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Lui & Lei

Esile collega - gustare il piacere. Parte 4


di Kalifly81
21.07.2025    |    1.925    |    2 9.8
"Presi a masturbarmi rapidamente, non c’era più nulla da fare, partì un violento schizzo abbondante sul suo ventre mentre i seguenti sulla fica aperta, il restante sperma lo feci colare sulle..."
Il giorno seguente andammo a lavoro assieme.
Ci rivedemmo praticamente due giorni dopo, il venerdì sera, c’eravamo tenuti in contatto, passammo una deliziosa serata estiva passeggiata in centro, cena e gelato.
La stavo riaccompagnando a casa, avrei dormito da lei.
M’ero portato da casa un paio di pantaloncini pigiama e una semplice maglietta, l’aspettavo sul divano per vedere un film, arrivó indossando un baby-doll bianco e nero, che dava l’idea d’essere trasparente; non riuscivo ancora ad abituarmi alla vista delle sottili gambe, ma il resto era sensualissimo.
Venne a sedersi con un ampio sorriso dopo aver sentito i miei complimenti “Però stasera ti va se non facciamo nulla? Cioè se guardiamo solo il film”
Da due giorni attendevo di tornare a letto con lei e di averla nuovamente, ma dissi subito “Beh certo, se non ti va di far l’amore va bene gustarsi solo il film”.
Ci baciammo intensamente ma brevemente e facemmo partire il film; era da poco iniziato quando mi raccontó “è che in questi due giorni, più che altro ieri, il sedere mi ha dato fastidio, quando camminavo”.
“Per quello che abbiamo… scusami non credevo d’esser stato troppo irruento, ma… mi hai detto tu di continuare”.
Mi prese la mano fra le sue “non voglio incolparti anzi, mi è piaciuto molto lo sai, peró rifarlo subito preferirei di no”
“Anche… davanti t’ha dato fastidio?” chiesi preoccupato, sospirai di sollievo a sentirla dire “no, lì no” ridemmo assieme e ci stringemmo sul divano a guardare il film.
Spesso le accarezzavo cosce e braccia ma smettevo in fretta per non eccitarmi troppo; a fine film erano quasi le una di notte e ce ne andammo a letto; alla sola luce dell’abat-jour, stesi sul fianco uno di fronte all’altra, ci baciavamo morbidamente.
“Stenditi”
“Sono già steso”
“Puoi stenderti del tutto? Con la testa sul cuscino” era d’improvviso in imbarazzo e non manteneva lo sguardo al mio, mi stesi come m’aveva chiesto.
Lei si spostó verso il basso, sentii le sue mani abbassarmi di poco i pantaloncini ed i boxer allo stesso tempo, sentivo il suo sforzo nel farlo.
“Credevo non volessi far l’amore” le feci notare, lei mi guardó “Stasera no, ma se vuoi posso darti piacere io stavolta”.
Feci sì con la testa e lei tornó a spingere pantaloncini e boxer scoprendolo, appena lo sentii liberato lei abbassó quasi di scatto la testa, avvertii una sensazione umida: l’aveva preso completamente in bocca, senza toccarlo prima per farlo eccitare, l’aveva semplicemente preso in bocca e se ne stava lì immobile.
La lasciai in quella posizione circa un minuto, poi le sollevai il viso mettendole due dita sul mento.
“Non mi viene bene vero?” mi chiese immediatamente “non ne ho mai fatto uno vero e proprio prima, come dovrei fare?”.
Mi metteva a disagio questa sua voglia di sesso in contrasto con la sua commiserazione per inesperienza “Fai solo ció che ti senti, non pensare a cosa dovresti fare, fai solo quello che ti piace, e l’altra volta è stato meraviglioso” in realtà per quanto piacevole era stato strano l’ultima volta sentir quella sua lingua, lei sollevó la testa con il suo sorriso pieno “grazie, quello che vorrei è imparare a farti un pompino” era così esplicita e così innocente, mi stupiva ogni volta.
Vedendo che esitava attendendo una mia indicazione le chiesi “Perchè non inizi semplicemente a toccarlo”, lei appoggió la mano sul mio cazzo che se ne stava placidamente adagiato all’insù sul mio ventre, lo schiacció piano con il palmo poi lo prese con quelle dita magre tastandolo, iniziavo ad avvertire il piacere e lei se n’accorse, lo fissava ed era compiaciuta vedendo che reagiva, glielo si leggeva in volto.
“È un po’ come fare l’amore: una carezza, poi un bacio”, lei mi guardó poi chinó il capo e diede due piccoli baci a stampo sotto l’asta mentre la reggeva in mano, istintivamente pensai che in quel frangente s’era limitata a due bacetti mentre, quando baciava me, metteva sempre molta lingua.
Lo toccava piano e lo guardava, lo sentivo gonfiarsi lentamente in quella manina.
“Abbassa la pelle”, senza distogliere lo sguardo dalla sua mano lo strinse di più e tiró verso il basso scoprendo la cappella, si chinó a baciarla solleticandomi, con la mano la ricoprì per poi scoprirla, ora iniziava a irrigidirsi e fissandolo si mise quasi a ridere divertita, mi diede un altro bacio mentre riscopriva la cappella.
“Prendi la punta in bocca” mi guardó e ritornò a concentrarsi sulla sua mano che lentamente mi segava, lo prese in bocca in punta “non fermare la mano”, riprese a muoverla mentre lo teneva fermo in bocca, lo avvertiva gonfiarsi, dopo un po’ ritornó a staccare la bocca continuando il movimento di mano.
“Com’è grosso ora”.
Mi compiaceva sentirlo ma mi eccitava maggiormente guardarla fissarmelo attratta, riprese la cappella in bocca “Muovi la mano un po’ più velocemente” eseguì subito.
Sentivo ora la sua mano tirarlo molto di più, mi piaceva da impazzire ma lei non sapeva controllarsi “Ahi! piano” si bloccó guardandomi e tirandolo fuori dalla bocca “Se vai troppo in giù fa attenzione” le sorrisi io stavolta “mi piace tantissimo” le dissi per rassicurarla.
“Stai per venire?” mi chiese.
“Beh non ancora a dir il vero, stavo cercando di trattenermi per godermi il più a lungo possibile la tua bocca, è solo che è delicato” ridemmo assieme.
“Puoi metterti di fronte a me?” steso sul letto aprii le gambe e lei subito venne a mettersi carponi lì in mezzo, lo riprese con due mani accarezzandomelo, poi la sua testa si caló sopra e vidi la cappella scomparire in quella bocca umida mentre la sega continuava lenta.
“Puoi rifarlo? Ma stavolta guardandomi”.
Sembró pensarci poi si rialzó carponi guardandomi, sempre tenendolo in mano e muovendolo piano.
“Così?” chiese mentre sorridente abbassava la testa fissandomi negli occhi.
Osservai la sua bocca aprirsi, mi fissava, si avvicinava all’erezione e la mancó, la cappella le prese il naso, subito corresse la traiettoria e la mise in bocca, stavolta sentivo la lingua.
Inizió a muovere più velocemente la mano, ancora andava troppo in basso seppur controllandosi e a volte dava fastidio, ma era una sensazione divina e umida.
Tossì, un suono strano dato che aveva la bocca piena, ritiró la testa e dando un colpetto di tosse improvviso bagnó l’erezione “Scusami” disse cercando di ripulir subito la saliva.
“No, sei pazza? Lascia lì, continua pure” lei non capiva, riprese con la mano e io adagiai all’indietro la testa dando un respiro di piacere, sentivo le sue dita bagnate “più bagnato è più mi piace”.
“C’è altro che posso fare perchè ti piaccia di più?” mi chiese; sollevai la testa e guardai la sua mano muoversi per un po’ e le risposi “sì ma ora fermati” le tolsi via la mano “stenditi un po’ qui di fianco” la invitai e lei venne a sdraiarsi attaccata a me.
“Lasciami riprendere un po’, più aspettiamo” esitai non sapevo come dirlo senza volgaritá “più sarà abbondante”.
Potevo veder i suoi pensieri, immaginare la mia venuta, si mise a sorridermi quando realizzó “sei sicura di non voler nulla tu?”.
“Oggi preferirei di no, magari mi tocco un po’ ma prima voglio che vieni”
“Sei perversa” ridemmo entrambi e poi le chiesi “perchè vuoi toccarti con le dita sporche?”, lei arrossì pesantemente e non negó, “guarda che non c’è nulla di male è solo che mi sembrava l’avessi fatto entrambe le volte scorse”.
“Mi incuriosisce e mi piace perchè è viscoso” in quel momento sentii un forte desiderio di vederla riempita di sperma, sporca in ogni dove, sentivo una forte eccitazione, la mia erezione pulsava alta e lei la guardava “Spogliati” le dissi.
Si alzò in piedi, dal letto la osservavo levarsi il baby doll “No aspetta” la bloccai quando tentó di risalire “toccati”
“Ma qui in piedi?”
“Sì, se vuoi”.
Sì portó le mani sulle cosce, per quanto il suo corpo fosse magrolino, mi eccitava, fatta eccezione per le gambe troppo dritte, non si notavano certo le ossa ma mi davano l’idea di qualcosa di non naturale, ma quelle dita fini vicinissime alla fica, quelle dita che la aprivano poco, quelle dita che la mettevano in mostra prima d’accarezzarla: mi mozzavano il fiato.
Con il suo indice inizió un dentro e fuori, era evidente che il suo orgasmo era penetrativo e non clitorideo.
“È un po’ scomodo in piedi” mi disse, e senza tirar fuori il dito, montó sul letto sdraiandosi e accoccolandosi a me, infilava il dito fino in fondo, estremamente oscena quando mise la sua gamba sulla mia ansimando lentamente “Guardami tu adesso” mi disse con voce spezzata, mi fissava e dopo poco quasi tremava iniziando quei suoi gridolini di piacere, il suo dito non le dava pausa.
“Non capisco se ho più voglia di venire io o di guardar venire te” le dissi.
Sfiló la mano dalle sue cosce e mi afferró l’erezione, la voce le tremava ancora “Prima tu oggi” si caló a baciarlo mentre tornava a segarlo.
“Vorrei sentire un po’ di lingua” subito inizió a leccarlo come fosse un cono gelato “Oddio!” Esclamai ed entrambi ridemmo.
Misi una mano sulla sua nuca e la indussi piano a guardarmi negli occhi mentre leccava, con l’altra mano presi l’erezione e la appoggiai al suo viso, la sua lingua continuava ad uscire ora sulle palle, mentre il suo viso inizió a sfregarmi.
Deglutii un paio di volte, l’eccitazione era troppa, si risollevò a leccare la cappella per poi prenderla in bocca, aveva ripreso a masturbarsi e a gemere soffocando i suoi mugolii contro la mia asta.
“Lisa…Lisa è il momento di scegliere, vuoi ancora riempirti la mano?” ci limitammo a sorridere eccitati non in grado di ridere pienamente.
“Mi piacerebbe ma stasera scegli tu quello che preferisci, voglio ringraziarti per l’altra volta” volevo chiederle di cosa mi doveva ringraziare ma non era il momento di discutere, cercavo di rimanere più calmo potessi per ritardare l’esplosione.
“Perchè ti piace… mmmm oddio” una fitta di piacere che superai a fatica mentre continuava quella leggera e decisa masturbazione con leccate interrotte solo quando parlava “perchè ti piace così tanto farti venire sulla mano?”.
Sussultó e gemette, lecco una volta la cappella poi mi disse: “mi piace toccarmi sapendo che il tuo piacere si unisce al mio”
“Intendi la mia sborra con i tuoi umori?”.
Lei bloccó la mano per un istante e mi guardó stupita per l’improvvisa volgaritá, ma vedevo la sua mano fra le cosce ancora viva a far guizzare dentro il suo corpicino quel dito, fece un segno di assenso incapace di ripeter quello che le avevo chiesto.
Le misi un braccio dietro la schiena e la sollevai verso me “Schiaccialo contro il seno”, subito porto la mano contro quel seno piccolino premendolo “La punta, contro il capezzolo” le piaceva obbedire a quelle indicazioni e prese da sola a segarlo tenendo la cappella contro il capezzolo “Ahhhmmmm!” Non riuscii a trattenere quel gemito pre orgasmo; lei aumentava il ritmo.
Sentivo il capezzolo solleticarmi il forellino, lei lo fissava e sapevo che voleva guardare lo schizzo.
Mi mossi di lato, mi misi in ginocchio fra le sue gambe aperte, lei continuava a toccarsi io presi a masturbarmi “tienila aperta con le mani” allungai la mano e le accarezzai il viso “non voglio penetrarti”.
Sfiló il dito dal suo corpo e portando anche l’altra mano tenne aperte le grandi labbra mostrandomi il rosa intenso reso lucido dagli umori.
Masturbandomi premetti il cazzo contro le dita di una mano poi dell’altra, lei fece ripentrare un dito, lo lasciai dare due affondi prima di dirle “No, tienila aperta”: ubbidì.
Presi a masturbarmi rapidamente, non c’era più nulla da fare, partì un violento schizzo abbondante sul suo ventre mentre i seguenti sulla fica aperta, il restante sperma lo feci colare sulle dita della sua mano sinistra.
Non attese, prese a fare dei movimenti circolari premendo le grandi labbra, le vedevo rese viscide dallo sperma in superficie; faceva entrare un dito e di seguito massaggiava la fica lordata, poi dento e dentro e dentro “Più veloce la incitai” ubbidì “Più veloce Lisa”, aprì la bocca urlando un lungo acuto lamento mentre faceva impazzire dentro di lei il dito; tenevo la cappella contro la sua mano mentre si masturbava, volevo venire nuovamente ma per la seconda volta così presto ci sarebbe voluto molto più impegno.
“Ahhhhh!” Un tremendo breve urlo , tolse la mano e si contorse sul letto venendo; senza aderire al suo corpo mi piegai per baciarla, sentivo il suo corpo muoversi e le nostre lingue si schiacciarono finché non la sentii fermarsi, mi stesi al suo fianco rivolto verso di lei.
“Sono sporchissima” disse guardando la piccola pozza di sperma all’ombelico, in centro ventre e fra le cosce.
Si guardó la mano sporca, gliela presi e gliela portai sul suo ventre piattissimo, le sue dita toccarono la crema biancastra; le osservó; poi toccarono ancora la crema.
Con delicatezza, tenendole il polso le portai la mano verso la bocca, lei ora mi guardava negli occhi, aveva le dita ferme a pochi centimetri dalla bocca, attese qualche secondo e la aprì.
Feci toccare le labbra a quelle sue dita.
Il suo labbro inferiore diventó lucido e appiccicoso, lei mi fissava negli occhi e io spinsi le sue prime falangi nella sua bocca, e la chiuse.
Gliele sfilai fuori piano, teneva strette le labbra, la lingua mulinó e deglutì, mi fissava negli occhi.
Mi sollevai inginocchiandomi al suo fianco, presi l’erezione in mano, non era al massimo ma era ancora vigorosa, la premetti al suo ombelico sporcandomi di più la cappella, mi spostai e gliela rivolsi verso la bocca, a pochi millimetri da essa la vidi spalancarsi.
Leccó e succhió, non era minimamente impacciata e in pochi secondi estrassi il cazzo spremuto e lindo, mi rimisi steso al suo fianco, le passai una mano sulla fica e la portai alla sua bocca, succhiava le mie dita e non distoglieva lo sguardo dai miei occhi.
Ci abbracciamo solo quando non ci fu più nulla da gustare.
“Non avevo mai fatto nulla di simile mi sento” e si mise a sussurrare velocemente “una prostituta”.
Ridemmo, poi mi alzai per andare in bagno a rinfrescarmi velocemente, ritornai e ci addormentammo, lei non si lavó fino al risveglio.

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