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Tre corpi un unico piacere - Parte 4


di Kalifly81
28.07.2025    |    2.403    |    4 9.8
"È stata strana la loro conversazione sullo sputo e sugli occhiali, ma m’ha eccitata al punto che son bastate due penetrate per sentire l’orgasmo sconquassarmi..."
Siamo in spiaggia, oggi abbiamo preso ombrellone, sto leggendo dato che le due sono immerse nelle loro infinite chiacchiere; mi sono giá abituato alla nuditá di Luana anche se a volte tendo a sentire parecchi brividi se mi si avvicina e se ne sta vicina; Luce indossa gli slip del costume di color rosa antico e con un laccetto su un fianco, sta benissimo anche solo in topless, ha 3 o 4 giorni di ciclo e s’è presa una pausa dalla nudità.
Sento un’ombra, è Luana che mi dice “Vieni, andiamo in acqua io e te”; mi alzo e la seguo fin quando si ferma nell’acqua abbastanza bassa, s’inginocchia con le piccole onde che la colpiscono sotto il seno, inizia a bagnarsi le braccia, si passa le mani al seno bagnandolo, il collo e le spalle; io mi stendo nella stessa maniera in cui ero messo prima sull’asciugamano, tenendo alto il busto con i gomiti sul fondale.

“Ti voglio spiegare quanto successo; devi capire che è da due anni, o anche più, che non vedo più Luce com’era prima. Orami lo sai quanto dolce sia, quanto libera energeticamente, quanto gentile e allegra proprio come te, ma se l’avessi vista un mese fa non l’avresti quasi riconosciuta.
Il ragazzo che aveva prima non m’è mai piaciuto troppo sin dall’inizio, era totalmente differente da lei ma erano ragazzi, e più di cercar di metterla in guardia non potevo mica fare, ho provato a sostenerla. Sfruttava il suo modo di essere sia fisicamente nel sesso, che mentalmente nel non rispettare minimamente i suoi sentimenti. Ad un certo punto l’ha convinta a provare a coinvolgere a letto una delle sue migliori amiche; lei controvoglia ha provato e al rifiuto la loro amicizia s’è incrinata. Come se non bastasse l’ha spinta a fare lo stesso con Clara, l’altra sua migliore amica.
Al secondo rifiuto le loro amicizie si sono proprio spezzate e puoi solo immaginare quanto ne soffriva, e mentre accadeva tutto ció, Luce continuava a perdonargli i tradimenti.
Pensa che è stato lui alla fine a chiudere la storia perchè diceva fosse cambiata e triste, e la cosa che ancor più mi infastidisce è che era vero.
Con le sue due migliori amiche aveva spezzato la loro confidenza ed erano diventate amiche diciamo normali; l’ho spinta a studiare un anno all’estero ma quando tornó nulla era cambiato, e più il tempo passava più si chiudeva in se stessa, pian piano anche con me.
Ho provato un po’ di tutto senza alcun risultato. Poi un giorno un bel ragazzino mi chiede se ho bisogno d’aiuto a spostar scatoloni” ci scambiamo un gran sorriso “quando è tornata a casa dalla prima sera che vi siete visti era un fiume in piena di sentimenti, si raccontava a me come faceva prima, rideva ed era euforica, quella notte ho pianto tanto prima di dormire da sola nella mia stanza, non sai che peso ci hai tolto via. Vedervi poi uniti nel fare l’amore, vederla e percepirla nuovamente così a suo agio con i suoi flussi energetici, non ho resistito e ho dovuto abbracciarla per starle vicina emotivamente, son pur sempre sua madre. Adesso portami a nuotare un po’ altrimenti riprendo a piangere”.

Facciamo qualche bracciata, poi galleggiamo vicini , tocchiamo appena il fondo con la punta dei piedi e ci lasciamo cullare dalle onde.
“Non ti sembra di mettermi troppa pressione addosso raccontandomi queste cose?” Le chiedo serenamente.
“No tranquillo” mi dice togliendosi l’acqua dagli occhi “immagino non sia una cosa comune per te far l’amore in presenza della suocera” ridiamo assieme “e volevo avessi ben chiaro il contesto e non volevo fosse lei a raccontartelo e a rivivere le brutte esperienze. Comunque non mi sembri sotto pressione”.
“No” le rispondo sicuro “non mi sento sotto pressione, mi piace proprio Luce come non m’era mai capitato e anche se ha una madre folle continueró a frequentarla”.
“Tanto per chiarire, non avevo mai visto prima mia figlia far l’amore con qualcuno, e c’è un’altra cosa molto importante da chiarire”.

Mi avvicino a lui, ho proprio l’impressione che questo è un punto fondamentale del rapporto da mantenere fra di noi “L’ho giá detto a Luce e lo chiarisco anche a te: la invidio, per quello che sta provando e provate e per il piacere che prova con te, diciamo che i pensieri che fai tu su di me li faccio anch’io su di te e bada che una quasi 53enne certe fantasie ormai le riserva a pochi”.
“Uno pensa che le vacanze siano rilassanti perchè non ha mai provato a trascorrerle con voi due” ridiamo entrambi e poi le dico “anch’io ho quei pensieri, un po’ ne ho parlato con Luce. Non dirle di questa conversazione peró, voglio dirglielo io, non voglio che pensi che le tengo nascoste cose del genere”.
“Ne ho giá parlato con Luce tranquillo. Parlale sempre apertamente. Risaliamo?” le faccio sì con la testa e poi mi chiede “Ti va di camminare dietro di me ora che usciamo dall’acqua? Vorrei sentirmi guardata da te perchè mi fa sentire una bella donna”.

L’acqua arriva alle ginocchia, chissà se mi sta guardando la schiena o se l’attenzione è tutta per il mio sedere; accentuo un po’ il mio sculettare senza esagerare sperando che desideri ancor di più il mio sedere, che desideri penetrarlo come sta facendo ora con gli occhi e rieccola: questa forte pulsione di piacere, la voglia che mi assale, il calore che m’inebria fra le cosce.
Mi stendo sul lettino resa giá spossata per lo sforzo di allontanare questi miei pensieri ora che non posso soddisfarli.

È stata una piacevolissima serata, ritornati a casa sono in doccia, niente sesso in questi giorni anche se dicono che con il ciclo potrei essere più sensibile e… no meglio di no; i miei piani peró ora hanno riscontrato un bel problema: il dolore.
Infilando la peretta per il lavaggio m’ha causato un po’ di fastidio entrambe le volte, ed ora non riesco minimamente ad infilare il doccino: fa male dietro.
È passato molto tempo è vero, ma credevo che l’elasticità si preservasse.
Cerchiamo d’insegnare a mamma a giocare a scacchi con scarsi risultati, poi torniamo nelle nostre camere, mi accoccolò contro Lorenzo al buio, mi accarezza la schiena e mi dice “Non l’avrei mai pensato ma è strano vederti con i pantaloncini girare in casa”.
Mi racconta della conversazione avuta con mamma, ci baciamo felici di sentirci così vicini.
“Visto che non possiamo far l’amore pensavo che potevi prendermi da dietro” gli dico accarezzandolo in mezzo al petto sentendolo irrigidirsi “ma forse a te non piace, vero?”.
“Perchè non mi dovrebbe piacere? Penso che mi piacerebbe molto con te”.
“Ma non hai mai provato a prendermelo o a propormelo” gli faccio notare.
Lui risponde: “Ci stiamo conoscendo un po’ alla volta; e comunque è un qualcosa che dovrebbe partire dalla donna no? E’ un piacere che comporta dolore. Se tu non avessi per così dire sollevato il problema, beh dopo un po’ te l’avrei proposto, ma ancora aspettavo”.
“Beh dolore, se una non è allenata o se lo si fa nel modo sbagliato” cerco di spiegargli.
Passano un paio di minuti in silenzio, continuo a carezzarlo quando chiede “Tu saresti allenata?”.
“Credevo di sì, lo ero ma prima in bagno lavandomi dietro ha fatto male, magari stasera no ma quando vuoi puoi propormelo, anzi devi e poi un’altra cosa”.
“Beh dopo il sesso anale vediamo cosa salta fuori” dice lui.
“Non hai mai provato a venirmi in bocca” ancora silenzio prima che risponda “Beh è come per il sesso anale, è come se fossero delle tue violazioni, devi essere tu d’accordo per prima cosa”.
Il suo pene sta giá reagendo, è dunque qualcosa che desidera “Nel sesso io sono fatta perché tu mi possa penetrare, e mi piace sentirmi a tua disposizione, so che hai cura e attenzione per me, tu non devi nascondermi queste tue voglie, non voglio che i nostri flussi abbiano ostacoli”.
Gli tocco piano il pene sulla punta solleticando con le mie dita “Stasera l’unica cosa che si puó fare” ora lo voglio provocare e lo guardo aprendo la bocca e mimando il sesso orale “credi di farmi assaggiare il tuo piacere sta volta?”.
Mi passa le sue dita sul mio labbro “ti rimetteresti gli occhiali?”.
Li prendo e li infilo guardandolo e spostandomi verso il suo bacino appena prima di prenderlo nella mia bocca lo sento dire “Poi potremmo iniziare ad allenarlo un po’”.

Non lo succhia come al solito, tiene la lingua rigida sotto la mia cappella, la solletica mentre la accoglie e la succhia, mantiene un ritmo più lento e costante e lo sento riempirle la bocca; piano lo sfila via e ora mi fissa da accovacciata fra le mie cosce, succhia piano la cappella e ci gira attorno con la lingua poi apposta la spinge contro una lente dell’occhiale dicendo un semplice “ops” e mi stringe le palle un po’ forte facendomi sussultare, le molla subito fiondandosi sull’asta, sono eccitatissimo e lei aumenta il ritmo capendolo.
Di tanto in tanto mi fissa e mette in mostra la sua bocca, vuole provocarmi, riprende un attimo fiato mentre lo masturba e così decido di provocarla io.

“Sputaci sopra” mi dice soprendendomi, è lui che ha vinto questo gioco di provocazione? Io non sputo, anche se forse a lui piace e non l’ha detto per mettermi in difficoltá.
Decido di provarci chino il capo e sputo un po’ sul glande e quando la mia mano ci passa sopra lui si muove e chiude gli occhi, e questo solo per il mio sputo? Ci riprovo, un piccolo sputo, e quando la mia mano passa a ricoprirgli il glande bagnato lui visibilmente gode.

Non devo ascoltarli, dovrei chiudere la porta.
Sono a letto, ho sollevo via il lenzuolo perchè voglio vedere il mio vibratore penetrarmi.
Lorenzo le ha chiesto di sputarci sopra? Estraggo dalla mia vulva il vibratore è lo guardo, sento i mugugni di piacere provenire da quella camera, sputo sul vibratore desiderando d’essere al posto di Luce.
Intanto sento lei dire “Beh no, come potrei? Vomiterei se m’arriva in gola” credo di percepire delle risatine mentre infilo il vibratore cercando di venire.
Lo muovo dentro di me e sento il piacere, non ho acceso la vibrazione perchè voglio immaginare sia il pene di Lorenzo, e ora lo sento parlare “Con un cetriolo magari, lo infili più in fondo che puoi in bocca, fino al limite per cui non ti dia fastidio” subito estraggo da me il vibratore, lo guardo e lo infilo nella mia bocca più che posso, sento un conato e lo ritraggo un po’ e ascolto lui “Lo tieni in bocca al tuo limite per un po’, non so magari un minuto, il giorno dopo fai la stessa cosa ma lo infili leggermente di più. Dopo qualche giorno saprai controllare il fastidio”.
Lui desidera infilarlo completamente, quanto vorrei accontentarlo, quanto vorrei accontentare ogni suo desiderio, ora reinfilo il vibratore e lo muovo più velocemente voglio venire.

Raccolgo della saliva sulla mia lingua poi prendo il suo glande in bocca e lo ripasso con la lingua umida, quando sollevo la testa lo vedo colante, passo la mano e lui contrae il bacino, muovo la mano su e giù velocemente, è veramente molto bagnato, sta per venire e lo prendo in bocca continuando lo stesso movimento.
“No, non in bocca, sugli occhiali” mi supplica sorridendo e gemendo; mi blocco e mi risollevo “Sugli occhiali?” chiedo.
“Sì voglio sporcarli” mi dice, non capisco questa richiesta, io volevo ingoiare il suo piacere ma per stavolta lo voglio accontentare.

Mi bacia l’erezione alla base e, tenendola con la mano, la batte delicatamente contro gli occhiali, la lecca e la bacia battendola piano sul naso e occhiali “Mi sembra da perverso questa richiesta” mi dice scherzando.
“Ma io sono perverso” le rispondo e la vedo ridere, poi impugna la mia cappella umidissima e la masturba forte premendosela contro naso e occhiale.
Sussulta quando il mio primo schizzo le copre la lente, poi il naso, vorrei prendere l’erezione e mettergliela in bocca ma in questo istante riesco a sentire solo piacere e mi lascio pervadere.
Sento il suo movimento a spremerlo per farne uscir l’ultima goccia contro il naso, mentre sento il suo piercing solleticarmi.
Mi metto a sedere tenendo le gambe divaricate con lei nel mezzo; la guardo mentre mi lecca lentamente la cappella dandomi un piacere delicato, ha una lente degli occhiali completamente lorda e anche metá naso; le sfilo gli occhiali e mi guarda senza lasciare la presa dalla mia erezione.
“Volevi assaggiare?” le chiedo mentre raccolgo lo sperma sul suo naso con un dito, lei lo prende in bocca quasi all’istante succhiandomi il dito, poi allunga la lingua leccando con cura la lente degli occhiali mentre li tengo in mano.

Sono venuta ormai due volte e tengo il vibratore spento in bocca già da un po’, i muscoli della gola mi si son rilassati e non sento il bisogno di tirarlo fuori, voglio imparare anch’io a prenderlo fino in fondo, sempre sia giusto l’esercizio che le ha indicato.
Mi chiedo se il mio è solo bisogno di essere penetrata o di essere penetrata da Lorenzo.
È stata strana la loro conversazione sullo sputo e sugli occhiali, ma m’ha eccitata al punto che son bastate due penetrate per sentire l’orgasmo sconquassarmi.
Sfilo il vibratore dalla mia bocca tenendo il segno con un dito, lo guardo, mi è entrato in bocca per metà e a me sembra molto, non so come segnare il punto perchè domani dovró provare un po’ oltre; credo lo faró col cetriolo così posso segnarlo.
Assaggiare le ha detto, quanto vorrei assaggiarlo anch’io, riprendo in bocca il vibratore immaginando Lorenzo svuotare il piacere nella mia gola, lo sfilo e lo reinfilo fra le mie cosce, arriva il terzo orgasmo della serata.

Mi ha fatta stendere a pancia in giù, Lorenzo è seduto sopra le mie gambe e mi massaggia spalle e schiena al buio, mi scopre il sedere e mi massaggia il sedere la schiena e le spalle; quando le sue mani scendono dalle spalle, si fermano sul sedere e sento un suo dito puntato al mio buchino, lo muove tutto intorno, mi solletica e mi piace, poi i massaggi tornano alla schiena, spalle , schiena e ancora a solleticarmi.
“Mi piace il sesso anale” mi dice “preferisco gli altri tipi ma mi piace. È solo che per quanto fisico, l’energia sessuale che sento… si dice così vero?… è più mentale ed è dovuta al fatto che è come se dominassi, difficile da spiegare”.
“Si, puoi dirlo così. L’energia del sesso è molto istintiva, un uomo istintivamente si sente di dominare la donna nell’accoppiamento, come da legge di natura”.
M’infila la falange nel mio buchino che stringo non aspettandomelo, mi chiede subito “T’ho fatto male?”, gli rispondo “No, solo che non me l’aspettavo, fai molto piano peró. Non infilarlo molto, tieni il dito così per un po’, lasciami abituare”.
“Mi puoi dominare nel sesso se è quel che vuoi, qualche volta” ridiamo assieme “spingilo appena più dentro”.
“Dovremmo lubrificarlo” mi dice senza muovere il dito.
“No, se fai piano c’è la faccio, se il dolore è poco e breve lo sopporto. Ancora un po’, così si” riesco a rilassare il mio sfintere sentendo quel suo mezzo dito dentro e mi godo il piacere.

Il quarto orgasmo è appena passato e mi sento sfiancata, tengo il vibratore intrappolato fra le mie cosce senza che mi penetri e mi giro su un fianco, mi sento stanchissima e sento che non sono ancora appagata.
Riapro gli occhi ed è mattino, scendo e trovo Luce giù nella saletta, sento ancora il mio cuore gonfiarsi dalla contentezza nel vederla così serena, sento di non poter desiderare nulla più al mondo; la bacio in fronte e mi siedo al suo fianco e mi chiede “Mami, dalla tua camera di notte senti se parliamo con porta aperta? Non vorremo tenerti sveglia e disturbare, ma ora che c’è l’aria condizionata la lasciamo spalancata”.
“A volte qualcosa si sente” le dico e vedendo quel suo piccolo sorriso mi viene il dubbio che l’abbiano fatto apposta per farmi ascoltare; “se parlate di cose vostre forse meglio chiudere la porta” lei ancora sorride e quel mio dubbio s’ingrandisce “ieri qualcosa ho sentito” il suo sorriso ora è ben largo e mi risponde “Scusa, la prossima volta chiudo la porta così non ti disturbiamo”.
“So quando mia figlia mi sta mentendo” lei mi guarda ed esclama “Mamma, cosa dici?!” ma gli scappa da ridere.
“Avete fatto quello spettacolino per farvi sentire?” le chiedo stupita “non dovreste usar le mie orecchie per questo tipo di gioco Luce” la riprendo anche se è stato stranamente intenso per me ieri notte.
“È un piano mio” mi sorride “Lorenzo non lo sa, ho pensato che è da un po’ che non vedi qualcuno e credevo che sentirci in quella situazione t’avrebbe aiutato, beh che ti saresti divertita di più” fa una risatina.
Le do un bacetto alla guancia e mi alzo a far il caffè “Non far giochetti a tua madre. Ho sentito quando t’ha parlato d’energia sessuale, anche lui sta iniziando ad avvertire il suo flusso, scommetto che presto riuscirete ad essere tutt’uno”.
“Dici davvero mami? Anch’io sai a volte lo penso” mi dice e poi mi sorprende chiedendomi “mi dici cosa ti manca? Si sente che la tua energia non è regolare. Ti manca un uomo? O desideri Lorenzo?”.

Mamma esita a rispondermi poi mi raggiunge coi caffè e si siede vicino a me dicendomi “Mi piacerebbe avere un’intesa come la vostra con un uomo. Sento anche un desiderio molto forte verso Lorenzo ma per fortuna solo carnale; se desiderassi mischiarmi alla sua anima sarebbe un problema e te l’avrei detto subito”.
“C’ho pensato mamma e tu potresti…” non mi lascia finire la frase “No Luce. Cosa mi stai per dire? Che io e Lorenzo dovremmo unirci fisicamente? Ti conosco”.
Mamma mi prende le mani fra le sue “Lo so che ti piace tantissimo e so che lui ti rispetta: l’ho avvertita io la vostra intesa ancor prima che vi vedeste. Più di tutto peró so come sei fatta tu, sei fin troppo generosa e un po’ ingenua. Non credi che se gli proponessi una cosa del genere potrebbe fraintendere? Per quanto lui abbia provato a parlarti d’energia sessuale credi che lui creda e sappia già distinguere fra le pulsioni del corpo e quelle della mente? Per favore promettimi che starai un po’ più attenta a te, che penserai meno a lui e meno a me. Imparate a conoscervi bene prima”.
“Scusa mamma non volevo farti preoccupare; è solo che avverto bene che a volte la tua energià è agitata e anche quella di Lorenzo, quando siete assieme. So che per te sarebbe solo una soddisfazione e una tranquillità fisica e anche per lui”.
Mamma mi guarda, la mia proposta la tenta ma forse sono stata avventata, ho un po’ di paura ora per ció che ho detto e mi dice “So gestire da sola la mia energia non ti preoccupare, se vuoi ogni tanto dimentica la porta aperta ma nulla più”.
Ridere assieme ci rasserena.

Oggi Luce è tornata a girare nuda per casa ed in spiaggia, sono i miei ultimi due giorni qui con loro poi me ne torno a casa; ho regalato loro 2 vestiti estivi, nulla di che ma i loro abbracci simultanei hanno messo in mostra una forte erezione stamattina.
È sera ed io e Luce siamo in giardino e le chiedo “Tua madre è a letto?” e lei risponde “Non so, perchè?”.
“Perchè mi piacerebbe unirmi a te qui”.
“SHHHHT!” cerca di zittirmi ridendo e abbassa la voce “qui ci possono sentire i vicini”.
“Ma non è più romantico qui che non nel letto?”.
Ci baciamo morbidamente e lei allunga una mano ad accarezzarmelo dicendo “Vediamo di non urlare magari”, la bacio morbidamente mentre le mie dita stringono il suo interno coscia; accarezzo la sua fica quando ci fermiamo all’unisono, mantenendo ognuno la propria mano sull’intimità dell’altro, quando s’accende una luce dentro casa; sorridiamo e ci ribaciamo, decidiamo di entrare in casa e aspettare che Luana vada a letto per tornar in giardino a farlo.

I due piccioncini rientrano in casa e chiedo loro “Metto su il te anche per voi?”, poco dopo siamo seduti al tavolo davanti alle nostre tazze di tè a chiacchierare e noto nella cesta della frutta e verdura che uno dei cetrioli è segnato, mi chiedo se l’ha segnato Luce e mi sento avvampare il viso.
“Mamma tutto bene?” mi guarda e mi scrollo dai miei pensieri: “Si si tutto a posto” e mi scappa da ridere.
“Stai ridendo da sola?” mi chiede, faccio sì con la testa per l’imbarazzo divertito “Che hai mamma?”.
“Per favore non chiedermelo” faccio un respiro profondo e cerco di controllar la risata “passato tutto”.
Luce mi fissa “Non vuoi dirci a che pensi?”.
“Meglio di no” provo a dire divertita.
“Se volevi incuriosirci ora ci sei riuscita alla grande” mi dice Lorenzo; continuano ad insistere e allora lo dico all’orecchio di Luce.

Vedo Luana dire qualcosa all’orecchio di sua figlia, Luce strabuzza gli occhi per un istante “Mamma!”, Luana ride un po’ e poi dice “continuiamo il discorso? Dov’eravamo?”.
Luce s’è zittita ed è stranissimo “Riguarda me?” chiedo ed entrambe fanno no con la testa, Luana quasi ride e Luce sembra volerlo fare senza esserne in grado.
La situazione non si sblocca fino a quando Luce dice rivolta a me senza guardarmi “Nella ciotola c’è un cetriolo segnato”; mi ci vuole un attimo di tempo per capire vedendo il cetriolo con tre segnetti, Luana trattiene la risata e ora anche Luce io chiudo gli occhi “Andiamo a letto?”.
Ridono poi Luana si rivolge a me “Non volevo origliare ma avevate la porta aperta”.
“Una che non vuole origliare” dico “avrebbe chiuso la propria porta” ora son loro che ci mettono un attimo per capire poi ridiamo tutti e tre e Luana chiede “Hai un feticismo per gli occhiali? Beh quello di Luce è per i piedi”.
“Mamma!” quasi urla lei mentre Luana ride “Non sono feticista, mi piacciono i piedi di un uomo ma non sono quel genere di feticista”; ora siamo io e Luana a ridere.
“Beh ora tocca a te a vergognarti, confessa qualcosa di te” dice Luce a Luana che peró non si rifiuta e riflette un attimo “La mia spina dorsale” dice “quello è il mio punto debole, se un uomo si concentra su di essa mi ha in pugno”.
Cerchiamo spiegazioni poi Luce mi chiede di provar a soffiare sulla sua spina dorsale, piano soffio sulla sua schiena mentre si rivolge a me e per un attimo la lecco “Un po’ è vero” dice Luce che nemmeno s’accorge d’avere i capezzoli inturgiditi; la conversazione si ferma e par che tutti si siano resi conto della stranezza, che tutti apprezzino ma che si chiedano se si debba continuare.
“Pensavo di provare anch’io” dice Luana indicando il cetriolo “Piace molto agli uomini?” mi chiede ed entrambe mi fissano curiose in attesa della risposta.
Valuto di dir loro di smettere poi scelgo di dire “Credo proprio di si, a me piace… molto insomma” io sono imbarazzato ma loro lo sembrano di più e per spezzare il silenzio chiedo “e alle donne piace praticarlo? O è un favore che ci fate?”.
“Piace” risponde istintivamente Luana.
“Piace a tutte” conferma Luce aggiungendo poi “tutte quelle che conosco per lo meno”.
Loro ridono e ricala il silenzio.

Non è solo imbarazzo per l’argomento, ma è imbarazzo per le fantasie; meglio fermarsi qui.
Guardo per un istante il suo pene, non è rimasto indifferente.
Mi alzo “Spreparate voi”; faccio le scale sperando le luci si spengano presto perchè devo reincontrare il vibratore quanto prima.

Lavo le tazze, spengo le luci e vado a lavarmi i denti, raggiungo Lorenzo in camera “Non dovevamo andare in giardino?” gli chiedo.
“Me n’ero dimenticato con questi discorsi” si alza e mi raggiunge alla porta.
“Ti secca se quando torno dormo con mamma?” mi bacia in fronte e sul seno dicendomi “Non mi secca ci mancherebbe”; gli chiedo “andiamo a darle la buonanotte prima che s’addormenti? Non ho intenzione di tornare tanto presto dal giardino”.
Mi sorride e facciamo le scale.

Sono sotto il lenzuolo, mi sono toccata un po’ ma li sentivo bisbigliare svegli e ora stanno facendo le scale, prima Luce e poi Lorenzo entrano in camera mia.
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