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Tre corpi un unico piacere - Parte 1
23.07.2025 |
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"Entriamo, mi offre il caffè e lo accetto anche se è il secondo della mattinata e poi mi dice “Dammi un attimo e torno pronta” ci baciamo e ci baciamo ancora poi lei se ne va; giro un po’ nel..."
(Breve incipit. Racconto scritto a 6 mani, dovrete chiudere un occhio per le discrepanze dei modi di scrivere che si son cercati d’uniformare, ognuno dei tre protagonisti racconta dal suo punto di vista. Per un’esperienza più completa non soffermatevi solo sull’aspetto sessuale, ma cercate di percepire l’energia di questa situazione.Il racconto si presume molto lungo e chi sia interessato solo alla narrativa esplicitamente sessuale, dovrà attendere la seconda parte e le seguenti, in questa prima parte il sesso sará trattato brevemente e solo alla fine. Scusate in anticipo per la lunghezza della prima parte).
Per non scaricare il furgone al magazzino secondario, hanno scaricato un intero bancale posizionandolo fra le due corsie dove passano i clienti, dato che fuori c’è troppo caldo.
Sono Luana e lavoro in un supermercato biologico, sono al quarto scatolone da spostare e ne ho almeno un’altra decina, il carrello non so chi l’ha messo dove, e quell’aggeggio (transpallet) non so usarlo.
Mi fanno male le braccia
Lorenzo, odio girar per qualsiasi tipo di negozio, è sabato mattina e trovo un suicidio andar a far la spesa ora, scelgo allora il più piccolo bio non distante da casa, lì tutto costa di più ma almeno nel week end si riesce a camminare e non faccio fila.
Giro per gli scaffali, devo prender poca roba ma passo sempre tutti gli scaffali perchè così mi salta in mente cosa devo comprare, c’è un’inserviente donna che trasporta uno scatolone pieno, ne ha un intero mucchio ancora, al secondo passaggio col carrello vedo che prende altro scatolone, al terzo passaggio noto ancora che è da sola a far quel lavoro. Una donna, alta, magra, mora “Ti serve aiuto? Sei da sola a spostarli?” le prendo dalle mani lo scatolone.
Che sollievo non sentir più quel peso. Questo ragazzo, io le sento le cose: un’anima smodatamente gentile e positiva “Ma grazie portalo di qua” gli mostro la strada fino al magazzino interno, insiste per portar gli altri, si fa altri sette giri prima che arrivi un altro mio collega.
“Sei stato così gentile, ti offro un caffè qui alle macchinette”
“Offrirmelo dopo il turno di lavoro” dice contento, e la sua contentezza la sento anch’io.
“Potrei esser tua madre”
“Non sono mica un ragazzino, ho 31 anni” mi ribatte sicuro, io gliene avrei dati non più di 23 o 25.
“Aggiungine 22, potrei esser tua madre lo confermo. Sono in debito, un caffè non basta?”.
“Non sei in debito, peró se vuoi sdebitarti mostrami i tuoi tatuaggi o prendi un caffè con me quando esci”.
Una natura gentile e sorridente con un’energia pura che m’ha travolto in un istante “Non ho tatuaggi. Sai cos’è il festival del bosco? Vado lì stasera, mi puoi accompagnare”.
Il festival del bosco è una piccola rassegna di concerti serali, dura un’intera settimana con band locali, il palco viene allestito in un campo e tutt’attorno alberi, non è peró un bosco perchè dopo due filari d’alberi ci sono semplicemente altri campi.
Mi scrivo il suo numero, non accetta il mio invito ad andarla a prendere e ci mettiamo d’accordo per trovarci lì sulle 19.
Quella sera la vedo vicino al palco dove si sta esibendo un complessino reggae molto scarso “Sai che non ci siamo scambiati i nomi oggi? Lorenzo” le do la mano e mi complimento per il suo aspetto, la trovo molto affascinante, di un paio di centimetri più alta di me, io sono 1,87; ha un fisico magro, capelli lunghissimi, lisci e neri come i suoi occhi (in realtá marrone molto scuro), jeans svasati, una camicetta larga con maniche larghissime bianca e floreale e una fascetta che le circonda la testa all’altezza della fronte, mi rivela chiamarsi Luana e mi parla di una specie d’energia che le avrei dato oggi offrendomi d’aiutarla. I suoi 50 anni li dimostra, ma sono sempre stato attratto dalle donne più grandi.
Mi chiede del lavoro, degli studi, del mio segno, dell’amore, del volontariato, dei miei animali, dei miei hobby, è entusiasta, sono quasi le 22 quando ci alziamo dal tavolo e mi porta verso i gazebo delle bancarelle, mi indica una ragazza che lavora in uno di essi, non la vedo benissimo, noto i capelli d’uno strano colore chiaro, maglietta coloratissima, la classica ragazza da festival estivi che non ti sorprenderebbe di sapere che fuma abitualmente marijuana, è indaffarata a parlare con chi si avvicina al suo banchetto, mi dice d’essere sua figlia e poi ci avviamo verso gli alberi.
Passiamo le due file alberate e ci ritroviamo nell’erba del campo vicino, dalla sua grande borsa estrae una coperta e l’aiuto a stenderla; tutt’attorno buio ma con le luci periferiche della festa ci si riesce a vedere, molte persone disperse nell erba stese sulle coperte si godono serata e musica.
“Sei in debito con me”.
“Non eri tu quella in debito con me?” mi chiede. E’ evidente che io e lui siamo sulla stessa lunghezza d’onda, peccato non sia arrivato vent’anni fa, tre ore con lui sono volate “Si ma uscire con me vale molto più che un aiuto sul lavoro” mi dà ragione e la sua galanteria è una dolce arma “per sdebitarti perchè non esci con mia figlia?”, lui si blocca poi si distende a pancia in su.
“Sai distinguere la costellazione del sagittario?” mi chiede, io mi stendo a pancia in su, testa a testa con lui “No. Ma tu sei leone” gli faccio notare.
“Ma ora non si puó vedere il leone, sagittario è il mio ascendente e il tuo segno, sei tu l’esperta no? Come puoi propormi di uscire con tua figlia, che nemmeno conosco, e non baciarmi sotto la nostra costellazione?”.
È da tanto che non sento più un focoso desiderio dalla mia anima, quest’uomo mi parla colpendomi la testa ed il cuore.
Mi metto sdraiata sopra di lui faccia a faccia “Con me c’è un bel presente ma con mia figlia avresti anche un futuro. Le ho predetto un cambiamento importante un mese fa, e quello sei tu. Il suo ex ha usato il suo spirito, non è bello dirlo ma lo odiavo, l’ha spenta e la sua energia va riaccesa. Non è un caso che tu mi abbia aiutato oggi”.
Voglio metterle le mani sul sedere ma mi sta parlando della figlia, come potrei? Ho provato ad insistere ma non vuole andar oltre con me.
“Ok per il primo appuntamento al buio della mia vita ma ad una condizione: se non va, io e te veniamo a stenderci sotto le stelle”.
“Se non va?” mi dice lei “In ogni caso io ti riporto sotto le stelle, promesso”.
In queste ultime 24 ore ho pensato a chi me l’ha fatto fare d’accettare l’appuntamento al buio, ora che le dico? Che sono uscito ieri sera con sua madre? Sono in piena sensazione da primo appuntamento, una piacevole euforia e una voglia di conoscere una nuova donna, ma allo stesso tempo sono in imbarazzo perchè si tratta d’un appuntamento al buio e sembra un qualcosa di cui ha bisogno uno che non ci sa fare con le persone, e poi quella storia della madre.
“È per me quel fiore?”
C’eravamo messi d’accordo di ritrovarci al festival del bosco e che io sarei stato quello con il fiore per lei “Luce? Sì è per te” mi alzo in piedi e glielo do.
Ha dei capelli strani, lisci, alle spalle, un po’ spettinati, d’un colore che non capisco se sia biondo, rosa o grigio, ha evidentemente molto più seno di sua madre, da sua madre è completamente diversa, più bassa, meno slanciata, formosa ma per fortuna le proporzioni solo meravigliose con quel seno marcato e sedere poco visibile dati i larghi pantaloni hippie, ha gli occhiali, occhi marroni molto chiari, due labbra molto carnose, rosa naturali e una bocca piccola, un piercing sul naso: è l’esatto opposto di Luana.
Non volevo litigare ieri con mia madre, odio quando vuole guarirmi dalla mia relazione passata, son passati due anni e ancora mi rompe, anche se ha ragione quando dice che non mi sono ripresa del tutto, e ora mi organizza pure un appuntamento.
Almeno è carino, mi piacciono i bei fisici naturali non usciti dalla palestra, abbronzato come me, ama il sole e il sole lo ama, ha delle belle mani un po’ femminili, non deve far un lavoro di fatica, ha un viso sorridente e labbra carnose per fortuna.
Che idea presentarsi con un fiore, nessuno me ne ha mai regalato se non quel mazzo alla laurea da parte di mio zio, l’avrà fatto per mettersi in mostra? “Una peonia rosa, particolare”.
“Dovrebbe significare bellezza, almeno l’ho sentito in un film qualche sera fa. Non ti conoscevo ed era una specie di augurio a trovar qualcuna bella in tutti i sensi”.
Dopo la spiegazione ha la mia attenzione.
Luce fisicamente non assomiglia in nulla a sua madre, ma se la di sente parlare è identica, almeno per quel poco che conosco sua madre, stessa voce, stesso modo di parlare, di ridere, stesse divagazioni in discorsi energetici e onirici, e anche con lei il tempo vola.
E’ da un paio d’ore che parliamo assieme, l’ultima delle quali lei l’ha passata seduta sulle mie ginocchia per lasciare il suo posto ad altri, purtroppo mi son reso conto che non usciró con sua madre perchè voglio rivedere Luce, voglio continuare a sentire i suoi discorsi ed è strano perchè di solito, soprattutto le prime volte, di una donna sento più il desiderio carnale, non che Luce non mi attiri, anzi.
Dopo che le ho detto che ho tenuto il gattino capitato randagio a casa mi ha preso la mano e non la molla da almeno un quarto d’ora, da quando ha preso a mostrarmi le foto dei suoi gatti.
Ci alziamo finalmente, ho le cosce irrigidite dopo due ore seduto e passeggiamo fuori dalla confusione, continuiamo a chiacchierare amabilmente e mi piace moltissimo il suo viso sempre sorridente, e quella bocca, quelle labbra che si muovono “Luce, lo sai vero che ho una voglia pazza di baciarti”.
Mia madre quando dice che sente qualcosa d’importante c’azzecca sempre, nel bene e nel male, questo ragazzo è una mia anima affine, tutto quello che m’ha detto di sè io lo sento di me, ora vuole baciarmi e non ha nemmeno provato a tastarmi dopo un’ora sulle sue ginocchia.
Gli prendo le mani e intreccio le mie dita alle sue, le allungo ai nostri fianchi e ci vediamo viso a viso, è lui a prende l’iniziativa e vedo il suo viso avvicinarsi.
Ha delle labbra morbidissime, non sode ma morbidissime, mi sembravano cotone e avevano un sapore dolce, ci siam toccati la punta delle lingue un paio di volte, sembrava fossimo d’accordo, peró non so perchè mi tenga le mani così, voglio abbracciarla, eppoi qui dove passano tutti.
Lei non me le molla, non posso mollarle io “Vorrei abbracciarti” le dico allora.
“Ancora un altro prima, un altro bacio nel cerchio energetico”.
La bacio in quella posizione scomoda ma alla fine che importa, le sue labbra mi danno una sensazione che non ho mai provato prima, poi staccandomi chiedo “Cerchio energetico?”
“Con il bacio il flusso della mia energia passa dalla mia mano alla tua, alla tua bocca alla mia, dalla mia mano alla tua”.
Era seria, era evidente ci credesse.
Continuiamo a parlare di ció che ci piacerebbe fare, di cultura asiatica che appassiona entrambi anche se lei è interessata più ad energia e spiritualitá ed io alla mitologia, ed i baci si fanno molto più frequenti.
Le band hanno finito, è l’una, la gente resterà un’altra ora o massimo due, noi ci sediamo tranquilli sull’erba, lei davanti a me si appoggia con la schiena al mio petto, io la abbraccio stretta “Si sta bene con te” le dico.
“Io mi sento veramente fortunata, e questa sera sono stata benissimo”.
“Fortunata?”
“Mi piace la nostra intesa e c’ho riflettuto: vuoi fare sesso con me?”.
Nessuna me l’ha mai chiesto in quel modo, in realtá nessuna me l’ha nemmeno mai chiesto a voce, il sesso veniva da sè “Certo che lo voglio, è un modo insolito per chiederlo ma la risposta è sì mille volte”
Mi fa sorridere in continuazione, mi sento giá legata a lui anche se ci conosciamo solo da qualche ora “Vorrei scegliere te per il mio sesso tantrico”
“Tantrico?”
“Sai cos’è?” gli chiedo.
“Più o meno: credo si aspetti molto per poi farlo, i sensi e le sensazioni così sono più intense?”.
“Beh certo ma è solo l’effetto collaterale, non devi intenderlo come intensificare un piacere fisico. È accumulare la propria energia, controllarla, per poi esprimerla al massimo, sentirla e condividerla. Nell’ultimo anno e mezzo ho fatto sesso solo due volte nei mesi di settembre”
“Casualità o scelta settembre?” non capisce lui.
“Nove mesi prima del mio compleanno faccio sesso per celebrare il mio concepimento. Questa è l’unica sera di questa settimana che non sono alla bancarella, potresti venire da me sabato mattina, ti va?”.
Mi stringe forte a sè, mi bacia, mi piace come bacia, se riuscissi vorrei venire con un suo bacio ora, ma non è possibile, percepisco un naturale allineamento dei nostri universi ed è bello ritornare a desiderare qualcuno.
Sono in auto, inizio a pensare al pranzo di domani con i miei parenti, un pensiero che allontani quella mia voglia che sale sempre più.
Luce mi ha invitato palesemente a far sesso con lei, sono rimasto in tensione di piacere per le ultime 24 ore e non voglio durare 3 minuti, avrei voluto masturbarmi questa mattina appena alzato per esser più duraturo ora, avrei dovuto farlo anche ieri, ma mi son convinto ad attendere, per aver la mia quota di tantricità, non credo in queste cose ma lei si ed è contagiosa.
Arrivo, mi apre dal portoncino del condominio, saliamo le scale assieme; è appena arrivata a casa, indossa dei mini shorts neri e larghi, una canotta larga, senza reggiseno, il suo seno è visibilissimo ai lati, mi pento ancor di più di non essermi masturbato e prego di riuscir a durare, il suo viso è bellissimo, i capelli sono spettinati e quella boccuccia m’incanta.
Entriamo, mi offre il caffè e lo accetto anche se è il secondo della mattinata e poi mi dice “Dammi un attimo e torno pronta” ci baciamo e ci baciamo ancora poi lei se ne va; giro un po’ nel salone, tutto è ben tenuto, molto ordine ricercato; il salone sembra invaso da statuine, sulla libreria, sulle mensole, sulla credenza ed il mobiletto d’ingresso, sembra che dove ci sia spazio libero abbiano posizionato statuine con un nonsochè di religioso (religioni di ogni tipo), cristalli, piccole composizioni di fiori secchi.
Solo il tavolo è libero e nel suo centro è posizionata la dalia che ho regalato a Luce.
Arriva dopo poco, e si presenta completamente nuda.
Si avvicina a me e noto subito che l’unica differenza, oltre alla mancanza di vestiti, sta nel fatto d’essersi struccata gli occhi.
E’ bellissima, ha un seno visibilmente molto sodo, mammelle separate e tonde, capezzoli scuri, era completamente abbronzata, non aveva uno spazio bianco, avrei potuto pensare fosse il suo colore naturale di pelle se non avessi visto le sue foto senza abbronzatura, completamente depilata.
Appena giunta a me mi prende la mano, cerco di baciarla ma lei sposta la testa sorridente.
Quanto vorrei baciarlo, è dolce, non mi tratta come una svalvolata, odio quando mettono in dubbio ció in cui credo, vorrei che mi prendesse e stessimo a letto ore, ma voglio provare il sesso tantrico, quasi un anno d’attesa non voglio mi ricapiti più; voglio sentire che energia ho in me.
Mi porta in camera, prende la sedia della scrivania e la mette in centro stanza, mi guarda come se io sapessi che ha in testa, ma non ne ho la più pallida idea e meglio così, perchè nel cercarlo di capire distraggo la mia mente da quel corpo e dal pensiero che fra poco godró con lei.
Mi tolgo la maglia, la vedo guardarmi, mi avvicino a lei per toccare quel corpo.
“Devi spogliarti completamente”.
Faccio come mi dice e rimango nudo davanti a lei.
Lo prende in mano da sotto, standomi in piedi davanti, lo accarezza appena sotto e visibilmente cresce con velocità, mi siedo come mi dice di fare.
Mi piace il suo corpo, adoro i rilievi dei muscoli che gli vanno dal pube all’esterno verso i fianchi, non ha muscoli gonfi da palestra e ha mantenuto in forma il corpo naturalmente; è eccitato per me.
Gli prendo il pene e lo tengo fermamente, divarico le mie gambe per sedermici sopra, mi sta guardando, vuole veder la penetrazione con i suoi occhi proprio come piace a me, guardo il glande scomparire fra le mie cosce, lo punto e calo il mio peso, fa fatica, mi irrita.
Le sue mani si appoggiano fra le mie cosce, sto per fermarlo quando sento le sue dita aprirmi le labbra e ritirarsi subito, lo sento entrare ora, ma fa comunque fatica.
“Luce, non vuoi prima che ti tocchi o ti baci un po’? Così subito, ti sento chiusa” fa delle smorfie col viso, non sembra piacerle “ti fa male?”
“Un po’, devo solo riabituarmi. Non fare nulla, ci dobbiamo solo unire così”.
Le metto le mani sul sedere, morbido, l’aiuto a sorreggersi “Non spingere troppo” le dico, sento che smette di premere, la alzo di poco e la lascio riabbassarsi, quei movimenti battono sulla mia cappella che sento un po’ alla volta farsi strada in lei, la sento piano aprirsi, inizia a bagnarsi.
Mi muove su e giù piano e mi aiuta a tenermi in piedi, si preoccupa per il mio godimento, inizia a piacermi di più, inizia a spingermi le pareti dell’utero, ora sento piacere, sento che si apre e mi ritrovo seduta su di lui e la sua intera erezione dentro di me, si ferma e ci guardiamo, lo abbraccio “Sei in me ed è bellissimo”.
Ora riesco a muovermi: voglio impazzire.
Ha iniziato a muoversi velocemente, muove unicamente il suo bacino e mi tiene abbracciato, è molto bagnata e caldissima ed ora inizio a sentirmi veramente eccitato, mi sposto leggermente in giù sulla sedia e così sento ad ogni movimento il mio cazzo sfregare dentro di lei nella parte superiore, a lei piace dato che cambia espressione e cerca d’andar ancora più veloce.
“Ti manca molto?” mi chiede ansimando e le rispondo “Spero di sì perchè è stupendo”.
Mi guarda seriosa ed inizia ad ansimare pesantemente tenendo la bocca semi aperta, a fatica riesce a dire “Vorrei venissimo assieme e io ci sono quasi”.
Inizio a concentrarmi sui suoi ansimi che mi eccitano da morire, mi concentro sul solletico di piacere che provo a stare dentro di lei e mi immagino venirle dentro, sento l’orgasmo smuoversi piano e lei si blocca guardando in alto, un forte rantolo e sento la sua fica innondarmi di umori, altro rantolo di piacere stavolta guardandomi e riprendendo a muoversi all’impazzata su di me, emette un lamento di piacere lungo.
Sto venendo, sto venendo, sto venendo, ne voglio ancora! Quanto vorrei che mi lanciasse sul letto e facesse di me ció che vuole, voglio sentirlo.
Ancora un orgasmo e quasi non riesco a muovermi, sento un fuoco tutt’attorno a quel bastone di piacere dentro di me.
Caldo! Sta venendo!
Mi fermo tenendolo dentro di me fino alle mie viscere, sento il seme del suo piacere; non si trattiene e mi bacia prendendomi, mi bacia io gli lecco il viso: sono in preda all’estasi.
Non smette di leccarmi il viso, fa ben sperare questa perversione, le graffio la schiena d'istinto e forse non avrei dovuto, ma lei sembra nemmeno averlo notato; non le ho chiesto della pillola: Dio se son scemo!
I nostri respiri si regolarizzano, le riafferro le natiche e l’aiuto a sfilarsi e a rimettersi in piedi.
Il suo pollice ed indice circondano la base del mio cazzo, stringono quel che serve e passano fino alla cappella spremendolo, esce l’ultima bianca goccia, mi dá la mano.
“Doccia, ci serve l’acqua ora” mi dice, e la seguo in bagno.
Lo rassicuro sul fatto che prendo la pillola per evitare grandi perdite a cui a volte son soggetta, lo prendo un po’ in giro perchè pensa d’essersi comportato come un ragazzino senza chiarirlo prima.
“L’acqua è vita, ci ripulisce e ci rinnova” mi piacciono le sue carezze sotto l’acqua tiepida, stiamo stretti in doccia e meglio così, adoro sentire il suo corpo che mi schiaccia, adoro quella sua eccitazione che spinge sulla mia coscia ancora.
È difficile per entrambi trattenersi.
“Com’è il piacere tantrico?” mi chiede.
“Intenso, molto intenso. Mi piacerebbe riprovarlo ma non voglio più un’astinenza tale”.
Mi piace sentire i suoi complimenti anche se non dovrei esser vanitosa.
“Dobbiamo andar al mare per togliere questo bianco” gli passo la mano sul pube solleticandogli un po’ anche l’erezione che inizia a tranquillizzarsi.
“Tu prendi il sole integralmente?”
“Da quando sono ragazzina, sono stata cresciuta con ideologia naturista: ti piacerà”.
Ci mettiamo d’accordo d’andar al mare il prossimo week end a causa delle mie sere impegnate ed i suoi pomeriggi d’ufficio di questa settimana.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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