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Lui & Lei

Esile collega - il bacio. Parte 1


di Kalifly81
18.07.2025    |    2.955    |    2 9.8
"Ancora una volta in sua presenza, sentii montare un’erezione quasi istantanea, giocavamo con le lingue, lasciai le sue mani e la sentii trasalire quando le appoggiai sui suoi fianchi, presi a..."
Non m’era mai capitato a lavoro, sentivo l’inizio dell’erezione premere.
Stavo guardando i social sul cel durante la pausa bevendo il mio caffè, c’erano altri tre colleghi intorno che chiacchieravano quando arrivó Lisa, mi rivolse quel suo solito “ciao” con un gran sorriso appena prima di prendersi il caffè al distributore automatico; piccola, gracile, seno quasi inesistente, occhi chiari in un viso allegro, pelle molto chiara, molto tranquilla e timida all’apparenza, una ragazza che non si fa notare, con qualche anno meno di me, sulla 30ina. Quel semplice “ciao” quella volta aveva scosso qualcosa in me.
Nei giorni seguenti mi ritrovai a pensare a lei e lo trovavo strano, altre colleghe mi piacevano di più, Lisa era particolare e quasi strana ma mi ritrovavo ad immaginarla, ad immaginarla a letto, nuda, al parco a pomiciare, in spiaggia in bikini e in mille altre situazioni.
Passarono un paio di mesi con nulla più d’un saluto reciproco, una veloce chiacchiera da ufficio e mille fantasie, quando mi decisi e colsi l’occasione nel vederla sola nel suo ufficio.
“Lisa posso chiederti una cosa? Sei sposata o fidanzata?” Sapevo benissimo che era single, lei mostró il suo solito sorriso “No no, non sono fidanzata”, così le proposi “ti va un aperitivo dopo lavoro? Se non hai altri impegni, niente di galante” mi affrettai a specificare scherzosamente “solo che nel mio ufficio coi colleghi non c’è mai vita dopo lavoro e mi chiedevo se a te andasse di parlare di qualcosa che non sia un lavoro bevendo assieme”, era visibilmente spiazzata e acconsentì, ci mettemmo d’accordo sul bar in cui vederci e due ore dopo, seduto al tavolino esterno, l’ammiravo avanzare sorridente indossando una gonna lunga e larga, che trovo estremamente femminile, ed una camicetta senza maniche.
Parlammo del più e del meno, dei colleghi, di cinema e libri mentre quei pensieri su di lei non sparivano dalla mia mente e alla fine vinsero loro, mi ritrovai a proporle di andar al cinema il giorno seguente e lei accettó.
La sera dopo eravamo seduti in una sala mezza vuota, malgrado le nostre aspettative il film non era un granchè, le bisbigliai “la prossima volta lo scegli tu il film”, “A me questo piace, ci sarà una prossima volta?” mi chiese visibilmente allegra, sempre sottovoce mi avvicinai al suo fianco in modo ci si sentisse meglio “siamo colleghi mi sa che non dovremmo uscire assieme ma ultimamente non faccio che guardarti” lei attese un secondo poi trovó il coraggio di dirmi “tu che mi guardi a lavoro? Non mi capita spesso che qualcuno mi dica queste cose, non esco con un ragazzo da quasi due anni” la interruppi “perchè sei timida, ti basterebbe schioccare solo le dita per uscire con qualcuno” lei sorrise e riprendemmo a vedere il film. Dopo qualche minuto fu lei a riprendere sottovoce “so di essere troppo magra ma è la mia costituzione, i ragazzi non mi guardano sei gentile ad avermi detto così” attesi qualche secondo e allungai la mano sulla sua, la teneva sopra la sua coscia, la sentii irrigidirsi ma non fece nulla per allontanarmi, per lunghi minuti giocai con le sue dita e a tratti accarezzai appena la coscia, staccammo le mani solo alla fine del film. Uscimmo, lei non mi guardava, ci scambiammo solo un veloce commento sul film, sembrava molto imbarazzata e così non dissi nulla mentre ci dirigevamo al parcheggio, mi limitai a guardala nel suo vestitino estivo, mi chiedevo se fosse largo o se semplicemente stesse largo a lei data la sua figura esile, aveva le gambe scoperte dal ginocchio in giù, scarpe da ginnastica, maniche molto corte che lasciavano vedere le esili braccia. Arrivammo alla sua auto “volevo chiederti di andar a bere qualcosa ma non so quanto tu sia d’accordo, ti sei zittita da quando t’ho detto quella cosa sui ragazzi, scusami se ho detto qualcosa di male” “no figurati è solo che non so come comportarmi” presi anche l’altra mano e la feci mettere di fronte a me, la spinsi appena è si ritrovò in piedi appoggiata all’auto, il mio bacino premeva contro il suo ventre mentre mi chinavo su di lei, feci appena in tempo di vedere che chiudeva gli occhi quando sentii la sua lingua girare contro la mia.
Ancora una volta in sua presenza, sentii montare un’erezione quasi istantanea, giocavamo con le lingue, lasciai le sue mani e la sentii trasalire quando le appoggiai sui suoi fianchi, presi a succhiare piano il suo labbro inferiore e piano mi staccai dal bacio, la vidi riaprire gli occhi, sembrava quasi in trance.
“Scusami so che non bacio bene” mi disse.
“Stai scherzando vero? Hai un sapore fantastico“ continuavo a tener il mio bacino contro il suo ventre, sentivo sfregare appena l’erezione contro di lei in maniera non evidente, mi avvicinai al suo viso e la vidi subito chiudere gli occhi e aprir la bocca, nuovamente quella sua lingua morbida contro la mia, le mie mani erano ancora sui fianchi, la sentivo senza forze, sembrava del tutto abbandonata al bacio, spostai una mano lungo la sua coscia verso il basso sul vestitino e sentii la lingua bloccarsi.
Aprì gli occhi, eravamo bocca a bocca e ci fissavamo, la mia mano sulla sua coscia l’aveva bloccata, azzardai a sollevarle di poco il vestito, lei continuava a guardarmi premendo le sue labbra contro le mie ma senza bacio, le mie dita sentirono la sua pelle e appoggiai la mano sulla sua coscia, sotto la stoffa, lei chiuse gli occhi e riprese a mulinare la sua lingua contro la mia.
La mia mano salì appena e sentii il suo sedere, appena accennato, la stoffa delle sue mutandine, lei sussultó e allontanó la sua bocca dalla mia fissandomi negli occhi; provai a massaggiare piano il suo sedere, lei immobile mi fissava negli occhi; strizzai un po’ più la sua natica, poi la mia mano tornó alla sua coscia, poi l’interno coscia, poi per un istante le mie dita riavvertirono la stoffa sopra le labbra e lei emise un sospiro improvviso afferrandomi la mano “Scusa” disse.
“Di cosa ti scusi?” chiesi non capendo, provai a muovere le dita ma lei irrigidì la presa, sfilai via la mano fuori dal vestito e pochi secondi dopo sentii le voci di un gruppetto di persone che passava a pochi metri da noi, la guardai negli occhi e ridemmo assieme “non li avevo notati, non pensavo ad altro” le dissi, lei distolse lo sguardo guardando altrove e dicendomi “sali in macchina mia se vuoi, magari solo un altro bacio prima di salutarci; era molto tesa, non avevo mai visto nessun altro così timido, la guardai entrare in macchina al posto di guida, le guardai il sedere ma non si notavano forme sotto la stoffa del vestito mentre entrava, mi resi conto solo in quell’istante che l’erezione era ancora tosta al massimo sotto i pantaloni, salii dalla parte del passeggero.
Per un po’ ci fu un silenzio imbarazzato “Hai notato che non so comportarmi con i ragazzi”, le risposi “No, ho notato che sei super agitata”; “E’ che non sono abituata a uscire con qualcuno e non so bene cosa fare”, mi ritrovai a chiedermi se fosse ancora vergine a 30 anni e lei sembró leggermi la mente “ho avuto una sola storia durata 4 anni è finita qualche anno fa”, mi sporsi dal sedile verso di lei e ci ritrovammo ancora uniti in un bacio molto umido, spostai la mia mano aperta contro il suo ventre e la sentii rilassarsi sul sedile, entrambe le sue mani tenevano stretto il bordo del vestito scoprendosi le esili cosce a metá, premetti il palmo della mano contro il ventre e sentii un forte mugolio mentre la sua lingua si fermava contro la mia, alzai la mano e la appoggiai proprio sopra il suo seno.
Lisa bloccó il bacio, mi fissò negli occhi, mossi appena la mano e quasi non sentii nulla sotto la stoffa, lei inspirò e sembrava trattenere il fiato “dammi la lingua” le dissi dolcemente, lei sembró non capire, “dammi solo la punta della lingua”, timidamente fece uscire la punta della lingua dalle labbra, la presi nelle mie e succhiai piano, Lisa chiuse gli occhi e spinse la lingua nelle mie labbra mentre succhiavo, la mia mano si muoveva e appena sentivo il seno sotto la stoffa. Mi staccai da lei e tolsi la mano, ci scambiammo due bacetti; ci mettemmo d’accordo per far colazione assieme il giorno dopo, le feci qualche altro complimento e ci salutammo.
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