensibili, e lo lascio fare per un po’ mentre fisso mia figlia e con la lingua mi ripulisco il labbro inghiottendo.
“Fermati ti prego. Non ho più forza e se vengo ancora credo moriró” con un sorriso vedo Lorenzo sfilarsi e accarezzarmi la schiena, si siede sulla panca anche lui provato.

Prendo per i fianchi Luana, la faccio sedere sulle mie gambe, fissiamo Luce ancora a cosce allargate, mi chiedo se anche a Luana piace guardarla.
“Ho avuto paura prima, quando ti ho chiesto cosa volevi da noi, che ci chiedessi qualcosa tipo… lesbicare” dice Luana.
“Non potrei mai” le rispondo.
“Lo so ma in quel momento, avresti rovinato tutto e ho avuto una paura folle”.
“Mamma per questo che sei agitata così?” le chiede Luce e Luana esita, prende la mia erezione e piano molto lentamente mi masturba “Anche per quello, ma soprattutto perchè ho sentito la tua mano che quando stingeva mi dava tantissimo piacere e poi… mi piace guardarti, guardarci e non so, mi sento sbagliata”.
“Mamma piace tanto anche a noi” le vedo abbracciarsi, ci alziamo più tranquilli decisi a darci una sistemata.
Mi metto in cucina a scaldare parte degli avanzi, Luana prepara la tavola e Luce è la prima ad uscire dal bagno in pigiama.

Quando entro in bagno capisco subito cosa intendeva Luce quando incrociandoci ha sussurrato -Usala anche tu-: una peretta è lì nel portasapone della doccia ad attendermi.
Quando sono sotto la doccia la infilo, sento l’acqua tiepida fluire dentro di me, è bello pensare che mi sto preparando per godere, per far godere Lorenzo; davanti allo specchio guardo il mio seno, mi immagino le loro mani stringermelo, penso che non dovrei immaginare la mano di Luce, e ripenso allo sperma colato, al suo sguardo quando mi ripulivo le labbra, mi sto quasi per masturbare ma decido di infilarmi il pigiama ed uscire.
Chiacchieriamo del più e del meno, mentre ci sediamo a tavola fino a che Luce mi chiede “Mamma sei ancora agitata? Mi sa che prima ho esagerato ma non pensavo di arrivar a quella cosa”.
“Tutto a posto sta tranquilla, e non raccontar bugie che il naso ti cresce” le dico e lei subito ribatte “Non è una bugia, l’intenzione era quella di farmi venire qui” indica la sua bocca “e dartene solo un po’, mi piaceva l’idea che io e te condividessimo il suo piacere e che la nostra ener…” il rumore delle posate cadute sul piatto fanno sussultare Luce, Lorenzo la fissa “Sapete che qui ci sono anch’io? Ma stavi parlando di scambiarti… omioddio” Luce lo bacia e io rido.
Dopo cena ci prendiamo il tè con calma, guardiamo un po’ di tv assieme stretti l’uno contro l’altro sulla panca e coperti; è Luce come al solito a far scattare la scintilla chiedendo “Ora ce ne andiamo a letto buoni che siam stremati? O finiamo il natale in bellezza urlando?” la sua risata è contagiosa.
Guardo Lorenzo “Ce la fai?” gli chiedo.
“Voi resuscitereste anche un morto” ridiamo.
Sotto la coperta gli prendo una mano e la porto sul mio seno che subito inizia a palpeggiare.
“Cosa ti piacerebbe? Niente lesbicate” ridiamo “ha funzionato oggi porti questa domanda”.
“Mi piacerebbe vedere i vostri visi uno di fronte all’altro vicinissimi mentre godete” risponde lui subito e poi ci chiede “l’una con l’altra fino a che punto vi spingereste? Ditemelo ad un’orecchio”.
Luce ride e subito gli sussurra all’orecchio, l’espressione attonita di Lorenzo dice tutto “Cosa ti ha detto?” chiedo ma Luce gli impedisce di rivelarmelo senza che prima io non abbia risposto.
Ci rifletto, di alcuni pensieri mi spaventa ammettere che mi piacciono poi prendo coraggio e sussurro all’orecchio di Lorenzo sentendomi arrossire “Mi piacerebbe succhiare il suo seno”.

“Ha vinto Luce” proclama Lorenzo.
“Non avevo dubbio” dice mamma facendoci ridere e chiede “che hai risposto”.
Ora che devo rivelarlo a mamma mi sento vergognare “Dillo tu” dico a Lorenzo ma lui mi chiede “Ti faresti succhiare il seno?”.
Mi sento in imbarazzo e fisso mamma “Ma vuoi succhiarlo?” lei è imbarazzata quanto me.
“Cioè” la sento dire ed esita prima di continuare “lo sai quanto te lo invidio e se fosse per far piacere a Lorenzo immagino potrei pensare di” Lorenzo la blocca.
“Quanto lo faresti per il mio piacere e quanto per il tuo?” mamma ride dandogli uno schiaffetto poi mi richiede “E tu cos’hai detto?”.
“Non riesco a dirlo a te” mi sento tutta rossa in viso e poi è Lorenzo a parlare “Se le succhi il seno anche solo un paio di secondi credo riuscirebbe a dirtelo”.
“Quanto ti piacerebbe?” Luana gli chiede sorridendo e Lorenzo risponde “Ci piacerebbe immensamente”.
Guardo mamma e decido di levarmi via la maglia del pigiama, metto le mani sotto al mio seno e lo sollevo un po’, entrambi mi guardano.
Mamma si abbassa, io non riesco a guardarla e fisso Lorenzo e sento umido al mio capezzolo, poi anche Lorenzo si abbassa e anche all’altro capezzolo sento umido, sono delicati alla stessa maniera, ora abbasso lo sguardo e le loro teste si muovono piano contro il mio seno succhiandomi delicatamente.
“Un po’ più forte” dico loro “Ahi! Mamma piano” sento i capezzoli tirati dalle loro labbra e dopo un paio di minuti una mano fra le mie cosce e non capisco chi sia sotto la coperta.

Massaggio fra le cosce Luce, premo le dita e le muovo circolarmente sopra il pigiama, non ho staccato un attimo la mano dal seno di Luana.
Mi stacco dal seno di Luce e lei fissa in basso sua madre succhiare il capezzolo.
“Prima ho risposto che se Lorenzo venisse sul tuo ventre io potrei raccogliere tutto” a sentir queste parole la testa di Luana si solleva.
Luana volta la testa e ci baciamo, le tengo fra i denti un labbro senza stringere, alla sua lingua piace andar in profonditá, di fianco a noi il corpo di Luce è giá nudo.
Sollevo via la maglia di Luana, lei mi bacia continuamente, sento la sua voglia; Luce ha steso a terra due coperte una sopra l’altra e vi ci si è inginocchiata sopra, si piega a terra mostrandoci il sedere; non riesco andar da lei perchè Luana mi trattiene per spogliarmi e baciarmi.
“Venite qui che c’è più spazio” ci chiama, Luana mi ci porta afferrandomi l’erezione; appena mi inginocchio Luana riprende a baciarmi e sento la sua mano tenermelo ancora ben saldo e puntarlo contro il sedere di Luce; quando la cappella si posiziona sull’ano inizia a masturbarmi velocemente.
“Sputaci sopra” dico piano a Luana che per un attimo si blocca, poi capisce e la vedo abbassarsi, sento due lievi sputi e la sua mano che spalma la saliva, Luce rimane immobile e appena mi muovo in avanti le sono dentro l’ano.
Luce allunga una mano dietro la schiena e io gliela prendo intrecciando le dita con lei, inizio a muovermi nel suo sedere e lei inizia a gemere.
Ad ogni movimento sento l’erezione scendere più in profondità, ormai entra completamente, Luana si alza e sale in camera; ad ogni affondo ormai la mia erezione sparisce completamente dentro a Luce che urla di piacere.
Mi sfilo, lei si alza rimanendo inginocchiata e ci baciamo caldamente mentre ci stendiamo sul fianco, la sento alzare una coscia e afferrarmelo con una mano, sento il suo calore bagnato penetrandola, lei mi abbraccia e muove il suo bacino steso di lato.
Vedo ora Luana scendere dalle scale, andare al lavandino, sento l’acqua e poi s’avvicina a noi: in mano ha un vibratore.
Con le mani sulle spalle di Luce la fa sistemare sopra di me, io mi stendo schiena contro la coperta e Luana mi mette in mano il vibratore.
Luce capisce, si adagia sopra di me e mi sussurra “Non essere troppo gentile”.
Ci metto un po’ a trovare il giusto punto, spingo con la mano e il vibratore entra nel sedere di Luce che alza di scatto la testa a guardar sua madre, lo muovo su e giù e Luce spalanca la bocca in un grido che peró non esce.
Allungo la mano libera ed infilo indice e medio nella bocca di Luce che subito li succhia cercando di muovere il suo bacino; poi la sento afferrarmi il polso e levarsi le dita da bocca e urla il suo orgasmo guardando Luana.

“Mancava lo stalliere” le dico, lei cerca di sorridere ma smette subito portandosi la mano sul ventre e sedendosi sulla coperta.
Lorenzo è ancora supino, mi inginocchio a gambe aperte sopra il suo viso, mi piego e lo prendo in bocca mentre lui non esita a farmi sentire come penetra la sua lingua.
Esagero con i risucchi, voglio che si sentano, voglio che Luce e Lorenzo li sentano; adoro sentir la lingua muoversi in fondo, e le mani di Lorenzo che mi tengono aperta.
Continuo a succhiare in maniera esagerata facendo colare molta saliva perchè anch’io lo voglio dietro e ben lubrificato, Lorenzo freme e rallento per non farlo venire e sento il mio sedere tirarsi di lato, il mio buchino venir dilatato, e mi sento violare da qualcosa di molto caldo, il vibratore è fin troppo caldo e dá una sensazione strana.
Tengo in bocca il pene incapace ora di succhiare per concentrarmi nel resistere al dolore e a concentrarmi sul piacere; ansimo con l’asta in bocca e comprendo solo ora che se le mani di Lorenzo mi stanno tenendo aperte le labbra, sono quelle di Luce a manovrare il vibratore: sta facendo ció che io non ho avuto coraggio di fare.
Mi muovo piano e sento il vibratore sfilarsi fuori, mi sollevo e mi giro, afferrò il pene eretto e mi ci siedo sopra, sento che entra nella mia intimitá con un gemito di piacere; guardo Luce e mi piego sul corpo di Lorenzo e sculetto, vedo che capisce, e sento il vibratore toccarmi l’ano.
“Aspetta” le dico, sollevo un po’ il bacino in modo d’avere dentro di me solo il glande di Lorenzo “Spingi forte” le indico e lei ubbidisce.
Sento l’ano riaprirsi e accogliere quell’oggetto mentre il mio bacino viene spinto in giù ad accogliere tutta l’erezione; spingo in alto il bacino “Ancora” e lei lo rifà.
Non occorre che le dica più nulla, ogni volta che rialzo il bacino lei lo rispinge dentro e io affondo: Lorenzo oramai mi afferra e sorregge per le braccia perchè non ho più il controllo del mio corpo tant’è il godimento, ansimo e ansimo, vengo due volte quando riesco a sussurrare “Basta”.

Risciacquo il vibratore sotto l’acqua calda; quando ritorno da loro mamma s’è seduta sulla panca, sembra stremata; Lorenzo si alza in piedi con l’erezione verso di me, mi sfila dalle mani il vibratore e mi aiuta a stendermi a terra a pancia in su; lui s’inginocchia fra le mie cosce aperte, mi prende il bacino e me lo solleva portandoselo contro il suo.
Sento che cerca di penetrarmi il sedere ma questa posizione è scomoda, penso di mettermi a pecorina quando vedo mamma guardarmi dall’alto.
Lorenzo entra, non distolgo lo sguardo da quello di mamma mentre con la mano cerco quella di Lorenzo e riprendo il vibratore, me lo porto fra le cosce.
Lorenzo tenendomi il bacino mi muove, lo sento nel mio sedere ma in quella posizione preme troppo di lato e forse il dolore sta diventando troppo, lo lascio fare perchè è eccitatissimo.
Spingo, entra la punta, spingo e tutti e due mi vedono farlo entrare e muovere.
Lorenzo prende per mano mamma e la fa alzare, le infila il viso fra le cosce mentre lei da in piedi mi guarda; passa solo un minuto che fissandoci ansimiamo e diamo urletti di piacere assieme.
Lorenzo mi afferra il seno, il vibratore impazzisce dentro di me, le urla di piacere di mamma nella mia testa mi stordiscono e vengo fissandola negli occhi.
Lorenzo si alza e fa inginocchiare mamma, lo vedo tenere la sua erezione come fosse una spada e sferra un colpo alla guancia di mamma, poi un altro sull’altra “Lorenzo!” lo riprendono mettendomi in ginocchio.
“No! Continua. Più forte!” dice mamma eccitatissima mentre Lorenzo la colpisce ancora più volte in viso con l’erezione, capisco che lei si stava toccando solo quando urla di piacere.
Lorenzo inizia a masturbarsi velocemente per un solo istante poi geme forte, il viso ed il seno di mamma vengono sporcati, ne cola un po’ anche sulla sua coscia.
Respiriamo tutti affannosamente riprendendoci.
“Vuoi assaggiare?” mi chiede mamma.
Lorenzo la prende per mano e la fa alzare.

Mi fa mettere stesa sul tavolo a pancia in su, mi affonda il viso fra le cosce ed infila la lingua.
Sto quasi per venire ancora quando Luce si alza e si avvicina al tavolo, sento la sua bocca sul mio corpo passare e raccogliere il seme di Lorenzo leccandomi e succhiandomi, quando sento le sue labbra succhiarmi la guancia mi sento svenire, tremo, urlo e vengo.
Resto sul tavolo privata di ogni energia, loro due in piedi si abbracciano, li desidero entrambi.
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