tradimenti
Corna giapponesi - Parte 2
30.09.2025 |
2.556 |
0
"Ayaka realizzò in quel momento che allora il problema non era lei, che non avrebbe forse più visto un altro cazzo eretto, che desiderava tantissimo vedere un’eiaculazione e prese a masturbare..."
Eishi, 35 anni, un uomo semplice, responsabile della sua unità aziendale che dirigeva con ottimi risultati, sposato da sei anni non faceva l’amore con sua moglie da quattro.Tanto apprezzato nel lavoro quanto disprezzato dal suocero; il signor Sato era un alto dirigente della multinazionale; disprezzava il genero Eishi in quanto aveva sposato la sua primogenita Ayaka e non avevano avuto figli; il signor Sato aveva dato ad Eishi un buon posto ma nulla più, quel che bastava per mantener bene la figlia; ogni incontro di famiglia era un’occasione per umiliare Eishi di fronte a tutti.
Dopo i primi due anni di matrimonio e innumerevoli tentativi di gravidanza, Eishi aveva iniziato a sentire su di sè un’enorme pressione psicologica che, unita ai continui solleciti umilianti del suocero, lo aveva reso quasi del tutto impotente, non riusciva ad avere un’erezione o almeno un’erezione che fosse minimamente duratura.
Eishi non riusciva ad eiaculare e l’inseminazione artificiale era per loro esclusa; aveva litigato più di qualche volta con sua moglie perché lui era arrivato a proporre che si facesse mettere incinta da qualcunaltro, cosa che lei trovava indiscutibilmente da escludere; Eishi era arrivato ad un punto di stress mentale troppo elevato e aveva deciso d’agire: aveva invitato un suo sottoposto a casa sua per bere dopo lavoro, un bel ragazzo italiano, non sapeva come ma doveva convincere lui e la moglie a giacere assieme, avrebbe finalmente potuto avere un figlio, ed i tratti in parte europei sarebbero stati una gran bella vendetta nei confronti del suocero che ovviamente non avrebbe mai dovuto sapere la verità.
Roberto trovava strana l’usanza giapponese d’andar a bere dopo lavoro, molti bevevano super alcolici e più di qualcuno l’aveva visto ubriaco perso; il suo responsabile l’aveva invitato a casa sua per la bevuta del dopo lavoro, era un personaggio molto serio sul lavoro ma alla mano, trovava strano che l’avesse invitato a casa sua con la motivazione di integrarlo maggiormente lui che é così distante dall’Italia visto che ormai era passato un anno dal suo arrivo, e fu per questo che non si stupì d’essere l’unico invitato dell’ufficio; Roberto la trovó una piacevole proposta.
A casa i due si accomodarono a terra, su quei cuscini che Roberto trovava scomodi tanto quanto i bassi tavoli, Roberto non capì perchè non usufruire del salotto, si trovava infatti in una casa di periferia e quindi di più grandi dimensioni che non gli stretti bilocali o monolocali del centro, una casa arredata sia alla giapponese che all’occidentale.
A loro due si unì la moglie di Eishi, un’affascinante 30enne di nome Ayaka che non s’aspettava quella visita e non lo diede a vedere, si limitó a servire da bere, a portare del cibo e a prestar compagnia rimanendo più discreta possibile.
All’inizio la conversazione fra i tre risultava molto piacevole a Roberto, quei due parlavano in inglese perfetto, lui parlava della vita in Italia e loro di quella giapponese, ma ben presto la conversazione diventó un monologo di Eishi che in poco tempo stava diventando sempre più ubriaco.
Aveva in corpo già due birre e 3 whisky ed ora continuava a parlare delle umiliazioni pubbliche che subiva dal suocero, dell’obbligatoria residenza in periferia per aver una casa più grande per poter allevare figli, del posto di lavoro appioppatogli senza ulteriori sbocchi di carriera, degli obbligatori pranzi di famiglia quindicinali a cui doveva partecipare per subire umiliazione pubblica; i due furono lieti quando Eishi indicó a sua moglie d’uscire per mostrar il giardino a Roberto mentre lui se ne stava lì semi disteso a terra a cercar di buttar giù il quarto bicchierino.
Ayaka parlava benissimo l’inglese e finalmente poteva quasi divertirsi a spiegare le piante del giardino e di come se ne prendeva cura, ci mise 15 minuti ad interrompere il suo discorso per dire “Mi dispiace per il comportamento di mio marito, ti prego scusarlo”.
“Non ti devi scusare, da ubriachi si dicono cosa particolari”.
Ayaka continuò a scusarsi “Ti prego di scusare mio marito, ti prego anche di perdonare me perché non parteciperó al vostro accordo”.
“Quale accordo?” fu la domanda di Roberto.
“Non occorre far finta di non sapere; mio marito ne ha giá parlato varie volte anche a me” rispose Ayaka.
“Se lo sai allora puoi dirlo, così capisco anch’io” Roberto pensava di non aver capito troppo bene forse la pronuncia inglese di lei, gli era sembrato avesse parlato di un accordo.
Ayaka continuò a scusarsi “Ti prego di scusarmi; io non sono d’accordo con mio marito e non farò un figlio con te”.
Roberto rimase a bocca aperta; vedendo la sua espressione Ayaka comprese che non ne sapeva nulla, cercò di scusarsi e si mise a piangere.
“Cosa succede?” chiese Roberto confuso.
Lei continuava a piangere in maniera leggera “Io… Eishi… Eishi non puó fare sesso e vuole che comunque io abbia un figlio”.
Roberto mise una mano sulla spalla di Ayaka e la costrinse a guardarlo negli occhi, lei smise di piangere.
“Non capisco” disse lui “ma se stai piangendo per me, non farlo”.
Ayaka lo abbracciò e cercò di non piangere, sentì l’abbraccio di Roberto, quasi non ricordava com’era il contatto con un uomo, e quando sentì le sue mani sui fianchi molto vicine al sedere s’irrigidì.
Roberto guardava verso la porta finestra sul giardino, il collega o dormiva o se ne stava steso, non capiva bene che le avesse detto quella donna “Mi vuoi spiegare che succede?”.
Ayaka esitò godendosi ancora l’abbraccio poi si allontanò un po’ “Mantieni il segreto ti prego. Mio marito non riesce più a fare sesso, lui pensa che in fondo io lo odio per questo, perché non posso avere figli per colpa sua, e vuole che io vada con un altro uomo”.
“Ed è vero ció che pensa? E sarei io quell’uomo?” chiese Roberto.
“Io amo mio marito” disse Ayaka evitando una risposta diretta “prego rientriamo ora”.
Roberto fece sì con la testa ma prima di entrare disse “E’ un vero peccato che non ti piaccio. Sei una donna meravigliosa”.
Ayaka si levó via una lacrima che minacciava di scendere, ancora teneva le mani sul petto di Roberto dall’abbraccio; guardava Roberto che dopo un po’ avvicinó il viso al suo, lei capì che stava tentando di baciarla, fece no con la testa ma chiuse gli occhi e sentì le labbra di Roberto contro le sue, Ayaka socchiuse la bocca e si toccarono con la lingua, poi trasalì sentendo le mani di Roberto su schiena e fianco, si staccó dal bacio e lo fissò ad occhi spalancati in viso, Roberto accarezzava il suo fianco e la sua schiena, la donna lo fissava in modo strano e lui spostó la mano sul suo sedere, lei era immobile e lui la palpeggió, Ayaka fece no con la testa e Roberto staccó le mani.
“Scusa disse Ayaka” si sentiva fradicia nelle cosce come non lo era da anni, corse letteralmente dentro casa.
Roberto stette solo in giardino pensando al fatto che se il suo superiore avesse dato di matto e l’avesse fatto licenziare sarebbe finalmente tornato in Italia; tornó in casa, Eichi s’era spostato a stendersi sui cuscini, Roberto imboccó il corridoio e bussó dicendo “Scusami Ayaka ma avrei bisogno che qualcuno mi riportasse alla stazione”.
Ayaka aprì quasi subito e stavolta diede un sorriso, Roberto la baciò d’istinto, lei aveva la bocca spalancata e le loro lingue si premevano l’una contro l’altra mentre le mani di Roberto stringevano il sedere.
Quella passione duró solo pochi istanti, Ayaka lo riaccompagnò alla stazione, non si dissero nulla, solo un saluto.
Quando Eishi uscì dal bagno notó subito che Ayaka era silenziosa “É un bel ragazzo, noi dobbiamo avere un figlio non capisci?!” quasi urló lui.
“Smettila con tutte queste cose, a me non importa di cosa dice mio padre” anche lei urlava “ci siamo baciati! Non per avere un figlio ma perché son stufa della tua lontananza!”.
“Vi siete baciati? Lo sapevo che appena avresti avuto un uomo migliore di me ti ci saresti buttata” disse soddisfatto Eishi.
“Sei uno stupido! Mi fai soffrire!” Ayaka piangeva.
“Ti ha toccato le tette?” incalzó lui.
“Smettila!” Ayaka non riusciva a non urlare e a non piangere.
“Ti ha toccato il culo?” continuó lui.
“Si! Lo ha fatto!” Ayaka piangeva nel vedere che ció che aveva fatto non faceva imbestialire il marito che sembrava quasi soddisfatto, corse in camera.
Eishi rimase in piedi stupito: stupito di sentire un’erezione quasi forte nei suoi pantaloni.
Roberto venne invitato a cena due giorni dopo, erano seduti tutti e tre al tavolino imbandito, Ayaka non aveva detto nulla di nulla, durante la cena la conversazione fra i due uomini fu molto formale inerente a lavoro, cinema e musica.
“So che hai baciato Ayaka” disse Eishi appena sua moglie sparì in cucina portando via le stoviglie.
Roberto era stranamente tranquillo seppur sorpreso “Perdonami, é stato solo un momento”.
“Ayaka è una bella donna vero? Ti ha detto che abbiamo bisogno di un figlio?” .
“Si, me ne ha parlato” Roberto trovó un po’ disturbante il fatto che sembrava per Eishi avere un figlio fosse un bisogno.
Eishi gli sorrideva, si alzó in piedi ed invitó Roberto a fare lo stesso, raggiunsero Ayaka in cucina, si dissero qualcosa in giapponese poi Ayaka condusse Roberto in camera, chiuse la porta ed andó ad inginocchiarsi sopra il materasso del letto; lei non diceva nulla, aveva lo sguardo basso.
Roberto andó a sedersi a bordo letto “Non mi guardi?” Ayaka alzó finalmente lo sguardo.
“Ti ha obbligata?” chiese Roberto, Ayaka scosse la testa facendo no, Roberto continuò “se vuoi possiamo dire di aver fatto l’amore”.
Ayaka continuó a far no con la testa, si sentiva quasi tradita dal marito che ora iniziava a dubitare d’amare, lui aveva insistito troppo e lei aveva ceduto, come aveva sempre fatto anche subendo le scelte del padre; trovava Roberto un bel ragazzo e lei aveva così tanta voglia repressa, ma nessuno sembrava pensare a lei.
“Se tu non lo desideri usciamo di qui o fingiamo” propose Roberto, ma in risposta Ayaka gli slacció i pantaloni, li abbassó coi boxer quel tanto che bastava per mettere in mostra il pene.
Ayaka lo prese in mano, inizió subito a masturbarlo leggermente, sentiva la sua volontà annullata e un’immensa delusione, anche il pene di questo ragazzo era moscio nella sua mano; lei aveva masturbato il marito un’infinitá di volte nella speranza di farlo rizzare senza peró alcun risultato, 5 o 10 minuti consecutivi di masturbazione senza risultato, e la stessa cosa si stava ripetendo, con la sola differenza che questo morbido membro era più grande.
Teneva la testa china, guardava la sua mano massaggiare quel pene, pensava che quello del marito le stava tutto in mano, mentre questo arrivava al polso e aveva una consistenza diversa, morbido ma sodo.
Un gemito di Roberto la fece distrarre, lo guardó per un attimo e notò l’espressione di piacere, poi torno a guardare in basso, stava per riprenderlo in mano e notó che stava su da solo, lo riafferró e tiró la pelle scoprendo una cappella rosea, differente da quella scura del marito, e questa era lucidissima; ora al tatto non era più molto morbido, lo lasció e notò che stava dritto, pulsava leggermente ed era grande.
“Ti piace quello che sto facendo?” chiese Ayaka ora guardando in viso Roberto.
“Certamente” rispose lui.
Ayaka realizzò in quel momento che allora il problema non era lei, che non avrebbe forse più visto un altro cazzo eretto, che desiderava tantissimo vedere un’eiaculazione e prese a masturbare quel pezzo di carne velocemente.
Roberto prese il mento di Ayaka e le sollevó la testa, iniziarono subito a baciarsi, le lingue mulinavano una attorno all’altra; Ayaka sospiró quando sentì le mani dell’uomo sul seno, e sul sedere e di nuovo al seno; si lasció togliere la maglia e sentì il reggiseno slacciarsi, la sua mano lasció il membro eretto e istintivamente assieme all’altra coprì il suo seno.
Roberto le prese le mani e liberó il seno “Quanto sei bella”, Ayaka era in puro imbarazzo ed emise quasi un grido quando Roberto iniziò a massaggiarle un seno: una terza, due mammelle separate e quasi a punta, dai capezzoli dalle areole scurissime e corte.
Roberto la spinse Piano indietro a stendersi e le sfilò via i pantaloncini, quando levó gli slip notò come lei guardava di lato, imbarazzata come una ragazzina.
Roberto guardó quella fica rasata ai lati e con un ciuffo di pelo nero liscio; appena la toccó lei ritrasse le ginocchia fino al seno abbracciandole con entrambe le mani, é come se si vergognasse ma al tempo stesso gli offrisse quella vagina dalle labbra interne lievemente scure, vi ci infilò l’indice completamente e Ayaka urlò acutamente ad un tocco che attendeva da anni.
Fuori dalla camera Eishi ascoltava e cercava di capire cosa stessero facendo, si toccava sopra i pantaloni e sentiva quella sua mezza erezione che era ció che di più avesse provato negli ultimi anni, quando sentì l’urlo di piacere di Ayaka capì che lei si stava lasciando andare e si sentì oltremodo inadeguato, una gran paura di perderla lo pervase e quasi si mise a piangere mentre con la mano nei pantaloni iniziava a masturbarsi.
Dentro la camera Ayaka gemeva fortemente, erano bastate solo quattro stantuffate dell’indice per farla venire.
Ora Roberto aveva le mani sulle sue ginocchia, voleva aprirle e lei le teneva strette.
“Ayaka, vuoi che ci fermiamo?” le chiese.
“Io amo mio marito” disse piano lei ma proprio in quel momento lasció la presa alle ginocchia e le aprì offrendo la propria fica a quell’uomo “Amo mio marito” continuó a dire sottovoce chiedendosi se fosse vero, poi osó guardare.
Non aveva mai visto un cazzo così grande e rosa, in effetti aveva visto solo quello di Eishi, era troppo grosso forse per lei quello di un europeo ma non fece a tempo a fermarlo, Roberto puntò la cappella alle grandi labbra e fece fatica ad entrare nella stretta fessura, Ayaka urlò ancora.
Roberto non aveva mai sentito una fica così stretta, gli dava un piacere immenso, inizió a muoversi dentro di lei lentamente, era bagnata e stretta e si sentiva solleticare la cappella, aveva paura di venir presto e terminare precocemente quel piacere, allungó le mani sul seno, ad ogni affondo Ayaka dava un breve urlo.
Eishi si masturbava, aveva gli occhi lucidi, sua moglie stava godendo e ora gli urletti avevano aumentato di frequenza; quella che aveva in mano era quasi un’erezione piena e quando venne nelle sue mutande dopo anni d’attesa un pensiero s’infilò nella sua testa: sua moglie avrebbe potuto lasciarlo per seguire quel ragazzo europeo o chissà chi altro, lui non avrebbe potuto farci nulla e la sua umiliazione sarebbe stata totale.
Roberto avvertiva un forte piacere attorno alla cappella stretta in quelle calde labbra, tastava piano i seni e guardava quel viso star di lato con un’espressione immutabile mentre ansimava e dava urletti.
Si distese su di lei mentre continuava a penetrarla aprendole la fica, prese in bocca un capezzolo che leccò nei lamenti di piacere di Ayaka; Roberto stava per passare all’altro e notò quanto i capezzoli si fossero inturgiditi e allungati, trovava la cosa stranissima e non si rese conto che i colpi di bacino che stava dando stavano continuamente urtando nell’utero della donna.
Infiló una mano sotto la schiena di Ayaka e la fece sollevare, lei si strinse a lui abbracciandolo in modo da non far uscire il cazzo da dentro dei lei e si ritrovó sopra; Roberto era seduto, bordo letto piedi a terra, lei inginocchiata sopra di lui a gambe aperte e l’erezione che sentiva fino dentro alla pancia.
Roberto la teneva per il sedere e l’aiutava a far su e giù, ogni volta che il suo bacino scendeva sentiva la sua fica venir aperta; Roberto era eccitatissimo e non controllava più la stretta al seno che iniziava a darle un po’ fastidio per quanto forte fosse, ma lo lasciava fare eccitata dai suoi ansimi, poi d’improvviso si sentì tremare, il suo corpo tremava senza aver freddo, fermó il suo movimento e sentì il cazzo entrare completamente e un’ondata di piacere le esplose dentro, un orgasmo che non aveva mai sentito o non si ricordava d’aver avuto, Roberto vide gli occhi di Ayaka per un momento andar verso l’alto e diventar bianchi, poi si sentì abbracciare e il corpo della donna che silenzioso tremava, capì che stava venendo, lei diede un piccolo colpo di tosse sputacchiando.
Ayaka piano si sollevò in piedi, aveva la sensazione come d’aver appena orinato, in piedi guardava Roberto ancora seduto a bordo letto con un erezione piena ed una cappella rosacea lucidissima di umori, non sapeva cosa fare.
“Sono qui per farti avere un figlio?” chiese Roberto ricordando ad Ayaka lo scopo di quell’incontro, lei avanzò e si rimise a cavalcioni su di lui, afferró con una mano l’erezione e se la stava per riportare sulla fica.
“E se non venissi dentro?” fu la prima volta quella sera che Ayaka lo guardó negli occhi direttamente “Se rimani incinta gli incontri finirebbero”.
Lei capì che intendeva ed esitò ragionando, si mise a sedere a fianco di Roberto e prese l’erezione nella mano, inizió a masturbarlo veloce.
Roberto inizió ad ansimare di piacere e si alzó in piedi, si mise davanti ad Ayaka che non smetteva di muovere la mano, non smise di muoverla nemmeno quando gli spruzzi bianchi iniziarono a sporcarle le cosce, il braccio ed il polso.
Quando il cazzo smise d’eruttare Ayaka lasciò la presa, si stese a letto e voltò il viso “Per favore, esci dalla camera ora”.
Roberto rimase sorpreso dalla richiesta, non disse nulla, si rivestì ed uscì senza salutarla.
Ayaka sentì le voci dei due uomini di fuori, non voleva alzarsi dal letto, non voleva lavarsi, si sentiva sporca di sperma e sporca dentro, pensava che suo marito avesse tradito i suoi sentimenti e lei l’aveva fatto senza resistere, si domandava se amasse ancora suo marito e se lui amasse lei.
Eishi entró in camera, Ayaka lo fissava stupita, e lui fissava lei stravolto nel vedere le sue cosce sporche di sperma come la mano destra; lui si domandó se sua moglie fosse stata scopata con forza e sentì nelle mutande l’ultima goccia di sperma spremersi fuori dal cazzo moscio ed eccitato: avrebbe invitato Roberto anche nel week end.
Disclaimer! Tutti i diritti riservati all'autore del racconto - Fatti e persone sono puramente frutto della fantasia dell'autore.
Annunci69.it non è responsabile dei contenuti in esso scritti ed è contro ogni tipo di violenza!
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
Commenti per Corna giapponesi - Parte 2:

Discussioni sul pianeta Swinger e non solo...
