bdsm
Tre corpi un unico piacere - Parte 13
12.09.2025 |
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"Sento l’orgasmo arrivare da dentro e guardo quegli schizzi “Ooohhhh” la mia voce segue la sensazione di schiacciamento delle mie palle, che spingono gli spruzzi biancastri ad uscire, vedo il..."
“Hai mai provato il sesso orale mentre guidi?” mi chiede Luana.Luce è impiegata negli scrutini a scuola e io e Luana abbiamo approfittato delle giornate assolate per iniziare la stagione estiva alla loro casa al mare.
“No mai, e per quanto mi piaccia l’idea, sta buona che in autostrada meglio evitare” Luana fa spallucce e armeggia con la radio, dopo un po’ mi fa altra domanda “Lo facciamo un video anche noi due a letto?”.
“Che?”.
“Un video, tipo quello con Luce” mi spiega.
“Ma… l’hai visto? Era una cosa nostra. Non dovreste condividere proprio tutto di tutto” dico un po’ scocciato.
“Me l’ha inviato martedì mentre ero a lavoro, l’ha fatto apposta la stronzetta” dice Luana ridendo, poi mi mette una mano sulla coscia “dai volevo solo giocare, abbiamo tre giorni per noi e pensavo di far ogni cosa” dice divertita e ancora ridendo.
Ci fermiamo a far una piccola spesa in paese, arriviamo poi a casa dove diamo una veloce spolverata, indossiamo i nostri costumi e Luana mi fa risalire in auto, mi dá indicazioni e arriviamo in un parcheggio in pineta; smontiamo, porto io il borsone e ci avviamo verso la spiaggia.
“È per il nudismo anche questa spiaggia?” chiedo notando che non è la stessa che m’hanno fatto conoscere lo scorso anno, Luana mi guarda e mi sorride.
“Si, è poco più avanti della nostra spiaggia, un kilometro più o meno” mi dice lei indicando la direzione “qui ci vengono gli esibizionisti ma non farti idee”.
“Esibizionisti? Intendi gli scambisti?” le chiedo.
“Si, chiamali come vuoi. Non ci stendiamo qui passeggiamo e basta, così ti togli la curiosità, poi ce ne torniamo alla nostra spiaggia. T’ha detto Luce come ho iniziato a far il naturismo?”.
“No”.
“Ero giovane; il mio ragazzo dell’epoca mi ha portato in questa spiaggia. Ero parecchio giovane e stupida, con voglia di trasgredire. Siamo stati qui un paio di giorni e diciamo che ho giocato con più di qualche personaggio ma non con il mio ragazzo. Il secondo giorno l’ho mollato: m’ha portata qui senza avvisarmi di nulla, come se fossi il suo giocattolino. L’ho piantato qui e me ne sono andata alla spiaggia per i naturisti e me ne sono innamorata. Con il padre di Luce poi abbiam preso la casetta e non me ne son più andata”.
“Se non ti piace sto posto perchè mi ci hai portato? Vuoi tornare all’altra spiaggia?” le chiedo.
“Sei un uomo, dimmi che non sei curioso di vedere una spiaggia scambista. Ti togli la curiositá, non c’è nulla di male” Luana mi sorride e continua “Luce è scappata a curiosare qui con un’amica che aveva 15 o 16 anni, non sai quanto ho urlato loro quella volta”.
Luana s’interrompe e mi dà un colpetto al polso, con la testa fa un gesto indicando la direzione, volto lo sguardo e proprio agli ultimi alberi prima della sabbia un uomo di mezz’etá che fa un pompino ad un altro uomo, poco distante un terzo uomo più giovane li osserva.
“Direi che non fa per me” dico piano e ridiamo.
C’è molta più gente di quella che m’aspettavo e ricordavo, non è comunque una spiaggia affollata. I primi che incontriamo sono uomini isolati che, seduti sui loro asciugamani, si guardano continuamente intorno alla ricerca di un qualsiasi segno d’intesa di qualche passante, li trovo viscidi soprattutto quello che si masturba, l’unica cosa positiva è che tutti qui mantengono molta discrezione e rispetto.
Dopo un po’ vediamo una coppia che stesa a terra chiacchiera, lei accarezza piano il pene dell’uomo ma, o per l’età o perchè trattasi di una normale conversazione, la scena non è per nulla eccitante e sembra una semplice chiacchierata.
Porto Lorenzo vicino all’acqua verso un capannello di uomini, saranno circa una decina e si notano pure due donne, sembrano tutti di mezz’età, so perfettamente che succede e guardo Lorenzo, voglio vedere che faccia fa quando lo capirà.
Mi guarda e gli sorrido, è proprio un bell’uomo “Vuoi avvicinarti?” gli chiedo.
“Ma che dici! Non voglio farmi” Lorenzo abbassa la voce “farmi fare un pompino da una sconosciuta che lo prende da chissà chi”.
Guardo quella donna che deve avere la mia età, inginocchiata nell’acqua bassa pratica sesso orale agli uomini che le stanno attorno, deve aver scelto solo i più dotati perchè quelli da misure piccole o normali stanno a guardare.
“L’ho fatto anch’io sai. Non dirlo a Luce per favore” vedo l’occhiata che mi dà e aggiungo “te l’ho detto che ero giovane e stupida” rimaniamo a guardare un’altro po’ fino alla venuta di un uomo sul seno della signora, poi ci allontaniamo per ritornare all’auto.
“Non mi è piaciuto molto. Sarà che nei porno son tutti più giovani e meno cadenti”.
“Pensavo di stuzzicarti un po’, e poi non eri curioso?” gli chiedo.
“Sì, ero parecchio curioso. Ma davvero anche tu hai fatto una cosa del genere?” mi chiede mentre mi prende per mano.
“Sì, beh c’erano molti meno partecipanti. Era un brutto periodo, ero parecchio ribelle all’epoca,ho messo la testa a posto solo diventando mamma; c’era molta meno consapevolezza di certi pericoli. Saresti venuto nel gruppo se ci fosse stata la me ventenne?”.
“Non credo. Ma t’avrei guardata a lungo e avrei cercato di conoscerti finito lo spettacolino”.
Ridiamo divertiti e ce ne andiamo alla spiaggia nudista, gli racconto di quando ero giovane e del padre di Luce.
Lo guardo spogliarsi e venir a stendersi con l’asciugamano attaccato al mio, finisco di spalmarmi la crema e la spalmo sul suo corpo.
Mi mette la crema ovunque, dice che il primo sole è il peggiore e quindi passa la crema due volte sul mio cazzo “Hai imparato a controllarti che bravo” mi dice passando alla gamba e finendo col piede, io sono steso a pancia in su a godermi il caldo ed il venticello.
“Si sono bravo” ridiamo entrambi e si stende a pancia in giù sul suo asciugamano stando con i gomiti ed il seno sul mio petto.
“Non ti eccito più?” scherza lei.
“Insomma”.
“Che stronzo!” ridiamo ancora “Riesci a farlo eccitare solo pensandomi?”.
“Solo pensandoti? Non serve pensarti se ti ho nuda qui”.
“Intendo pensandomi mentre lo tengo nella mia bocca” mi dice abbassando il tono di voce “mentre me lo metti tutto tutto dentro il mio sederino stretto stretto. Ahi! Mi fai male!” resto inebetito e mi sento tremendamente eccitato, lei volta il viso e me lo guarda “Funziona” dice divertita poi torna a guardarmi “mi piacerebbe davvero molto riprovare ad essere presa veramente forte da te. Ricordi quando mi hai presa per i capelli, quando quasi mi soffocavi?”.
“Beh certo” dico ancora stupito delle parole di prima.
“Ti andrebbe dopo di rifarlo anche più duramente?”.
“Più duramente Luana?”.
“Si. Lo sai che a letto mi piace un po’ di, lasciami dire, violenza. Non lo chiederei a tutti anzi, solo a chi mi fido ciecamente, ed è da tantissimo che non sto bene a letto con qualcuno in questa maniera se non con te” mi spiega.
“Ve bene, è solo che a volte mi vien paura di esagerare e…” non mi lascia finire la frase.
“Tu lasciati andare, se superi il limite te lo dico. Ti va se non lo raccontiamo a Luce?”.
Chiedermi di non dirlo a Luce mi sembra una cosa parecchio strana per Luana “Sono cose nostre, non le racconterei a nessuno nemmeno a Luce, siete voi che vi dite tutto di tutto”.
Luana è contenta, sembra al settimo cielo e ci baciamo.
Pranziamo a casa, mi faccio una doccia mentre a Lorenzo lava i piatti poi vado a buttarmi a letto, mi metto a pancia in giù, voglio che veda il mio sedere nudo appena entra; mi sento assonata e non so se ho voglia di sesso ora, ma voglio che mi desideri, stasera voglio impazzire e farlo impazzire.
Lo sento entrare e già sorrido, sento il suo peso sul mio sedere e schiena, sento premere al mio ano ma ha le braccia ai lati delle mie spalle “Sei appena uscito di doccia, sei giá in questo stato?”.
“Ti desidero molto Luana lo sai”.
“Fai il bravo ora, questa sera puoi farmi quello che vuoi ma ora riposiamo un po’”.
Lo sento dare uno sbuffo che mi fa ridere, resto a pancia in giù e gli accarezzo i capelli guardandolo steso al mio fianco, lui mi piace proprio “Cosa non darei per aver 20 anni in meno” ci baciamo dolcemente ma lo allontano quasi subito “No! Non voglio eccitarmi” lui mi abbraccia e mi fa sentire la sua forte erezione contro la coscia, mi sento amata e l’atmosfera è dolcissima, restiamo uniti ed in silenzio per quasi un’ora.
Non riesco a dormire, mi sento sveglia, penso e ripenso a cosa potrebbe esser stata una relazione con Lorenzo se avessi avuto la sua etá, penso a come mi prenderà con furia, penso di amarlo proprio.
“Non hai sonno?” mi chiede dopo una buona mezz’ora che sono persa nelle mie fantasie e nel suo abbraccio.
“Prima sì ma ora mi sento sveglia. Andiamo in spiaggia?” gli chiedo.
“Va bene, ma prima vorrei far un cosa” sento il suo corpo dietro il mio spostarsi, io mi rimetto stesa prona e sento le sue mani aprirmi piano e leggere le natiche “Avevamo detto stasera” gli ricordo.
“Si, solo un secondo poi andiamo volevo provare una cosa” sento le sue dita indugiare fre le mie natiche, sento il suo sospiro sul mio buchino come se me lo stesse osservando da molto vicino.
Sento un lieve solletico all’ano, poi un lieve fresco e umido “Oddio” mi scappa di dire e mi sento sveglia, è la sua lingua sul mio ano.
“Lorenzo ma cosa fai?” lui si risolleva e si stende al mio fianco guardandomi divertito “E’ da tanto che volevo provare, ti è piaciuto o è troppo strano?” io lo guardo.
“Mi è piaciuto ma…” lo guardo sorridermi e mi chiede “Posso un altro po’?”.
“Certo” gli dico e lo sento tornare dietro di me, aprir le natiche e ancora la sensazione umida e fresca, poi un forte solletico di piacere mi fa scattare in alto la testa “Lorenzo hai infilato la lingua?”.
Lui non risponde, sento la punta della sua lingua darmi una strana sensazione di piacere, dopo poco si alza dal letto, volto il viso e lo ammiro nudo, io mi alzo in piedi e mi appoggio al suo petto, lui mi abbraccia.
“Mi desideri vero?” gli chiedo sentendomi dentro la sua sfera energetica.
“Certo che ti desidero Luana” lo guardo “Mi rifai questa cosa della lingua? E poi se vuoi puoi trattarmi come la tua bambolina da sbattere come preferisci” mi volto con studiata lentezza, appoggio le mie mani al materasso piegandomi e dandogli il sedere che faccio oscillare a destra e sinistra fino a quando non lo sento afferrare. Non avevo mai sentito una lingua penetrarmelo.
È insapore, così roseo, deve piacerle parecchio perchè non riesce a star ferma, devo provare anche con Luce; sussulta maggiormente quando lecco tutto attorno piuttosto che dentro.
Dopo un paio di minuti mi rialzo e le guardo la schiena, lei sculetta apposta, la spingo a rimettersi sul letto, mi stendo su di lei e appoggio il mio cazzo semi eretto sullo spacco del suo sedere con la cappella rivolta in alto, vado un po’ su e giù con il bacino strusciandolo fino a sentire l’erezione completa.
“Non vuoi la mia bocca?” mi chiede con tono suadente.
“No, ora no. Voglio il tuo culo e la tua gola”.
Lei volta la testa indietro con gli occhi spalancati a fissarmi “Ripetimelo” mi ordina.
“Ora voglio prendermi il tuo bellissimo culo e starti in fondo alla gola poi”.
La sento girarsi sotto di me e si mette supina, siamo viso a viso lei mi sorride poi mi prende fra i denti il labbro inferiore mordendomi abbastanza forte “ Ahhhiii!” urlo mentre ancora morde e mi sollevo via in piedi portandomi una mano al labbro “Ma… ho sangue!” le dico e lei mi fissa dal basso dicendomi “Torna qui che lo mordo ancor più forte”.
Guardo la sua erezione, il glande che fa capolino dalla pelle, poi il suo corpo si lancia su di me, mi vien da ridere istintivamente come solleticata quando me lo sento sopra, mi afferra i polsi e me li sbatte sul materasso tenendomeli fermi, sento la sua lingua nella mia bocca, la tocco con la mia ma sento il suo viso leggermente spostarsi e mi ritrovo il suo morbido labbro inferiore contro la lingua, sento un forte sapore ferroso, è sangue, continuo il bacio ma lui si stacca e mi guarda.
“Mi hai dato da bere il tuo sangue?” gli chiedo eccitata ed allibita.
Lui non risponde, sposta il suo corpo di lato, una sua mano mi lascia il polso per afferrarmi il fianco, mi ritrovo a pancia in su, sento di nuovo il suo peso schiacciarmi ed immobilizzarmi al materasso, chiudo gli occhi stretti.
So che sta per arrivare, so che me lo sta per affondare dietro, so che mi farà male ma l’ho provocato io: è ció che voglio e arriva.
Spalanco gli occhi, sento la mia bocca aperta contro il materasso, il mio ano aperto contro volontá, sento il sedere squarciato nel piacere, sento la sua verga riempirmi e quasi svuotarmi per poi riempirmi ancora “Si! Di più!” lo supplico e lui mi esaudisce, sento i forti colpi nel mio didietro, so che dopo questo piacere sta per arrivare il bruciore “Ahhhh” urlo il mio piacere all’ennesimo colpo di godimento e poi arriva il dolore che mi fa stringere labbra e occhi, mi sforzo di non chiedergli di rallentare e anzi, sento la mia voce chiedere “Più forte ti prego” ma Lorenzo continua con il suo ritmo secco e profondo senza andare oltre, l’ano inizia a non aver più ristrettezza e riesco a lasciarlo rilassato mentre viene violato ripetutamente.
Mentre cerco la concentrazione anti dolore con il viso contro il materasso, una mano mi afferra per mento e guancia, sento la testa scattare all’insù e venir girata di lato, la lingua di Lorenzo è nella mia bocca mentre il suo movimento continua a colpirmi il didietro, non posso parlare, non posso muovermi, posso solo sentir piacere nel retto.
Tremo come se stessi subendo una crisi, mi libera la bocca e lancio il mio basso urlo continuato di piacere, poi quasi mi spavento, sotto il mio ventre sento umido, bagnato, infilo la mano fra ventre e materasso e sento un lago, mi divincolo spaventata e Lorenzo esce da me, guardo in basso e il lenzuolo ha una chiazza bagnata incolore, porto la mia mano dietro e poi fra le cosce e capisco di essere un lago.
Lorenzo è in piedi e mi dice “Vieni qui”, faccio no con la testa, apro un po’ le mie labbra e muovo la lingua mostrandogliela; lui sale sul letto e a due mani mi prende la testa, apro la bocca sapendo ció che sta per avvenire e mi infila il suo pene in bocca, in gola in un punto profondo dove sento le pareti dell’esofago toccarlo, il mio diaframma si contrae in alto, ho un brivido di terrore mentre lui lo sfila fuori e sento un suono a metá fra un gorgoglio e un colpo di tosse, vedo il suo glande bagnato con due lunghi filamenti di saliva che terminano nella mia bocca.
Il membro avanza ancora, entra e va in profonditá e si muove, avverto il rumore di bagnato, qualcosa premermi in gola, poi mi rendo conto che non posso respirare e spalanco la mascella ma così il fastidio aumenta contro i muscoli tirati a dismisura, non respiro, tossisco, lui esce e alzo lo sguardo verso di lui, lo vedo guardarmi ed il membro a pochi millimetri da me, ancora entra e lo sento premermi alla gola senza fastidio più volte, mi par di percepir tutto in ritardo, capisco che lasciando i muscoli rilassati lo stimolo di tossire quasi svanisce e fisso gli occhi di Lorenzo mentre mi sento abusare la bocca, la sensazione è stupendamente inebriante.
Mi fissa, ha il viso arrossato, la vedo sussultare, cola della bava poi un forte scossone del suo petto, appena la sento divincolarsi lascio la presa della sua testa, non tossisce ma si porta una mano alla bocca, ora tossisce e scappa letteralmente verso il bagno.
La seguo e la vedo in piedi davanti allo specchio e lavandino, mi guarda stravolta.
“Tutto bene?”.
“Tutto ok, stavo per rimettere” lei mi fissa sembra in estasi e preoccupata.
“Scusami, sono stato troppo rude” la abbraccio piano e lei mi si accoccola al petto.
“È stato intenso, mi sono sentita… mi sento proprio tua sai Lorenzo. Voglio rifarlo assolutamente, ma magari non ora” poi solleva il viso e ci guardiamo “ti secca se ti faccio venire solo con la mano o con la bocca ma più tranquillamente?” mi prende per mano e mi riporta in camera.
Si siede a bordo letto ed inizia ad alzarmi e abbassarmi la pelle del cazzo, la sua mano è fantastica, sa muoverla come Luce nemmeno immagina “Tu rimani fermo, non toccarmi con le mani. Dimmi solo quando stai per venire intesi?” le faccio sì con la testa e mentre aumenta la velocitá di masturbazione, appoggia la punta della lingua al piccolo fiorellino sulla sommità della cappella.
Il suo pugno va ora velocissimo, la lingua fissa mi solletica e sento smuovermi qualcosa dentro “Luana, sta arrivando”.
“Lascia fare tutto a me” vedo che spalanca la bocca, trae un gigantesco respiro e lo riprende completamente in gola; muovo appena il bacino gemendo l’orgasmo, sento nitidamente due forti schizzi sparati nelle sue viscere, lei sussulta e gorgoglia afferrandomi con le mani i fianchi e cercando di spingerselo ancora più in fondo, mi sento svuotare mentre lei dá un forte colpo di tosse con la bocca riempita dal mio cazzo.
Piano distacca la testa, è molto provata.
“Il tuo seme è mio” mi dice mentre la prendo sotto le ascelle e la faccio stendere a letto per coccolarla.
“Mi sa che dobbiamo giá cambiar lenzuola” le dico mentre ridiamo.
Oggi c’è molto sole ed è ventilato, sull’asciugamano tengo le gambe semi aperte per sentir l’aria.
Rivivo in continuazione quello che abbiamo fatto dopo pranzo, mi chiedo perchè mi piace così tanto qualcosa che penso sia troppo schifoso, schifoso è l’unica parola che mi viene in mente ma non penso sia affatto così.
Mi eccita l’idea che Lorenzo sia dominante su di me. Mi eccita tremendamente quando sento il suo corpo sopraffare il mio, se immagino lui a darmi uno schiaffo mentre facciam l’amore mi sento eccitata.
“Luana, sei silenziosa; se c’è qualcosa di sbagliato in quello che abbiamo fatto dimmelo. Tutto ok?”.
Mi sta guardando e devo baciarlo, quando ci stacchiamo lo accarezzo in viso “Mi è veramente piaciuto tanto, troppo. Non sono una cosa tipo la tua schiava, ma in un certo senso mi piacerebbe sapere che sai puoi farmi tutto quello che vuoi, proprio tutto intendo”.
Lui mi sorride.
“La lingua lì sotto” mi sento arrossire “è una cosa che non ho mai provato, mi fa un po’ senso l’idea ma ora so che mi piace tantissimo, non lo dire a Luce mi raccomando” sorridiamo assieme e ci ribaciamo “e beh… sentire che mi smuoveva i polmoni e l’intestino tenerlo così a fondo; c’è stato un momento che ho avuto quasi paura, mi è piaciuto da pazzi”.
Gli prendo le spalle e me lo tiro sopra di me a stendersi e gli mordo forte il labbro superiore, sento che cerca di resistere poi dà un “Ahi!” e lo mollo, lo fisso negli occhi mentre affondo dita e unghie nelle sue spalle, cerco di rimordergli il labbro ma lui solleva la testa e afferrandomi le braccia mi tiene a terra “Fammi male” gli sussurro con il sorriso.
Lorenzo mi tiene a terra ferma, con la sua mano mi accarezza dolcemente il mento, la guancia, il lato della testa, poi le sue dita afferrano i capelli e li tirano di lato facendomi piegare la testa, sento un lieve dolore all’attaccatura dei capelli, poi l’altra mano mi preme il petto, tira il capezzolo di lato, un fuoco mi si accende fra le cosce.
Con la punta della lingua lecco l’attaccatura delle sue labbra “Se ti libero smetti di mordermi?” le chiedo e subito ricevo un “No! Non smetteró mai” ridiamo entrambi mentre mi tolgo da lei.
Mi metto steso al suo fianco e dopo qualche istante mi salta lei sopra e cerca di mordermi il labbro, volto il viso e lei per un attimo mi morde molto forte la guancia “Ahi! Luana ma che cazzo” lei ride e mi lecca la guancia “Portami a casa” mi sussurra.
Mi alzo, l’erezione sta iniziando la prendo per mano e andiamo in acqua, stiamo abbracciati a baciarci e toccarci con l’acqua al collo.
Verso sera torniamo a casa, ci facciamo la doccia assieme e quando usciamo visibilmente nell’accappatoio sono eccitato.
Passiamo una cena tranquilla, una coppia ci riconosce sostenendo d’averci visto la mattina alla spiaggia scambisti, dico loro che vengano in quella zona verso le 22:30 e ci troveranno per giocare, quando se ne vanno io e Luana scoppiamo a ridere per lo scherzo chiedendoci se veramente andranno in spiaggia a cercarci; passeggiamo e lei mi sta sempre attaccata a braccetto. Rincasati la mia aspettativa di una nottata di sesso sfuma immediatamente, Luana è molto stanca e preferisce dormire.
Quando mi sveglio alla mattina la trovo nuda davanti allo specchio a guardarsi.
Sbadiglio e mi stiracchio alzandomi “Buongiorno” lei viene a baciarmi, quando ritorno in camera dal bagno lei è stesa a letto con le gambe totalmente aperte, ci uniamo in un sesso lento e dolce, veniamo presto, lei standomi sopra, io dentro in lei.
Passiamo in spiaggia la giornata, Luana m’ha detto che questa sera vuole tornare qui e farlo al buio, l’idea mi tiene eccitato per tutto il giorno tanto che Luana mi deve portar in acqua un paio di volte e mi propone un pompino che rifiuto.
Ci stiamo preparando per uscire a cena, entro in bagno in attesa del mio turno per la doccia, Luana si sta insaponando, ha una mano sul sedere e le dita schiumose si prendono cura del suo ano, lo sta evidentemente preparando per dopo e vedere quella scena mi eccita, faccio per uscire dal bagno per distogliere lo sguardo ma la visione non mi abbandona, ritorno dentro, vado alla doccia ed entro sotto il getto tiepido.
“Ho quasi fatto” dice lei ma di peso la spingo addosso al muro e mi guarda “ho prenotato alle 8:00, faremo tardi, e non s’era detto in spiaggia stanotte?” le afferro la mascella e lei deve per forza zittirsi, sfrego la mia erezione sul suo ventre e fra le sue cosce per renderla dura al massimo, lei col bacino cerca di voltarsi, credo voglia sentirlo dietro, ma col mio di bacino la spingo ancora più aderente alle piastrelle impedendole di voltarsi “Baciami” mi dice con una voce strana dato che ho la sua mascella nella mano, la libero e ci baciamo prepotentemente spegnendo il getto d’acqua.
Gli affondo le unghie nella schiena e lui mi restituisce un debole “Ahi” ma mi lascia fare; con una mano cerco di graffiargli il petto mentre con l’altra cerco di afferrargli l’erezione, mi sento accesa.
“Non dovevi provocarmi” gli dico “volevo farlo con te in spiaggia, al buio, e magari qualcuno che ci spia” sento i movimenti del suo bacino fermarsi, i suoi baci smettere e lui mi guarda “Vuoi che ci vedano? Come i tipi scambisti?”.
Riesco ad afferrare la sua erezione e cerco di puntarmela fra le cosce, è scomodo da fare dato che mi schiaccia contro il muro.
“Perchè no?” chiedo mentre cerco di morderlo, lui leva il viso e mi sfugge.
“Che hai che sei così violenta sti giorni?” mi chiede “Mi piace, e dato che non c’è Luce ne approfitto, abbiamo detto che rimane un segreto”.
“E che è sta novità che vuoi farti guardare?” continua a chiedere.
“Mi piace sapere che tu e Luce guardate il mio filmino, mi piace che mi guardino. A te no? Il ragazzino si vergogna” dico provocandolo e lui mi stringe forte le natiche con le mani “Ahia!” rido “Lasciami andare” dico molto divertita mordendolo alla spalla, mi divincolo ed esco di doccia, prendo gli accappatoi “dai vieni” e salgo le scale per raggiungere la camera, lui mi segue, stendo gli accappatoi sul letto “non voglio che bagnamo, abbiamo giá cambiato le lenzuola ieri” poi apro la porta dell’armadio grande in modo che lo specchio verticale esterno ci permetta di guardarci a letto “scegli da cosa vuoi iniziare e prenditelo” gli dico ora guardandolo.
Lui s’avvicina e io faccio qualche passo indietro per sfuggirgli giocando, quando sono all’angolo lui ormai è nudo di fronte a me con il suo pene che svetta verso l’alto, cerco di dargli uno schiaffo ma lui mi blocca il polso e mi afferra l’altra mano portandole entrambe dietro la schiena, mi bacia con passione mentre quel pene durissimo mi preme contro il ventre, sento la sua mano ora sul braccio, sul collo e mi spinge sul letto, apro le cosce e lui si sta per stendere su di me ma si ferma poco prima, la sua mano mi afferra dietro la nuca e mi piega la testa in avanti costringendomi a sollevarmi col busto e a guardare verso il basso la mia vagina minacciata da un lucido glande che inesorabilmente mi penetra.
Non riesco a muovere la testa, guardo il pene muoversi avanti e indietro dentro me mentre sento che mi sfrega; mi obbliga a guardare le penetrate.
Non ne so il motivo ma lascio colare fuori dalla mia bocca della saliva che si deposita sul pene che avanzando la fa sparire dentro di me.
Le lascio la testa e lei subito la alza per guardarmi, continuo a penetrarla a fondo e lentamente per guastarmi la pelle che dentro di lei viene tirata e per farle abituare le pareti interne; quando la sento bagnata mi sfilo e mi metto in piedi, le afferro le caviglie per trascinarla sul bordo, lei cerca di divincolarsi senza troppa convinzione.
Le prendo i capelli e tirandoli leggermente la spingo ad alzarsi e la spingo piano contro lo specchio verticale dell’armadio.
Le tengo forte i capelli, la obbligo a guardarsi riflessa;
Sposto la mano sul sedere e infilo piano l’indice, la sento abbastanza rilassata senza troppa resistenza, avvicino l’erezione e la premo contro l’ano tenendola per i capelli e obbligandola a fissarsi il viso nello specchio.
Me lo spinge dentro di botto, quell’istante mi sembra infinito, non sento ora nulla e vedo la me stessa riflessa nello specchio aggrottare le sopracciglia e spalancare la bocca in un grido muto, nel vedere quella posa è come se sentissi il forte bisogno di infilare un pene in fondo a quella bocca spalancata giù fino in fondo, mi chiedo come mai sento questo forte desiderio di piacere così spinto, noto quel corpo femminile stare in punta di piedi per sfuggire alle forti penetrate che Lorenzo sta infliggendole e d’improvviso un’ondata di piacere mi riempie il corpo mischiata ad un dolore nelle profonditá del sedere che sembra molto lontano, urlo e mi butto indietro fra le braccia del mio uomo.
L’urlo di Luana è sorprendente, in più mi è addosso a peso morto, mi levo subito dal suo sedere e la sorreggo, le do un bacio alla guancia “Mi son fatto prendere, tutto a posto?”.
lei per un attimo sembra stordita poi si schiaccia al mio petto “Si, si. È stato molto forte peró” tenendole i fianchi la rigiro “Guarda nello specchio” le dico mentre con le mani apro le sue chiappe che mostrano un foro tondo molto allargato.
“Non è mio” dico guardando il mio sedere riflesso nello specchio tenendo la testa voltata all’indietro mentre sono nell’abbraccio di Lorenzo, che con le sue mani esibisce il mio ano “ma… oddio… si è ehm rotto? Oddio Lorenzo”.
“Che dici?”.
“È troppo largo” lui lascia la presa ed il mio sedere si richiude, guardo Lorenzo negli occhi e sono preoccupata.
“Beh l’ho appena trattato un po’ male, si dilata sempre così” mi spiega.
“Così largo?” mi fa sì con la testa.
“Mi è piaciuto da morire” mi giro dandogli le spalle e guardandomi allo specchio, porto una mano al mio ventre, Lorenzo si adagia col petto alla mia schiena e sento le sue mani sui miei fianchi, sul ventre, fra le cosce che apro un po’; poi mi afferra e mi solleva, si siede sul bordo del materasso e mi fa sedere sulle sue gambe rivolta allo specchio, mi induce ad aprir le gambe e con le sue dita, con entrambe le mani, apre le mie grandi labbra mettendo in mostra quel rosa intenso interno.
Io mi osservo, non mi ero mai vista in quel modo “Infila un dito” mi sussurra come un diavolo tentatore, e mi eccita guardarmi allo specchio mentre infilo il mio indice in me, metto il dito un po’ ad uncino e inizio a darmi piacere; vedo allo specchio che Lorenzo cerca d’infilare in me anche il suo dito.
Cerco di muovere il dito infilato nella sua fica come fa col suo, è molto bagnata e le piace dai versi bassi che emette.
Dopo poco le spingo fuori il dito ed infilo anche il medio, lei osserva allo specchio con lo sguardo fisso alla sua fica violata, cerco di spingere anche l’anulare “Lorenzo” mormora lei ma il dito entra in una smorfia di Luana, seguita da un gemito.
Muovo con difficoltà ma ad ogni minimo movimento lei geme “Lorenzo” sospira nuovamente con un gridolino, tolgo la
mano “Tre sono troppi” mi dice sospirando.
Mi alzo e lei con me, le faccio piegare il sedere un po’ verso lo specchio e le porto una mano proprio in mezzo “Prova anche qui” le dico.
“Dietro? Ma no” mi dice mentre volta la testa a guardarsi.
“Dai infila un dito; se lo infili poi ti scopo la gola” uso la parola scopare apposta in modo capisca che sarà qualcosa di carnale, lei mi guarda nello specchio poi torna con l’attenzione al suo sedere, muove il dito e piano lo infila, io le sistemo i capelli lunghi in una coda di cavallo che afferro, mi metto davanti a lei che spalanca la bocca “Facciamo così” le dico “io lo infilo più a fondo che posso quando tu tieni dentro il dito, quando senti che non ce la fai più basta che estrai il dito e io ti libero la bocca. Intesi?”
“Sei” non continua la frase e dá una leccata alla mia cappella, tenendole ben salda la testa infilo il mio cazzo nella sua bocca, nella gola, completamente.
Ha gli occhi chiusi, lo tengo dentro senza muoverlo, le impedisco di muovere anche di un millimetro la testa, allo specchio vedo il dito uscirle dal sedere e io mi ritiro liberandole la bocca, respira forte.
Allo specchio reinfila il dito e la mia cappella le sparisce nella bocca, stavolta la muovo leggermente contro le pareti umide, la vedo paonazza in volto, lei tiene dentro il dito e lo muove appena, ha gli occhi lucidissimi ed il viso rosso, inizio a preoccuparmi, il suo corpo ha uno spasmo e lei leva la mano, tolgo subito il cazzo dalla sua bocca e lei dá un forte e strano colpo di tosse facendo cadere della saliva biancastra; reinfila il dito ed io il cazzo, quasi gira gli occhi nella testa arrossendo, stavolta tira via la mano prima e la libero.
Luana mi crolla addosso, ha le lacrime ad un occhio e respira annaspando, tossisce.
Lorenzo si siede sul letto, io sto tossendo e mi par di star a piangere.
Non ho mai fatto nulla del genere, non capisco perchè mi piaccia così tanto sentirmi annientata, e questo gioco col dito mi fa sentire oltremodo spinta, sento di aver gli occhi lucidi, guardo in viso Lorenzo e reinfilo il dito dietro, sento le sue mani sulla testa e la presa forte, poi l’ossigeno sparisce.
Cerco di rilassare la gola, vedo quasi male date le lacrime che mi velano gli occhi, non ho ossigeno, sento una spinta dallo stomaco, ho un sussulto e sento spruzzare fuori dalla bocca della saliva, mi sento così vergognosa, so che devo respirare ma voglio superare il limite, e che bello sentire il mio dito dentro, è bello per la stranezza non tanto per il piacere, sento che sto ormai piangendo, il mio corpo vuole respirare e non respiro, non è la mia volontá che leva la mano dal sedere e arriva l’aria.
“Luana, tutto bene?” Sento chiedermi con tono contento Lorenzo; io sto fissando la mia mano riempita di una strana saliva più densa, mi sento un po’ stordita poi torno a guardarlo, mi asciuga il viso con la manica dell’accappatoio e ora mi sento meglio.
“Non diciamolo a Luce” gli dico mentre mi rimetto in piedi e mi immobilizzo, mi vedo allo specchio e sembro un’altra persona.
La mia immagine è stravolta: i capelli arruffati, gli occhi completamente arrossati, sul mio petto quella bava densa colata dalla mia bocca.
Lorenzo mi afferra i fianchi e mi gira verso di lui, mi fa sedere su di lui a cosce aperte e sentire il suo pene penetrarmi le cosce è meraviglioso, salto su e giù su di lui e ascolto i suoi grugniti di piacere, afferro i suoi capelli e mi schiaccio il suo viso al seno che subito succhia e lecca, inizio a gemere anch’io.
Il mio piacere è immenso “Vieni piccolo mio, vieni” gli dico mentre sento sempre più piacere.
Lo sento sollevarsi, mi alzo in piedi anch’io “Vorrei venirti in viso”.
Il mio corpo è giá inginocchiato e la mia mano giá lo masturba fortemente quando nella mia mente capisco che potrebbe chiedermi qualsiasi cosa e io la farei immediatamente, guardo il suo viso eccitato sull’orlo dell’orgasmo e lo trovo bellissimo, spalanco la bocca.
“Chiudi la bocca” tolgo la sua mano dal mio cazzo e lo prendo in mano io masturbandomi veloce, lei chiude le labbra e le schiaccia contro la cappella guardandomi dal basso.
Sento l’orgasmo arrivare da dentro e guardo quegli schizzi “Ooohhhh” la mia voce segue la sensazione di schiacciamento delle mie palle, che spingono gli spruzzi biancastri ad uscire, vedo il viso sporco di Luana e gemo forte ancora, mi piace vedere queste veloci sborrate abbondanti, lascio l’erezione e faccio alzare Luana.
Apro la bocca per assaggiare tutto quel seme “No” mi dice lui “tienilo in viso”; le sue mani mi afferrano i fianchi e mi girano verso lo specchio, in piedi, una mano alla mia schiena mi spinge in avanti e devo piegarmi; stringo i denti alla forte penetrata, ora mi afferra con entrambe le mani e i colpi del mio sedere contro il suo bacino sono fortissimi e veloci; vengo quasi immediatamente mentre la mia vagina viene perforata senza sosta.
Vedo la mia faccia sporca di seme, la bocca aperta per emettere quei suoni di piacere, Lorenzo dietro di me che mi possiede con una voglia infinita, mi spinge in avanti, se fosse la mia gemella la bacerei, appoggio il viso allo specchio mentre mi sento sbattere; nel mio corpo sento un lieve orgasmo continuo che non mi dà sosta.
Luana dá lamenti di piacere continui, il secondo orgasmo è molto più difficile da raggiungere di solito perchè è come sentire d’esser prossimi ma non arriva quasi mai, guardo il suo culetto che mi sbatte contro e la mia erezione che dentro di lei sparisce sempre completamente, ed eccolo: l’orgasmo sta per arrivare.
Mi levo, il corpo di Luana sembra leggero ed inanimato, la metto a sedere sul bordo del materasso e le premo la cappella alla guancia mentre mi masturbo fortemente; ha il viso giá imbrattato e ha un’espressione come fosse sotto l’effetto di qualche droga.
La venuta è meno copiosa della prima e si riversa tutta sul suo labbro superiore, stremato mi siedo al suo fianco mentre con la mano sulla sua nuca la spingo ad inginocchiarsi, lei subito inizia a leccarmi e a ripulirmi.
Finisco di ripulirgli l’asta che inizia a perdere vigore, mi alzo e prendo il cellulare che do a Lorenzo “Fammi qualche foto, voglio guardarmi ancora presa in questo stato”.
Mi fotografa, me ne fa un paio anche mentre mi stendo a letto.
“Vieni fuori con il viso sporco” mi dice lui.
“Non scherzare, non posso uscire presa così” gli dico, ho il viso troppo imbrattato, ma dentro di me nasce l’idea di farlo, girare fra la gente con il seme di Lorenzo sul mio viso.
Ci facciamo un’altra doccia e usciamo, per tutta la nottata sento darmi leggero fastidio il sedere e la gola e ne sono felicissima.
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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