incesto
Tre corpi un unico piacere - Parte 17
27.04.2026 |
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"Vorrei stimolargli la sacca ma mi scopro di non aver forza, sento bagnate le mie guance dalla mia saliva, l’orgasmo esplode dalla mia intimità e pervade le cosce, i loro corpi mi penetrano e io..."
Luce è impegnata alla bancarella come ogni estate al festival del bosco; Luana ed io abbiamo ascoltato un gruppetto scarso e cenato, ci siamo messi poi nel prato sulla coperta ad aspettare che Luce finisca.C’è buio e ci si vede solo per la presenza della luna.
Luana s’è fatta seria, ha una t-shirt e una gonna larga alle ginocchia, son seduto di fronte a lei e noto ora mentre chiacchiero con lei che la sua gonna è alzata alla vita, dato che rimane seduta con ginocchia sollevate.
Il suo sguardo è fisso alle mie spalle mentre le parlo, mi volto un attimo e, ad una quindicina di metri da noi, due giovani ragazze e due ragazzi stanno seduti nell’erba, uno dei ragazzi guarda verso di noi e capisco.
“Gli stai mostrando le mutande?” chiedo piano e stupito.
“È da un pezzo che lancia degli sguardi; è un ragazzino lasciamo che si diverta” mi dice Luana senza distogliere lo sguardo nel buio.
Quel ragazzo mi fissa, c’è buio e la luce è poca ma credo che da lì riesca ad intravedere qualcosa; mi piace sentirmi gli occhi addosso di uno sconosciuto.
Appoggio il mento alla spalla di Lorenzo, tengo le cosce aperte e le muovo un po’, quel ragazzino continua a fissarmi, avrà 16 o 18 anni non di più.
Sento la mano di Lorenzo sul ventre intrufolarsi sotto la maglia, mi massaggia piano una mammella “Ehi” sussurro ma non trattengo un sorriso di piacere mentre gioca col capezzolo.
Sarà una mia impressione, ma nel buio il ragazzino sembra aver strabuzzato gli occhi; i suoi amici si alzano ed è costretto a farlo pure lui, mentre se ne va continua a fissarmi, levo via la mano di Lorenzo “Qui no, se ci fosse qualcuno che mi conosce?”.
“Stuzzicare i ragazzini mostrando l’intimo si puó fare, se qualcuno che ti conosce ti vede va tutto bene” ridiamo assieme.
“Sei stanca?” mi chiede Lorenzo; è quasi l’una e mezza e siamo al buio nel nostro letto.
“Non sono stanca, sono solo un po’ giù di morale”.
“Che succede?” mi chiede.
“Con mamma giochi sempre, con me non lo fai mai” gli dico con un tono più stizzito di quello che vorrei.
“Ti riferisci a quello che t’ha raccontato Luana di stasera? Ha fatto tutto lei. E non è vero che certi giochi li faccio sono con lei”.
“È stata stravolta per un paio di giorni per quel che avete fatto al mare da soli e nemmeno me ne ha parlato del tutto; al sexy shop eri andato con lei e non con me; siete anche andati alla spiaggia scambisti”.
“Mi c’ha portato lei e abbiamo solo passeggiato velocemente” protesta Lorenzo.
“Ma sempre con lei; e quella storia di camminare fra la gente con il tuo… segnata da te? Io volevo far il video e te lo sarai pure dimenticato. Perchè con mamma giochi e con me no? Non è giusto”.
Mi accarezza il viso e mi abbraccia al buio, lo abbraccio pure io “Son cose capitate, non so dirti bene, con te c’è più amore per così dire e meno gioco, con Luana il contrario; ma non vuol dire che ti trascuro” mi dice per rincuorarmi.
“Perchè non tratti male pure me a letto? Se vi è piaciuto così tanto” gli chiedo e inizio a sentirmi gelosa in una maniera che non vorrei.
“Perchè non è una cosa che ti piacerebbe no? E a me non è che piace diciamo trattarla male, è godurioso vedere quanto piace a lei”.
“Che ne sai che non mi piace se non provi” gli dico anche se non è qualcosa che mi attira, lui lo capisce perchè guardandoci nella penombra scoppiamo in una risatina entrambi.
“Che gioco hai in mente?” mi chiede, mi sento stupida a lamentarmi quando in mente non ho nulla.
“Ci penso in questi giorni” ridiamo ancora e ci baciamo.
E’ la prima volta che Luce entra in un sexy shop, è seria e curiosa e passa in rassegna ogni scaffale.
La guardo tener in mano un dildo enorme, in lattice molle, ha delle escrescenze di gomma e ricorda un’arma medievale, ridiamo assieme cercando di non farci sentire dai pochi clienti che ci sono.
La prendo per il polso e la porto ad uno scaffale “Questa intendo”.
Luce fissa curiosa dei plug che hanno delle code di vario tipo, ne prende uno in mano “E più pesante di quel che sembra, è corto per fortuna; ma non è troppo largo? Hanno un pelo morbidissimo sembrano pellicce vere”.
“Prendi quello a ciuffo bianco da coniglietta” le dico ma lei si limita a guardarlo, continua ad accarezzare la lunga coda pelosa che tiene in mano “preferisco questa; quella a coniglio la prendiamo a mamma?”.
Passa in rassegna tutti i tipi di coda poi mi guarda e sembra avere un’aria dolce mentre mi chiede “Possiamo prendere queste?”.
Ricordo che me ne aveva parlato Veronica, lei le usava, una mia amica e mi intristisce ricordare che non ci sentiamo più da quando ho mollato il mio ex; una serie di palline di metallo legate fra loro, so che se devono infilare e poi estrarre lentamente.
Lorenzo è molto sorridente alla mia proposta e il mio morale si risolleva.
Il giorno dopo sono in macchina con Lorenzo, lui guida, fa molto caldo stiamo raggiungendo mamma al mare.
Ho indossato apposta un vestitino, mi levo le infradito e appoggio i piedi al seggiolino in modo che si veda spuntare da sotto il vestitino la coda.
Prendo la mano di Lorenzo mentre guida e la appoggio alla coda, lui volta il viso un istante e ha un’espressione contentissima, mi lascia la mano sulla coscia mentre guida.
Avere il plug infilato dietro è piacevole e strano: all’inizio lo sentivo come se mi dilatasse, ma poco dopo la sensazione è scomparsa, sento solo qualcosa che mi tocca appena dentro, come fosse un dito che cerca di stimolarmi, mi mantiene in attesa del piacere costantemente; devo peró star seduta col bacino in avanti, se rimango seduta normalmente il plug mi punta e allarga troppo.
Nella carezza le mie dita sentono le sue labbra “Non hai le mutandine!”.
“Certo che no, altrimenti come tenevo la coda?” mi dice lei mentre prende la mia mano e sfrega piano fra le labbra, la sento inumidirsi, diventa bagnata, cerco di far penetrare un dito ma lei mi allontana la mano e si risistema.
“Finalmente siete arrivati, è pronto muovetevi” servo in tavola mentre Luce e Lorenzo si spogliano entrando in casa.
“Ho fatto humus e…” la frase mi muore in bocca quando vedo Luce con quella sua risatina furba, dietro le cosce le pende qualcosa “Cos’è sta cosa? Una coda?”.
Luce mi fa un gran sorriso e mi dà un bacio alla guancia “Ci laviamo le mani e arriviamo”.
I due spariscono su per le scale verso il bagno, e noto che Luce ha lasciato una piccola scatola sul tavolo, con un pennarello sul coperchio ha scritto -Per mamma-.
Prendo la scatola e la apro “Cosa sarebbe?” Prendo in mano la palla di pelo bianco, noto che è pesante, quando la alzo vedo il plug anale attaccato penzolare “Un pom pom? E dovrei inserirlo?” mi vien da sorridere e lo ripongo nella scatola, ancora non scendo e decido d’andare io a chiamarli.
La porta del bagno aperta e lo spettacolo che vedo mi lascia incantata.
Luce è in punta di piedi, la schiena leggermente protesa in avanti, le braccia tese ai lati sono tenute saldamente dalle mani di Lorenzo che sta dietro di lei ben dritto, il suo bacino dà spinte decise, costanti e veloci e batte ripetutamente contro il sedere femminile, batte verso l’alto; Lorenzo sembra avere ogni muscolo teso, la sua espressione è molto seria ed eccitata, sguardo rivolto alla bassa schiena di Luce.
Luce mi guarda, ha uno sguardo che sembra assente, la bocca semi aperta che mostra un po’ la lingua, un ansimare basso e continuo, il seno sobbalza in alto e basso e il movimento lo fa sembrare gigante.
Fra i loro corpi quella che sembra la coda di un animale da pelliccia.
Lo spettacolo è selvaggio, una forte energia fisica li pervade, i colpi sono continui e duri.
Vedendo mamma che ci guarda dalle scale mi par di svegliarmi dal torpore che provo, mi sento in preda ad uno strano piacere: il pene di Lorenzo mi penetra incessantemente e sento i colpi di piacere partire dal centro del mio ventre; ad ogni colpo il suo corpo batte contro la coda, mi dà la continua sensazione di una penetrata nel mio sedere che non arriva mai, come se mi toccasse in fondo ma senza aprirmi, è come se il mio corpo non sapesse come venire e continuasse a rimanere sempre contro l’orlo del piacere.
Divincolo una mano e prendo la coda, tiro e libero il mio sedere; Lorenzo capisce immediatamente cosa desidero e lo sento sfilarsi; il suo pene mi preme contro e lo sento entrare nel mio sedere senza sforzo, nemmeno una traccia di dolore.
Gli afferrò le mani e me le porto al seno perchè mi abbracci, sento la penetrata arrivare in fondo e libera quel piacere latente che ho da quando siam partiti.
D’improvviso l’orgasmo, sento la mia vagina fremere e nel basso ventre sento l’orgasmo mentre Lorenzo riprende quelle forti penetrate nel mio retto; porto una mano fra le mie cosce, muovo in circolo le mie tre dita centrali sopra il clitoride accentuando il piacere, per un attimo mi fa strano non emettere gemiti di piacere e così dico a Lorenzo e mamma “Sto venendo”.
Schiaccio i seni fra di loro con le mie mani; sto per venire, le pareti dell’ano di Luce sono strette ma non sento resistenza e mi piace troppo l’idea di riuscire a infilarlo completamente; inizio a pensare che Luana ci sta fissando e sento montare la furia dell’orgasmo, il corpo di Luce sobbalza in su di continuo ed è troppo tardi quando cerco di trattenermi: vengo dentro il suo sedere, mi sento spremere e riverso tutto dentro le sue forme, nel profondo.
Sento uno schiaffetto al sedere “Sistematevi che giù è in tavola” Luana ci dá un bacetto a testa sulla guancia e scende; estraggo il cazzo da quel sedere e Luce subito si gira prendendolo in mano, piano lo spreme forte e una goccia di sperma cade a terra; ci baciamo con passione mentre mi masturba.
Luce ha insistito molto perchè provassi la mia coda da coniglietto bianco prima di uscire a cena; mi asciugo dando le spalle allo specchio, prendo il plug lo posiziono fra le natiche, fa un po’ fatica ma poi entra, volto la testa a veder lo specchio, la mia schiena abbronzata sembra ancor più scura a confronto del bianco della coda; sculetto un po’ osservando la coda allo specchio e mi vien da sorridere.
Contraggo le antiche, poi provo a spingerlo fuori senza le mani ma è troppo largo il plug inserito per levarsi da solo; se lo tocco mi pizzica dentro dandomi un piacevole solletico.
“Ecco la coniglietta” dico uscendo dal bagno, scendo in sala ma non c’è nessuno; salgo e nella cameretta c’è solo Lorenzo, il pene è eretto, il glande svetta lucido quasi all’insù.
“Qualcuno è felice” gli dico con una risatina, poi mi volto un attimo mostrandogli la codina e muovendo il sedere “mi dona? Dov’è Luce?”.
“È di sopra, aveva una sorpresa” mi dice lui; sento quando mi nascondono qualcosa e lo precedo di sopra.
Appena entro in camera mi blocco, Luce è nuda ed indossa lo strap on, sembra lucidato e quasi cola.
Sento le mani di Lorenzo prendermi i fianchi e stringerli, mi volta il corpo quasi di colpo per mostrare la mia coda a Luce, lo guardo seria negli occhi “Che avete in mente?” sussurro pianissimo.
“L’idea non è mia” mi sussurra lui in risposta mentre con vigore mi abbraccia baciandomi.
Mamma non è mai scesa nei particolari ma mi ha detto del loro rapporto avuto in maniera travolgente, ho spinto io Lorenzo a riproporre una cosa simile con me a sorpresa per mamma, ma ora mi sento vergognare, l’idea dello strap on è stata mia ma ora m’imbarazza.
Si stanno baciando, Lorenzo sembra irruento nel bacio; mi lancia un’occhiata, so che dovrei farmi avanti, poi lo vedo prendere la testa di mamma tenendo le mani nei suoi capelli e la abbassa al suo petto, mamma non fa una piega, gli mordicchia il petto e sembra succhiarlo anche, lui le tiene la testa al petto, forse lo fa per non farla girare a guardarmi altrimenti m’imbarazzerei ancor di più, decido di trovar coraggio.
Mi avvicino, è strano tener ferma la base del pene di gomma.
La mano di Lorenzo leva via la coda da coniglietto, avanzo col bacino, il piccolo buco si serra sulla punta del pene di lattice; spingo il bacino e vedo lo strap on sparire nel corpo di mamma, in quel momento lancia un veloce e breve lamento, sollevo lo sguardo e vedo mamma piegata sul pene di Lorenzo.
Luce si muove nel sedere di Luana, non velocissima e un po’ impacciata, ma i movimenti sono regolari e vanno fino alla base dello strap on fin da subito; il primo istinto è quello di fermarla dato che non l’ha fatta nemmeno abituare prima di cercar la profondità, ma Luana non s’è ribellata.
Luana è in piedi, la tengo per la testa e la tengo piegata in giù, ha il mio cazzo nella bocca dentro per metá ma non lo succhia, lo tiene in bocca e dà dei continui lievi lamenti; tiene gli occhi chiusi, sta sopportando le penetrate continue e profonde di Luce.
Afferrò più fermamente i capelli e le muovo la testa di poco avanti e indietro, lei capisce e cerca di succhiare ma s’interrompe di continuo con quel flebile lamento e gli occhi chiusi.
Il mio sedere sembra dividersi ad ogni affondo, non capisco se sia piacere o no, ma sapere che è Luce a farlo mi fa battere il cuore in gola; non riesco a succhiare il pene di Lorenzo con continuitá perché ogni volta che lo strap on arriva in fondo sento il principio del dolore.
I miei capelli si tirano di lato, il pene mi arriva in gola inaspettatamente, mi sento spostare e una parte di me vorrebbe urlare che smettano di penetrarmi, ma vince la parte di me che si sta eccitando da questo rapporto duro.
Mi stanno spostando, ora ho il ventre sul materasso e i piedi sul pavimento; Luce non smette, Lorenzo è inginocchiato davanti a me, mi raggruppa i capelli e mi afferra la coda ed inizia a muovere la testa, tengo spalancata la bocca in modo da respirare mentre lui usa la mia gola per darsi piacere; cerco di alzare lo sguardo ma vedo solo il suo ventre, cerco di spostare lo sguardo alla mia destra, allo specchio e ció che vedo mi annienta i pensieri: nello specchio il mio corpo è steso, Luce continua il suo andirivieni protesa in avanti, il corpo inginocchiato di Lorenzo si sollazza con la mia testa anche lui proteso in vanti, e sopra di me i due si baciano con passione mentre mi usano per il loro piacere.
Il terremoto di piacere è quasi immediato a vedermi così sottomessa per il loro piacere, allungo una mano sotto di me e aiuto la mia intimitá a farmi urlare di piacere al primo orgasmo.
Mi stacco dal bacio di Lorenzo, mi sento le guance rosse per l’imbarazzo ma è visibile quanto piace a mamma e non mi fermo; sento che trae un rumoroso respiro quando Lorenzo la libera; lui le prende le spalle e la rigira.
Mamma si sfila da me e si sdraia a pancia in su sul letto, Lorenzo le viola ancora la bocca e la gola, ha un sussulto “Attento” gli dico e sento mamma prendermi una coscia, mi graffia infilando le unghie nella mia carne “Ahi!” Cerca e riesce a prendermi anche l’altra coscia e mi tira fra le sue gambe, non capisco come riesca a respirare ma capisco bene cosa vuole; supero l’imbarazzo e mi ci vuole un po’ per riuscire a dischiudere le sue grandi labbra con lo strap on.
Luce era al limite del fastidioso nel penetrarmi da dietro, ma ora è perfetta; sento le sue penetrate nette, veloci e continue, è inevitabile il prossimo orgasmo e vorrei dirglielo ma non posso, non posso parlare, quasi non posso respirare, il corpo di maschio svetta su di me e mi schiaccia le pareti della gola con quella carne rigida.
Vorrei stimolargli la sacca ma mi scopro di non aver forza, sento bagnate le mie guance dalla mia saliva, l’orgasmo esplode dalla mia intimità e pervade le cosce, i loro corpi mi penetrano e io mi sento quasi assente, abbandonata solo al piacere, non mi spaventa il fatto che quasi non respiro, non bado al dolore del mio sedere; sopra di me ancora si baciano, poi mi guardano.
Il mio corpo sente solo piacere ma non ho più forze.
Mi sfilo dalla bocca di Luana, è eccitante vederle il mento ricoperto di saliva.
Luce si sfila e appoggia le mani sul ventre di Luana, il suo ventre si muove veloce.
Spingo Luana a mettersi di lato e io steso dietro di lei; il cazzo entra senza troppa fatica nel suo ano, Lei non stringe; le tengo una mano sulla gola senza premere e la sposto sopra di me mentre mi sdraio con la schiena sul materasso; muovo Luana a peso morto, non dice nulla e si lascia trasportare.
Luce è veloce e non attende, vedo il suo busto avanzare e sento Luana spinta in alto mentre struscia la sua schiena al mio petto. Quasi esco da lei, non riesco a muovermi e la sento gemere, sento la mia cappella spingere in alto appena dentro l’ano, sembra che ad ogni colpo ricevuto da Luana stia per uscire ma non lo fa, ad ogni colpo di Luce sento l’ano serrarsi attorno alla cappella e trattenerla.
I colpi peró sono sempre più intensi, sotto il corpo di Luana non riesco a muovermi.
Ad ogni penetrata sento stimolato anche l’ano, vorrei scendere un po’ per tenere Lorenzo più dentro me ma i colpi di Luce me lo impediscono e dopo poco Lorenzo esce dal mio corpo.
Sopra di me Luce ha un’espressione impegnata, quasi dura, non si ferma e le sue penetrate sono costantemente profonde, mi piace sentire il fremito continuo dentro di me ma ora è tutto troppo intenso ed i colpi spingono troppo, sto per dirle di fermarsi, non faccio a tempo a dischiudere le labbra che sento la bocca piena, la gola violata: Lorenzo è ancora in me.
Le mie mani cercano di prendere qualcuno ma non ce la faccio e allora afferro il lenzuolo cercando di resistere, di resistere allo stantuffo fra le mie gambe che mi annienta di piacere, di resistere allo stantuffo nella mia bocca che non mi permette di respirare e pensare.
Sto per urlare basta quando un enorme orgasmo mi scoppia d’improvviso fra le cosce e nel ventre, e l’esplosione di seme mi riempie la bocca, lo sento colare sotto la lingua ed il sapore è intensamente dolciastro.
Provo solo piacere assieme al mio uomo, siamo una sola unica energia, in quel momento sono svuotata di ogni cosa, non m’interessa respirare, muovermi, cosa accade, sento solo di essere piacere assieme a Lorenzo.
Poi d’improvviso ritorna l’ossigeno.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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