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Tre corpi un unico piacere - Parte 3


di Kalifly81
26.07.2025    |    2.262    |    3 9.8
"“Ma non sei gelosa? Se tu guardassi un uomo e t’eccitassi io sarei geloso, anche se so che tu ami me”..."
E’ strano vedermelo scuro e abbronzato.
Finisco la doccia, mi vesto e la raggiungo a letto, mattino presto e devo andar a lavorare.
Abbiamo passato tutte le sere della settimana assieme; sua madre è nella casa al mare e lei la raggiungerà domenica e m’ha invitato dato che inizio le ferie.
“Ci pensavo prima” le dico sedendomi sul fianco del letto, lei mugugna perchè vuol continuar a dormire e non parlare ”ma se andiamo al mare da tua madre, in spiaggia dobbiamo stare con lei? Nudi?”.
“È una spiaggia nudista” mi risponde assonnata senza aprire gli occhi.
Le bacio la guancia e mi avvio, dalla porta le chiedo “Beh ok ma in casa con lei ovviamente non stiamo nudi”.
Lei sospira “certo che si”.
Vado a lavoro ma in macchina mi viene il dubbio su cosa intenda con quel -certo che si-.
A cena viene lei da me, mentre cucino lei è in salotto al telefono con sua madre, si sentono una o due volte al giorno minimo, principalmente chiacchierano del più e del meno o dei loro discorsi che definisco energetici.
Luce mi fa spesso lezioni su energia, filosofia e quello che chiama universo, a volte peró l’ho sentita raccontare a sua madre dell’intensitá del suo godimento, o di quanto felice sia nel far l’amore con me; per me è molto imbarazzante ma non ho il coraggio di dirglielo e cerco di non pensare a quando vedró di persona Luana.
Sabato arriva troppo in fretta ed ora che ho parcheggiato di fronte alla casetta al mare ho il cuore in gola; con non poco coraggio prima che smonti le dico prendendole la mano “Luce ho paura di eccitarmi vedendo tua madre nuda”.
“E’ una bella donna” dice lei tranquillamente.
“Se dovesse succedere mi basta che mi confermi che sai sarà solo una reazione istintiva che non si puó controllare e niente più”.

“Non posso pretendere che ti ecciti solo col mio corpo; so che la tua mente è con me non agitarti; ho giá detto a mamma che è da na settimana che sei preoccupato, mi ha promesso che non ti stuzzicherà o prenderá in giro; comunque ora è in spiaggia. Dai scarichiamo i bagagli”.
Praticamente scarica tutto lui, bagagli, spesa, portiamo tutto dentro e decidiamo che sistemeremo dopo, ce ne andiamo subito in spiaggia data la meravigliosa giornata.
Lo vedo più tranquillo ora che ci siamo stesi sulla sabbia con i nostri asciugamani, credo avesse paura ci sarebbe stata anche mia mamma, mi fa ridere.
Mi parla della sua famiglia e dei suoi amici, passiamo una mattinata tranquilla fra parole crociate, chiacchiere e bagni, mi sento proprio bene quando stiamo assieme.
Per pranzo decidiamo di tornare a casa, oggi fa veramente troppo caldo, a dir il vero lui voleva mangiar fuori ma ho capito che è per non veder mia madre nuda, ma prima o poi la dovrá affrontare.
Appena entriamo in casa lui spoglia: ha imparato la regola.

Viene a baciarmi, siamo nudi, le do solo un piccolo bacetto ma poi la respingo con la scusa di dover sistemar la roba, in verità non voglio mi mandi su di giri prima che arrivi sua madre; sistemiamo la nostra roba nella cameretta, poi scendiamo e prepariamo tre insalatone, Luce e Luana non sono proprio vegetariane ma quasi, sostengono che l’uomo di per sé sia anche carnivoro e ne va rispettata la natura, ma per rispetto della vita mangiano poca carne, soprattutto Luana.
Sto sistemando la tavola quando Luana entra, ci saluta con un allegro “Ciao ragazzi” e sulla soglia inizia a spogliarsi.
Ha un vestito che la copre dal seno fino alle caviglie, non ha né maniche nè spalline, retto da un sottile filo legato dietro il collo, le sta largo ed è semi trasparente, in contro luce alla porta si nota la sua nudità sotto.
Vedo la stoffa tirata su scoprire i polpacci, le ginocchia, la fica rasata, il ventre piatto, il piccolo seno dai capezzoli scuri proprio come quelli di Luce, ripiega il vestito e lo lascia sulla sedia, ammiro lo spettacolo estasiato, Luce mi viene vicino e mi prende per mano “Ciao mamma”.

Quanto son belli assieme e giovani, si tengono per mano; è un bel ragazzo.
Mi avvicino e do loro un paio di bacetti per salutarli.
“Non eri così bello al festival del bosco” lo squadro dalla testa ai piedi, se vuole superare il suo evidente imbarazzo la terapia d’urto è la migliore.
“Mamma!” mi sgrida lei.
“Oddio” sospira lui mettendosi la testa fra le mani.
“Avete giá preparato il pranzo” con Luce prendiamo le ciotole e d’insalatona e ci sediamo a tavola.
C’è un silenzio strano, non avrei dovuto far quella battuta forse “Non mi dite nulla della novità?”.
“Che novità?” chiede mia figlia.
“Ho fatto mettere l’aria condizionata di sopra, non hai visto?”
“Dopo tutti questi anni ti sei convinta?” Esce e guarda in alto nella tromba delle scale, ritorna a sedersi e le dico: “Così stasera potrete dormire al fresco nel lettone”.
“No mamma, stiamo in cameretta”.
“In camera mia starete più larghi, nell’altro letto attaccati avrete caldo”.
“Preferiamo così ci piace star vicini”.
Guardo Lorenzo “E’ un’idea sua o siete d’accordo?”.
“Entrambe” mi risponde “beh è caldo in quel letto è un po’ di spazio in più farebbe comodo, peró ammetto che sentirla attaccata di notte o quando mi sveglio è una bella sensazione”.
“È veramente dolce come m’hai detto”.
“Grazie” mi dice “con il fresco sarà molto meglio, ma un po’ la comoditá dell’aria condizionata toglie poesia”.
Luce si stringe al suo braccio e gli dice “Non farla ripensare, è da anni che le chiedo d’installarla”.
Mi alzo e raccolgo le ciotole vuote portandole nel lavandino, preparo i caffè e li porto in tavola e mi siedo vicino a Lorenzo, do una lunga carezza al suo petto e a quello di mia figlia “L’unica poesia siete voi, te l’avevo detto che siete fatti l’uno per l’altra”.
Lì abbracciò assieme e stringo forte, son ancor più belli assieme di quel che credevo.
“Luana, per favore” dice timidamente lui.

Ci sta abbracciato tutti e due e siamo nudi, oddio lo sento agitarsi ed entrambe me lo stanno guardando.
Luana ci lascia, lo sento grosso e non si ferma, non riesco a non guardarle, a non immaginarmi con una o con l’altra. Luana si alza e raccoglie le tazzine, si gira per andar al lavandino e praticamente ho il suo sedere a un centimetro dal viso per un istante.
“Mi trovi attraente?” mi chiede Luana sciacquando le tazzine, guardo Luce e sembra indifferente alla domanda, io mi sento tremar dentro.
“Sei una bella donna Luana, non quanto Luce ma una bella donna” Luce mi dà un veloce bacio alle labbra sorridente.
Luana torna a sedersi, ha lo stesso sorriso di sua figlia in volto “Non mi interessa… non ci interessa se mi trovi attraente, se il tuo corpo desidera il mio, mi lusinga certo, ma quel che veramente conta è che tu dia la risposta che hai dato, che Luce sia sempre la prima per la tua anima”.
Lo sento leggermente alzarsi, immagino si sia stabilizzato ma l’erezione è evidente, e sono l’unico che sembra preoccuparsene.
Luce mi tiene per mano e si stringe a me “Stai tranquillo, te l’ho giá detto che non devi farti problemi, so che la desideri fisicamente tanto quanto lei desideri te, ma so che di me vuoi la mia anima”.
Mi fissano come se si aspettassero che mi tranquillizzassi dopo aver sentito quelle parole, dopo un po’ che nessuno parla “Veramente vi aspettate che mi rilassi dopo che m’hai detto che mi desiderate entrambe?” Si mettono a ridere e poco dopo pure io mi do alla risata.
“Si” mi dice Luce.
“Si” dice anche Luana “Ci aspettiamo che come noi tu capisca e senta l’energia del tuo corpo e della mente. Vedrai che capirai prima che tu te ne renda conto. Ora perchè non ve ne andate a riposare un po’ di sopra? Finisco io qui”

Lì guardo sparire sulle scale, stanno proprio bene assieme.
Finalmente mia figlia è tornata serena e contenta com’è la sua natura, dopo quasi due anni, che gran sollievo.
Finisco di asciugare i piatti, sistemo la cucina, sorrido contenta a sentir un lungo gemito femminile.
Passo per le scale cercando di non far troppo rumore, passo davanti alla loro porta, il suo bel fisico è steso sopra a quello di luce stesa a letto supina, che bella la sua espressione con occhi chiusi e sensi in un’altra dimensione, peccato non aver visto quella di Lorenzo.
Torno sui miei passi voglio rivederli.
Ora mia figlia è prona, le cosce spalancate pronte ad accogliere lo yang nel suo yin.
Così eccitante veder il suo pene al massimo vigore e lucido, non è bello pensare che avrei potuto esserci io in quel letto e che Luce non l’avrebbe sentito quest’amore.

Mi bloccò, Luana è alla porta e ci guarda, me lo sta fissando, ora mi guarda negli occhi.
“Dovresti sempre esser così Luce” dice a sua figlia passando le dita sotto il suo occhio come a raccogliere una lacrima.
“Mamma” dice lei con voce spezzata dal piacere accorgendosi della presenza di Luana “Ma che hai? Non stai bene?” le chiede.
Luana entra, s’inginocchia a terra e abbraccia forte sua figlia che ricambia l’abbraccio.
Io sono inginocchiato fra le cosce aperte di Luce, tengo l’erezione alla base, ero pronto a puntarla alla sua fica e penetrarla, sento ogni muscolo bloccato.
“Mi sei mancata” dice Luana affondando il viso fra il collo e spalla della figlia.
“Mamma basta ti prego” la sua voce tenta di tornar normale “non far piangere anche me” le dice.
Vedo Luana sollevarsi, si asciuga le lacrime di un occhio, dà una risatina imbarazzata e poi abbraccia anche me salendo inginocchiata sul materasso. La mia erezione sfrega d’improvviso sulla sua coscia, non vengo solo perché tutto il mio essere è bloccato.
“Non badare a me” mi dice sottovoce ma in modo palese sente anche Luce “dalle tutto il piacere che merita” mi dice; si alza, la vedo uscire, le vedo i piedi è appoggiata al muro fuori la porta, sembra che si stia ancora asciugando gli occhi da come vedo muoversi quella piccola porzione di braccio.
“Ma è rimasta qui fuori” sussurro a Luce poi voltò la testa e la vedo stesa a gambe aperte con gli occhi rossi di lacrime, mi stendo su lei d’istinto, la mia erezione contro le sue grandi labbra si appoggia.
“Tutto bene piccola?”.
Mi fa sì con la testa.
“Che c’è? Parlamil” le raccolgo una lacrima; lei tira su col naso e mi dice “Ora va meglio adesso mi calmo. Sono stata tanto male, il mio essere è stato tanto male ma con te” non finisce la frase e mi abbraccia.
Ci teniamo stretti un paio di minuti in silenzio poi torno a guardarla negli occhi “Non so come ho fatto a non morire d’infarto quando l’ho vista alla porta, non so come ho fatto a non venire quando t’ha abbracciata e poi ha abbracciato me, e non so minimamente come sia sparito questo immenso imbarazzo quando t’ho visto piangere”
“Grazie” mi dice prima di baciarmi con passione, lingue e labbra sono un’unica cosa, cerco e riesco a penetrarla, muovo il bacino dentro di lei.
“È qui fuori dalla porta” le sussurro all’orecchio.
“Non ti preoccupare se ci sente” mi dice piano mugolando di piacere “vorrei ci sentisse e ci sentissero tutti”.
Aumento la fermezza dei miei colpi, sento le sue labbra bagnate aprirsi ad ogni infilata, sento il piacere della sensibilità della cappella dentro di lei, sento che inizia a gemere.
“Veniamo assieme” le dico eccitato lei ansima e non risponde “Veniamo assieme” le ripeto sentendo l’orgasmo venire.
“Si, quasi” riesce a malapena a dire.
La bacio e appena stacco le miie labbra dalle sue vedo Luana alla porta, appoggiata allo stipite mostra metà del suo corpo e commossa ci guarda.
Rallento le penetrate guardandola, anche Luce la guarda, mi abbraccia e mi dice “no, non fermarti”.
Esito un attimo ma riprendo con lo stesso vigore, sento le labbra aprirsi, i suoi umori ed è troppo, chiudo gli occhi e la sento dare un gemito lungo che si unisce al mio “Ahhhhhhmmmmm!!!”.
Ci muoviamo l’uno contro l’altra mentre il mio sperma la riempie, per un attimo dimentico Luana, ansimiamo assieme per qualche secondo poi torno a fissare allibito Luana.
Piano mi levo da dentro Luce e vedo Luana guardarmi l’erezione uscire, ci sorride e se ne va di sopra.

Il mio essere è scosso, ogni pensiero mi riempie di vita, entro in camera, mi distendo sul letto, apro le cosce, il medio destro concquista il clitoride, l’indice sinistro mi penetra.
Devo venire anch’io, devo anch’io dare a questa casa l’energia del piacere.
La felicità di mia figlia vale mille volte la mia, mi spiace non aver ora il pene di Lorenzo che mi porti via, ma sono molto più contenta per come ho visto Luce gioire.
Ma posso immaginarlo, lucido come prima, a divaricare queste labbra al posto del mio dito, a farmi risentire l’amore mescolato al sesso e non solo piacere fisico come nelle mie ultime conoscenze.
Vorrei afferrargli il sedere, incitarlo a colpirmi dentro con forza, mi lascio andare a questo immensamente piacevole orgasmo.

Sentiamo dei gemiti e ora un lungo forte gemito, poi silenzio; Lorenzo è steso con me qui a fianco con gli occhi al soffitto.
“Ha pensato a noi ora” gli dico.
“Come puoi dire così? È… tua madre”.
“Non sei contento anche lei si senta bene e stia godendo come abbiamo fatto noi?”.
“Beh certo” le dico “se la metti così sono d’accordo con te, ma non è una sorta d’incesto?”.
“Certo che no, non faccio sesso con mia madre, sei matto? Ma sono contenta delle sensazioni che prova, sono contenta che sia attenta a me, sono contenta che vi piacciate perchè siete parte della mia vita” gli spiego.
“Ma non sei gelosa? Se tu guardassi un uomo e t’eccitassi io sarei geloso, anche se so che tu ami me”.
“Beh sei ingenuo se credi io trovi attraente solo il tuo corpo. Siamo anche energia istintiva. L’istinto riproduttivo è una forza potente che nè tu nè io possiamo fermare. Io non ti tradiró mai ma guarderó e desidereró anche altri uomini, e tu farai lo stesso, e finchè si tratta d’istinto lo accetto. Se peró mi tradisci col cuore beh ti uccido” sdrammatizzo e ridiamo assieme.
“E’strano” mi dice “che guardare e farmi guardar nudo da tua madre ora non mi sembra minimamente imbarazzante. Dopo che mi ha visto godere in te, è come se nella mia testa tutto sia mischiato in una confusione”.
“Hai paura a rispondermi se ti chiedessi se vuoi andar a vederla ora mentre si tocca?”. Lorenzo rimane zitto “Hai paura di rispondere ma so benissimo che la risposta è sì, hai paura di rispondere per te e non per me dunque”.
Mi dice dopo un po’ di riflessione: “Smettila di aver ragione” e ridiamo.

Mi addormento pesantemente, stanco di pensieri più che fisicamente; mi sveglia Luce dicendomi di raggiungerle in spiaggia quando voglio, rimango ancora a letto per un po’; in spiaggia stiamo stesi vicini con gli asciugamani, Luce nel mezzo, lei e sua madre chiacchierano tutto il pomeriggio, di tanto in tanto sua madre la abbraccia.
La mia eccitazione si mantiene calma, solo un paio di volte ho dovuto stendermi a testa in giù.
Tornando a casa passeggiamo mentre tengo la mano di Luce, dopo un po’ mi raggiunge al fianco Luana e mi prende la mano libera e mi dice “Quella sera sotto le stelle che t’avevo promesso, potremmo metterci in giardino stasera che ne dici?”.
“Noi tre? Volentieri, sarà bello”.
“Pensavo fosse una serata mia e tua, mia figlia non è sagittario” mi sorride “ne abbiamo giá parlato tranquillo ma se vuoi possiamo stare in tre”.
Guardo Luce che rifiuta “No, è la vostra serata, ti distrarrei. Mi piace che stiate vicini. Magari domani le guardiamo tutti e tre assieme”.
Le chiedo se ne è sicura e mi fa di sì con la testa e aggiunge “Peró tu mi lasci dormire con mamma stasera. Fin da piccola ogni tanto dormo con lei nel lettone”.
“Soprattutto se ci son tuoni o rumori fuori, non li sopporta” specifica Luana.
“È solo che oggi mi sento molto vicina a lei” dicendolo mi prende a braccetto.

Ceniamo e prendiamo caffè e dolce senza imbarazzo, anche se Lorenzo è un po’ più taciturno, credo ancora debba concentrarsi a volte per non mostrarsi eccitato; mamma sta lavando i piatti e io vado a sedermi sulle sue ginocchia e lo bacio; mi piace come mi massaggia il labbro inferiore con le sue, appena provo a toccarlo con la lingua si ritrae e mi dice piano “non vuoi venire in giardino con noi due?”, gli faccio no con la testa, guardo la sua preoccupazione negli occhi “mi basta che vieni da me a darmi la buonanotte e mi svegli se sto dormendo”.
Poco dopo li vedo uscire, spengo le luci interne, li vedo seduti sull’asciugamano in giardino, un po’ gelosa mi sento perchè sono visibilmente attratti l’uno dall’altra, ma non sono arrabbiata anzi: so quanto siamo fortemente connessi io e lui e so quanto bisogno abbia mamma di queste belle emozioni.

Lo ascolto raccontarmi qualche storia mitologia sulle costellazioni, smette solo quando si rende conto d’essere eccitato, io l’avevo giá notato appena siamo usciti, mi guarda in imbarazzo pieno.
Mi alzo in piedi e mi siedo davanti a lui fra le sue ginocchia alzate dandogli le spalle, mi cingo con le sue braccia, sento la semi erezione toccarmi la schiena “Così non ti vedo in viso e sei libero di sentirti in imbarazzo continuando a parlare” gli dico.
Lo sento trarre un respiro e poi mi dice “Mi piaci proprio come quando siamo usciti quella sera. Mi piace molto di più Luce. Devo dirlo anche a lei perchè mi par come di tradirla”.
“Lo sa già, ne abbiamo già parlato. Sa che sono qui con te anche perché ogni tanto ad una donna fa bene sentirsi desiderata, soprattutto ad una certa età, soprattutto se le ultime poche relazioni avute non erano un granché e soprattutto se invidia la vostra meravigliosa intesa” mi strofinò un po’ voglio sentire la sua voglia maschia contro di me, alla mia etá faccio ancora colpo.
Passiamo lì ancora un po’ di tempo ma senza parlare e abbracciati in quella maniera, quando ci alziamo la sua erezione balla mentre cammina.
Entriamo in casa, Luce dorme rannicchiata sul divano, io salgo a buttarmi nel mio letto e li lascio parlare.

Che belli questi baci lunghi ad occhi chiusi, le sue dita mi penetrano, mi eccitano e mi lasciano senza forze ai muscoli, non capisco come riesco a respirare perchè non stacchiamo le nostre bocche.
Riapro gli occhi quando sento le sue dita uscire, non so quanti minuti siano passati, 5 10 o forse 15, le sue due dita quasi brillano al buio con i riflessi dei miei umori.
Mi adagio meglio e apro le cosce “Vieni Lorenzo”.
Lui mi sorride e mi fa no con la testa, mi bacia in fronte “Non dovevi dormire con tua madre?”.
“Sì ma”.
“Sono in tensione da ore ormai e mi sento l’unico scemo qui” mi sorride dicendolo “almeno così anche tu dormi con la testa da altra parte” ridiamo piano assieme e lo ribacio dandogli la buonanotte.
Salgo, mia madre legge a letto, non sono abituata a questo fresco e me ne entro sotto il lenzuolo “Mi ha raccontato della vostra sexy gita all’osservatorio” mia madre mi colpisce in testa piano col libro e mi apostrofa “scema”.
Mi metto sul lato per dormire mentre lei legge e mi carezza i capelli, dopo un po’ mi rigiro sull’altro fianco, mia mamma spegne la luce, non riesco ad addormentarmi, sento il pizzicore del piacere incompiuto, mi sento pervasa da tutto questo caos di piacere di corpo e anima che avvolge tutti.

Luce è scesa già da un po’, mi ha svegliato un paio di volte mentre si rigirava a letto, e ora capisco il motivo sentendo quelli che sembrano dei piccoli gemiti ritmici.
La mia mano mi carezza giá fra le cosce ripensando a quella verga nuovamente eccitata, a quel corpo maschile che si piega nei movimenti di letto; a quel ventre che si riempie di seme mentre steso mia figlia dá il colpo di grazia con la mano, ma allora perchè se tengo gli occhi chiusi la mano che vedo è la mia? Ho bisogno di venire o continueró a sognare, gemiti continui, quanto durerà ancora il loro piacere? Tiro fuori le dita e le asciugo sul lenzuolo, mi metto in piedi e scendo le scale lentamente, non voglio far rumore.
È buio, hanno la finestra spalancata per l’aria, Luce è contro il muro, vedo la schiena di Lorenzo, il suo sedere che contrae le natiche ad ogni affondo, vorrei toccarlo e passo la mano sul mio stringendolo, mia figlia è appesa a lui con dita e unghie conficcate dietro le spalle maschili, è contro il muro e i suoi piedi non toccano terra.
Ad ogni contrazione delle sue natiche Luce geme di piacere nel mezzo buio.
“Mami?” la sento esclamare in un sospiro e ogni loro muscolo si ferma, quattro occhi mi guardano.
Sento forte dentro di me la mia energia sessuale e percepisco la loro intima unione e ancora la invidio e mi rallegro per loro, la mia mano lascia la presa sulla mia natica, guardo quel sedere riprendere il movimento, i quattro occhi diventano due fino a quando Luce non li chiude abbandonata al piacere.
Faccio un passo in avanti e poi un altro, ora posso appoggiare la mano su quella schiena, la accarezzo e ancora quel corpo si ferma e i quattro occhi mi guardano.
“Non badate a me” provo a dir loro, il suo movimento riprende e li vedo baciarsi in quei respiri, si sussurrano qualcosa e sento lui dire “Non posso dentro”.
Il mio momento è finito, mi allontano ed esco dalla stanza mentre vedo il corpo di mia figlia scivolare a terra e protendersi verso quella magnifica asta lucidata dalla luce serale.
Nel mio letto il mio orgasmo è profondo tanto quanto si sono spinte le mie dira, mordo il cuscino per non urlare stando a pancia in giù e desiderando quell’uomo sopra la mia schiena a violarmi l’intimità.

Luce è in ginocchio davanti a me e sento la sua mano e la sua bocca catturarmi l’erezione, gemo di piacere quando entrambe iniziano a muoversi.
Luana è risalita in camera, non so ancora cosa pensare di quel che è appena successo, ci penseró dopo ora sento che l’orgasmo che sto controllando è imminente.
Le accarezzo la testa e lo sfilo, mi siedo a bordo letto e la induco a venire verso di me, la faccio alzare leggermente e schiaccio l’erezione fra i suoi seni e che tengo ai lati, muovo il bacino ma presto lei mi blocca, prende lei il seno nelle mani ed inizia a muoversi su e giù, inspiro e riempio i polmoni mentre inizio a schizzarle sul collo e sul petto, lei rallenta appena e preme di più, ogni volta dopo che sono venuto tende a strizzarmelo; dopo poco sento la presa rilassarsi, si sta per alzare e con una mano sulla sua spalla la faccio abbassare quel tanto che basta, sento la sua lingua avvolgere la cappella sensibile e poi la bocca riscaldarlo.

“Sei sveglia?” Le chiedo piano entrando sotto il lenzuolo.
“Mi abbracci per un po’?” mi chiede mamma; prendo sonno con il viso sulla sua schiena.
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