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Sottomessa al Piacere-Natale perverso-Cap7#6
giorgal73
08.06.2026 |
1.910 |
2
"Le concedo questo piccolo trionfo, poi la tiro su e la bacio di nuovo, più forte, più a fondo..."
Natale Perverso Capitolo 7 – CapodannoPARTE 6 di 6
*** DANIELA ***
Abbiamo dato spettacolo, sì, ma quello che sento adesso è soprattutto una fame bestiale, quella che ti spinge a cercare le labbra di chiunque ti sia vicino, a rubarne il respiro e il gusto di pelle. Il tempo è scivolato via come se qualcuno avesse accelerato la pellicola di un film. Le lancette sul muro segnano le undici e cinquantasette; la sala è un formicaio impazzito, tutti si muovono, si toccano, si baciano, si scambiano come per garantirsi che nessuno rimanga solo allo scoccare di mezzanotte. I bicchieri tintinnano, le bottiglie di bollicine aspettano solo di essere stappate, e il disc jockey—un uomo sulla quarantina, tatuaggi ovunque e sorriso da eterno bambino—ha già preso il microfono, pronto a scandire la fine di un anno e l’inizio di quello nuovo.
Lo stereo pompa un remix forsennato di canzoni pop, alternando momenti di pura esplosione ritmica a sospensioni dove le voci si intrecciano in cori animaleschi. Sento una mano afferrarmi il polso: è Claudia, che mi trascina verso il centro della sala, dove la folla si fa ancora più densa. Lì, per un attimo, mi sento schiacciata dal calore dei corpi, dal sudore, dalle fragranze di colonie e di dopobarba e di secrezioni.
La voce del dj si leva sopra il caos, inizia il countdown: «Dieci… nove… otto…» L’elettricità è palpabile. Tutti gridano, si abbracciano, si sfiorano i visi con la promessa di un bacio ormai inevitabile. Sento le mani di Claudia che mi cercano il viso, ma nello stesso istante un’altra bocca - non so di chi - mi sfiora le labbra. Vengo baciata da due persone contemporaneamente, la lingua di Claudia si intreccia con quella dell’altro, in un gioco che non distingue più chi è donna, chi uomo, chi amico e chi estraneo. Un’esplosione di sapori: vino, saliva, il dolce della crema pasticcera dei dolci che abbiamo mangiato a inizio serata.
Sette… sei… cinque…
Vedo Michela, poco distante, inginocchiata come una santa pagana davanti a una donna che non riconosco subito. Si stanno già toccando sotto il tavolo, le dita corrono veloci tra le gambe, e il volto di Michela è una maschera di desiderio, la bocca rossa dischiusa in attesa di qualcosa che so arriverà presto. La cerco con gli occhi, la voglio con me per lo scoccare della mezzanotte. Eccola: si alza, inciampa quasi, si avvicina a me con passo ubriaco di piacere più che di alcol. La sua pelle brilla di sudore, i suoi occhi sono due braci accese. Mi afferra la nuca, mi bacia con la forza di chi possiede e si fa possedere. Intorno è un’esplosione di baci, mani che si infilano in tasche, sotto le camicie, tra le cosce. Quando Michela mi morde il labbro inferiore sento la sua fame, è la stessa che sento io, un bisogno di essere riconosciute come regine di questa notte.
Quattro… tre… due…
Sento una stretta sui capezzoli. Non è una fantasia: sono le mani di Michela che mi strizzano con precisione chirurgica, e poi - senza alcuna vergogna -mi solleva il seno dal vestito, scopre la barretta d’argento che lo attraversa e ci attacca sopra la lingua, succhiando come se volesse portarmi via qualcosa di essenziale. Grido, ma non di dolore, solo di piacere selvaggio. Le sue dita, intanto, si infilano sotto la mia gonna, trovano subito la pelle nuda, sfiorano la mia figa e la sentono già calda, già pronta a cedere.
Uno…
La stanza esplode: urla, applausi, coriandoli che cadono dal soffitto, i tappi delle bottiglie che saltano come petardi. Lo champagne scorre in torrenti, ne finisce più sui vestiti e sui corpi che nei bicchieri, ma a nessuno importa. Tutti si baciano. Non è una figura retorica: davvero tutti stanno cercando di baciarsi, di toccarsi, di mescolare i propri fluidi con quelli di qualcun altro. Gli uomini si baciano tra loro, le donne si baciano senza più nessun pudore, le coppie si mischiano, si scambiano, si fondono in un’unica massa vibrante di carne.
Io e Michela siamo al centro di un piccolo vortice: ci baciamo, ci mordiamo, le sue mani mi strappano quasi il vestito. La voglio punire per questa insolenza, ma so che è solo un gioco, la sua maniera di dirmi che sono ancora io l’unica padrona della sua notte. Le afferro i polsi, glieli porto dietro la schiena, le stringo le mani con una presa decisa. Lei geme, si abbandona totalmente. Le sussurro nell’orecchio: «Buon anno, mia adorabile troia.»
Lei risponde senza esitare: «Anche a te, mia Padrona.»
La folla attorno a noi, vedendo la scena, applaude. Qualcuno ci urla di andare avanti, altri cercano di inserirsi nel gioco, ma io sono concentrata solo su Michela. Le do un piccolo, simbolico schiaffo sulla guancia. Lei ride, poi si inginocchia, prende la mia mano e la porta alla bocca, lecca le dita come se fossero la cosa più buona al mondo. Le concedo questo piccolo trionfo, poi la tiro su e la bacio di nuovo, più forte, più a fondo.
Sento che è ora. Claudia mi fa cenno: è il momento dell’asta. La cerimonia non può più aspettare. Ci separiamo da Michela e ci dirigiamo verso la consolle del dj. Lì ritrovo Giacomo, l’uomo che ha orchestrato tutto questo strano Capodanno, un tipo con gli occhi intelligenti e le mani veloci. Claudia parla con lui un attimo, poi prende il microfono e si prepara a fare il grande annuncio.
Mi alzo e mi avvicino a Giacomo, il disc jockey e proprietario dell’hotel. Parlo un attimo con lui, poi prendo in mano il microfono e faccio questo annuncio: «…visto che il parroco di Cortina deve ristrutturare la chiesa, abbiamo pensato di fare un’asta per devolvere il ricavato in beneficenza, per aiutarlo… vi presento Daniela la banditrice e Michela la sua schiava.»
*** NOTE ***
---CAPITOLO 7: Tuffo nel 1999 (Recuperate i primi sei!)---
Allacciate le cinture: vi porto in un 1999 audace, decadente e senza filtri. Non aspettatevi un raccontino, questo è un romanzo vero e proprio con una forte dose di esibizionismo. Se apprezzate, fatemelo sapere con un pollice in su e un commento!
---La Musa e lo Scrittore---
Questa storia non è autobiografica, ma nasce dalle confidenze reali e bollenti della mia amica "Damabiancaesib" (potete ammirarla qui su a69, cercatela). Altri hanno provato a raccontarla, ma lei ha scelto mia penna, anzi la mia tastiera, per svelare le sue fantasie più oscure. Nessun plagio, solo la magia di trasformare i suoi segreti in letteratura. Io sono "solo" l'autore e vivo senza catene, ma lascio sempre la porta socchiusa a chi sa stupirmi con proposte intriganti.
---A Voi la Mossa---
Incoronatemi Maestro dell'Erotismo con un bel voto, o lasciate un commento spudorato. E se vi sentite audaci, scivolate nei miei messaggi privati: chissà che una proposta indecente non trasformi la fantasia in realtà in qualche Club Privé di Bologna...
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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