incesto
Tre corpi un unico piacere - Parte 14
29.12.2025 |
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"Giocano con la mia testa fra i loro gemiti sordi, trattano la mia bocca come un giocattolo e io sento la stoffa delle mie mutandine zuppa..."
Li raggiungo in spiaggia dopo pranzo; Lorenzo dorme sul lettino all’ombra con un libro sul petto, mi siedo sul bordo del lettino di mamma e la abbraccio, mi spalmo la crema e lei mi aiuta con la schiena, appena termina mi abbraccia da dietro molto forte, mi rivolgo verso di lei e la abbraccio nuovamente.“Tutto bene mami?”, mi fa sì con la testa, la guardo e mi sembra seria “E’ successo una cosa… qualcosa di così intenso” mi dice.
“Con Lorenzo?” mi fa ancora si con la testa e poi continua.
“L’altro giorno mi sono sentita pura energia, non ho mai provato nulla del genere”.
“Cos’é successo?” le chiedo, mi fa strano vederla seria più che entusiasta.
“Non ti voglio raccontare i particolari; ho cercato di lasciarmi andare e lui… lui mi ha colpito così forte con la sua energia, non riuscivo più a pensare a nulla, quasi non sentivo nulla, ero solo piacere e amore. A pensarci era solo un gioco di letto ma mi ha fatto sentire così bene, era una sintonia magica; ero sua, mi ha” lei si blocca, la guardo negli occhi e sembra vergognarsi “il solo pensiero mi sta eccitando” mi sussurra e la stringo a me.
“Se lo ami glielo devi dire” lei non mi risponde , mi accarezza la testa.
“È come se tutto di me fosse scossa da una forte energia fisica e al contempo ogni parte di me si sentisse amata e…” si interrompe ancora “era un rapporto molto forte, molto forte” mamma mi guarda e mi dice “mi ha fatto male e io mi sono sentita così bene ed amata”.
“T’ha fatto male?”.
“Si! Cioè male nel rapporto, gliel’ho chiesto e mi é piaciuto così profondamente”.
“Cosa avete fatto?” chiedo curiosa e finalmente le vedo un sorriso ma non mi risponde, vorrei fare una battuta ma mamma è così presa e seria, mi lascio accarezzare.
“Se gli dicessi che lo amo ti darebbe fastidio?” mi chiede.
“Ma che dici? Va a svegliarlo e diglielo subito”.
Luana mi sveglia prendendomi la mano e imprigionandomela fra le cosce, le faccio spazio mentre si sdraia al mio fianco sul lettino all’ombra; vedo che c’è Luce ma non faccio a tempo a salutarla che Luana mi prende il viso e mi bacia dicendomi “Ti amo”.
Luce ci guarda e io guardo lei, poi Luana che ancora mi tiene il viso nelle mani, non so quale sia la giusta risposta da dare; sento le sue cosce muoversi e sfregare la mia mano intrappolata “Ti amo anch’io” le dico, mi sento arrossire e inizio ad aver paura della reazione di Luce che é lì a sorridermi.
Luana mi lascia toccarla un paio di minuti: è bagnata.
Passano tutto il pomeriggio a chiacchierare, li lascio giocare in acqua, a volte ho la sensazione di aver portato in vacanza due ragazzini; durante il giorno a volte penso a cosa capiterà stanotte, ma dopo la passeggiata serale Luce crolla addormentata e se ne vanno a letto.
La mattina seguente indico loro un posto da raggiungere in auto, do le indicazioni per raggiungere la spiaggia e mi raccomando di far attenzione agli scogli; stesa sul lettino mi chiedo se stanno facendo l’amore, so che Luce vorrebbe farlo sugli scogli e per questo ho indicato quel luogo; li immagino stesi uniti, immagino Luce di spalle schiacciata allo scoglio dal suo uomo, la immagino inginocchiata ed il corpo nudo di Lorenzo svettare in piedi di fronte a lei, con quella mano che afferra la sua intimità e la conduce ad imbrattarle il collo ed il seno e la vedo camminare fra la folla con quel perverso segno d’appartenenza proprio come vorrei fare io.
Il cuore mi batte forte e mi ritrovo a sorridere da sola.
Dopo pranzo riposo un po’, mi preparo per tornar in spiaggia, mi metto di spalle allo specchio in camera e con le mani apro le natiche “E’ come sempre. Come poteva essere così grande?”.
Ancora mi trovo ad immaginare Luce camminare fra la folla col suo seno imbrattato, ripenso poi a Lorenzo e al suo pene soffocarmi e come in quel momento infilo dietro il mio indice, mi guardo allo specchio ma non sento piacere.
“C’era tanta gente, anche nel posto che c’hai indicato, lì meno ma comunque abbastanza affollato. Mami mi ascolti?” sono in camera di mamma e ci prepariamo per uscire.
“Mi dispiace, una volta quel posto non era frequentato perché ci vuole un po’ a raggiungerlo. Speravo trovassi gli scogli che desideri” mamma si gira, é raro vederla truccata in questo modo, mi avvicino a lei.
“Che bell’ombretto verde mamma; la matita l’hai messa perfetta”.
“Grazie; veloce peró mettiti il trucco anche tu che poi usciamo” mi dice.
“Mamma, ma andiamo solo in pizzeria e a far na passeggiata, non ti sembra esagerato il trucco?” le faccio notare mentre s’infila un top aderente e nero che le copre poco più del seno lasciando il ventre scoperto; lei mi guarda e sembra abbia lo sguardo di quando mi rimproverava da piccola.
“Voglio essere bellissima per Lorenzo; voglio che mi desideri e voglio che abbia piacere ad ogni sguardo che mi lancia per tutta la serata. Tu che fai? Rimani in t-shirt?”.
Sbuffo levandomi la maglia “Mi tocca rivestirmi ora” vado in camera guardo fra le mie cose ma non ho portato nulla di elegante e sexy, provo un pareo trasparente, mi guardo allo specchio ma mi si vede tutto; penso di mettermi una camicia ma poi provo il copricostume; mi riguardo allo specchio, di solito lo porto sopra il bikini per andare in spiaggia: é un’unica striscia di stoffa che mi passa dietro il collo, copre le mie due mammelle e passa dietro la schiena, ho il ventre completamente scoperto e forse è troppo così; infilo i pantaloncini in jeans, sono molto corti e un po’ larghi, non so perchè ma a Lorenzo piacciono da morire e torno da mamma in camera.
“Aggressivamente sexy” mi dice divertita.
“È esagerato?” mi guardo il petto e la stoffa mi copre appena le due mammelle.
“Si, ma questa sera esageriamo per il nostro uomo” mamma mi prende il polso e mi mette davanti allo specchio, chiudo gli occhi per farle passare il pennellino del trucco.
“Che rossetto vuoi?” mi chiede.
“Uno forte: voglio sembrare una prostituta” rido mentre mamma mi schiaffeggia il sedere ridendo.
Quando scendiamo e Lorenzo ci vede quasi resta a bocca aperta “Siete stupende” dobbiamo attenderlo perchè torna in camera a mettersi una camicia più elegante.
Siamo seduti a cenare nel patio di una pizzeria; Luana ci ha vietato di ordinare birra perché questa sera nulla deve turbare la nostra energia mentale.
“Ti guardano tutti e tu volevi uscire con una maglietta” dice Luana fintamente in tono geloso.
“Siete stupende”.
“Smettila di dircelo… lo sappiamo” dice Luce ridendo con Luana.
Luana prende la mano di sua figlia e con l’altra prende la mia “Datevi la mano” prendo quella di Luce, restiamo qualche secondo in silenzio guardando Luana poi abbandoniamo le nostre prese; sento la mano di Luana sul mio ginocchio sotto il tavolino, risale in fretta premendomi la coscia e poi me lo afferra sopra i pantaloni per qualche istante sotto gli occhi di Luce.
“Mamma!” sussurra Luce.
Io e a Luana ci fissiamo negli occhi “Ci vuole provocare” dico a Luce.
“Ma qui davanti a tutti?” continua lei sussurrando.
“Per me ci siete solo voi due e nessun altro” dice Luana “voglio che sentiate tutta la mia energia” Luana abbassa il tono di voce in modo che sentiamo solo noi “e quando la sentite poi vi do tutta me stessa”.
Resto sorpreso nel sentire Luana parlare per la prima volta di donarsi anche a Luce; Luce invece ora sembra essersi bloccata a pensare, se ne accorge anche Luana che ora si rivolge a me.
“Ti piaccio così?”.
“Mille volte si” le dico “sei così provocante e sembri aggressiva; poi mi piaci con il ventre tutto scoperto, sembri più nuda di quando sei in spiaggia”.
Luana è compiaciuta “Non ho messo profumo, so che preferisci l’odore naturale della pelle quando siamo a letto”.
“E quello dei nostri umori sulle nostre dita” aggiunge Luce; Luana alza le sopracciglia sorpresa e veniamo interrotti dalla cameriera che ci chiede se vogliamo dolce e caffè.
Lorenzo mi stringe a sé mentre camminiamo nel lungo mare, e tiene per mano Luce; chiunque incrociamo ci rivolge veloci occhiate, quelle maschili sono tutte per Luce e la sua vertiginosa scollatura, la trovo così volgare e sensuale anch’io.
“La guardano tutti. Geloso?” chiedo a Lorenzo.
“No, degli sguardi no, come si puó non guardarla? Tu gelosa?”.
Mi guarda, sto per rispondergli no ma rifletto “No. So che la desideri più di me ma so che desideri tanto anche me. Vorrei tanto avere il tuo seme addosso ora, come mi hai detto l’altra volta. Vorrei che tutti vedessero il tuo marchio, che sono tua” ci guardiamo negli occhi e stacchiamo lo sguardo solo dopo aver rischiato di sbattere contro dei passanti.
“Piacerebbe anche a me che tutti ti vedessero mia, che tu sentissi i loro sguardi addosso mentre ti senti marcata il viso”.
Quando me lo dice sento un forte pizzicore fra le cosce, sento che potrebbe farmi venire solo a parole.
Lorenzo si ferma ed io con lui, ma vedo che è Luce ad essersi bloccata, si guarda attorno poi tenendo Lorenzo per mano lo porta verso l’accesso alla spiaggia; Lorenzo mi tiene a sè, Luce ci porta lungo la passerella poi sulla sabbia “Aspetta che mi tolgo le scarpe, si riempiono di sabbia”.
Ci fa fermare fra gli ombrelloni, c’è abbastanza buio, ma un po’ di luce arriva dal viale lungomare.
“Perché vuoi che ti venga nel viso?” più che la domanda mi stupisce il tono, sembra preoccupata e ho paura sia gelosa “È una cosa che ci siamo detti, mi piace l’idea di dimostrarmi completamente sua” cerco di spiegare, Luce mi abbraccia e affonda il viso fra la mia spalla e collo “ma tu non sei solo sua. A me non pensi? Non vuoi essere anche mia? Avere anche il mio marchio” guardo Lorenzo che sembra stupito quanto me.
Mi accoccolo a mamma, ha la pelle calda “Abbiamo mischiato le nostre energie mentali e fisiche, io mi sento tua, non è così anche per te?” le chiedo, lei ci pensa e dà un “Sì, é che non ci ho riflettuto”.
“E il mio marchio non lo vuoi allora?” non so bene che sia successo fra di loro, perchè mia madre voglia il seme di Lorenzo addosso, ma mi sento gelosa di questa loro grande intesa e desidero il piacere che mi dà mamma sempre di più; lei mi bacia la testa e mi accarezza una spalla “Credo mi piacerebbe anche il tuo si”.
Mi risollevo, controllo che non ci sia nessuno nelle vicinanze, mi volto di lato e unisco le mie labbra a quelle di Lorenzo, mi perdo nel suo bacio mentre cerco di sbottonargli i pantaloncini, appena si apro infilo la mano, lo afferro sopra i boxer e tasto la sua eccitazione, sapevo di trovarlo già pronto.
Lorenzo gioca con il mio labbro, io con la sua lingua; l’altra mano la appoggio sul fianco di mamma, la spingo piano indietro e la sento sedersi sul lettino, mi stacco dal bacio.
Mamma mi guarda, ricontrollo che in giro non ci sia nessuno a portata di sguardi e sfilo l’erezione di Lorenzo fuori dai boxer, la afferro e la rivolgo verso mamma che subito la accoglie in bocca, Lorenzo gradisce.
La testa di mamma si muove, Lorenzo la accarezza; mi slaccio i jeans e li sfilo con le mutandine, riguardo in giro, in spiaggia non c’è nessuno e il viale è abbastanza lontano, appoggio il piede alzandolo sul lettino; prendo la testa di mamma fra le mie mani e la sfilo via dall’eccitazione del mio Lorenzo; é stupita a vedere la mia intimitá a pochi centimetri, e ora mi fissa dal basso poi fa uscire la lingua sempre guardandomi, porto la sua testa contro di me e sento il piacere umido della sua lingua contro la sensibilità delle mie labbra.
Luce mi muove la testa ricordandomi vagamente la presa forte di Lorenzo; lascio sia lei a portar la lingua dove più le piace; con la mano trovo la verga di Lorenzo, lo masturbo veloce, non so quanto a lungo possiamo restare qui nascosti fra gli ombrelloni e cerco di farlo venire velocemente. Lo sento stranamente silenzioso.
“Infilala e spingi nel punto più in basso” sento la voce eccitata di Lorenzo indicarmi, irrigidisco la mia lingua e la infilo poco cercando di premere più in basso possibile; il gemito di Luce è quasi istantaneo e anche la maggior produzione di umori, dopo poco mi stacco e accolgo in boccia solo il glande di Lorenzo e lo masturbo con la mano in maniera forsennata, lo sento gemere e tremare.
Il gusto acre dell’uomo mi dura poco in bocca, le mani di Luce mi strappano via e mi spinge contro le sue labbra dischiuse e bollenti; poi le mani di Lorenzo e la sua verga in bocca e quasi subito le mani di Luce ed i suoi umori dolciastri.
Giocano con la mia testa fra i loro gemiti sordi, trattano la mia bocca come un giocattolo e io sento la stoffa delle mie mutandine zuppa.
Lorenzo freme, la mia mano non l’ha mai mollato; devo far forza per liberarmi dalla presa di Luce; appoggio la sua erezione al mio viso mentre mi ci struscio contro, sento il caldo del seme sul mio occhio sinistro chiuso e sulla guancia.
Le mani di Luce mi riafferrono, non so nemmeno se Lorenzo ha terminato la sua venuta, stavolta peró mi tiene la testa ben ferma, le sue labbra contro la mia bocca, non faccio a tempo a far uscire la lingua che sento inizia a sfregarmele contro nella parte superiore contro il clitoride, vibra e geme anche lei venendo e continuando lo struscio forte, si sposta di lato e la sento strusciare contro il seme, lo spalma sul mio lato sinistro del viso contro zigomo e naso.
Camminiamo lungo il viale, manca poco al parcheggio dove abbiamo lasciato l’auto; sento la mia parte sinistra di viso impiastricciata, non ho idea di quanto, se si veda o no, so solo che ho il cuore in gola, gli uomini mi pare continuino a guardar Luce, ma ho già visto due donne cambiar espressione nel vedermi.
La mia energia vibra forte e sono tanto contenta che dispiaciuta quando saliamo in auto.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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